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il blog di Francesco Zanfardino
Due conti
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2010


Secondo quanto il ministro Maroni e compagnia ripetono ormai da mesi, grazie al Governo Berlusconi sono stati fermati i clandestini, i cui sbarchi sono diminuiti "del 90%", in particolare da circa 30mila a circa 3mila.

Ora, ammettiamo pure che questi dati siano reali, nonostante le continue notizie di sbarchi che si ricevono (oscurate dai principali media) pongano diversi dubbi, specialmente il clamoroso ed inedito caso  dei clandestini sbarcati sulle coste del Lazio e i dati della capitaneria di Pozzallo su cui posi l'accento ormai quasi un anno fa. Maroni e compagnia dovrebbero però ricordare, ogni volta, che solo il 10% degli immigrati arriva in Italia tramite sbarchi.

Ma soprattutto: perchè Maroni e compagnia, mentre snocciolano questi dati, non ricordano il "costo" di questi mancati sbarchi? Ovvero, che si sono dati 5 miliardi di euro in 20 anni a Gheddafi per quest'operazione? Il che si traduce in più di 9000 euro per ogni clandestino respinto (considerando 27.000 clandestini respinti ogni anno, secondo i dati di Maroni)? Senza considerare nemmeno il fatto che prostrandoci a Gheddafi ci stiamo coprendo di ridicolo con tutto il resto del mondo?

Non è "un po'" costosa l'operazione? Non c'erano forse altre priorità?

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Comiche finali / 3
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2010


                                             

Se questo è il popolo che voleva vedersi garantito il diritto al voto, beh, la Bonino vincerebbe anche con dieci liste PDL in gara. Evidentemente, il "popolo" è stanco di sentirsi strumentalizzato per le colpe dei suoi dirigenti ...

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Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

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Ci sarebbero le Primarie
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2009


                                                

Fino al 25 Ottobre, Pierluigi Bersani giurava e spergiurava che lui no, non avrebbe ridimensionato il ruolo delle Primarie ... al massimo avrebbe rivisto il meccanismo delle "Primarie interne", quelle per decidere i dirigenti di partito, ma le avrebbe comunque conservate per scegliere il Segretario Nazionale. Nulla da eccepire, invece, per le Primarie usate per scegliere i candidati alle elezioni: anzi, andavano "valorizzate": Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, ne caldeggiava addirittura l'utilizzo per scegliere i candidati al Parlemento.

Ebbene, sono passati due mesi, eppure per i candidati alle Regioni il Partito Democratico è nel caos più totale, tra possibili candidati che si tirano indietro ed altri che vengono fatti fuori, in balia dei veti del (potenziale) alleato di turno ... e mancano solo tre mesi al voto. La domanda spontanea: perchè si è giunti a questo punto? Vista l'evidente incapacità di "dare la linea" e di imporla, non era meglio prendere tali decisioni tramite Primarie, lavorando fin da subito affinchè si svolgessero bene? Non sarebbe stato meglio un franco dibattito seguito da un vero voto popolare per decidere se andava archiviata l'era Vendola in Puglia per allearsi con l'Udc, se gli altri governatori uscenti, a cominciare da Loiero, meritassero di essere ricandidati o no? E non era meglio organizzare fin da subito le primarie in Veneto, Lazio e Campania, uniche Regioni in cui sembra (sembra! a poche settimane dal termine ultimo) si facciano le Primarie, anzichè ridurle ad una messinscena organizzata all'ultimo per consacrare il candidato prescelto a tavolino, ammesso che lo si trovi senza creare divisioni nocive per la campagna elettorale?

Certo, era meglio. Al di là di quanto possano dire gli "scettici delle primarie", era ovviamente meglio. Fare le Primarie, farle vere, farle subito, forse non avrebbo modificato le scelte di partito (ma proprio Vendola insegna che non sempre questo è vero), ma le avrebbe rese più forti, organizzate e anticipate. E non avrebbe certo "stressato" l'elettorato, perchè il vero elettorato del PD non si stanca mai di poter partecipare alle scelte del proprio partito, semmai si stressano i capibastoni e i finti elettori che portano a votare inquinando ogni volta le Primarie. Ma, questi dirigenti, anche le cose ovvie riescono a renderle complicate ... restano sempre migliori di quelli del PDL, dove le Primarie non sanno nemmeno cosa siano, ma nell'era berlusconiana non basta mica.

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E mò so' cazzi
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2009


                                                 

La notizia è di qualche giorno fa: dopo tanti tentennamenti, dovuti soprattutto alle guerre interne al PDL, il centrodestra ha ufficialmente candidato Renata Polverini alla guida della Regione Lazio. E per il centrosinistra laziale, ora, so' cazzi.

