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il blog di Francesco Zanfardino
Il marchio
post pubblicato in Diario, il 12 settembre 2010


                                             

Oggi molti, compreso il sottoscritto, hanno notato la presenza, tra l'altro non nuova, di bandiere col sole delle Alpi, il presunto simbolo della presunta Padania e della Lega Nord, sotto il palco del GP di Monza. Un episodio insolito per una manifestazione sportiva, e anche inopportuno, specialmente se non fosse stato un gesto spontaneo di elettori o militanti del Carroccio ma, come molto più probabile che sia, un gesto chiesto dall'alto, magari come segnale poltico ad Alemanno e al suo GP di Roma "ladrona".

Ma, quantomeno, il simbolo non si trovava sul palco, o sull'asfalto del circuito, il che avrebbe suscitato innumerevoli polemiche ed ondate di indignazione popolare. Quelle che mi auguro di vedere, magari insieme ad una bella azione giudiziaria, a proposito di questa scuola di Adro dove il Sindaco, non pago di essere finito all'attenzione di tutta Italia per aver tolto il pane a dei bambini solo perchè figli di immigrati poveri, ha deciso di diffondere il suo vangelo leghista persino nelle scuole, piazzando il sole delle Alpi ovunque, dalle tetto alle vetrate, dal posacenere allo zerbino, dai cartelli di divieto ai banchi  (vedere i video per credere).

E meno male che era la sinistra ad occupare le scuole. "Niente politica a scuola" ... alla faccia!

P.S. E non mi venite a dire che il sole delle Alpi è il simbolo di un "territorio" o di un "popolo" perchè sareste ridicoli.

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Una domanda, Sarkozy
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2010


                                             

Ammettiamo pure che i rimpatri dei rom in Francia siano davvero conformi alla libera circolazione delle persone, perchè "volontari" (per quanto possano davvero essere volontari e non "indotti"). Facciamo pure finta che i rom in questione non possano tornare in Francia (perchè possono benissimamente farlo, anzi hanno avuto anche i soldi per farlo). Facciamo finta anche che questa non sia un'operazione per rilanciarsi elettoralmente dopo aver straperso alle ultime elezioni Regionali. E tralasciamo pure la Lega Nord che come al solito non perde occasione per cavalcare elettoralmente le paure degli Italiani.

Ma una domanda la voglio fare, Monsieur Sarkozyper quale motivo questo tipo di operazione è rivolto solo ai rom? Ovvero, per quale motivo non dare un incentivo per il rimpatrio anche ad Italiani, Tedeschi, Spagnoli, Americani, eccetera? Forse perchè la popolazione rom è da considerare di per sè pericolosa? Perche se fosse così, caro Sarkozy, questo sarebbe razzismo. Anzi, ricorderebbe nemmeno tanto vagamente un'operazione di pulizia etnica.

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A volte ritornano
post pubblicato in Diario, il 9 febbraio 2010


                                             

Ciancimino jr mette in relazione la nascita di Forza Italia con Cosa Nostra, e si scatena il putiferio. "Fesserie" è il sunto delle repliche dei vari berluscones. Eppure, questa è roba vecchia: chi ha letto i libri dei vari Travaglio e si informa un po' su Internet sa che ci sono decine e decine di episodi e circostanze che inducono a questo legittimo sospetto.

Sospetto che verrebbe fugato se Berlusconi rispondesse a qualche domanda. Tipo quelle che la Lega Nord gli lanciò tramite "La Padania" nel 1998, quando Bossi & Co erano ai ferri corti col Cavaliere.

La Fininvest è nata da Cosa Nostra – Matteo Mauri – 27 Ottobre 1998

Parla meneghino ma è di Palermo – 22 Luglio 1998

Silvio riciclava i Soldi della Mafia – 7 Luglio 1998

C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile – Davide Caparini – 25 Novembre 1999

Imprenditore o politico è il momento della scelta – Chiara Garofano – 8 Novembre 1998

Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica – 5 Maggio 1998

Un biscione di miliardi in Svizzera – Emilio Parodi – 3 Novembre 1998

Le sedici cassaforti occulte – Max Parisi – 29 Settembre 1998

Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca – 2 Luglio 1998

Berlusconi Mafioso? 11 domande al cavaliere per negarlo. – Max Parisi – 8 Luglio 1998

Così il biscione di mise la coppola – 10 Luglio 1998

Le gesta di Lucky Berlusca – Max Parisi – 30 Agosto 1998

E non mi pare che chi ha posto quelle domande possa essere definito "comunista invidioso". Almeno loro, che diamine ...

