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il blog di Francesco Zanfardino
Mare nostrum?
post pubblicato in Diario, il 10 luglio 2009


                                                  

Quella che vedete in foto è la spiaggia di Bacoli, comune del Napoletano dove per accedere al litorale i non residenti devono pagare un ticket da 5 euro. Oltre a dover pagare poi il prezzo dei vari stabilimenti. E questo tutti i giorni, anche se recentemente, dopo che il caso è salito alla ribalta nazionale con servizi persino nei Tg nazionali, il "ticket" è stato limitato al solo weekend. D'altronde, viene da chiedersi "5 euro per cosa?", dato che il litorale è sempre in pessimi condizioni e il mare fa letteralmente schifo, anche perchè i depuratori funzionano e non funzionano, e soprattutto scaricano nei pressi delle spiagge.

Ma il caso di Bacoli è l'emblema di più generali sprechi ed incurie che riguardano l'enorme patrimonio litoraneo d'Italia. Secondo quanto denunciato dal rapporto Legambiente 2009 "Mare Nostrum", infatti, tra abusi edilizi, colate di cemento, cancelli abusivi, scarichi illegali, cattiva depurazione, eccetera eccetera, in Italia c'è un'infrazione ogni mezzo Km di costa.

Chi ha la fortuna di andare all'estero, invece, può verificare come in quasi tutti i Paesi non solo l'accesso al mare sia perlopiù libero (mentre i nostri litoranei sono occupati da kilometri di lidi privati), ma che tali "spiagge libere" sono persino attrezzate. E lì, inoltre, non solo funzionano i depuratori, ma gli operatori ecologici "spazzano" il mare ogni giorno. Inutile parlare, poi, di come trattano gli abusi edilizi sulle coste.

Poi ci lamentiamo che l'Italia ha perso il primato nel turismo.

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Le verità nascoste
post pubblicato in Diario, il 16 giugno 2009


                                            

Martedì 16 Giugno, ore 11 circa. Un migliaio di abruzzesi protestano davanti alla Camera dei Deputati che proprio in quegli instanti è impegnata nella discussione del "decreto-Abruzzo". Cori, striscioni e grida di protesta si sprecano, sostenuti solo da attivisti di Legambiente e da un drappello di parlamentari Pd e Radicali.

Il motivo di tale agitazione? Il mancato rispetto delle promesse. La copertura finanziaria della ricostruzione, innanzitutto, ridotta a qualche "gratta e vinci"; i tempi della ricostruzione, più che mai incerti, visto che il decreto arriva ben oltre il 2030 sulla parte economica, ma soprattutto i metodi, dato che c'è forte preoccupazione sulla ricostruzione de l'Aquila "così com'era". Più vari problemi, piccoli e grandi, come la ricostruzione delle seconde case, non garantita dal Governo. Insomma, come recitava uno dei tanti cartelli, "verba volant, sisma manet". Dopo mesi di passerelle elettorali, decantate dai supporters del Governo come segno di "pronta e forte attenzione ai terremotati", "mai vista prima" (d'altronde, è una nuova malattia degli Italiani, quella di far passare per cose straordinarie le cose ordinarie), gli Abruzzesi si sentono abbandonati dal Governo. E, d'altronde, la scarsissima affluenza alle ultime elezioni Europee (42.3% in provincia, 28.0% a L'Aquila) ha dimostrato come gli Aquilani si sentano abbandonati dallo Stato.

Ebbene ... nonostante una protesta così importante, i TG nostrani dell'ora di pranzo hanno preferito non parlarne. Tutti, infatti, tranne il Tg3 (sia ore 12:00 che ore 14:30), hanno oscurato la notizia. Non solo, hanno fatto molto di peggio: di Abruzzo ne hanno parlato, ma per fare enormi spottoni al Governo. Prendiamo le due reti "ammiraglie": il Tg1 ha mandato in onda un servizio sulla Casa dello Studente con un'intervista al Presidente lombardo Formigoni, che ha promesso di contribuire alla ricostruzione della stessa; il Tg5 invece ha elogiato (dal minuto 26:00 in poi), con annessa intervista a Mr Omnibus (Bertolaso, il commissario di tutto in questo Paese), il presunto "successo" di Berlusconi nell'aver ottenuto poco meno di 500 milioni di euro dall'Unione Europea per la ricostruzione in Abruzzo (evidentemente i giornalisti del Tg5 non sanno che la UE, tra le altre cose, serve proprio per la mutua assistenza e stanzia sempre soldi ai Paesi membri colpiti da calamità naturali).

