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il blog di Francesco Zanfardino
Il Porcellum secondo Grillo
post pubblicato in Diario, il 7 agosto 2013




Ogni giorno si parla di crisi di Governo, o la si minaccia, ma la realtà è queste grandi intese sono destinate a durare a lungo, visto che gran parte delle classi dirigenti di questo Paese ci sguazzano alla grande, e verrebbero presumibilmente spazzate via o notevolmente ridimensionate da un nuovo ricorso alle urne. Di sicuro, a meno di clamorosi risvolti della vicenda berlusconiana, non sarà possibile alcuna crisi di governo finché non ci sarà una nuova legge elettorale.

Per diversi motivi. Innanzitutto, Napolitano non scioglierà le Camere finché non arriverà il pronunciamento della Corte Costituzionale proprio sulla costituzionalità del Porcellum (altrimenti farebbe eleggere un nuovo Parlamento con una legge che nel frattempo sarebbe molto probabilmente dichiarata anticostituzionale), e quindi non prima di Dicembre. Ma soprattutto il Porcelllum è la principale "scusante" usata da chi tifa per la durata del governo Letta: affossare le larghe intese significherebbe tornare al voto (dato che il Movimento Cinque Stelle si tira fuori dai giochi a prescindere), e quindi tornare al voto con questa immonda legge elettorale, quindi viva il governo Letta. Si potrebbe facilmente obiettare che con il Porcellum si sono svolte già tre elezioni e che, se in 8 anni non si è trovato il momento di abolirlo, forse tanto schifo non fa ai promotori delle larghe intese. Si potrebbe facilmente obiettare, inoltre, che se il Porcellum facesse tanto schifo ai lettiani, di destra e di sinistra, allora la nuova legge elettorale sarebbe la priorità del governo, o quantomeno lo sarebbe rispetto ad altre riforme istituzionali quali quelle costituzionali o della giustizia. Ma, come dire, criticare è fin troppo facile, sarebbe meglio mettere all'angolo questi signori eliminando ogni scusante.

Come? Restituendo centralità e dignità al Parlamento mettendo insieme, in quel consesso, una maggioranza alternativa alle larghe intese per approvare la riforma elettorale. Maggioranza alternativa che, gioco forza, richiede il sostegno del Movimento Cinque Stelle. Mi si risponderà che loro (o meglio, Grillo e quindi tutti loro) rifiutano ogni alleanza e qualsiasi fiducia a governi che non siano monocolori a 5 Stelle; certo, questo sarebbe un limite per la formazione di un nuovo Governo. Ma un Governo già c'è (quello Letta, appunto), e quindi non c'è bisogno di alcun voto di fiducia. E il 5 Stelle ha sempre dichiarato che, sulle singole cose, avrebbe votato anche favorevolmente se era d'accordo. Ebbene, perchè non sulla legge elettorale? 

Certo, per essere d'accordo con qualcuno, bisognerebbe avere un opinione. Il Partito Democratico, pur nella sua babele di opinioni, in fondo una posizione di sintesi l'ha già assunta (quella del "modello francese", ovvero una legge elettorale con collegi uninominali e doppio turno, per garantire al tempo stesso rappresentatività e governabilità, pur essendo disponibile al confronto); sappiamo che i centristi prediligono il modello tedesco (proporzionale con sbarramento per i partiti troppo piccoli). Ondivago, fin troppo, il PDL (che comunque tende a voler tutelare la tendenza bipolare). Ma, scandalosamente, è addirittura non pervenuta l'opinione del Movimento Cinque Stelle in merito. Nel programma elettorale non ce n'è traccia, ed è piuttosto grave per un partito che abbia in testa di risolvere i problemi del Paese (e la legge elettorale ne è uno dei più importanti, come universalmente riconosciuto e anche dal Movimento Cinque Stelle).

Sarebbe ora che tutto quel mondo socio-politico-giornalistico ostile alle larghe intese, oltre a massacrare quotidianamente il PD, facesse un po' di pressione anche su Grillo e sui grillini per tirar fuori la loro proposta sulla legge elettorale. Qualunque essa sia. Magari, il giorno dopo eliminare questa immonda legge sarebbe fin troppo facile ...

La disinformazione italiana: le vere parole di Berlusconi e Veltroni
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2008


                         

In tempi di campagna elettorale, "pullulano" i casi di disinformazione. A dir la verità, non solo in campagna elettorale, ma avendone avvertiti due in così poco tempo, e così "enfatizzati", ho deciso di mostrarveli.
Ovviamente, in tempi di par condicio ... ve ne mostro uno di Berlusconi e uno di Veltroni.

Venerdì 22 Febbraio Silvio Berlusconi andò da Mentana a Matrix. Il giorno dopo giornali e telegiornali titolavano: "Berlusconi apre alle larghe intese", e commenti similari. Si scatenò una sfilza di servizi giornalistici sulla questione, fino alla smentita di Berlusconi: "Io le elezioni le voglio vincere". Infatti, il Cavaliere da Mentana ha semplicemente detto: "La vittoria è scontata". E quando Mentana gli ha chiesto: "Mettiamo caso che ci sia un pareggio?", allora Berlusconi ha risposto: "Dovesse esserci un pareggio, sono disponibile alle larghe intese". Dunque, niente paura di Berlusconi di perdere le elezioni, ma una "ipotesi di scuola", come sottolineato dallo stesso leader del PdL.

Ieri, Martedì 26 Febbraio Walter Veltroni, avendo presentato un disegno di legge sulla pedofilia, risponde ad un giornalista sulla questione della "castrazione chimica". I telegiornali, e oggi i giornali, hanno subito titolato: "Veltroni apre alla castrazione chimica". Altra cretinata. Walter Veltroni ha infatti detto: "Se la scienza dovesse metterci nella condizione di trovare forme e terapie per disincentivare gli atti di violenza sui minori, non vedo perchè non si dovrebbe ricorrere alla castrazione chimica. Ma in questo momento non sussistono le condizioni scientifiche per adottare questa soluzione". Riassunto: "Se funzionasse, perchè no? Peccato che, ad ora, non funzioni" (perchè il problema è nel cervello e non nei testicoli, aggiungo io).

P.S. Come al solito, sottolineo sempre che odio le generalizzazioni e, anche se è una tendenza negativa, comunque la buona informazione c'è. Bisogna "scavare" molto, ma c'è.
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