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Auguri anche ai leghisti ...
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009


                                     

A proposito di valori cristiani ...

Buon Natale a tutti voi!

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Palle, mille palle blu ...
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2009


 

Ieri il premier Berlusconi a Firenze ha dato l'ennesima degna prova di sè. Tra le esilaranti dichiarazioni effettuate, alcune delle quali davvero incredibili, tipo "i rifiuti a Napoli e Palermo sono rifiuti elettorali" (insomma, pur di non ammettere i propri fallimenti, mette in mezzo complotti su complotti ... dopo il complotto mondiale ordito da Murdoch, ormai manca solo il complotto alieno stile X-Files) e "penso a 70mila militari nelle strade" (mi ricorda, a parte Mussolini, queste altre promesse fatte mesi fa dopo gli stupri nella Roma di Alemanno, ovviamente mai realizzate), c'è n'è una particolarmente significativa: "La deterrenza ha funzionato, sono quindici giorni che non sbarca un clandestino sulle nostre coste".

In effetti, a sentire i TG, non si potrebbe dire alcunchè su questa frase. Peccato che il premier sia smentito dai fatti. Come denunciato infatti da "Osservatorio Sicilia" in maniera documentata (cliccando sul link potete verificare), nell'indiferrenza generale, negli ultimi 15 giorni sono sbarcati almeno 300 clandestini. Sardegna, Lampedusa, coste siciliane, Salento, crotonese, persino Ancona ... piccoli sbarchi, ma numerosi. Insomma, dopo la politica dei "respingimenti" adottata dal Governo, gli "scafisti" stanno trovando nuove rotte e nuovi stratagemmi.

Senza dimenticarsi il raddoppio degli arrivi dei clandestini in un anno, avutosi tra questo primo anno di Governo Berlusconi e l'ultimo di Prodi, in barba a tutte le promesse fatte. Ma Berlusconi e la Lega, che tanto ci hanno guadagnato elettoralmente con questa faccenda dei respingimenti, non si preoccupino: tanto queste notizie non vanno in TV e quindi non esistono. Almeno in Italia.

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Amnesie padane
post pubblicato in Diario, il 17 marzo 2009


                                                               

Leggevo su Corriere.it quest'articolo di Sergio Rizzo, uno degli autori de "La Casta", dell'emendamento proposto dalla Lega Nord per mettere un tetto agli stipendi dei manager pubblici: se l'emendamento passasse, la loro retribuzione sarà al massimo uguale a quella dei parlamentari (circa 350mila euro). Già, sembra assurdo, ma in Italia queste persone guadagnano anche il doppio o il triplo di un parlamentare (che già non sta affatto messo male...), e spesso senza nemmeno assolvere bene il proprio ruolo (anzi).

Bene, molto bene. Peccato che il "tetto" c'era già: era stato introdotto dal Governo Prodi. Ricordate l'ultima Finanziaria, quella approvata a fine 2008? Uno dei punti "critici" era stata l'approvazione dell'emendamento dei senatori Salvi e Villone (Sinistra Democratica), che aveva causato qualche malumore a Mastella (probabilmente una solidarietà fra "poltronari" ...), e grazie al quale fu fissato il tetto di tali "manager" uguale allo stipendio del primo presidente della Cassazione (274mila euro).

Ebbene, non solo la Lega all'epoca votò contro, ma poi una volta andata al Governo con Berlusconi, con il decreto del Giugno 2008 accetta di eliminare tale tetto. Tra l'altro, proprio quando il Governo contemporaneamente tagliava miliardi e miliardi a infrastrutture, scuola, forze dell'ordine con la Finanziaria "dei tagli", con la scusa della "razionalizzazione".

