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il blog di Francesco Zanfardino
Propri particolari interessi
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2010


                                         

Secondo il (per ora) premier Berlusconi adesso è necessaria una "mobilitazione permanente", una "grande opera di diffusione", "un porta a porta permanente", "un banchetto o un gazebo in ogni piazza" per spiegare agli Italiani "quanto il Governo è riuscito a realizzare in due anni di appasionato lavoro" e "contrastare i disfattismi e i personalismi di chi antepone i propri particolari interessi al bene di tutti, al bene del Paese".

Fatta salva la scelta "mobilitazione permanente", che se attuata davvero e per bene è vincente come strategia di comunicazione (imparino, a sinistra), non vorrei essere nei panni dei "promotori della libertà" che dovrebbero sobbarcarsi questo compito. Non solo per quanto riguarda i frutti dell'"appassionato lavoro" del Governo, inesistenti o comunque più dannosi che altro ... ma, in fondo, nulla che una sapiente opera di propaganda non possa trasformare in oro colato per gran parte della massa popolare, già  adeguatamente disinformata dall'azione dei Minzolini e delle D'Urso. Piuttosto, mi troverei decisamente in difficoltà, al posto di un "berluscones", a spiegare agli elettori italiani che il governo Berlusconi è sotto attacco di politicanti interessati ai propri interessi.

Persino questo elettorato italiano altamente berlusconizzato in gran parte si rende conto, o perlomeno ne ha la percezione, che è proprio Berlusconi a farsi gli affari propri, molto più di Fini e soci. Decisamente di più. Magari credono che Berlusconi faccia anche i loro interessi ... ma che si faccia pure i suoi lo sanno benissimo. D'altronde, come potrebbero essere loro sfuggiti tutti questi provvedimenti "ad personam" messi in campo da Berlusconi nei suoi 9 anni al Governo di questo Paese:

  • Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): limitazione dell'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (trova applicazione anche al processo "Sme-Ariosto 1" per corruzione in atti giudiziari)
  • Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modifica della disciplina del falso in bilancio (nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2" Berlusconi viene assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato")
  • "Legge Cirami" (L. 248/2002): introduzione fra le cause di ricusazione e trasferimento del processo del "legittimo sospetto sull'imparzialità del giudice" (la norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati)
  • "Lodo Schifani" (L. 140/2003): introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi, con sentenza della Corte costituzionale n. 13 del 2004
  • Decreto-salva Rete 4(D.L. 352/2003): introduzione di una norma 'ad hoc' per consentire a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico
  • "Legge Gasparri" (L. 112/2004): introduzione del SIC ("Sistema Integrato delle Comunicazioni") che ha per effetto di estendere il numero di canali televisivi che un singolo soggetto può avere in concessione (la norma consente di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo Mediaset)
  • Condono edilizio nelle aree protette (L. 308/2004): estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
  • "Legge ex Cirielli" (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (la norma porta all'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset" nei quali era imputato Berlusconi)
  • "Legge Pecorella" (L. 46/2006): introduzione dell'inappellabilità da parte del PM delle sentenze di proscioglimento, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi, con sentenza della Corte costituzionale n. 26 del 2007
  • "Lodo Alfano" (L. 124/2008): introduzione di un nuovo divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica, dichiarata incostituzionale dopo un anno, con sentenza della Corte costituzionale n. 262 del 2009
  • Legge "Tremonti bis" (L. 383/2001): abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni, che in precedenza era applicata fino a 350 mln (trova applicazione a tutti i grandi patrimoni familiari, incluso quello della famiglia Berlusconi)
  • Decreto salva-calcio (D.L. 282/2002): concessione alle società sportive della possibilità di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali (la norma trova applicazione anche al Milan A.C.)
  • Condono "tombale" (L. 289/2002): con la Finanziaria 2003 viene introdotto un condono "tombale" sulle imposte evase (beneficiano del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset)
  • Incentivo per l'acquisto del decoder (L. 350/2003): con la Finanziaria 2004 viene introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder per DDT (la maggior beneficiaria della norma è la società Solari.com, principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp", che è controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi)
  • Riordino previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005): riforma complessiva della previdenza complementare. Vengono introdotte una serie di norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (beneficiano di queste disposizioni anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi)
  • Decreto anticrisi(D.L. 185/2008) aumento dal 10 al 20 per cento dell'IVA sui servizi di televisione a pagamento (la norma danneggia la "Sky Italia", principale competitore privato del gruppo Mediaset)
  • Decreto incentivi (D.L. 5/2009): aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio (la disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset).
  • il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
  • la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi

