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il blog di Francesco Zanfardino
La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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Chi ha coraggio invada la politica
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2010


                                         

L'omicidio del sindaco di Pollica-Acciaroli, Angelo Vassallo, ha sconvolto un po' tutti noi, che pure, in stragrande maggioranza, non lo conoscevamo affatto. Ha suscitato infatti in chiunque grande emozione sentire, già a poche ore dalla sua morte, tante voci diverse convergere così tanto nel dipingere una figura di un uomo integerrimo, animato dalla passione per l'ambiente, per il suo territorio e per la politica "sana", tanto che nessuno di voi ha avuto ed ha reali dubbi sul fatto che questo barbaro assassinio è responsabilità della camorra o comunque di qualcuno di cui sindaco aveva ostacolato chissà quali losche mire.

Questo da un lato ci ha dato molta speranza, perchè l'opera di Vassallo dimostra che sì, in politica ci sono anche tante persone perbene e coraggiose, e non solo fra i semplici militanti. Dall'altro ce la toglie, la speranza, perchè ci inducano a pensare che anche queste bestie rare debbano comunque fare una brutta fine: e, infatti, è proprio questo l'obiettivo di chi ha ordinato questa barbarie.

Per questo abbiamo un disperato di persone coraggiose in politica. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli Italiani non vuole vivere in un Paese sotto ricatto delle mafie e degli affaristi senza scrupoli; ma sono altresì convito che in questi stessi Italiani domini la sfiducia, la paura di portare avanti una battaglia che troppo spesso è una battaglia solitaria. Ed è un cane che si morde la coda, che difficilmente potrà sbloccarsi senza lo slancio generoso di persone come Salvatore Vassallo.

Per questo, ripeto, chiedo che le persone che già si sono messe coraggiosamente in gioco contro la mafia negli altri settori della società, facciano lo stesso anche in politica, agendo più incisivamente per sconfiggerla e facendo tornare la fiducia della gente nella possibilità di distruggerle, le mafie. Specialmente quando la politica offre spazi più facilmente conquistabili: pensiamo, ad esempio, quanto sarebbe facile per una personalità come Roberto Saviano vincere le primarie e diventare il candidato sindaco del centrosinistra a Napoli. O quanto sarebbe facile, in questo momento, per personalità dell'antimafia locale chiedere di guidare Pollica dopo Vassallo.

Il punto è se lo faranno. Io me lo auguro fortemente ... forse per guidare una Città serve una "esperienza politica" forte, forse non dobbiamo doverci affidare ai Messia: ma di sicuro niente può essere peggio di una classe politica intimorita, se non volontariamente connivente, come quella di oggi. Salvo lodevoli eccezioni, come Angelo.

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E furono quattro
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2010


                                   

Ancora una volta Augusto Minzolini l'ha fatta fuori dal vaso. Perchè un direttore del principale TG del servizio pubblico che sforna editoriali su editoriali nei quali, senza contraddittorio, fa passare per verità opinioni del tutto personali (e sempre orientate a favore dei berluscones), è uno che va ben al di là del proprio ruolo e di qualsiasi limite di tolleranza. E meriterebbe una mobilitazione generale per chiederne le dimissioni.

Questo al di là del merito della questione che, come ho avuto modo di ripetere in questo blog, è altrettanto indecoroso. Asserire che Craxi non ha bisogno di essere riabilitato, che Tangentopoli fu una soluzione giudiziaria ad un problema politico, che Craxi fu un capro espiatorio ed un grande statista è quantomeno discutibile, se non un elogio deplorevole di una persona che, ricordo agli smemorati, fu un latitante corrotto reo confesso. Questo, a prescindere dalla sua politica (nella quale, comunque, vedo ben poco di rivoluzionario, anzi), non può farlo ritenere "statista", se scappando da latitante ha disconosciuto tutte le istituzioni democratiche del suo "Stato".

Bisogna smetterla col tentare di far passare il concetto che gli uomini politici sono una categoria "a parte", cui è concesso fare cose che non sono concesse agli altri. Soprattutto se si cerca di farlo per giustificare vergogne attuali.