Poi, le idee possono sempre cambiare ... per carità. E bisognerà sempre vedere se la Lega andrà fino in fondo, facendo approvare questo emendamento, o sarà solo un fuoco di paglia. Ma nel frattempo è passato un anno e qualche milioncino di euro poteva risparmiarlo già, cari leghisti.

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Riporto Report: i Vicerè
post pubblicato in Riporto Report, il 16 marzo 2009


                                                    

Inizia oggi una nuova rubrica di "Discutendo", dal nome "Riporto Report", in cui ogni lunedì tratterò della puntata settimanale di "Report", l'ottima trasmissione giornalistica condotta dalla bravissima Milena Gabanelli, una delle purtroppo poche che possa davvero definirsi, senza esagerazioni, di "servizio pubblico". Per chi non la conoscesse, Report va in onda ogni domenica in prima serata su Rai Tre e ogni puntata offre un servizio giornalistico "scientificamente" documentato, esaustivo e soprattutto coinvolgente su uno dei tanti piccoli e grandi scandali italiani che putroppo non trovano grande spazio sullo scenario mediatico italiano. E che quindi nel mio piccolo cerco di diffondere.

La puntata di ieri di Report, dal titolo "I Vicerè", ha trattato il cosiddetto "modello Catania", dove la città siciliana è stata presa come simbolo del modo di costruire consenso da parte di una certa politica tramite gli intrecci con mafia e certa imprenditoria locale, compresa l'editoria, e tramite una politica clientelare. Un modello politico che ha portato al disastro economico Catania, così come tante altre città italiane, specialmente del Sud, dove tale modello è applicato, e nonostante ciò il consenso non diminuisce, anzi è si rafforza sempre più (Catania è roccaforte da decenni del centrodestra e di Berlusconi). Ora provo a riassumere la complicatissima vicenda, ma è meglio se la seguite il video della puntata su Rai.tv)

I VICERE' (di Sigfrido Ranucci) - La puntata inizia e si focalizza più volte su una intervista a Umberto Scapagnini (Popolo delle Libertà), sindaco di Catania dal 2000 al 2008 ed indagato per il disastro di bilancio causato dalla sua amministrazione che ha portato la città in situazioni da Terzo Mondo, con strade invase dall'immondizia non raccolta e piene di buche per la mancata manutenzione, traffico ingestibile per l'assenza di vigili urbani e penuria di mezzi pubblici, strade al buio e costi idrici alle stelle per bollette non pagate dal Comune. Tuttavia non mancano i voti a Scapagnini e al centrodestra, che qui a Catania vince da anni (l'attuale Sindaco, Raffaele Stancanelli del PdL, ha stravinto le elezioni ad Aprile), sostenendo fortemente Berlusconi e i suoi alleati, come il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, attuale Governatore della Sicilia, che di Catania è stato vicesindaco e presidente di Provincia.

Il motivo? Semplice, il cosiddetto "modello Catania" della costruzione del consenso. Iniziamo dalla sentitissima e partecipatissima festa patronale di Catania, la festa di Sant'Agata o della "Candelora", dal nome delle candele di cera più o meno grandi che si donano come offerta alla Santa Patrona della città. Ebbene, la festa è gestita da uno strano intreccio fra politica, Chiesa e mafia, visto che non si capisce bene chi gestisca chi e cosa ... probabilmente uno scambio simbiotico. Fatto sta che molti boss o parenti di boss locali sono/sono-stati ai vertici all'organizzazione della festa, e sono fra i portantini delle "candelore" e del carro della Santa. E probabilmente le offerte che gli esercizi commerciali offronto ai "capi della candelora" per far sostare la Santa sui propri marciapiedi sono un astuto sistema di "pizzo mascherato". Così è altamente probabile che sia la mafia a gestire il mercato della cera a Catania. Con una Chiesa locale che senza remore confessa di non dover guardare in faccia ai "buoni o cattivi" quando si tratta di Sant'Agata, e il Comune che generosamente finanzia la festa, nonostante i gravi buchi di bilancio (la giunta Stancanelli ha ereditato 1 miliardo di euro di debiti da Scapagnini, di cui 360 milioni di vero e proprio "buco" finanziario).

