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il blog di Francesco Zanfardino
Spendiamo troppo?
post pubblicato in Diario, il 7 settembre 2010


                                                   

Secondo la Gelmini in Italia spendiamo troppo per la scuola, e infatti il Governo Berlusconi nella sua prima manovra taglio 8 miliardi di euro alla spesa pubblica per l'istruzione. Non solo: spenderemmo troppo per i nostri insegnanti (addirittura il 97% del budget per la scuola pubblica! Una palese idiozia).

Poi ti arriva l'OCSE, e ti conferma per l'ennesima volta che quelle della Gelmini sono solo palle: l'Italia è penultima sui 33 Paesi dell'area OCSE per spesa pubblica in istruzione. E gli insegnanti sono tra i meno pagati.

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Mens sana in corpore sano
post pubblicato in Diario, il 3 dicembre 2009


                                            

Ogni tanto, per la scuola italiana non arrivano solo brutte notizie, tra tagli e ridimensionamenti vari. Grazie ad un accordo tra il Coni ed il Ministero dell'Istruzione, infatti, partirà il 15 Febbraio una fase sperimentale che porterà all'introduzione in ordinamento dell'educazione fisica alle elementari. Oddio, in moltissime scuole elementari lo sport fra i banchi delle elementari c'è già, ma è lasciato all'autonomia delle singole scuole e gestito dall'insegnante più preparato. Ora, invece, ci saranno due ore obbligatorie di educazione fisica a settimana, con gli insegnanti affiancati da laureati in Scienze Motorie. Il tutto per un costo a pieno regime relativamente piccolo: solo 71 milioni all'anno.

Insomma, una piccola rivoluzione che merita di essere applaudita. Anzi, non si capisce come mai finora non sia stata attuata. Una sana attività fisica aiuta la salute, ed in tempi di obesità infantile dilagante non guasta, la mente, ma soprattutto lo spirito, con i valori che lo sport, almeno a questi livelli, insegna. Sperando che i bambini non seguano gli esempi dei loro "campioni", però ...

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La Fraintesa
post pubblicato in Diario, il 19 luglio 2009


                                             

Diminuiscono i bocciati. Sia nei primi quattro anni delle superiori, sia alle medie. Tutto il contrario di quello che certificavano gli "exit poll" del Ministero dell'Istruzione, che prevedevano un boom di bocciati sia alle superiori che alle medie. E fin qui niente di grave, anche per la Gelmini, può sempre dire che la qualità dei ragazzi sia migliorata, addirittura ben oltre le previsioni, e che lo sia grazie alla sua "scuola del rigore". Oppure potrebbe dire che sono ancora gli effetti di quel "comunista" di Fioroni (seh, comunista...). E viva la Gelmy.

Il problema, però, è che, all'uscita degli "exit poll", la Gelmini dichiarò: "Non è mai bello quando un ragazzo perde l'anno, però certamente penso che il ritorno alla scuola del rigore, dell'impego e della serietà sia una buona notizia per il Paese: la meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La scuola buonista del '68 è stata archiviata".

Non so da voi, ma dalle mie parti si direbbe che la Gelmini ha fatt 'na granda figur e m****. Spero lo ammetta, magari non usando questi volgari napoletanismi, ma mi sa che seguirà le orme dello zio (Silvio): "sono stata fraintesa", "tutta colpa dei comunisti", eccetera eccetera ... ammesso che i vari Tg che ne ripresero trionfanti le improvvide dichirazioni siano altrettanto solerti nel chiederle spiegazioni. Mi sa di no.

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The Big Gelmini is watching you
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2009


                                                                 

Telecamere di sorveglianza nelle classi. Ecco l'ennesima trovata demagogica e campata in aria del nostro Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per combattere il fenomeno del bullismo. "Sono un deterrente in più", ha detto la Ministro, "ma non basta". E meno male!

Anche perchè basta ragionarci su per capire che quella delle telecamere nelle classi è una trovata e basta, perchè priva di concretezza. Aldilà della vergogna per una scuola ridotta a "Grande Fratello", stile orwelliano, avete idea di quanto costerebbe munire ogni classe di una telecamera e farla funzionare 5-6 ore al giorno? Ve lo dico io: tantissimo. Tanto che molte delle videocamere di sorveglianza che vediamo in giro, in posti molto più adatti di una scuola, sono quasi sempre spente, perchè farle funzionare costerebbe troppo ... però le si mantiene come "deterrente psicologico", per chi non sa che sono spente. Ma chi vive 5-6 ore al giorno, tutti i giorni, a contatto con le telecamere, saprà che non funzionano ... e dunque avremmo solo buttato soldi inutilmente. E non mi sembra proprio il momento adatto per sprecare soldi ... soprattutto per una Ministra che si vanta di tagliare gli sprechi!