E tanti altri ancora che saranno certamente sfuggiti alle varie liste che chiunque può trovare su Internet. Semmai, dunque, Fini è poco credibile su questo fronte non perchè sia più "affarista" di Berlusconi (impresa impossibile, d'altronde), ma perchè ha sempre appoggiato tutte queste leggi negli ultimi 16 anni, salvo scoprirsi "paladino della legalità contro gli affaristi". E certo non sta messa bene a credibilità nemmeno l'opposizione di centrosinistra, che questi provvedimenti non l'ha sostenuti (e ci mancava pure!), ma nemmeno si è così tanto sforzata di cancellarli, nei suoi 7 anni di Governo.

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Ghe pensi mi
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2010


                                             

Proprio al suo ritorno dalla visita in Israele, il premier Silvio Berlusconi ha trovato ad accoglierlo una bella notizia (per lui): la Camera ha approvato il "legittimo impedimento". Ovvero la legge che, se passerà anche al Senato, gli consentirà di sfuggire a qualsiasi udienza con una semplice "autocertificazione" (!) nella quale dichiara di essere legittimamente impedito a presenziare per via dei suoi impegni governativi. Il che, vista la arcinota mole di lavoro che deve affrontare (come no ...), e soprattutto la sua allergia ai tribunali, significherebbe di fatto impedire lo svolgimento dei processi per tutta la durata del mandato. La sostanza del lodo Alfano con un nuovo sistema, insomma.

Ma lasciamo pure perdere le considerazioni sull'ennesima legge ad personam, che ormai ci si stanca persino a denunciare in un Paese dove tutto ciò non suscita indignazione. Quello che mi fa più arrabbiare, però, è che in tutti questi giorni nessuno nel commentare entusiasti la visita in Israele del premier abbia fatto notare che persino in un Paese dove la democrazia è resa debole dalla guerra un presidente sospettato di corruzione, Ehud Olmert, è stato capace di dimettersi e dire questo: "Sono oroglioso di essere cittadino di un Paese dove si può indagare anche sul primo ministro. Lascerò l'incarico in maniera onorevole e dopo proverò la mia innocenza".

E sì, Israele deve essere proprio un gran Paese, in effetti.

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Carta alla mano
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2010


                                             

Di sicuro, non è affatto consono che i magistrati protestino così platealmente contro un Governo. In una democrazia che funziona, questo non accadrebbe mai. Il problema è che la nostra non lo è, e non perchè, come blaterano i berluscones, i magistrati hanno troppo potere, ma perchè la macchina giudiziaria non funziona e da anni si parla solo di riforme ad personam o ad castam, senza risolvere i reali problemi della Giustizia italiana.

Per questo quelle immagini dei magistrati che sfilano, Costituzione alla mano, ed escono dalle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, sono preoccupanti. Ci dovrebbero far riflettere su quello che sta accadendo nel nostro Paese, dove non solo i più banali principi costituzionali stanno venendo meno, ma sta lentamente scomparendo la capacità del "popolo", pilastro della democrazia, di reagire. Dovrebbero essere gli Italiani, con centinaia di manifestazioni spontanee, a fare quello che i magistrati stanno facendo. Magari semplicemente per difendere il nostro diritto ad una Giustizia che funzioni, se proprio ce ne sbatte dei principi costituzionali (dove siamo arrivati!).

E invece ci ritroviamo con un Governo che per fini personali va sempre più dritto sulla sua strada dello sfasciamento della democrazia, arrivando fino al punto di aprire, con un lapsus froidiano, l'anno giudiziario. Chissà se è un giorno non sarà solo un lapsus.

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Sentenza breve
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2010


                                                   

Mentre il centrodestra cerca di far passare la vergognosa legge sul presunto "processo breve", dopo 18 anni di processi Calogero Mannino viene prosciolto definitivamente dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Ecco, questo è il problema della Giustizia italiana. Spesso, troppo spesso, per arrivare ad una sentenza definitiva bisogna aspettare troppi anni, quelle rare volte che la si riesce ad ottenere (perchè di solito c'è la prescrizione, e buona notte ai suonatori). E, nel frattempo, gli imputati subiscono danni d'immagine, se innocenti, per troppo tempo, e per troppo tempo devono aspettare gli Italiani per avere giustizia, se hanno ragione. Non è certo questo un Paese civile: per questo, quando si parla di "riforma della Giustizia", della necessità di abbreviare i tempi della giustizia, si dicono cose ovvie e ultra-condivisibili. Ed è quello che dovrebbero far capire meglio le opposizioni, soprattutto Di Pietro, quando contestano, giustamente, i berluscones.