Nomi di mafia che ritornano tra quelli di gestori di aziende che hanno avuto appalti dal Comune, tramite assessori amici, per lavori pubblici comunali, sui quali la magistratura sta indagando. E la mafia ripaga tramite l'appoggio politico, dato che secondo i verbali della magistatura i boss coinvolti danno indicazione di voto nelle poitiche 2008 per Berlusconi ed un senatore locale, Pino Firrarello del PdL, ritenuto un "cavallo vincente" (per il quale il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere per concorso esterno in associazione mafiosa).

Ma il consenso si costruisce anche attraverso il clientelismo. Che si attua, ad esempio, attraverso l'assunzione (e promozione) indiscriminata di dipendenti pubblici. Che magari avviene sotto le elezioni, come fatto nei giorni prima delle elezioni comunali del 2005 da Scapagnini e alcuni assessori, tra cui l'ex senatore Nino Strano del Pdl (tristemente noto per l'aver dato della "checca squallida" al sen.Cusumano ed aver mangiato mortadella in Senato alla caduta del Governo Prodi), e per i quali sono stati multati (non si possono fare queste cose in campagna elettorale), per una cifra irrisoria. Durante la gestione Scapagnini, inoltre, c'è stata un'ondata di promozioni dei dipendenti pubblici, che ha portato al paradosso di avere circa 4mila dipendenti pubblici che stanno senza fare niente o quasi, ma con mancanze di disponibilità di dipendenti per il catasto, per i vigili urbani, per i giardinieri, per i vigili del fuoco. Non solo: il clientelismo si è attuato anche tramite le tante consulenze chieste e pagate dal Comune a decine di persone, di competenza molto dubbia, in particolare molti politici: infatti, rispetto all'assunzione come dipendente pubblico, che è un posto fisso, la consulenza consente di tenere sotto schiaffo, o "sotto a scopa" come si dice da quelle parti, il politico di turno (e il suo pacchetto di voti).

Catania però ha anche la sfortuna di essere una delle zone a più rischio sismico e vulcanico d'Europa (recenti il terremoto del '90 e l'eruzione del 2002). Oltre ad essere una delle città più trafficate d'Italia (anche per la mancanza di vigili urbani di cui sopra). Tanto che il Governo Berlusconi fornisce nel 2002 i poteri speciali a Scapagnini per la sicurezza sismica e l'emergenza traffico. Grazie ai quali la Giunta comunale può gestire una mole di fondi maggiore e da destinare a discrezione del Sindaco, senza troppi problemi. Scapagnini ha finanziato con questi fondi numerose opere, tra cui l'agibilità sismica di numerose scuole catanesi e la costruzione di una ventina di parcheggi. Tuttavia, a tutt'oggi queste opere non ci sono, o sono incomplete, o sono in abbandono. Il tutto a causa di un "sistema" politico-imprenditoriale che, come spiegato da un ingegnere interpellato dal giornalista di Report, fa in modo di ricevere fondi per realizzare opere, per poi destinare tali fondi ad altri scopi e/o non raggiungono del tutto l'obiettivo cui sono destinati: così tali opere andranno comunque realizzate, arriveranno altri fondi, e "avanti Savoia", come riassunto dalla Gabanelli ... e intanto la Giunta ottiene i voti degli imprenditori e dei loro bacini elettorali.

Lo stesso tipo di sistema è stato applicato alla Sidra, la società comunale che gestisce l'acqua e la sua depurazione. Solo che al posto degli imprenditori ci sono gli inquilini delle case popolari, sistemati dal comune (altro clientelismo). Tuttavia, il Comune non richiede ai suoi inquilini le bollette dell'acqua (sempre per guadagnare voti), dunque non può versare i finaziamenti alla Sidra e questa accumula debiti su debiti, rendendosi impossibilitata ad erogare i propri servizi per gli altri catanesi: che hanno richiesto risarcimenti che hanno vinto ma non arriveranno, per probabile fallimento della società, per gli ulteriori debiti provocati da spese e assunzioni folli (sempre per clientelismo).