E poi quale utilità concreta può avere questa trovata? Poco più di zero. Per combattere il bullismo serve ben altro. Serve una nuova idea di scuola, un'idea "inclusiva". Una scuola "aperta", anche di pomeriggio, come luogo di dibattito, di confronto, ma anche semplicemente come luogo di ritrovo, magari per attività sportive. Una scuola che valorizzi le idee degi ragazzi, o che valorizzi le loro potenzialità in progetti utili per la comunità, scolastica e non. Insomma, una scuola che faccia scoprire ai ragazzi la bellezza del senso civico, della responsabilità verso se stessi e gli altri.

Certo non è facile. Come tutte le cose difficili, ci vuole tempo e competenza. Ma solo così, forse, si otterrebbero risultati concreti ... non con la facile demagogia

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Debiti formativi e test d'ingresso, comincia il cammino verso la meritocrazia
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2007


                       

Scuola e Università. Due settori, strettamente legati, di cui è inutile sottolineare l'importanza per la vita del Paese. Due settori in cui è indispensabile salvaguardare il merito. Solo se dimostrerà di essere meritocratica l'Italia potrà vincere la sfida del futuro.

Certo, non è che nessuno sia premiato per il merito. Fortunatamente, in Italia le eccellenze ci sono e ogni tanto spuntano fuori (come la studiosa italiana che ha vinto il Premio Inventore Europeo dell'anno per aver inventato una bio-plastica dall'amido di mais). Il problema non sono le eccellenze, che riescono comunque ad andare avanti. Il problema è che manca in Italia un forte strato di meritevoli, che magari non sono a livello delle eccellenze, ma che sappia fare bene il suo lavoro e contribuire al progresso. Uno strato di meritevoli che invece fatica ad emergere, schiacciato da troppi corporativismi e da troppi clientelismi. Dal "popolo delle raccomandazioni", per dirla breve.

Fortunatamente in questa direzione qualcosa si sta facendo. Qualche mese fa la riforma Fioroni dei debiti formativi, criticata con molte manifestazioni dagli studenti. In realtà, questa riforma non fa altro che confermare il sistema precedente, tranne che per un piccolo (ma decisivo) passaggio. In pratica, precedentemente lo studente liceale poteva essere promosso ance con due debiti formativi, cioè due materie in cui non raggiungeva la sufficienza. Debiti formativi da saldare nell'anno scolastico successivo: a Settembre c'era una prima verifica, e se non si superava quella, verso Gennaio un altra; se non si superava nemmeno questa, si veniva bocciati. Con il risultato che spesso, anzi "spessissimo", per esempio, studenti di liceo scientifico si "portavano" un debito in matematica per tutti e cinque gli anni (vi posso garantire che succede davvero così), o che, molto raramente (perchè si chiudeva un occhio) studenti venivano bocciati, che so, al 4°anno, per un debito contratto al 3°anno (e costretti a ripetere il 4°anno, senza più recuperare quel debito del 3°anno). Invece, con la riforma Fioroni i debiti contratti a fine anno devono essere saldati entro il Settembre successivo (il cosidetto "esame di riparazione"), e se non li si supera, non si viene promossi, ma si deve rifrequentare l'anno per recuperare. Finalmente un pò di serietà.

Infine, la notizia di oggi. E cioè che il Ministro dell'Universita e della Ricerca Fabio Mussi ha inserito nel cosiddetto "decreto milleproroghe" un nuovo sistema per le graduatorie dei test d'ingresso delle facoltà a "numero chiuso". In pratica, coloro che parteciperanno ai test per entrare a Medicina e le altre facoltà a "numero chiuso" avranno a disposizione non più solo gli 80 punti dei quiz, ma anche altri 25 punti derivati dai risultati della scuola superiore. Come spiegato nel decreto, contribuiranno a definire questa "dote" "la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell'esame di Stato dal 20 per cento degli studenti con la votazione più alta, comunque non inferiore a 80 centesimi; la lode ottenuta nella valutazione finale dell'esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto".

Insomma, se prima per i test d'ingresso contava solo il voto finale del diploma, e solo in caso di parità di punteggio ai quiz, adesso arriva una "dote" di 25 punti che tutti quelli che hanno fatto o si apprestano a fare un test d'ingresso sanno come sia decisiva per l'ingresso alle facoltà. Finalmente un pò di meritocrazia.

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