Perchè la "riforma della Giustizia" che i berluscones cercano di attuare da quindici anni va contestata proprio perchè non risolve questi problemi, bensì cerca di aggravarli pur di rendere immuni pochi presunti "eletti", a cominciare dal loro capo Berlusconi. E non mi riferisco solo alle norme strettamente "ad personam" (lodo Schifani, lodo Alfano, legittimo impedimento, eccetera), che tutto sommato riguardano solo il Premier e pochi altri, ma anche a quelle leggi che per salvare Berlusconi hanno colpito e potrebbero colpire il diritto alla Giustizia di milioni di Italiani: depenalizzazione del falso in bilancio, diminuzione dei tempi di prescrizione, legge blocca-processi ... e, per l'appunto, il presunto "processo breve", che nelle dichiarazioni troverebbe nuova forza nella vicenda Mannino. E invece no: questa legge semplicemente ammazza i processi, perchè se dopo un tot di anni non si giunge a sentenza, il processo finisce e basta, senza accertamento della verità (ed in maniera retroattiva, guarda un po'). Visti gli attuali tempi della Giustizia, ciò vorrebbe dire milioni di persone che si ritroveranno senza giustizia.

Quindi, se si tenesse davvero a cuore una Giustizia certa e veloce, e non altre cose, non si cercherebbe di approvare leggi come il "processo breve" (che invece altro non è che l'ennesimo accorciamento dei tempi di prescrizione). Non sarebbe invece il caso di fare una legge sulla "sentenza breve"? Mi spiego meglio: si stabilisce che un processo per una determinata materia (che so, abuso d'ufficio) deve durare massimo 3 anni per il primo grado, 2 in appello e 1 e mezzo in Cassazione (come stabilisce proprio il "processo breve")? Allora, se dopo tre anni ancora si deve arrivare a sentenza di primo grado, il giudice deve a questo punto sentenziare per forza, sulla base di quanto emerso fino ad allora, e far passare quindi il processo ai gradi successivi di giudizio. Troppo poco garantista? Niente affatto: basta dare gli stessi spazi processuali ad accusa e difesa. Se la difesa o l'accusa hanno bisogno di più tempo per presentare nuovi elementi processuali, e non ce la fanno entro i tre anni, c'è sempre l'appello.

Sarei pronto a scommettere che i processi filerebbero una meraviglia, perchè la difesa non avrebbe più interesse ad allungare i tempi del processo, visto che la prescrizione non esisterebbe più e si arriverebbe forzosamente (e giustamente) sempre a sentenza. Ma, evidentemente, è proprio questo che si vuole evitare.

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Odio e aureole
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2009


                                                   

La solidarietà a Berlusconi, come dicevo nel post precedente, dovrebbe essere senza se e senza ma. In un senso, e nell'altro, senza considerazioni politiche. Ma (appunto) la campagna mediatica di strumentalizzazione che stanno mettendo in campo i berluscones per trarre vantaggio politico da un atto violento di uno psicolabile è assolutamente vergognosa, anche perchè scagliata in un momento nel quale chi non è d'accordo viene tacciato di essere animato dall'odio e di aver armato "moralmente" la mano di Tartaglia.

Per carità, anche nell'opposizione a Berlusconi c'è qualcuno che cerca di strumentalizzare la vicenda. Certe frasi Di Pietro e gli esponenti del suo partito, insieme ad alcuni giornalisti, potrebbero proprio risparmiarsele. Tuttavia, c'è da chiedersi perchè Di Pietro non possa accusare Berlusconi di istigare alla violenza, mentre i berluscones possono tranquillamente accusare i loro oppositori di farlo, arrivando perfino a coinvolgere Napolitano, la Corte Costituzionale, la magistratura, Fini e Casini (e perchè non Veronica Lario, a questo punto... ).

