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il blog di Francesco Zanfardino
Il Governo cede alle lobby della plastica
post pubblicato in Diario, il 27 maggio 2009


                                                     
 
Dalle mie parti si direbbe che sono stato una "ciucciuettola" (cioè "civetta"), o che ho "portato seccia": e, sinceramente, non saprei tradurli con efficacia in italiano ... In ogni caso, una mia maligna previsione si è rivelata vera. Nessuna Apocalisse nostradamusiana, tranquilli, anche se la faccenda dimostra che questo Governo è davvero l'Apocalisse per le politiche ambientali.

A cosa mi riferisco? Ebbene, qualche mese fa vi parlai degli "shopper", ovvero le buste di plastica divenute senza dubbio il simbolo della nostra società consumista, e del fatto che la catena Auchan aveva annunciato di voler anticipare di sei mesi una norma voluta dal Governo Prodi, mettendo al bando le buste di plastica (sostituendole con alternative ecologiche) fin da Luglio 2009, e non da Gennaio 2010 come impone la suddetta norma. O meglio imponeva, visto che è di qualche giorno fa la notizia che il Governo Berlusconi non ha approntato i decreti attuativi di quella legge, rinviando di fatto la messa al bando degli shopper di plastica a data da destinarsi. Come avevo appunto previsto nel post di Dicembre, con quel "già sarebbe tanto (...) se l'attuale Governo non decidesse di rinviare la scadenza del 2010". Insomma, le lobby della plastica, timorose per i mancati introiti derivanti dalla milionaria produzione annuale di buste, l'hanno avuta vinta, bloccando con la complicità di un Governo per niente "verde" una vera e propria svolta ecologica ed economica, che avrebbe consentito il risparmio di tonnelate di petrolio, l'abbattimento di grandi quantità emissioni inquinanti e contribuito così ad evitare le multe derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, oltre a liberare l'ambiente dalle tonnellate di plastica non biodegradabile che infestano le campagne, i mari, le spiagge e le strade delle nostre città.

E pensare che proprio in questi giorni è emersa la notizia che un simile provvedimento in Cina ha permesso di risparmiare 1.6 milioni di tonnellate di petrolio in un anno. Ovvero l'equivalente di 40 miliardi di sacchetti, quelli che sono stati risparmiati, secondo i calcoli di una specie di Confcommercio cinese, sul territorio Cinese dopo che il governo locale ne ha bandito l'uso quasi un anno fa.

Che dire ... cara Ministra Prestigiacomo, tu che rappresenti un Governo che ha ridotto le politiche ambientali allo zero assoluto, e che a tal proposito si è fatto sentire solo con il negazionismo sui cambiamenti climatici e con i veti al "piano verde" dell'Europa, abbi almeno la dignità di pretendere che l'Italia non si faccia superare in politiche ambientali dalla Cina (la Cina, non so se ci siamo spiegati!). E che diamine.

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A proposito di energia e ambiente
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2009


                                                   

Oggi il premier Berlusconi, in visita in Sardegna per sostenere il solito prestanome candidato alle elezioni in Sardegna (il cui avvio di campagna elettorale è ovviamente ripreso da tutti i TG, a differenza di quella di Soru), sì è scoperto ambientalista. "Vorrei trasformare la Sardegna in una grande oasi ambientale" (usa la prima persona, a conferma del fatto che il candidato alle elezioni è solo un prestanome senza voce in capitolo, come Chiodi in Abruzzo ... a proposito, chissà se sul simbolo del PDL ci sarà scritto Cappellacci o Berlusconi ...). Peccato che durante i 5 anni di governo Soru il centrodestra sardo si sia opposto a tutte le sue politiche ambientali, a partire dalla legge "salva-coste" per la quale, pur di tutelare gli interessi dei cementificatori selvaggi, hanno promosso anche un referendum abrogativo (che hanno perso), mentre all'estero hanno preso quel provvedimento come modello (e Soru è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa"). Per non parlare delle politiche ambientali dei Governi Berlusconi, pari a zero, anzi aventi un saldo negativo (basti pensare ai recenti passi indietro tipo la cancellazione degli eco-incentivi per le auto e della copertura del 55% degli impianti fotovoltaici e caldaie ecologiche, per non parlare della solitaria battaglia in Europa contro il piano-clima).

Dunque, prima di parlare, bisognerebbe fare, caro Berlusconi. Per esempio, secondo un recente studio, condotto da Anev (Ass.Naz. Energia del Vento), Aper (Ass. Produttori Energie Rinnovabili), Ises Italia (sez. italiana della Soc.Int.Energia Solare), Grenpeace, Legambiente e UIL e pubblicato il 7 Gennaio, c'è in Sicilia la possibilità di ricavare 3.23 TWh di potenza (l'1% del fabbisogno nazionale) e 7.537 posti di lavoro se si fruttasse pienamente il potenziale eolico di quella Regione. Il piano sarebbe perfettamente sostenibile industrialmente, ma anche paesaggisticamente, in quanto verrebero salvaguardate le aree soggette a vincoli. Inoltre, si risparmierebbero entro il 2020 ben 3 milioni di tonnellate di CO2, più di 5mila di S02, più di 7mila di NOx e quasi mille tonnelate di polveri, contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (e allo schivamento delle relative sanzioni). I dati, già comunicati alla Regione Sicilia, saranno presentati in un convegno organizzato per il prossimo 16 Gennaio.

Ebbene, caro Premier, se davvero tiene all'ambiente, faccia concretizzare questo "piano eolico". D'altronde in Sicilia il centrodestra governa dappertutto e la sinistra conta ben poco, dunque non ci saranno problemi di giunte locali, nè grossi problemi da parte degli "estremisti di sinistra" che impediscono la realizzazione delle opere, no?

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Finalmente basta con gli shopper di plastica
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2008


                                             

Surfando sul web mi è capitato di leggere una bella notizia (cosa rara ormai). La nota catena di centri commerciali Auchan ha deciso di abbandonare definitivamente gli shopper di plastica entro Luglio 2009. Verrano sostituite, in tutti e 49 centri Auchan d'Italia, da quattro "eco-alternative", tra le quali l'utente potrà scegliere: sacchetto di plastica biodegradabile, sacchetto di carta, box in cartone, shopping bag riutilizzabile.

In realtà Auchan anticipa la norma voluta dal Governo Prodi nella Finanziaria 2007 che mette fuorilegge dal 2010 le buste di plastica per l'asporto di merci. Si tratta di una piccola grande rivoluzione ecologica, dato che la produzione attuale è di 1500 tonellate di sacchetti l'anno. Con il divieto, dunque, verranno risparmiate 200mila tonnellate di anidride carbonica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e delle direttive UE. Senza contare i benefici per la filiera agro-industriale dei bio-materiali (bastano mezzo chilo di mais e uno di olio per produrre cento eco-shopper). E quindi tanti bei soldini risparmiati dallo Stato e dal sistema Italia.

Molto bene. Speriamo che altre catene commerciali decidano di anticipare l'applicazione della normativa. Già sarebbe tanto, comunque, se l'attuale Governo non decidesse di rinviare la scadenza del 2010 ... visto il "grande" attaccamento all'ecologia di questo Governo.

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