Per non parlare di Librino, la cittadella-dormitorio alle porte di Catania dove Pdl e Mpa ottengono il 90% dei consensi. Qui tutto un fiorire di parchi e strutture, pagate caro, che dovevano rendere Librino un piccolo paradiso, ma che sono incomplete ed in stato di abbandono: ma che vengono puntualmente inaugurate e/o promesse ad ogni elezione per prendere consenso. Per non parlare delle tante case popolari qui presenti, e del "sistema" delle occupazioni abusive, gestite da mafia e politica: coloro a cui spetterebbero gli appartamenti sono fatti fuori, facendoli occupare a chi di comodo (altro clientelismo). Ma così il Comune rinuncia gli affitti ... ed altri debiti (per non parlare delle miserabili condizioni degli appartamenti).

Ma i cittadini non vengono informati? Beh, a livello nazionale non si parla di queste cose, mentre a livello locale è tutto un monopolio televisivo e giornalistico in mano a Mario Ciancio, editore tra l'altro de "La Sicilia", il più importante quotidiano locale: anzi, l'unico, visto che l'edizione locale di "La Repubblica", stampata dalle aziende di Ciancio, non viene fatta uscire nelle edicole catanesi. Inutile descrivervi in che modo gestisce l'informazione questo signore, in particolare sotto elezioni. D'altronde, lo stesso impero di Ciancio a quanto pare è legato a doppio filo a nomi di mafia e politica di mafia, tanto da essere il punto di riferimento di chi voglia fare affari a limite o oltre la legalità a Catania.

La magistratura sta indagando su tutte queste vicende, ma nel frattempo per tutto ciò il Comune è a rischio fallimento. Ma Berlusconi non lascia la città legata a lui da doppio, triplo filo, così fa una cosa che non si potrebbe fare: regala a Catania ben 140 milioni di euro, sottrati dai fondi Fas (fondi aree sottosviluppate), con la scusa di destinarli a determinate opere per lo sviluppo di cui Catania avrebbe tanto bisogno (come quelle per evitare la "piccola Venezia" che si realizza nei pressi dell'aeroporto di Catania ... da vedere le immagini delle periodiche "alluvioni" che si creano ad ogni pioggia un po' più abbondante; oppure per far funzionare la giustizia a Catania, dove gli archivi sono strapieni e sena protezioni e necessiterebbero di nuove strutture). Ma i soldi non vanno a queste opere, ma al bilancio, tanto che il Cipe, che si occupa dei fondi Fas, non ha ancora pubblicato il verbale della seduta in cui sono stati destinati questi fondi (ad opere che non ci saranno) ... e lo stesso Sindaco Stancanelli ha ammesso lo stratagemma. E così, mentre i comuni virtuosi stringono la cinghia, le città amiche del Premier possono fare quello che vogliono, tanto paga Pantalone. E poi ci vengono a parlare di federalismo!

A proposito di Lega Nord e della sua coerenza: indovinate chi finanzia il Movimento dell'Autonomia di Raffaele Lombardo, Governatore della Sicilia ed ex vicesindaco e presidente di provincia di Catania? Ma sì, proprio la Lega Nord. Con centinaia di migliaia di euro. Bella coerenza, per coloro che dicono di voler combattere gli sprechi che vengono fatte dalle amministrazioni del Sud a scapito dei comuni virtuosi del Nord ...

P.S. Report, oltre ai Vicerè, ha anche trattato altri argomenti nelle sue rubriche: in quella classica, "Good News", ha parlato degli effetti positivi che una sana alimentazione può avere sull'allungamento della vita (con tanto di "spesa" suggerita da un professore dell'Istituto dei Tumori di Milano). In quella nuova, "L'emendamento", invece, Report ci ha spiega gli effetti di una norma, in questo caso del "decreto ICI" (con tutti i suoi lati oscuri). Vi invito a seguire i due video (questo e questo).