L'aggressione a Berlusconi, insomma, sarebbe frutto del presunto "clima d'odio" nei confronti di Berlusconi, come ci dicono in tutte le salse in questi momenti, e non solo politici e giornalisti del centrodestra. Ma in cosa consiste questo "clima d'odio", alla fine? Certo, non è che Berlusconi sia sempre stato chiamato nei miglior modi, e paragonato alle migliori persone: ma non è lo stesso Berlusconi che ha chiamato "coglioni" gli elettori di sinistra, "malvestiti e maleodoranti" i suoi esponenti, e più volte evocato lo spettro di un "regime comunista", che avrebbe portato "miseria, morte e terrore"? Non è lo stesso che ha definito "farabutti" vari esponenti di tv, stampa e politica, ed ha offeso la Bindi definendola "più bella che intelligente" (e mi fermo qui, sennò viene un post di kilometri)? E "la sinistra vada a morire ammazzata", chi l'ha detto, un comunista? Non solo: si dice che non c'è mai stato tanto astio nei confronti di un singolo politico, anzichè nei confronti di un Governo, di un partito o di uno schieramento: ma non è forse normale visto che è Berlusconi ad aver spinto sull'ultra-personalizzazione della sua politica, arrivando addirittura ad inserire a caratteri cubitali il suo nome nel simbolo del partito e ad aver scelto come suo inno "meno male che Silvio c'è"? Si dice che pochi giorni prima era stato organizzato un "No B Day": ma non sono stati forse i partiti del centrodestra ad organizzare una manifestazione "Via Prodi", con tanto di manifesti? Ancora: si dice che solo la "sinistra" è capace di interrompere i propri avversari politici ... e i gruppi di "fischiatori organizzati", persino da partiti politici, che andavano a contestare Prodi ovunque andasse? Insomma, dobbiamo forse pensare che in tutti questi anni i berluscones hanno cercato di armare le mani di un pazzo contro Prodi e la sinistra?

Ma soprattutto: che c'entra questo presunto "clima d'odio" con i processi che coinvolgono Berlusconi, con i giornalisti che parlano di ciò che Berlusconi non vorrebbe far sapere, con gli scandali sessuali che lo riguardano, con chi si lamenta delle sue leggi ad personam? O forse dobbiamo vietare la completezza dell'informazione e l'uguaglianza di fronte alla legge perchè uno psicolabile commette un gesto scellerato? Certamente no. Ma allora ho il diritto di non sopportare questa "santificazione" di un Berlusconi "pace gioia e amore infinita" senza essere accusato di armare le mani di scellerati psicolabili come Tartaglia?

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Non mi dimetto nemmeno se condannato
post pubblicato in Diario, il 31 ottobre 2009


                                                                                            

In pratica, "nessuno mi può giudicare". Buttiamola sul ridere, và.

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Se non c'è solidarietà fra Ministri ...
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2009


                                                 

Oramai quasi due mesi fa, il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta dal Gup del Tribunale di Bari. I fatti si riferiscono a qualche anno fa, quando il Ministro era ancora Presidente della Regione Puglia, e avrebbe favorito la vendita della "Cedis" (per 7 milioni, anzichè i 15 di valore stimato) ad un acquirente "predeterminato". Inoltre, per Fitto pende, sempre davanti al Gup di Bari, una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti: Fitto avrebbe intascato una tangente di 500.000 euro, sottoforma di finanziamenti per la campagna elettorale delle Regionali 2005, dal Gruppo Angelucci (coinvolto anche negli scandali sanità di Abruzzo e Lazio) per l'affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie assistite dalla Regione Puglia. Indagine per la quale nel Giugno 2006 fu chiesto anche l'arresto di Fitto, respinto dal Parlamento, ovviamente ...

Ebbene, oggi si è venuto a sapere che il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha mandato gli ispettori al Tribunale di Bari per eventuali irregolarità commesse dai magistrati che indagano su Fitto.

Ora, a parte il fatto che vedere in America un Barack Obama che cambia vari ministri perchè indagati per reati molto minori (e nonostante ciò sul fatto è comunque in difficoltà verso l'opinione pubblica), e contemporaneamente vedere un Paese come l'Italia dove il Governo non si pone nemmeno il problema, e anzi corre in aiuto del Ministro colpito dai soliti "magistrati comunisti", e nonostante ciò l'opinione pubblica non s'indigna (anche per colpa dell'informazione che non inscena nessun tran-tran mediatico, come invece avvenuto per il caso Global Service a Napoli, chissà perchè), fa ben capire in che condizioni è messa l'Italia.

D'altronde, siamo sempre la stessa Italia che osanna più o meno consapevolmente un Premier che ha corrotto un testimone ma non può essere condannato perchè si è fatto una legge che lo rende "più uguale" degli altri cittadini italiani, mettendolo al di sopra della legge.

