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il blog di Francesco Zanfardino
Fuori i nomi
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2010


"Dal lavoro dell'Antimafia sulle ultime elezioni amministrative emerge una certa disinvoltura nella formazione delle liste. Gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno". Così Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione Antimafia, sulla composizione delle liste alle ultime amministrative.

Una dichiarazione bomba, specialmente da parte di un membro del Pdl (sì, credo nella superiorità morale del centrosinistra, nonostante tutto). E che non a caso ha generato malumori proprio in quella parte politica. Sappiamo bene, infatti, quanti problemi ha avuto soprattutto il centrodestra su questo fronte alle Regionali: soprattutto nella mia terra, in Campania, dove c'è voluto il mandato di arresto per non far candidare Cosentino, in forte odore di camorra, alla guida della Regione ... e dove è stato eletto un consigliere regionale, Roberto Conte, condannato per favori ai clan.

Ma Pisanu non può certo riferirsi solo a Conte, se parla di liste "gremite" di persone indegne. E allora tiri fuori i nomi il più presto possibile: gli elettori hanno il diritto di sapere. Se ha tirato il sasso, ora non deve certo ritirare la mano, caro Pisanu.

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Comiche finali / 3
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2010


                                             

Se questo è il popolo che voleva vedersi garantito il diritto al voto, beh, la Bonino vincerebbe anche con dieci liste PDL in gara. Evidentemente, il "popolo" è stanco di sentirsi strumentalizzato per le colpe dei suoi dirigenti ...

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Comiche finali / 2
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2010


                                                      

L'incredibile spettacolo offerto dal centrodestra sulle liste elettorali non smette di mostrare tutte le sue ridicoli mostruosità. Tra i tanti spunti forniti in tal senso in questi giorni voglio sottolineare una questione locale che, da campano, mi tocca da vicino: la polemica interna al PDL Campania sulla candidatura alle Regionali di Roberto Conte, ovvero un "ex ex", capace di cambiare casacca politica come si cambiano le paia di calzini, approdato da ultimo nel cartello elettorale "Alleanza di Popolo", messo in campo da alcune liste di area centrodestra in sostegno al candidato governatore Stefano Caldoro. Ma, soprattutto, Roberto Conte è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

Un "curriculum" che discutibile è dir poco, insomma, e che ha scatenato la reazione "furibonda "di Caldoro, tanto da fargli dire che se vincerà grazie ai suoi voti, si dimetterà il giorno dopo l'elezione. La domanda sorge spontanea, ovviamente: ma chi l'ha candidato 'sto Conte? Secondo Caldoro la candidatura è avvenuta in extremis, a sua insaputa ... e, detto implicitamente, per mano di Nicola Cosentino, l'onorevole sottosegretario all'Economia e coordinatore campano del PDL che non solo ha dovuto rinunciare alla candidatura in favore di Caldoro dopo le polemiche suscitate dalla richiesta di arresto proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche a "piazzare" un suo uomo alla provincia di Caserta sull'altare dell'alleanza con l'UDC in Campania. Cosentino ovviamente respinge le accuse al mittente, sottolineando che la responsabilità, semmai, è di chi doveva controllare le liste apparentate, ovvero Caldoro stesso, non i coordinatori di altri partiti (il PDL).

Insomma, il solito rimpallo di responsabilità con un unico risultatoil centrodestra candida un condannato di primo grado per camorra, alla faccia di tutte le "campagne" di legalità promossa a chiacchiere a livello nazionale. E con i suoi massimi rappresentanti locali incapaci persino di controllare le proprie liste, volendo credere alle loro scuse. Oltre che implicati anch'essi, a loro volta, in faccende oscure: a proposito, qualcuno vuol spiegarmi perchè il "semplice" senatore Di Girolamo si è dovuto dimettere per una richiesta di arresto per "riciclaggio e violazione della legge elettorale con aggravante mafiosa", mentre il sottosegretario on. Cosentino coordinatore campano del PDL non si è dovuto dimettere da nessuno dei suoi incarichi pur avendo una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica?

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Verginelle corrotte
post pubblicato in Diario, il 26 febbraio 2010


                                                  

A dover credere alle parole di questi giorni, Silvio Berlusconi sarebbe diventato il nuovo difensore della legalità in politica contro la corruzione. Poi arriva la sentenza definitiva della Cassazione sul caso Mills, che prescrive sì il processo all'avvocato inglese per corruzione in atti giudiziari in processi che riguardavano Berlusconi, ma nel tempo stesso riconosce che la corruzione da parte di Berlusconi è avvenuta. Ma un anno prima a quanto contestato dall'accusa, e quindi nel frattempo sono passati i tempi di prescrizione. E diminuiscono ad altri 11 mesi per Berlusconi, inizialmente indagato insieme a Mills, ma poi "stralciato" dopo l'approvazione del lodo Alfano (rimasto in vigore, per l'appunto, poco più di un anno).

Insomma, nella sostanza Berlusconi sarebbe un corruttore, dunque dovrebbe sospendere se stesso. O, quantomeno, rinunciare alla prescrizione, quando gli verrà concessa tra 11 mesi. Chissà perchè, mi sa che non lo farà ...

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Presentate le liste: riecco "magnamortadella" e "lama"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2008


                    

Quella sera del 24 Gennaio 2008 la politica italiana ha registrato uno dei suoi punti più bassi. Non per la caduta del Governo, ma per il comportamento indecente e diseducativo di molti senatori. Sarà ricordato come il "Senato dell'osteria", dove si brinda e si mangia mortadella. Si disse: "Non saranno più ricandidati": e invece rieccoli qua.

Cominciamo da Lamberto Dini e Giuseppe Scalera. Loro non hanno fatto niente di indecente, ma hanno sfiduciato il governo grazie al quale erano stati eletti. Dini, tra l'altro, era già passato dal centrodestra al centrosinistra nel '95. Era proprio necessario ricandidarli? Era proprio necessario "imbarcare" l'ennesimo partitino? E invece sì: i due esponenti liberaldemocratici sono stati candidati rispettivamente al Senato (Lazio) e alla Camera (Campania 1), e li rivedremo sicuramente in Parlamento. Il partito? Ovviamente, il Popolo delle Libertà.

Poi, le chicche. Il senatore Nino Strano, quello della mortadella, è stato ricandidato, nonostante le promesse di non farlo: precisamente, al 14esimo posto in Sicilia al Senato. Si è detto: "Lo abbiamo ricandidato, però è stato punito e non sarà eletto". Allora dovremmo credere che Berlusconi pensa di perdere in Sicilia, perchè chi vince là ottiene 15 senatori: quindi, a meno che l'MPA non prenda due senatori, Strano ci sarà.

Infine, il non-plus-ultra. Tommaso Barbato, quello dello "sputo", è stato ricandidato. Non dal PDL, ma dal suo alleato, l'MPA di Lombardo (al Senato in Campania). Aveva sputato e ricoperto di ingiurie il suo ex collega di partito, il senatore Cusumano, "reo" di aver tradito il suo leader Mastella (trascurando la lealtà a Prodi, capo della coalizione in cui Mastella e Udeur erano stati eletti). Salvo poi lasciare pochi giorni fa egli stesso l'Udeur con questa dichiarazione: "Dopo quindici anni di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro, anche nei momenti più difficili".

Anche nei momenti più difficili...... Ridicolo.

Alla fine, solo Mastella, dei protagonisti in negativo di quella serata al Senato, non è stato ricandidato. Povero Clem.
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