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Viva la tortura!
post pubblicato in Diario, il 5 febbraio 2009


                                                                     

Oggi il Senato ha approvato il "dl sicurezza", l'ennesimo pacchetto sicurezza approvato dal Governo Berlusconi per tenere buona l'opinione pubblica (ma quando s'accorgeranno gli Italiani che sono solo spot e che i problemi rimangono, anzi si aggravano?). Molti i provvedimenti discussi, alcuni fortunatamente bloccati ieri dal Senato con il Governo che è andato sotto ben 3 volte (poi qualcuno deve aver ricordato ai senatori "ragionevoli" del PDL chi comanda, ovvero la Lega Nord), altri no, tra i quali la tassa sui permessi di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro ... ma stiamo scherzando?) e soprattutto l'abolizione del divieto di denuncia da parte dei medici che assistono clandestini. Ovvero, se un clandestino si presenta al Servizio Sanitario Nazionale, il medico che lo assiste dovrà denunciare la sua clandestinità alle Autorità competenti ... una palese violazione del Codice Deontologico e soprattutto una norma discriminatoria che porterà i clandestini a non farsi curare per paura della denuncia. Ma a mio parere la cosa più scandalosa è che ieri il Senato ha bocciato, seppur di poco, un emendamento del Partito Democratico che chiedeva l'introduzione del reato di tortura anche in Italia. Già, perchè per chi non lo sapesse, in Italia non è ancora previsto il reato di tortura. D'altronde, siamo nel Paese dove fu permesso alla Lega Nord di diffondere manifesti con scritto "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa", e siamo nel Paese dove la Lega Nord è legalmente al Governo con consensi imbarazzanti, dunque non ci si dovrebbe meravigliare di niente.

Personalmente spero in una grande mobilitazione di massa che unisca tutte le forze di questo Paese stanche della propaganda fatta sulle spalle dei deboli, ma ci credo poco. Ormai essere "cattivi", come ha detto di essere il Ministro Maroni, fa guadagnare consenso. Oddio, non li farebbe guadagnare questi consensi se fossimo in un Paese con un informazione libera in grado di farne vedere i risultati (nessuno) ... ma, appunto, siamo in Italia.

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Assenteismo e incoerenza
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2009


                                               

Come sappiamo, da mesi e mesi il Ministro Brunetta conduce una battaglia contro l'assenteismo nella Pubblica Amministrazione, con risultati più che soddisfacenti, almeno secondo i dati forniti dallo stesso Brunetta, con toni al limite della decenza e una certa arroganza. Una battaglia che frutta molto mediaticamente al Governo, ma ben poco sul piano della concretezza, perchè se è giusto chiedere la presenza al lavoro dei dipendenti pubblici (anche se servirebbe un po' di elasticità), il vero problema è farli lavorare, assegnando loro i lavori da fare che ci sono ma che spesso non vengono assegnati o lo sono con ritardo. 

Tuttavia, il "brunettismo" il centrodestra lo applica solo in casa altrui, non nella propria. E' di ieri, infatti, l'articolo sul Corriere di Gian Antonio Stella, ormai famoso autore de "La Casta", che denuncia il voto contrario degli europarlamentari italiani di centrodestra alla risoluzione anti-assenteismo. La risoluzione è nata da un'iniziativa dell'europarlamentare Marco Cappato, dei Radicali, che da sempre si battono per la trasparenza della politica (l'ultima loro battaglia è l'istituzione di una "anagrafe degli eletti"). Infatti, fino ad ora il Parlamento Europeo pubblicava ben poche informazioni sui propri membri. Invece, grazie alla risoluzione Cappato, il Parlamento Europeo si impegna a far sì che tra poco (prima delle elezioni europee di Giugno) sul suo sito web siano disponibili "attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali (...) le indennità e le spese dei deputati (...) nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE, e tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE". Com'è andata la votazione? 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenutiTra gli europarlamentari italiani, sì compatto del PD e del centrosinistra, mentre PDL e Lega Nord hanno votato contro, salvo minime eccezioni.

