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il blog di Francesco Zanfardino
SD e Camorra, bella campagna
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2008


                                                                     La camorra è una montagna di merda

Questo blog ha le sue idee politiche, ma non ha "insegne" politiche". Però ogni tanto capita di segnalare le buone iniziative dei partiti. In questo caso segnalo la campagna contro la camorra avviata da Sinistra Democratica, il piccolo movimento che fa capo a Fabio Mussi e Claudio Fava (cioè la corrente di Mussi all'epoca dei DS).

La campagna consiste in tre manifesti, affissi di recente in Campania, recanti tre scritte: "La camorra è una montagna di merda" (frase di Peppino Impastato), "Saviano è amico mio" (ovvio riferimento alla recente situazione dello scrittore giornalista campano) e "Facciamo neri i cammorristi (il riferimento è alla strage degli immigrati di Castelvolturno). La campagna avrà il suo culmine il 6 Novembre, quando proprio a Castelvolturno si terrà un'iniziativa promossa da SD proprio sul tema della camorra, cui particeperanno personalità come Moni Ovadia.

Si tratta proprio di una bella iniziativa. Ovviamente la lotta alla camorra deve andare ben al di là di qualche semplice slogan, ma se un partito dice chiaro e tondo cosa pensa della camorra è sempre un fatto positivo.

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Mentre Saviano lascia, il sottosegretario Cosentino resta
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2008


                                          

"C'è un sottosegretario di questo governo che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro". Inizia così l'intervista del leader PD Walter Veltroni al settimanale L'Espresso, la cui ultima copertina titola gravemente: "La camorra nel Governo", riferendosi alle numerose citazioni dell'On. Nicola Cosentino (Popolo delle Libertà), sottosegretario all'Economia, da parte di vari pentiti di camorra.

Ecco, magari non sarei così drastico. Certo però che essere chiamati in causa da cinque pentiti diversi non è cosa da poco. Lo Stato deve sempre essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando si tratta di mafia, di anti-Stato appunto. Poi, in un momento così delicato, con una "guerra" fra camorra e Stato in atto, con giornalisti minacciati (come la Capacchione) e scrittori simbolo dell'anti-camorra come Roberto Saviano costretti a lasciare l'Italia per riprendersi la propria vita, che Cosentino rimanga incollato alla propria poltrona dopo simili accuse è alquanto inopportuno. Dunque, meglio che si dimetta.

P.S. Che poi, in tutto ciò, il Ministro Maroni ridimensioni l'importanza di Saviano, certo non migliora l'immagine del Governo in tema di lotta alle mafie.

P.P.S. Da qualche settimana ho aperto il blog della petizione "Saviano Governatore" che lanciai qualche tempo fa. Fateci un salto.

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Non si cancelli la memoria
post pubblicato in Diario, il 27 agosto 2008


                                                                 

Potrà sembrare una cosa ininfluente, simbolica, poco importante. Ma non è così. In un Paese in cui le mafie la fanno la padrona, "succhiando" letteralmente la ricchezza comune (7% del PIL nazionale), opprimendo la libera attività commerciale e d'impresa, favorendo il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione, distruggendo le forme del vivere civile, mettendo una palla al piede allo sviluppo del Mezzogiorno (e non solo), infangando il nome dell'Italia all'estero, anche la cancellazione dell'intitolazione di un aeroporto ad un simbolo dell'anti-mafia può essere una pagina nera per la lotta di liberazione dall'oppressione mafiosa.

Perchè, se c'è una possibilità di liberarsi dalle mafie, è proprio avere come punti di riferimento questi eroi, i veri eroi del nostro tempo, che con il loro operato fatto di coraggio e passione per la legalità possono dare l'esempio alle nuove generazioni per cominciare questa "rivoluzione". Soprattutto quando poi l'eroe in questione è un politico, poichè proprio lo stretto legame politica-mafie è il pilastro della presenza mafiosa in Italia.

L'areoporto in questione è quello di Comiso (Ragusa), e l'eroe è Pio La Torre, il parlamentare del PCI ucciso nel 1982 per ordine di Totò Riina. Il motivo? L'aver promosso per primo in Parlamento l'introduzione del reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai mafiosi. In occasione del 25° anniversario dalla morte, l'allora amministrazione di centrosinistra ridenominò l'aeroporto, allora dedicato al generale Magliocco (medaglia d'oro al valor civile nella guerra d'Etiopia), dedicandolo appunto a La Torre. Ora, la nuova amministrazione di centrodestra ha deciso di tornare al vecchio nome. Subito scatta la polemica politica, con l'intervento del segretario del PD in persona, Walter Veltroni, che bolla l'iniziativa come "arrogante, incomprensibile e offensiva", e del senatore PdL-FI Vizzini, che afferma che "più che la mafia, da fastidio sin anche il ricordo di chi è morto per combatterla".

La ridenominazione è davvero incomprensibile ed offensiva per tutti i Siciliani onesti. Ma soprattutto è indecente che lo si faccia per lotta politica. La lotta alle mafie non è nè di destra nè di sinistra, semmai è di tutti i cittadini onesti. E cancellare la memoria per cancellare l'avversario politico è da imbecilli. La politica dovrebbe dare il buon esempio, e invece ...

