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il blog di Francesco Zanfardino
Impegni
post pubblicato in Diario, il 9 luglio 2009


                                              

Arrivano i primi impegni targati G8-l'Aquila (ex Napoli, ex Maddalena). Vedremo se saranno rispettati, o se rimarranno parole al vento.

Intanto, a proposito di impegni, ho letto con molto interesse questo articolo de La Stampa sull'incontro avutosi Domenica fra Berlusconi e Bob Geldof, rockstar molto impegnata per il continente africano, che gli ha rimproverato proprio il mancato rispetto degli impegni sottoscritti da Berlusconi ed altri capi di Stato nel vertice di Gleneagles nel 2005. Accordi che prevedevano lo stanziamento di cifre ingenti per lo sviluppo dell'Africa (lo 0.51% del PIL), prontamente disattesi dallo stesso Berlusconi che li aveva sottoscritti. Il premier ha provato a scusarsi in ogni modo, ma, di fronte all'incalzare di Geldof, alla fine, innervosito, è stato costretto ad ammettere l'errore.

Speriamo che oltre alle scuse da questo G8 esca qualcosa di concreto per l'Africa. Che stavolta gli impegni li rispetti, il nostro caro Premier. Anche perchè, quando vuole, 16 miliardi per comprare 131 cacciabombardieri li trova ...

P.S. Intanto, mi congratulo con Geldof. Il suo dibattito con Berlusconi, che vi invito decisamente a leggere, ha dimostrato che una rockstar può essere migliore di migliaia di giornalisti smidollati che popolano la nostra Italia. Chissà come deve essersi innervosito Berlusconi trovandosi di fronte ad uno che gli facesse delle domande ... delle vere domande ...

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Dolore
post pubblicato in Diario, il 10 aprile 2009


                                                    (Afp)

Oggi è solo il giorno del dolore. Come ha detto qualcuno, 290 i morti, ma infinita la sofferenza. Dei familiari delle vittime, che hanno perso quanto di più caro al mondo. Delle migliaia di sfollati, che hanno perso i sacrifici di una vita. E un po' anche di tutti noi, colpiti anche se non direttamente da una tragedia che ci fa però rendere conto, dinanzi a quella distesa infintia di bare, della troppa importanza che diamo a cose poco importanti.

Ora però l'imperativo dev'essere uno solo: per i sopravvissuti, di riprendere il cammino della propria vita, con ferite che rimarranno cicatrici ma andranno chiuse, perchè la vita, come diceva la scritta sulla caserma dinanzi la quale si sono svolti i funerali, nec recisa recedit (anche se recisa, non cederà). Per tutti noi, invece, l'imperativo dev'essere quello di non dimenticare. Perchè tragedie di questo tipo, come si dice con una frase che viene troppo spesso delusa dai fatti, non devono accadere mai più.

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