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Il corruttore c'è, si sa ma non si può punire
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2009


                                                   

Oggi sono successi almeno due avvenimenti importanti: le dimissioni di Veltroni da leader del PD, e la sentenza sul caso-Mills. Delle dimissioni di Veltroni parlerò domani, anche perchè domani diffonderà le sue motivazioni. Passiamo dunque al processo Mills. Copierò un passaggio da Corriere.it:

L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto «con almeno 600mila dollari» da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.

Ovvero: la sentenza stabilisce che Mills è stato corrotto da Berlusconi. Ma Mills è condannato, Berlusconi no. Perchè? Semplice: Berlusconi s'è fatto il lodo Alfano, e dunque non è più processabile/condannabile.

Dunque ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio che sappiamo sarebbe stato condannato per corruzione, se non si fosse fatto una legge ad personam per evitare ciò. In un Paese normale, in una democrazia normale, il Premier si sarebbe dimesso (anzi, di solito si dimettono per molto meno). Oppure il popolo sarebbe sceso in piazza finchè non si fosse dimesso. L'Italia invece subisce passivamente. E l'informazione addirittura declassa questa notizia nelle ultime dei TG, oppure non la dice proprio.

Meno male che Berlusconi non ha interesse a trasformare l'Italia in una dittatura (perchè tanto riesce ampiamente già così a realizzare gli interessi propri e dei poteri che lo sostengono, perchè correre questo rischio?). Ma ci rendiamo conto che se al posto di Berlusconi ci fosse una "capa spostata", un folle, l'Italia accetterebbe passivamente e magari con gioia di essere sottoposta ad una dittatura? E ci rendiamo conto di quanto sia "facile" essere nelle posizioni di Berlusconi? Che ci vuole, bastano tre cose: essere un "personaggio", cioè avere un'immagine vincente e piacente; controllare l'informazione (e questo accade in varie parti del mondo, anche se solo in Italia chi controlla è direttamente capo del Governo); saper fare bene propaganda, nascondendo le negatività ed esaltanto le poche positività delle proprie azioni di Goveerno. E farsi sostenere dai poteri forti, dimenticavo, ma tanto i poteri forti sostengono chiunque sia in grado di fare i loro interessi.

Temo per l'Italia. Temo per una Nazione che dimentica se stessa, di una Nazione che "se ne frega", di una Nazione che rinuncia alla lotta politica, che rinuncia ad informarsi, che rinuncia a farsi domande. Di una Nazione che chiede le dimissioni di chi non si dovrebbe dimettere, e mai di chi dovrebbe farlo.

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La Giustizia è uguale per tutti ... ma per Qualcuno è più uguale
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2008


                                  

Molti, in parte anche il sottoscritto, si erano illusi che Silvio Berlusconi, una volta tornato al Governo, non avrebbe più fatto "leggi vergogna". La convinzione diffusa era che: "tanto i suoi interessi se li è già fatti tutti l'altra volta". Sbagliato.

Dopo una fase di (apparente a questo punto) disponibilità al dialogo, il premier nel giro di pochi giorni ha inanellato una serie di provvedimenti davvero poco rassicuranti. Innanzitutto il provvedimento sulle intercettazioni che, seppure rivisto rispetto alla proposta originale (sarebbe stato davvero troppo grave), rimane comunque uno "stupro" alla Giustizia Italiana, poichè, anzichè darle più strumenti e più fondi, le leva uno strumento importantantissimo per scoprire molti reati (anche quelli per mafie e corruzione, considerato che molte di queste indagini non iniziano con accuse di mafia e corruzione, ma questi aspetti spesso emergono successivamente). Ma il limite lo si è passato abbondantemente con le ormai note "leggi salva-premier".

Si tratta innanzitutto dei due emendamenti al decreto-sicurezza presentati oggi al Senato che prevedono il rinvio per un anno di tutti i processi che prevedono una pena massima di 10 anni, con il fine di "dare priorità ai processi di maggiore allarme sociale". Casualmente, fra i processi che verrebbero rinviati c'è anche il cosidetto "processo Mills", con sentenza prevista verso Ottobre, nel quale Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari (ah, tra l'altro oggi ha ufficialmente "ricusato" per l'ennesima volta il giudice). Ebbene, qualcuno mi dovrebbe spiegare come si può conciliare la voglia di sicurezza con la volontà di rinviare i processi e quindi ritardare sempre di più la condanna? Si parla tanto di certezza della pena: ma ormai fra prescrizioni e sospensioni varie il vero problema è la certezza della condanna. Una cosa è prevedere una "corsia preferenziale" per categorie ristrette di reati, una cosa è rinviare tutti i processi sotto i 10 anni.