La Polverini, infatti, è un candidato secondo me imbattibile. Per diversi motivi: è una donna, è un'esponente della società civile, è una sindacalista, è finiana. Quattro motivi che non solo la rendono appetibile proprio all'elettorato di centrosinistra (non a caso Veltroni provò a candidarla alle Politiche), ma che hanno il non trascurabile effetto di dare agli elettori di centrodestra un candidato di cui andare orgogliosi, e non il solito nome discutibile o, al meglio, d'apparato, da dover difendere con malavoglia. In più, la Polverini è molto nota, stimata da tutti, ed ha una storia personale non indifferente che, come insegna Obama, ha la sua notevole importanza nelle campagne elettorali del nuovo millennio.

Insomma, la Polverini ha un fortissimo "appeal elettorale". Al centrosinistra l'arduo compito di tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma secondo me non c'è niente da fare, soprattutto dopo lo "scandalo" Marrazzo (che, immeritatamente, ha affossato le ultime speranze di vittoria nel Lazio). Almeno, però, gli elettori di centrosinistra nel Lazio non si sveglieranno il giorno dopo le elezioni davvero così scontenti ... noi, in Campania, invece, temo di sì. Anzi, se la Polverini l'avessero candidata in Campania, di fronte all'ennesimo prestanome del bassolinismo, non escludo che l'avrei potuta votare. Penso che alla fine, in casi come questi, mi frenerebbe il pensiero di coloro che le stanno dietro ... ma, cavolo, ci dobbiamo ridurre a questo?

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Informazione patriottica
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2009


                                                   

Lo so, gli annunci sul passaggio al digitale terrestre vi hanno un po' rotto le scatole. Anche a me. Ma la notizia dello switch-off di Roma, ovvero il definitivo passaggio della Capitale alla nuova tecnologia, ha con sè una pecularietà che la distingue. Infatti, come tutti gli organi d'informazione, ma proprio tutti, ci sottolineano nel parlarne, accompagnati dall'entusiasmo del politico di turno, Roma è la prima capitale d'Europa ad essere full-digital, ovvero completamente convertita al nuovo sistema televisivo.

La domanda che mi sono posto, un po perchè mi sembrava strano un primato tecnologico italiano (per quanto fosse stato accelerato lo sviluppo del DTT in Italia, dato che fu la scusa usata nel 2004 da Gasparri per non applicare le sentenze delle varie Corti sullo spegnimento di Rete4), un po' perchè mi ricordavo altro, è stata: ma sarà mica vero? E infatti, con una rapida e semplice ricerca su Google, ho trovato questi link che dimostrano non solo che Berlino è stata la prima capitale del genere (già dal 2003!), ma che la Germania, assieme a Olanda, Svezia, Finlandia e Lussemburgo, è già interamente full-digital.

Ora: posso capire, certo non condividere, che il Governo ami mettere in giro voci del genere. Non è certo la prima. Ma, dico io, possibile che la stessa domanda che mi sono fatto io non se la sia fatta nemmeno uno dei giornalisti dell'intero circuto mediatico italiano? O perlomeno non se la sono fatta abbastanza giornalisti da poter ribaltare questa falsità che, per quanto patriottica, resta comunque una cosa contraria alla loro deontologia professionale? E' cosi bassa la qualità dell'informazione nostrana, o si tratta semplicemente di "informazione patriottica" ad uso e consumo dei soliti noti?

P.S. Però, ad essere onesti, almeno un giornalista che si è accorto di Berlino c'è. Peccato che Marco Mele del Sole24Ore abbia lo stesso detto che "Roma è la prima capitale d'Europa a passare alla nuova tecnologia di trasmissione" perchè, a suo dire, "Berlino è già digitale, ma non è capitale". Non c'è limite al peggio, insomma ...

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Ostinazione forzata
post pubblicato in Diario, il 19 settembre 2009


                                                    

Il TAR del Lazio, bocciando l'ordinanza Sacconi e con essa, di fatto, il ddl Calabrò sul testamento biologico, ha detto l'ovvietà. Ovvero che l'alimentazione e l'idratazione non può essere imposta ad alcuno. A maggior ragione quando queste rappresentano l'impedimento all'esecuzione della volontà di un paziente di porre fine alla sua vita in particolari condizioni.

Il fatto è che in Italia certi personaggi si ostinano a negare l'ovvio, pur di ingraziarsi certi poteri e certi tipi di elettorato. Per carità, qualcuno lo fa pure in buona fede perchè convinto delle proprie idee ... però a costoro suggerirei di usare la logica: come si può coerentemente e logicamente sostenere il ddl Calabrò, ovvero una legge che da una parte (seppur con limitazioni burocratiche assurde) riconosce il diritto di porre fine alla propria vita in determinate condizioni, e dall'altra la nega nei casi in cui alimentazione e idratazione forzata impediscono l'esercizio di tale diritto da parte dei malati?

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