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Lotta alle mafie, nemmeno il tempo di esultare
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2008


                                                    

Ieri è stata una bella giornata per la lotta alla camorra. Dopo quella del 19 Giugno, con la conclusione del "processo Spartacus" (16 ergastoli e 13 condanne), ieri lo Stato ha sferrato un altro duro colpo al clan dei Casalesi: i Carabinieri del comando provinciale di Caserta, infatti, hanno eseguito 32 arresti di camorristi Casalesi, tra i quali i figli dei boss "Cicciotto e Mezzanotte" e "Sandokan", ovvero rispettivamente Francesco Bidognetti e Francesco Schiavone, "leader" dei Casalesi. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, detenzione illegale di armi, traffico di droga, ricettazione e illecita concorrenza.

Tuttavia, nemmeno il tempo di esultare che oggi arriva invece una brutta notizia. Il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Torino, infatti, ha revocato il regime di carcere duro (il "41-bis") per il boss Nino Madonia, condannato per l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi (il primo a denunciare i suoi estorsori) e per le stragi del 1993 a Firenze e Roma. Il motivo? I legali del boss hanno impugnato le nuove norme sul 41-bis, andando a buon fine, anche perchè le nuove norme introdotte nel 2002 hanno complicato le cose. Infatti, prima del 2002 il 41-bis era rinnovato ogni 6 mesi, mentre ora si rinnova ogni anno: ma, così facendo, i ricorsi che prima non riuscivano a concludersi perchè nel frattempo finivano i sei mesi, ora si concludono. Con i risultati nefasti che vediamo. A Madonia, tra l'altro, era già stato revocato il 41-bis nell'Ottobre 2007, ma l'allora Guardasigilli Mastella impose il suo ripristino entro 24 ore. Tant'è vero che l'On.Beppe Lumia, da sempre protagonista della lotta alle mafie, chiede al Ministro Alfano di fare altrettanto.

Mi associo anch'io alla richiesta dell'On.Lumia, sicuro che il Ministro Alfano disporrà il ripristino del 41-bis per Madonia. La "tolleranza zero" non si può fermare di fronte ai boss mafiosi.

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Lotta alle mafie, la vera priorità
post pubblicato in Diario, il 21 maggio 2008


                   

Arriva il dossier Eurispes sulle attività della "ndrangheta". E purtroppo non sono belle notizie. Dal dossier, infatti, emerge come il fatturato delle cosche calabresi nel 2007 sia stato di circa 44 miliardi di euro, cioè pari alla somma dei fatturati di Estonia e Slovenia o, rimanendo in ambito nazionale, al 2,9% del PIL Italiano.

27,3 di questi miliardi ovvero il 62% del giro d'affari delle cosche proviene dal mercato della droga: il che dovrebbe anche far riflettere sull'opportunità di sottrarre alle cosche il controllo delle droghe leggere (e con ciò diminuire anche la probabilità di accedere alle droghe pesanti), legalizzando il mercato. Ma questo è un altro discorso. Secondo l'Eurispes, comunque, nel mercato della droga la ndrangheta rivela il meglio di sè, comportandosi come le grandi aziende, ottimizzando sforzi e rischi. Altri 5,7 miliardi vengono dagli appalti pubblici e dalla compartecipazione nelle imprese, 5 miliardi dall'estorsione e dall'usura, 3 dal traffico d'armi e 3 dal mercato della prostituzione (e anche qui bisognerebbe riflettere sulla sua possibile legalizzazione).

Le cattive notizie proseguono: l'Eurispes conta 131 cosche attive in Calabria e 202 omicidi di ndrangheta tra 1998 e 2008, con un incremento del 667% (!). Inoltre, tra 1991 e 2007 sono stati sciolti 38 comuni calabresi per infiltrazioni camorristiche. Tuttavia, tra 1992 e 2007 sono stati sequestrati alla ndrangheta beni per 231 milioni di euro, e tra 1999 e 2004 sono state denunciate 3.201 persone per associazione a delinquere di tipo mafioso.

E questi dati diventano ancora più gravi se confrontati con lo studio della Confesercenti di ottobre 2007, che rivelava come, a livello nazionale, la mafia è la prima azienda italiana, con un fatturato pari al 7% del PIL nazionale.

Insomma, da ciò si dovrebbe ben capire quale sia la vera priorità per l'Italia: non i ROM, ma nemmeno la sicurezza e i rifiuti, ma la lotta alle mafie. Non solo perchè è gravissimo non poter serenamente fare impresa e commercio, è gravissimo vivere sotto la costante minaccia di un uccisione accidentale, è gravissimo vedere i soldi pubblici finire ad ingrassare le tasche dei camorristi e non nei servizi per i cittadini, ma anche perchè gli intrecci fra le emergenze citate e la mafia sono solidissimi, e difficilmente riusciremo davvero a risolvere quei problemi senza prima colpire duro la mafia. Qualcuno dirà: e vabbè, ma non si può mica pretendere di risolvere il problema della mafia ... Bè, innanzitutto arrendersi allo stato delle cose, senza nemmeno porsi l'obiettivo, è da codardi e autolesionisti, oltre che da cattivi statisti. Ma, soprattutto, se l'attenzione spasmodica dei media e della politica su questi temi (sicurezza, rom, rifiuti), tale da muovere le coscienze su queste problematiche, fosse rivolta in primis alla lotta alle mafie, magari riusciremo a smuovere le coscienzea anche su questa problematica. E non vedremo la popolazione scatenarsi non solo contro riifuti e campi ROM, ma contro i camorristi e le loro case.

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