Tra l'altro, poi, è decisamente incredibile il metodo con cui si sono presentati questi emendamenti. Sono stati infatti inseriti in un decreto, senza che ci sia alcuna urgenza; inoltre, sono stati inserite dopo che lo stesso era stato firmato da Napolitano, evidentemente per evitarne giudizi negativi (tant'è vero che Napolitano ha tuonato: "Non è il decreto che ho firmato"). Ma poi anche quella lettera che Berlusconi ha mandato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in cui accuse gravissime vengono lanciate ai magistrati italiani, anche con una certa vena comica: "i miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato per fini di lotta politica". Insomma, una vera e propria "presunzione di innocenza", nel senso che l'imputato presuntuosamente si autoassolve. E, nonostante la gravità di tali affermazioni, tale lettera è stata letta integralmente nell'aula del Senato (e nell'edizione serale del TG5, sempre integralmente e senza contradditorio: la prima volta che abbia visto una cosa del genere).

Tra l'altro, poi, è stato più volte annunciato dai parlamentari del PdL (Quagliarello l'ultimo) che a breve sarà presentato anche un "lodo Schifani-bis", ovvero la versione "rivisitata" del vecchio lodo Schifani sull'impunità delle prime cinque cariche dello Stato (i cui processi verrebbero congelati per l'intera legislatura). Qualche malizioso potrebbe pensare: "ah, ecco perchè vengono rinviati i processi di un anno: così c'è il tempo di approvare il nuovo lodo Schifani". Ma è solo malizia.

Insomma, parasafrando George Orwell, si potrebbe dire "la Giustizia è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale".

P.S. Faccio una proposta al presidente Berlusconi: se davvero non è una norma "ad hoc" per lui, ma è invece una norma per gli Italiani, allora perchè non riuncia al congelamento (la rinuncia è prevista dal regolamento)? Purtroppo dubito che lo farà: non ha mai rinunciato mai alle sue prescrizioni...


La fortuna di Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2008


                    

Giusto una settimana fa cadeva Prodi nell'aula del Senato. I leader del centrodestra ritrovavano la felicità e la compatezza, in vista di un ritorno al potere. Ma il più felice di tutti era certamente Silvio Berlusconi. Ma non solo per motivi politici. La gioia di Berlusconi deriva anche dal fatto che, con la caduta del governo Prodi, è caduta definitivamente la possiblità di cancellare le famose "leggi ad personam" del precedente governo. E pensare che entro un mese sarebbe cambiato molto.

Ce ne siamo resi conto tutti, in questi giorni. Ieri Berlusconi è stato assolto nel "processo-Sme" perchè il fatto non costituisce più reato. Oggi, Milan e Inter sono state assolte per lo stesso motivo. Il reato in questione, comune alle due vicende, è quello di falso in bilancio, depenalizzato nel 2002 proprio dallo stesso governo Berlusconi. E tanti altri sono i processi nei quali il Cavaliere è stato assolto o prescritto per lo stesso motivo (All-Iberian 2, Caso Lentini, Bilanci Fininvest, Consolidato Fininvest).
Ebbene, la reintroduzione del reato di falso in bilancio, nonchè l'abolizione della cosidetta "ex-Cirielli" sulla prescrizione, erano previste nel "decreto sicurezza" di Amato, che però deve essere converito in legge dal Parlamento. Ma se si scioglieranno le Camere, addio.

Altra notizia di oggi: l'Unione Europea ha bocciato le frequenze di Rete4, "contrarie al diritto comunitario" (la vicenda, abbastanza complessa, riguarda le frequenze di Rete 4 che in realtà apparterrebbero ad Europa 7, che però non ha mai potuto trasmettervi). La sentenza della UE si aggiunge agli altri richiami e bocciature sulla legge Gasparri sulle telecomunicazioni, varata dal precedente governo. La UE sta chiedendo da mesi una nuova normativa.
E il governo Prodi aveva risposto con la riforma Gentiloni, approvata dal CdM e all'esame del Parlamento. La sua approvazione, confermata da Prodi nel suo discorso di fine 2007, era prevista a breve (visti i richiami dell'UE): ma, così come per falso in bilancio e prescrizione, con la caduta del governo salta tutto.
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