D'altronde, il centrodestra italiano aveva già dato pessima prova di sè e della propria coerenza nel nostro Parlamento. Ricorderete la decisione del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, di dire basta al fenomeno dei "pianisti" (i parlamentari che votano "doppio", per non far perdere la diaria ai colleghi) attraverso l'introduzione di uno strumento di rivelazione delle impronte, grazie al quale il problema avrebbe dovuto essere risolto definitivamente (a meno di non portarsi appresso le mani dei propri colleghi, che è un' po "difficile" ...). Ebbene, a causa proprio delle critiche dei deputati di centrodestra, il sistema anti-pianisti funzionerà solo per i deputati che lo accetteranno. E così i 450 mila euro spesi per il sistema di rivelazione impronte frutteranno poco. A meno che i parlamentari PDL raccolgano la sfida del PD, che ha già annunciato che i propri parlamentari accetteranno di sottoporsi al sistema.

Lo vorrebbe la coerenza. Perchè, se si impone ai dipendenti pubblici di essere presenti, bisognerebbe imporlo anche ai dipendenti pubblici per eccellenza, ovvero i nostri rappresentanti. O perlomeno bisognerebbe dare il buon esempio, cominciando dai propri parlamentari.

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E ora la Lega scenda in piazza contro il Governo
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


                                              

"L'offerta di Luthansa non è mai arrivata". Offerta AirFrance, "nessuna controindicazione dall'esecutivo". Così il premier Berlusconi, parlando ai vertici della Cai, chiude (definitivamente?) il capitolo "partner straniero". Ma la Lega non molla: "E' una stupidaggine", ribadisce quello che però è il principale alleato del premier "stupido", ovvero Umberto Bossi.

Bene, allora la Lega scenda in piazza contro il Governo, come fece contro Prodi. Già, perchè per chi se lo fosse scordato, la Lega, assieme a quello che fu definito "partito del Nord" (principali esponenti: il sindaco milanese Moratti e il presidente lombardo Formigoni, ovviamente del PDL), fu la principale protagonista della battaglia anti-AirFrance per la difesa dell'hub di Malpensa, che la proposta AirFrance voleva tagliare in nome dell'efficienza e soprattutto della logica industriale (dato che l'Hub di Malpensa perde 200 milioni di euro l'anno e di fatto non è un hub, limitato com'è dagl altri scali lombardi e padani in generale che la Lega, in ottica campanilistica, ha tra l'altro contribuito a formare). Ebbene, sempre per chi se lo fosse scordato, la Lega il 17 febbraio portò a Malpensa 75.000 militanti, almeno così disse. Ecco le parole di allora: "Malpensa si salva se vinciamo le elezioni" (Maroni), "Ho parlato con Berlusconi e sa bene che l'infrastuttura è indispensabile e sarà un impegno prioritario del nuovo Governo" (Formigoni) "Malpensa e il suo salvataggio sono nel programma di Governo" (Calderoli) "Nel prossimo Governo conteremo molto perché prenderemo molti voti. La gente darà un sacco di voti alla Lega e quindi avremo tanta forza per sostenere il salvataggio di Malpensa" (Bossi), "Il Nord difende Malpensa dallo schiaffo coloniale romano" (cartelloni esposti nella manifestazione).

Tutto ciò dovrebbe essere ripetuto contro il Governo Berlusconi, dato che la situazione è la stessa. Anzi, ancora peggio, dati i 3-4 miliardi persi nel frattempo fra debiti non pagati, prestiti-ponte non restituiti, almeno 5000 licenziamenti in più (2mila e passa prevedeva la vecchia offerta AirFrance, mentre ora la Cai assumerò poco più di 10mila dipendenti, 7mila in meno rispetto alla vecchia compagnia ... senza contare i dipendenti di AirOne), un progetto industriale molto meno solido, molti voli ed aerei in meno, tanto da far scomparire anche la parola "hub" (perchè rimangono ben poche rotte internazionali). Ah, ma certo, ora abbiamo anche il 75% di italianità ... peccato che sarà il partner straniero a decidere le strategie internazionali, sconfessando il ragionamento del "non potevamo darla ad AirFrance sennò si fregava i nostri mercati esteri". E poi dopo cinque anni, guarda caso dopo la data probabile delle prossime elezioni, arrivederci e grazie: la Cai potrà vendere a stranieri.

