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il blog di Francesco Zanfardino
Truffa senza Termini
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2009


                                            

A me Marchionne non mi è mai piaciuto. Sarà un ottimo industriale, ma per me non è buon industriale quello che pensa unicamente al profitto e non anche al destino dei propri lavoratori, senza i quali non farebbe nemmeno un euro. Avevo i miei sospetti già al tempo delle "mirabolanti" conquiste americane, ne ho la conferma con i fatti attuali.

Chiudere Termini Imerese, e licenziare migliaia di dipendenti anche altrove, è una scelta legittima, dal punto di vista imprenditoriale. Non dal punto di vista umano, ed io al posto di Marchionne farei ogni sforzo per evitarlo, a cominciare dal ridurre il mio stipendio e quello di tutti i miei manager, di risparmiare sui lussi aziendali, eccetera. Ma chiuderla ora, in un periodo di disoccupazione dilagante, e soprattutto dopo aver preteso ed ottenuto gli aiuti statali, mi sembra, se mi consentite, una mossa inaudita ed amorale.

Bisogna smetterla con queste aziende che predicano il liberismo quando c'è da tagliare posti, e lo statalismo quando c'è da acchiappare dalle mani dello Stato. Il Governo faccia il diavolo a quattro per impedire questo sopruso, o si dimettano Scajola e tutti quelli che si sono resi complici di questa truffa. Altrimenti, siano i lavoratori ad impedirlo, con qualsiasi azione (democratica, ovviamente). Tutta l'Italia onesta sarà con loro.

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Ariecco i bamboccioni
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2009


                                 

Intervenuto all'assemblea dei circoli di "Nuova Italia" ad Orvieto, il ministro del Welfare Sacconi ha dichiarato: "La crisi può essere per i giovani una frustata salutare, affinchè prendano in mano le sorti del proprio destino senza attendere l'iniziativa di altri".

Circa due anni fa l'allora Ministro dell'Economia Padoa Schioppa osò sintetizzare con un "così mandiamo i bamboccioni fuori di casa" alcuni provvedimenti a favore degli under 30, come le detrazioni fiscali sugli affitti e un nuovo piano di edilizia popolare. Vangate di polemiche, mal di pancia nell'allora stessa maggioranza di Governo, campagna denigratoria nel mondo mediatico e nella società civile. E tutto ciò per una battuta sicuramente molto infelice ma che perlomeno era accompagnata da qualche provvedimento utile per i destinatari della "battuta".

Invece Sacconi non solo non fa niente per la questione lavorativa dei giovani, ma li "offende" ritendoli, appunto, alla stregua di "bamboccioni" incapaci di operare autonomamente, ritenendoli necessitevoli di una bella "frustata" dalla crisi. D'altronde non si capisce cosa possa esserci di "salutare" in una crisi che ha fatto licenziare tantissimi precari e quindi tantissimi messo tantissimi giovani alle prese con enormi difficoltà e senza alcuna protezione sociale.

Mi sa che a meritare una bella "frustata" sia il Governo, non i giovani. Invece di parlare tanto per dare aria alla bocca, dovrebbero prendere provvedimenti seri contro la crisi. Ammesso sempre che ammettano che esista.

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E ora la Lega scenda in piazza contro il Governo
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


                                              

"L'offerta di Luthansa non è mai arrivata". Offerta AirFrance, "nessuna controindicazione dall'esecutivo". Così il premier Berlusconi, parlando ai vertici della Cai, chiude (definitivamente?) il capitolo "partner straniero". Ma la Lega non molla: "E' una stupidaggine", ribadisce quello che però è il principale alleato del premier "stupido", ovvero Umberto Bossi.

Bene, allora la Lega scenda in piazza contro il Governo, come fece contro Prodi. Già, perchè per chi se lo fosse scordato, la Lega, assieme a quello che fu definito "partito del Nord" (principali esponenti: il sindaco milanese Moratti e il presidente lombardo Formigoni, ovviamente del PDL), fu la principale protagonista della battaglia anti-AirFrance per la difesa dell'hub di Malpensa, che la proposta AirFrance voleva tagliare in nome dell'efficienza e soprattutto della logica industriale (dato che l'Hub di Malpensa perde 200 milioni di euro l'anno e di fatto non è un hub, limitato com'è dagl altri scali lombardi e padani in generale che la Lega, in ottica campanilistica, ha tra l'altro contribuito a formare). Ebbene, sempre per chi se lo fosse scordato, la Lega il 17 febbraio portò a Malpensa 75.000 militanti, almeno così disse. Ecco le parole di allora: "Malpensa si salva se vinciamo le elezioni" (Maroni), "Ho parlato con Berlusconi e sa bene che l'infrastuttura è indispensabile e sarà un impegno prioritario del nuovo Governo" (Formigoni) "Malpensa e il suo salvataggio sono nel programma di Governo" (Calderoli) "Nel prossimo Governo conteremo molto perché prenderemo molti voti. La gente darà un sacco di voti alla Lega e quindi avremo tanta forza per sostenere il salvataggio di Malpensa" (Bossi), "Il Nord difende Malpensa dallo schiaffo coloniale romano" (cartelloni esposti nella manifestazione).

Tutto ciò dovrebbe essere ripetuto contro il Governo Berlusconi, dato che la situazione è la stessa. Anzi, ancora peggio, dati i 3-4 miliardi persi nel frattempo fra debiti non pagati, prestiti-ponte non restituiti, almeno 5000 licenziamenti in più (2mila e passa prevedeva la vecchia offerta AirFrance, mentre ora la Cai assumerò poco più di 10mila dipendenti, 7mila in meno rispetto alla vecchia compagnia ... senza contare i dipendenti di AirOne), un progetto industriale molto meno solido, molti voli ed aerei in meno, tanto da far scomparire anche la parola "hub" (perchè rimangono ben poche rotte internazionali). Ah, ma certo, ora abbiamo anche il 75% di italianità ... peccato che sarà il partner straniero a decidere le strategie internazionali, sconfessando il ragionamento del "non potevamo darla ad AirFrance sennò si fregava i nostri mercati esteri". E poi dopo cinque anni, guarda caso dopo la data probabile delle prossime elezioni, arrivederci e grazie: la Cai potrà vendere a stranieri.

Ma d'altronde alla Lega l'Italianità non importa ... o no? O forse rinuncierete alla vostra "padanità", rinuncerete alle vostre "battaglie" politiche, pur di rimanere sulle vostre poltrone romane? Anche quando siete decisivi per il Governo? Certo che sì. Toglietemi tutto, pure la coerenza, ma non la poltrona.

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