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il blog di Francesco Zanfardino
Italiano, però
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2010


                                            

Di certo, le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Quindi, Mario Balotelli ha sbagliato nel dire che il pubblico di Verona gli faceva sempre più "schifo": quelli che hanno fatto partire i fischi razzisti saranno stati, in ogni caso, comunque una minoranza.

Tuttavia, mi è sembrato ridicolo che, almeno per quanto riguarda molti commentatori, si siano spostate le critiche sull'attaccante dell'Inter anzichè sul comportamento razzistico di molti tifosi, di tutti gli stadi italiani. Anzi, qualcuno è persino arrivato a dire che la colpa sarebbe di Balotelli e del suo comportamento in campo, da alcuni giudicato troppo prepotente. Bè, in tal caso, super-Mario non sarebbe nè il primo nè l'ultimo giocatore del genere, eppure gli altri non vengono fischiati ogni volta che toccano palla. E' legittimo contestare, come ha detto qualcun altro, ma se il motivo è un comportamento sportivo, non il colore della pelle.

Eppure, Mario Balotelli è italianissimo. Nato, cresciuto e vissuto in Italia. Parla persino in bergamasco. Però è di pelle nera, ed è quel però il punto cruciale. Per molte persone, infatti, nessuno con la pelle nera è veramente italiano. E questo è razzismo puro. Che putroppo vivono sulla loro pelle tantissimi italiani, costretti a subire i peggiori insulti (se non aggressioni) o anche semplicemente atteggiamenti di insofferenza e "guardate storte", solo perchè hanno un colore della pelle ritenuto "non italiano". E, putroppo, credo che certe cose esisteranno finchè esisterà la stupidità (cioè sempre).

Certo, lo Stato non fa molto per ridimensionare questa situazione. Al di là delle ovvietà e delle chiacchiere, infatti, non si è ancora fatto ciò che è veramente necessario: una legge sulla cittadinanza che consenta a coloro che sono nati in Italia, a prescindere dalla provenienza dei loro genitori, di essere automaticamente cittadini Italiani, o perlomeno di avere un percorso molto più facilitato ed immediato. C'è una "seconda generazione" che non può più attendere, che non può più sentirsi umiliata e non avere gli stessi diritti dei loro coetanei italiani, italiani come loro sono di fatto. Vallo a dire alla Lega e a Berlusconi, però ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Quando i piccoli gesti contano
post pubblicato in Diario, il 3 dicembre 2007


                             <b>Fair play, dopo il no della Lega<br>la cerimonia sarà obbligatoria</b>

Ieri, al termine di Fiorentina-Inter, i giocatori viola hanno applaudito gli avversari, prima di entrare negli spogliatoi. Una rarità, nel calcio. Una consuetudine nel rugby, uno sport che, nonostante le apparenze, è molto più corretto del calcio.

E' un piccolo gesto. Però, dopo il clamore dato alla notizia, la Lega Calcio ha fatto sapere che sarà obbligatorio dopo la pausa di Natale. E' un piccolo gesto. Ma sono i piccoli gesti che possono rimettere in moto un circolo virtuoso in questo calcio malato.
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