Vabbè, d'altronde il Tg5 è pur sempre di proprietà diretta di Berlusconi, anche se si ostinano ancora a dire di essere indipendenti (sì, effettivamente si auto-censurano indipendentemente che è una bellezza). Ma il Tg1 fa parte del servizio pubblico, che dovrebbe essere di tutti. Dovrebbe.

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A proposito di energia e ambiente
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2009


                                                   

Oggi il premier Berlusconi, in visita in Sardegna per sostenere il solito prestanome candidato alle elezioni in Sardegna (il cui avvio di campagna elettorale è ovviamente ripreso da tutti i TG, a differenza di quella di Soru), sì è scoperto ambientalista. "Vorrei trasformare la Sardegna in una grande oasi ambientale" (usa la prima persona, a conferma del fatto che il candidato alle elezioni è solo un prestanome senza voce in capitolo, come Chiodi in Abruzzo ... a proposito, chissà se sul simbolo del PDL ci sarà scritto Cappellacci o Berlusconi ...). Peccato che durante i 5 anni di governo Soru il centrodestra sardo si sia opposto a tutte le sue politiche ambientali, a partire dalla legge "salva-coste" per la quale, pur di tutelare gli interessi dei cementificatori selvaggi, hanno promosso anche un referendum abrogativo (che hanno perso), mentre all'estero hanno preso quel provvedimento come modello (e Soru è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa"). Per non parlare delle politiche ambientali dei Governi Berlusconi, pari a zero, anzi aventi un saldo negativo (basti pensare ai recenti passi indietro tipo la cancellazione degli eco-incentivi per le auto e della copertura del 55% degli impianti fotovoltaici e caldaie ecologiche, per non parlare della solitaria battaglia in Europa contro il piano-clima).

Dunque, prima di parlare, bisognerebbe fare, caro Berlusconi. Per esempio, secondo un recente studio, condotto da Anev (Ass.Naz. Energia del Vento), Aper (Ass. Produttori Energie Rinnovabili), Ises Italia (sez. italiana della Soc.Int.Energia Solare), Grenpeace, Legambiente e UIL e pubblicato il 7 Gennaio, c'è in Sicilia la possibilità di ricavare 3.23 TWh di potenza (l'1% del fabbisogno nazionale) e 7.537 posti di lavoro se si fruttasse pienamente il potenziale eolico di quella Regione. Il piano sarebbe perfettamente sostenibile industrialmente, ma anche paesaggisticamente, in quanto verrebero salvaguardate le aree soggette a vincoli. Inoltre, si risparmierebbero entro il 2020 ben 3 milioni di tonnellate di CO2, più di 5mila di S02, più di 7mila di NOx e quasi mille tonnelate di polveri, contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (e allo schivamento delle relative sanzioni). I dati, già comunicati alla Regione Sicilia, saranno presentati in un convegno organizzato per il prossimo 16 Gennaio.

Ebbene, caro Premier, se davvero tiene all'ambiente, faccia concretizzare questo "piano eolico". D'altronde in Sicilia il centrodestra governa dappertutto e la sinistra conta ben poco, dunque non ci saranno problemi di giunte locali, nè grossi problemi da parte degli "estremisti di sinistra" che impediscono la realizzazione delle opere, no?

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Già, come una "morte bianca"
post pubblicato in Diario, il 22 novembre 2008


                                                      

"La tragedia di oggi è una morte bianca". Fra tutte le inutili quanto scontate dichiarazioni "del giorno dopo", quella del sindaco di Rivoli, Guido Tallone, è quella che perlomeno ci dà la vera dimensione della tragedia accaduta oggi al liceo Darwin di questa cittadina del Torinese.

Morire di scuola, come morire di lavoro, sono tragedie che non possiamo accettare in un Paese civile. E, come per le "morti bianche", anche qui ci sono precise responsabilità dei datori di lavoro. Solo che in questo caso il "datore di lavoro" è lo Stato, che quindi non solo è responsabile indirettamente come nel caso delle morti sul lavoro (per la mancata adeguata punizione per chi specula ai danni della sicurezza dei propri lavoratori), ma anche direttamente, perchè non si investe sufficientemente sull'edilizia scolastica.

