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il blog di Francesco Zanfardino
Contro tutti gli stati assassini
post pubblicato in Diario, il 24 settembre 2010


                                           

Accusare gli altri delle stesse cose che ti accusano nei tuoi confronti non ti discolpa. Ecco perchè non riesco a dare ragione ad Ahmadinejad quando indica in Teresa Lewis, giustiziata ieri per aver pianificato l'assassinio del marito e del figlio adottivo di lui, e con un bassissimo quoziente intellettivo (72, appena al di sopra della soglia dei 70 al di sotto della quale non si può subire una pena capitale), la "Sakineh americana" nei confronti della quale nessuno si mobilita.

Ciò non toglie che è inaccettabile che nel paese dei diritti e delle libertà, che vorrebbe insegnare esportare la democrazia del mondo, sia ancora ammessa le pena di morte, una crudeltà inutile, come ci insegnava già oltre duecento anni fa Cesare Beccaria nel suo "Dei delitti e delle pene". E qualche mobiltiazione internazionale potente anche in questi casi non guasterebbe affatto. Perchè, purtroppo, non c'è solo Sakineh. E non esistono condanne a morte più gravi di altre.

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Hiroshima e Nagasaki
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2009


                                          

Ovunque si parli di fine del mondo si finisce sempre per parlare di "olocausto nucleare". E non è certo un caso, dato che tra gli scenari "apocalittici" è certamente quello più probabile, almeno nel breve termine. Una guerra atomica, finora fermata solo dal timore di una reciproca distruzione, o un attacco terrorista nucleare, finora fermato solo dagli attuali limiti stessi della rete terroristica globale, potrebbero davvero scatenare una spirale di auto-distruzione senza fine. D'altronde, l'arsenale atomico mondiale è sufficiente per estinguere al vita su questo pianeta ed altri, ove ve ne fosse. E l'avvento di una rete terroristica più potente di quelle attuali, capace di impadronirsi dell'atomica, oppure di un governante instabile capace di compiere la follia atomica, non sono eventi da ritenere così improbabili.

Ecco perchè, almeno in questo periodo, occorre ricordare quei giorni d'Agosto, il 6 ed il 9 Agosto 1945, nei quali una insana decisione portò la morte e la devastazionein Hiroshima e Nagasaki, ed il terrore in tutto il mondo (e pensare che quelle atomiche erano molto meno potenti di quelle attuali). Quelle stragi ci ricordano cosa può combinare, in uno qualsiasi dei secondi che abbiamo davanti, la follia umana. E quindi di quanto sia importante che i potenti illuminati del mondo cerchino di compiere ogni sforzo per giungere al disarmo nucleare più completo possibile.

Per farlo, però, occorre intelligenza. Non serve fare la voce grossa con l'Iran e la Corea del Nord, se poi si è i primi a possedere arsenali atomici potentissimi. Non si è credibili, e si da un motivo a quei Paesi per dotarsi essi stessi dell'atomica. D'altronde, perchè loro no e Pakistan, India e Israele sì? Dunque, occorre dare il buon esempio e continuare a ridurre gli arsenali atomici (e l'accordo Usa-Russia di qualche giorno fa è un ottimo passo avanti), ma soprattutto occorre cominciare a ripensare l'intero sistema, indirizzandolo verso una gestione globale dell'arma nucleare. L'atomica, infatti, sarebbe meglio che non fosse mai esistita, ma ora che esiste, ed è alquanto improbabile che i potenti del mondo le facciano scomparire tutte e con esse anche la loro tecnologia, deve essere garantita la sua esistenza, per due motivi: di difesa preventiva contro altre atomiche, e per utilizzi non militari (tipo distruzioni di asteroidi, ed altre amenità fantascientiche che però potrebbero diventare reali). L'obiettivo ideale deve dunque essere questo: zero atomiche in mano ai singoli Paesi, ma un discreto arsenale (il minimo indispensabile) in mano ad un organismo internazionale. Così da conciliare gli interessi globali con le esigenze di difesa dei singoli Paesi.

E' una strada lunga e difficile, mi sa, ma è quella che andrebbe percorsa. E se magari si cominciasse dall'Unione Europea, con Francia e Gran Bretagna che demandano la gestione delle loro atomiche alla UE, non sarebbe male.

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Pensieri verdi
post pubblicato in Diario, il 25 giugno 2009


                                                 

Da giorni ormai i nostri TG sono pieni di notizie sull'Iran e sulla "onda verde" che sta percuotendo quel Paese dopo le elezioni-truffa che si sono svolte poche settimane fa. Truffa palese, dopo le ammissioni dello stesso Consiglio dei Guardiani, l'organo deputato alla regolarità delle elezioni, riguardo al fatto che in varie zone del Paese l'affluenza è stata persino maggiore degli aventi diritto, con quindi almeno 3 milioni di voti non regolari. Circa il 10% del totale. Ed hanno pure avuto il coraggio di convalidare lo stesso le elezioni.

