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il blog di Francesco Zanfardino
Alemanno se scorda de li amici?
post pubblicato in Diario, il 17 agosto 2010


                                              

Secondo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, andrebbe imposta una tassa sui cortei e sulle manifestazioni di piazza, perchè sporcano e non è accettabile che il Comune debba sorbirsi interamente i costi di un numero di manifestazioni nazionali che negli ultimi sei mesi è stato pari a 525.

Le opposizioni insorgono, ovviamente, poichè la libertà di manifestare non può essere ristretta da una tassa, magari migliardaria. Per non parlare del rischio che in realtà quella di Alemanno non sia che una trovata alquanto demagogica, che tra l'altro cavalca l'insofferenza di molti cittadini ed elettori (di centrodestra, soprattutto) stufi dei cortei che magari gli fanno fare quei cinque "insopportabili" minuti di ritardo, per lanciare l'ennesimo attacco alla libertà di essere contro questo Governo.

Ad Alemanno, tuttavia, sfugge che i cortei non sono solo una spesa per la Città. Il fatto che Roma attragga così tante manifestazioni nazionali significa anche che ogni anno milioni di persone giungono a Roma e quindi spendono a Roma, andando ad alimentare tutto il tessuto economico della Capitale.

Ma soprattuto Alemanno dimentica che lui ne sa qualcosa, di cortei e manifestazioni che danneggiano Roma. Fortunamente ne sa qualcosa anche la procura di Roma, che proprio ieri ha mandato in giudizio 470 tassisti che paralizzarono Roma nel Novembre del 2007 per protestare contro la decisione dell'allora sindaco, ed appena eletto segretario del PD, Walter Veltroni, che aveva deciso di liberalizzare il settore. Capofila della protesta era l'UGL della Renata Polverini, ora governatrice del Lazio, e tra i più accaniti sostenitori c'era proprio Alemanno, da sempre contrario alla liberalizzazione. D'altronde, il popolo dei "tassinari" è quello che ha contribuito in maniera decisiva a farlo diventare Sindaco, e lui non manca mai di restituire il favore: è fresco infatti l'aumento delle tariffe, al quale Alemanno non ha opposto alcuna resistenza, anzi ne ha tessuto le lodi, dato che le tariffe "erano bloccate da troppi anni" (alla faccia del "non mettiamo le tasche nelle mani degli Italiani" ... sembra quasi il "le tasse sono una cosa bellissima" di Padoa Schioppa).

E chissà se Alemanno farà schierare, come sua abitudine, il Comune come parte civile al processo ... me sa proprio de no: Alemano nun se scorda de li amici, me sa.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Musica & P2P, prendere atto della realtà
post pubblicato in Diario, il 26 novembre 2008


                                                   

E' arrivata, irreversibile, anche la caduta del CD come supporto musicale, dopo le musicassette e il vinile. Ormai il futuro è Internet, è l'Ipod e sono le pen-key, che ormai si possono inserire dappertutto (stereo, macchina, ecc.ecc.). Insomma, la rivoluzione digitale è ormai al punto di non-ritorno. Ne è una dimostrazione anche la notizia di oggi che per la prima volta una casa discografica guadagna di più dalla vendita attraverso Internet che attraverso i CD e gli altri supporti. Si tratta della Atlantic, una delle major mondiali più importanti. Ma la major, più che della vendita in digitale, hanno "paura" dell'enorme calo di introiti dovuto al P2P ("peer to peer"), ovvero il libero scambio dei contenuti digitali che avviene fra gli utenti di Internet sulle ormai famose piattoforme tipo eMule. Tutto ovviamente senza pagare i diritti d'autore, la SIAE, ecc. ecc. e quindi con ricavi zero per le major.

Io credo che ormai le major debbano prendere atto della realtà e adeguarsi. Ormai, tralasciando il discorso se sia giusto o no, il P2P non si può fermare. Tanto vale adeguarsi e creare siti di download, strariempiti di pubblicità in tutte le forme e modalità possibili, dai quali scaricare gratuitamente. Magari inventandosi altri sistemi aggiuntivi per il download dei contenuti più richiesti, con magari dei "punti" assegnati tramite determinate modalità ... insomma, si inventino qualcosa per limitare i danni, ma lo facciano. Altrimenti perderanno tutto definitivamente.

E poi un po' di liberalizzazione in un mercato gestito prevalentamente da cartelli di major non guasterebbe.

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