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il blog di Francesco Zanfardino
Santoro, vattene ...
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2010


Ho mandato la mia letterina a Masi, e vi invito a fare altrettanto. Sottolineando che un servizio pubblico degno di questo nome deve garantire la pluralità delle voci, non l'omologazione. Che un programma che fa costantemente il doppio degli ascolti di una media serata di RaiDue andrebbe trattato come una gallina dalle uova d'oro, anzichè ostacolato in tutti i modi. Che se c'è un problema di contradditorio non è nello studio di Santoro, ma in quelli del Tg1 di Minzolini (che tra l'altro gli ascolti li perde, lui). Insomma, che il problema della RAI, del servizio pubblico non è certo Santoro.

Il problema è una dirigenza asservita
, specialmente sotto l'egida berlusconiana. Asservita non alle logiche del mercato, e purtroppo nemmeno a quelle del servizio pubblico, ma a quelle degli uffici di propaganda del Governo. Questo non è servizio pubblico.

E forse, Santoro & Co, non è nemmeno il caso di continuare a lottare. Il vostro tentativo è lodevole, ma forse è arrivato il momento di prendersi quella milionaria liquidazione e reinvestirla. In una nuova televisione o, volando basso, perchè no, trasferendo armi, bagagli e 20% di ascolti nella La7 di Mentana, Gruber, Lerner, eccetera. Contro il duopolio, anzi contro l'omopolio (nel senso di "Raiset", intendiamoci). Si può fare, e forse ora si deve fare.

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Grillusconi?
post pubblicato in Diario, il 2 aprile 2009


     

Ieri sera ad "Exit", su La7, doveva andare in onda un "grande evento" televisivo: il ritorno di Beppe Grillo in diretta TV, dopo anni di silenzio (o forse sarebbe meglio dire censura?). Al massimo ha avuto spazio in trasmissioni come Matrix e soprattutto AnnoZero, ma solo come registrazione dei suoi "comizi" in occasione di V-Day e similari.

Però non è cambiato niente, è come se fosse andata in onda una cassetta registrata, perchè Grillo ha rifiutato il contraddittorio. Nonostante avesse garantito alla conduttrice Ilaria d'Amico che avrebbe accettato il contronto con gli ospiti in studio, Beppe Grillo ha solo fatto un monologo di una ventina di minuti, dicendo cose per carità giuste, altre meno giuste, altre probabilmente sbagliate, ma comunque messe insieme tutte alla rinfusa, grossolanamente e confusionariamente, cosìcchè lo spettatore a casa avrà avuto molta difficoltà a comprendere il messaggio di Grillo. Inoltre, rifiutare il contraddittorio, travalicando anche il diritto altrui a parlare (addirittura lamentandosi che Tabacci non lo faceva parlare, mentre invece accadeva l'esatto contrario), avrà aggravato la sua posizione nei confronti del pubblico. Per non parlare del suo stile "comico", come d'altronde è, ma che è più volte sfociato nel ridicolo, che avrà reso lui e le cose che ha detto ancora meno affidabile agli occhi di chi non lo conosce. Mentre invece un libero confronto avrebbe non solo potuto rendere più comprensibile il messaggio di Grillo, ma avrebbe anche permesso a Grillo di mettere in difficoltà i "signori della politica" presenti in studio, se le sue idee erano davvero così giuste come dice (e, ripeto, come in buona parte sono).

Si dirà che Grillo è un comico, non un politico: certo, ma fa politica, quello che ha detto erano messaggi politici (il programma delle sue liste civiche) ed è stato invitato in una trasmissione politica, dove politici e non si confrontano su temi dell'attualità politica. Senza fare "passerelle", monologhi insomma.

E allora, come ha detto l'on. Tabacci ieri in studio, Grillo ieri sera ha semplicemente fatto la "figura del Berlusconi": protagonismo, assolutismo, so-tutto-io, criminalizzazione degli altri, rifiuto del confronto, eccetera. Il che non è certo il massimo per chi (giustamente) attacca Berlusconi per queste ed altre cose.

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Poi dicono che non è vero
post pubblicato in Diario, il 26 ottobre 2008


                        

Ieri c'è stata la manifestazione del Pd, cui ho partecipato, ma per un'analisi rimando a domani. Oggi mi preme sottolineare un'altra cosa: ovvero l'ennesima dimostrazione che Mediaset è da una parte, e bisogna avere l'onestà perlomeno di riconoscerlo anche da parte di chi appartiene a quella parte.

Voi direte: embè, che novità è? Già si sapeva. Vi correggo: già era possibile saperlo, ma molte persone non si arrendono all'evidenza. Che non si rendono conto che non è casuale la rarità di programmi di approfondimento "politico", che non è casuale la rarità ancora maggiore di programmi di dibattito politico (cioè con più parti in gioco), che non è casuale che l'informazione di Mediaset sia praticamente quasi del tutto affidata ai telegiornali (ovvero a programmi che possono essere montati a piacimento, non "in diretta", e che quindi possono veicolare i messaggi che convengono a chi li controlla), che non è casuale la rarità di programmi "impegnati" o comunque "seri" e che non è casuale l'abbondanza eccessiva di programmi che "futili" è dir poco, che non è casuale che nei programmi della domenica si parli solo di cretinaggini e che, quando vi si parla di "politica", ad essere intervistati, ovviamente senza contraddittorio, siano solo personaggi di un parte. Non se ne rendono conto, perchè non vogliono farlo, e finchè questo controllo sarà così ben mascherato non se ne renderanno conto mai. Perchè, d'altronde, non è nemmeno colpa loro: lungi da me definirli "stupidi". Caso mai, "poco accorti" e soprattutto "raggirati".

Perciò mi piace parlare di numeri e di confronti immediati, quando parlo di controllo delle televisioni. Perchè magari quei "venti lettori" del mio blog possono rendersene conto, se non l'hanno già fatto. L'ho fatto qualche giorno fa, mostrandovi, con una tabella un po' più chiara dei dati circolati nei media, i dati dell'AgCom, dai quali risulta uno spropositato disequilibrio nei TG a favore dell'attuale maggioranza di governo, soprattutto a Mediaset (ma anche al Tg2, a conferma del fatto che sono capaci di controllare anche la Rai, o perlomeno Rai2, tramite Marano e Mazza). E lo faccio adesso facendovi notare una cosa: la manifestazione del centrodestra del 2 Dicembre 2006 (quella contro la Finanziaria di Prodi) fu mostrata in diretta da Rai2, Canale5La7, più varie "finestre informative" di Rete4 (cercate "finestre informative" nella pagina che si apre col link). Ieri invece la diretta l'han fatta solo Rai3 e La7, da Mediaset un bel niente. Oscurata la manifestazione: nemmeno una "finestruccia informativa". Zero. Magari c'era carenza di personale? Tutti impegnati al quiz di Gerry Scotti oppure dalla De Filippi?

Ancora convinti che le televisioni sono tutte libere?

P.S. Sia chiaro, anche se queste non dovrebbero essere ammesse, non è questo l'importante. L'importante non è che certe televisioni siano controllate, ma che addirittura dicono di essere obiettive ed autonome. Ripeto: che lo facciano, che facciano propaganda per una parte politica: ma non ci dicano palle sulla loro autonomia. Almeno questo ce le potete concedere?
 
P.P.S. Per un disservizio del Cannocchiale (almeno credo) non riesco a leggere i commenti, nè a rispondervi. Dunque perdonatemi per non aver risposto ai commenti.

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