E se è vero com'è vero che in Italia ben 10mila edifici scolastici sono a rischio (rapporto Legambiente), allora bisogna intervenire urgentemente. Stanziando più fondi, e non meno fondi, e soprattutto evitando che vengano sprecati.

P.S. Mi consolo solo con il fatto che, sempre secondo il rapporto Legambiente, nella mia Campania il 100% degli edifici scolastici ha il certificato di agibilità, e lo stesso vale per Basilicata, Molise e Sardegna. A dimostrazione che, ogni tanto, anche giù al Sud siamo capaci di fare le cose per bene.

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Mare Monstrum. E poi ci lamentiamo che la Spagna ci supera nel turismo (tra le altre cose)
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2008


                                 

Due illeciti per ogni chilometro di costa. E' quanto emerge dal rapporto "Mare Monstrum 2007", con il quale Legambiente fotografa la situazione dei 7.400 km di coste italiane. Ebbene, nel 2007 sono state commesse 4.000 abusi edilizi sulle coste italiane, i cosidetti "eco-mostri". Tra gli eco-mostri citati dal rapporto, l'hotel Alimuri di Vico Equense (NA), le palazzine di Lido Rossello (Sicilia), la "Palafitta" (nella foto) e il "Trenino" a Falerna (Calabria), il villaggio di Torre Mileto (Puglia), lo "scheletrone" di Palmaria a Portovenere (Liguria). Non solo eco-mostri putroppo, ma anche inquinamento, depurazione assente, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione, che fanno salire il dato a 14.315 infrazioni complessive (due per km, appunto).

Un vero e proprio scempio. Davanti al quale fa rabbrividire il fatto che i reati contro le coste, e più in generale i reati ambientali, siano ritenuti dei "reati minori", non solo dalle recenti leggi sulle intercettazioni e "blocca-processi", ma soprattutto dal "sentire comune". Invece non è così: tutelare le coste vuol dire ricchezza, estetica ma anche meramente economica. Molti si lamentano che la Spagna, e in generale tanti paesi, ci stanno superando nel turismo: sarà forse perchè all'estero, anche se hanno un patrimonio artistico e naturale minore, lo tutelano molto, ma molto di più (e chi è stato in Spagna ne sa qualcosa)?

Smaltimento illegale di rifiuti tossici? Macchè: tutto legale da oggi!
post pubblicato in Diario, il 4 giugno 2008


                         

Oggi Legambiente ha diffuso il suo rapporto annuale sulle ecomafie, "Ecomafia 2008" appunto, nel quale emerge che ogni anno qualcosa come una montagna alta 2000 metri di rifiuti speciali "scompare", nel senso che viene smaltita illecitamente dalle mafie. Al primo posto nella classifica delle illegalità nel ciclo dei rifiuti è ovviamente la Campania, seguita dal Veneto (vero e proprio centro di raccolta e smistamento dei rifiuti tossici verso il Sud) e dalla Puglia.

Il rapporto arriva nel giorno in cui viene scoperta nel Foggiano un'enorme discarica abusiva di rifiuti tossici, tra le più grandi d'Europa (circa 500mila metri cubi) e nel giorno della visita di Napolitano in Campania, da dove lancia una dura accusa: "La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici, compreso quello dei rifiuti tossici, e questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal Nord, ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni del Nord". Come a dire: lì al Nord, non credete che l'emergenza rifiuti sia solo un affare del Sud.

Peccato, però, che Napolitano nel firmare il decreto Berlusconi sui rifiuti si sia dimenticato di notare una cosa: ovvero che da ora in poi sarà possibile sversare rifiuti tossici nelle discariche campane. Legalmente. Come potete leggere da quest'altro blog, oppure verificare direttamente dal testo del decreto, nelle nei 4 termovalorizzatori e nelle 10 discariche previste (alcune già presenti) dal decreto si potranno smaltire, oltre ai rifiuti solidi urbani, altre tipologie di rifiuti speciali, tra cui ceneri pesanti, scorie e fanghi pericolosi. Tutto previsto dagli articoli 8 e 9 del decreto.

Tant'è vero che le indiscrezioni giornalistiche su un eventuale bocciatura dell'UE sul decreto riguardano proprio, tra gli altri, questi articoli. Ma ovviamente nessuno ha detto perchè. Ma io come al solito non voglio pensare male ... questa decisione del Governo avrà sicuramente una motivazione ... o no?

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