Ma d'altronde alla Lega l'Italianità non importa ... o no? O forse rinuncierete alla vostra "padanità", rinuncerete alle vostre "battaglie" politiche, pur di rimanere sulle vostre poltrone romane? Anche quando siete decisivi per il Governo? Certo che sì. Toglietemi tutto, pure la coerenza, ma non la poltrona.

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Clandestini, i frutti della demagogia
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 27 dicembre 2008


                                                         

Ci avevano detto: "l'Italia agli Italiani". Ci avevano detto: "Mai più clandestini sotto casa". Ci avevano detto: "La sinistra buonista ci ha riempito di clandestini". Ci avevano detto: "Con noi al Governo non verranno più". Ci avevano detto: "Le nuove norme scoraggeranno i clandestini". Ci avevano detto: "Basterà che si venga a sapere che l'Italia non è più il Paese di Bengodi della sinistra, e che ora c'è Maroni (e la Lega), che i clandestini non verranno più". Ci avevano detto: "Le nuove norme avranno un effetto deterrente".

Ecco la verità. Maxi-sbarchi anche a Natale, 1500 persone in tre notti a Lampedusa. Ormai stiamo triplicando, altro che duplicando, il numero degli sbarcati rispetto al 2007. Ecco i frutti della demagogia, ecco i frutti di chi ha fatto le proprie fortune politiche speculando sulla vita dei deboli e sulle paure degli Italiani. Ma ovviamente mai se ne assumeranno la responsabilità: probabilmente i clandestini non si sono ancora informati bene sul fatto che c'è la Lega al Governo e Maroni all'Interno.

Facciamo così: dei 5 miliardi regalati a Gheddafi, qualcuno facciamolo spendere in maxi-cartelloni pubblicitari sulle coste libiche con le "facce deterrenti" di Maroni, Bossi, Fini e Berlusconi. Forse i clandestini, che hanno abbandonato le proprie famiglie, si sono venduti magari sessualmente per quel viaggio, che si sono fatti migliaia di kilometri a piedi nel deserto, si metteranno paura delle "norme deterrenti" del nuovo "Governo decisionista della Sicurezza".

Vergogna. Ma a chi volete prendere in giro?

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4 Novembre
post pubblicato in Diario, il 4 novembre 2008


                                                      

Oggi è il 4 Novembre. 90 anni fa, con il famoso "bollettino di Vittorio Veneto", finisce la Prima Guerra Mondiale per l'Italia. E così il 4 Novembre di ogni anno celebriamo la giornata delle Forze Armate, per ricordare quelle migliaia di nostri figli caduti in quella terribile guerra. Oltre che, ovviamente, celebrare le nostre attuali forze armate che, chi un modo chi in un altro, salvaguardano la nostra sicurezza, mettendo a rischio la propria pelle e affrontando difficoltà sempre maggiori, visti anche i recenti tagli.

Tuttavia spesso ci dimentichiamo di questa giornata, ed ancor di più ci dimentichiamo (compresi i media) che questa è anche la giornata dell'unità nazionale: d'altronde fu con quella guerrra che si completò l'unità nazionale. Sia fisicamente, con l'annessione di Trieste e Trento, ma soprattutto "spiritualmente", perchè la guerra fu proprio il primo momento in cui piemontesi, calabresi, veneti, campani, ecc., si ritrovarno a combattere la stessa battaglia, a stare nella stessa trincea, negli stessi ospedali, insomma fu il primo momento di "miscelamento", la prima occasione in cui si cominciarono "a fare gli Italiani", dopo aver "fatto l'Italia". Ed è sempre importante ricordarci di questo grande valore che è l'unità nazionale, soprattutto quando a rappresentarci, a tutti i livelli, ci sono persone che certo non difendono queso valore e quando le dichiarazioni di queste persone vengono fatte passare quasi per "normali", semplice "folklore".

P.S. Ma oggi è anche un 4 Novembre "speciale": è "l'election day" per eccellenza. Ne parlerò domani, ma intanto vi faccio la mia personale previsione: Obama vincerà con un largo, larghissimo vantaggio. It's time for change, finally.

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