Non è accettabile. A prescindere dalla qualità degli sconfitti che, come ha detto Obama, non sono poi così differenti dal clan di Ahmadinejad come proposta politica, non è accettabile che un Paese possa usare il vessillo della democrazia come facciata senza che la comunità internazionale non faccia niente di decisivo. I cosidetti "riformisti" del presunto sconfitto Moussadi lodevono essere sostenuti unitariamente, con tutti i mezzi, da tutte le organizzazioni internazionali degne di questo nome, a cominciare dall'ONU che deve finalmente dare prova che conta qualcosa e non è solo un organismo surrettizio. Ho più di qualche perplessità su un possibile intervento militare, anche se situazioni di questo tipo, con larga parte della popolazione già pronta alla vera democrazia, sono le uniche in cui non ritengo del tutto inconcepibile un intervento di "liberazione" (se l'intento è davvero quello). Ma, in ogni caso, vanno prima profusi tutti gli sforzi, e ce ne sono molti da compiere: tanta diplomazia, ma anche la messa in discussione di certi interessi economici. Purtroppo temo non se ne farà niente, come d'altronde non si fa niente per tanti altri Paesi, che tra l'altro non hanno nemmeno l'onore della cronaca.

E allora spero che "l'onda verde" ce la faccia da sola. Intanto, mi rallegro nel pensare che in una realtà, quella araba, tanto disprezzata da chi si ritiene superiore come civiltà (e contemporaneamente professa logiche barbariche che ci fanno tornare indietro di secoli), ci siano centinaia di migliaia di persone pronte a dare la vita per la libertà e la democrazia, e continuano indefessamente a farlo nonostante tutte le censure e le rappresaglie messe in atto dallo schifoso regime iraniano. Anche in Italia ci vorrebbe una bella "rivoluzione democratica", ovviamente per altri motivi, e con il mezzo non cruento del voto (non solo quello per il quale serve la scheda elettorale ... chi vuol intendere, intenda): il problema è trovare tanta gente disposta a farla ...

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Ipocrita indignazione
post pubblicato in Diario, il 23 aprile 2009


                                            

Avrete probabilmente tutti sentito parlare in questi giorni della Conferenza ONU sul razzismo, la cosiddetta "Durban 2" (la prima del genere si svolse appunto nella città di Durban), tenutasi a Ginevra.

Un evento che avrebbe occupato poco spazio, purtroppo, nei nostri TG se non ci fossero state numerose polemiche riguardanti Israele e l'Iran di Ahmadinejad. Già il clima era teso prima della conferenza, in quanto nella bozza del documento finale della Conferenza c'erano dei riferimenti indiretti ad Israele, in merito ad una condanna che "Durban 1" emise nel 2001 proprio nei confronti di Isreaele. Ma il solito intervento sguaiato, offensivo e minaccioso nei confronti di Israele da parte di Ahmadinejad, ha provocato le reazioni della comunità internazionale, così che alcuni Paesi (USA, Canada, Israele, Italia, Germania, Olanda, Australia, Nuova Zelanda) hanno addirittura abbandonato la Conferenza. Che però ha continuato a lavorare, approvando un importante documento finale per la tutela delle minoranze nel mondo dall'odio razziale, nel quale tra l'altro è stato cancellato ogni riferimento ad Israele.

Ora, non saprei dire se quei Paesi hanno fatto bene o no ad abbandonare la Conferenza. Se da un lato ci poteva essere il bisogno di dare un segnale, dall'altro si è data un'ampia visibilità mediatica ad Ahmadinejad, che è quello che in fondo vuole (per la sua propaganda in Iran); e poi non si è partecipati ad un documento importante come quello approvato dalla Conferenza. Quel che è certo, però, è la grande ipocrisia di questi Paesi: ci si preoccupa tanto, e giustamente, per una persona comunque eletta tramite elezioni (per quanto possa l'Iran definirsi una vera democrazia), e non si fa nulla contro i tanti dittatori sanguinari che infestano il mondo. Ci si preoccupa tanto, e giustamente, per i discorsi pieni d'odio nei confronti d'Israele, e poi non si fa nulla contro paesi come l'Afghanistan, dove la "democrazia esportata" dalle forze militari occidentali ha appena varato una legge che nega uguali diritti alle donne in materia di tutela dei figli, accesso all'istruzione, alla sanità, al lavoro, e soprattutto legalizza di fatto lo stupro da parte del coniuge; insomma, un ritorno alla mentalità dei Talebani, solo che adesso è il Governo "democratico" a farlo.

Tutti i paesi che hanno abbandonato la Conferenza partecipano alla "missione di pace" in Afghanistan. Avessi sentito uno solo di quei Paesi minacciare al Governo Afghano il ritiro delle proprie truppe se non avesse ritirato la legge anti-donne, allora avrei davvero creduto che gli eventi di Ginevra non fossero solo un'ipocrita pagliacciata.

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Luci ed ombre a Pechino
post pubblicato in Diario, il 10 agosto 2008


                                              

Oggi a Pechino è successo qualcosa di importante. No, non mi riferisco al pur bellissimo oro italiano nella spada (oltre all'argento nel tiro a volo e al bronzo nel ciclismo), ma al bellissimo gesto di pace avvenuto durante la premiazione del tiro a segno.

Nella gara femminile vinta dall'atleta cinese Guo Wenjun, infatti, le altre due medagliate Natalia Paderina e Nino Salukvadze, rispettivamente argento e bronzo, russa e georgiana, si sono dapprima strette la mano e poi abbracciate lungamente, dando un segnale ai governi di Russia e Georgia per fermare l'orrore della guerra.

Se non fosse per l'altro episodio, che non vale nemmeno la pena di riportare, vista la totale dimostrazione di pericolosa imbecillità da parte dell'atleta, oggi sarebbe stata una giornata positiva per lo Spirito Olimpico. In una terra che dove lo Spirito Olimpico viene oltraggiato ogni giorno, ma questo non è colpa degli atleti. Che però, perlomeno, dovrebbero evitare di oltraggiarlo ulteriormente.

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