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E no, Presidente
post pubblicato in Diario, il 3 ottobre 2009


                                                      

Alla fine ieri il Governo ha ottenuto la fiducia sullo scudo fiscale. Dato che sarebbe il terzo post sull'argomento in una decina di giorni, tralascio il giudizio di merito sul provvedimento, che ho già abbondantemente discusso (ricordando, però, che la Gdf negli ultimi 8 mesi ha recuperato con la lotta all'evasione gli stessi soldi che Tremonti punta di guadagnare con lo scudo). Tralascio anche il commento sulle assenze nell'opposizione, anche se inviterei una maggiore prudenza nel criticare il gruppo parlamentare meno assenteista, in piena fase congressuale e comunque non certo l'unico a presentare assenti ingiustificati.

Concentro, invece, l'attenzione su una risposta data dal Presidente Napolitano ad un cittadino che gli chiedeva di non firmare lo scudo fiscale, per difendere "le persone oneste". Il Presidente ha infatti risposto, tra l'alterato e lo stanco, che "non firmare non significa niente. Nella Costituzione c'è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi, il Parlamento vota un'altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite di non firmare, non significa niente".

E no. Anche qui, non entro nel merito della decisione di Napolitano, e anzi critico la polemica pretestuosa inscenata ogni volta da Di Pietro. Ma il Presidente ha detto una cosa grave. Ha certamente ragione sul piano dei fatti, poichè effettivamente se Napolitano non firmava, il Governo avrebbe potuto far votare di nuovo la stessa legge ed aggirare il Quirinale, nel pieno rispetto della Costituzione; potrei obiettare che, comunque, la non firma del Presidente è un segnale di fronte al quale difficilmente si può fare spallucce, ma sorvoliamo. Il problema è un altro: anche se "potrebbe non servire a nulla", una legge non va firmata dal Presidente, se ritiene che non vada promulgata. Poi la cosa potrebbe avere effetti sicuri, come nel caso Eluana, o no, ma non va firmata.

Dunque, Napolitano a quel cittadino avrebbe dovuto rispondere con le motivazioni che lo hanno spinto a firmare la legge, non dicendogli praticamente che il Presidente della Repubblica è impotente. Sicuramente sarà stata una risposta dettata dalla fretta, ma il Presidente farebbe bene a precisare il significato di quelle parole. Ne va della sua stessa credibilità.

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Non ce ne dovrebbe essere bisogno!
post pubblicato in Diario, il 10 giugno 2008


                         

Oggi il Presidente della Camera, on.Gianfranco Fini, ha proposto che i parlamentari, per votare, dovranno votare "a due mani". Ovvero premendo contemporaneamente due bottoni. Il tutto per evitare la pratica dei "pianisti", ovvero di quelli che votano contemporaneamente a più persone, commettendo di fatto una truffa allo Stato (perchè in questo modo chi è assente percepisce comunque la diaria di 240 euro e passa al giorno). Anche la Lega ha proposto che ci siano dei "sensori" sotto le sedie dei parlamentari, cosicchè non possano votare se non sono seduti al loro scranno.

La proposta di Fini e degli altri viene dopo le forti polemiche scatenate in Aula dalle opposizioni, più precisamente Radicali ed Italia dei Valori, sul fatto che, anche se c'è una chiara maggioranza, questa pratica viene ancora effettuata. E sul fatto che, per via di una assurda legge, le fotografie che Radicali e IDV hanno scattato ai "pianisti" sono illegali, perchè la pratica non è illegale (non può essere giudicata dalla magistratura ordinaria, ma solo dal Parlamento).

Io dico: ben vengano le proposte di Fini (anzi, aggiungerei che, in questo clima di "tolleranza zero" (si fa per dire), vengano colpiti anche chi commettono queste pratiche obrobriose). Ma la cosa grave è che non ce ne sarebbe dovuta essere la necessità: quelle persone sono istituzioni, sono lì a rappresentarci. E' vergogonoso che ciò debba accadere.

E pensare che si fanno pure le visite di "istruzione" al Parlamento ... !!!

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