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il blog di Francesco Zanfardino
Fanno voti sulla pelle dei bambini ... vergogna!
post pubblicato in Diario, il 15 maggio 2009


                                              

Ieri è stata approvata alla Camera la fiducia sull'ennesimo "decreto sicurezza" del Governo. Tanti i provvedimenti, tanta l'ignoranza, tanta la xenofobia, tanta la demagogia, tanto il populismo, tanta l'inconcludenza. Ma quello che mi preme sottolineare oggi è un aspetto di questo decreto, che secondo me rappresenta perfettamente la crudeltà e l'insensatezza che sembrano guidare il Governo nelle sue folli scelte. Quale? Quello dei cosiddetti "bambini invisibili".

Ne avevo già parlato qualche giorno fa, in un post che vi invito a rileggere, quando ancora doveva essere approvata la norma. Numerose associazioni, tra cui l'Unicef, denunciavano come la norma impedisse agli immigrati di riconoscere i propri figli, strappandoli dal loro nucleo familiare e destinandoli all'adozione. Il Governo però ha cercato di nascondere e negare l'evidenza, e fino all'ultimo ha irriso l'opposizione che denunciava questi fatti, bollandola di dire "insulti e falsità". E addirittura, quando Franceschini ha fatto nel suo intervento alla Camera un riferimento alla vicenda, si è beccato una sonora "mandata a quel Paese" dal Ministro Maroni, tanto che Rosy Bindi, che presideva la seduta, lo ha richiamato ad assumere "atteggiamenti più consoni all'Aula".

Ecco però quello che scrive Il Giornale descrivendo il decreto: "(...) Adottabili i figli delle clandestine: Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinità un reato, scatterà l’obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili".

Il Giornale
, per chi non lo sapesse, è di proprietà della famiglia Berlusconi. Dunque non può essere certo bollato di dire falsità per colpire il Presidente del Consiglio. E' dunque la prova provata per tutti coloro che non volessero arrendersi all'evidenza, o non volessero prendersi la briga di leggersi il testo del decreto.

E allora, l'unico commento che si può fare è uno solo: un grande, enorme VERGOGNA. A questa gente e a chi li vota.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Quel lutto ipocrita
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2009


                       Minuto di silenzio in Napoli-Atalanta (Salvatore Laporta/Ap)

Oggi post un po' moralista ma doveroso. Perchè la grande ipocrisia svoltasi oggi all'Olimpico, e un po' in tutto il calcio nostrano merita una bella strigliata.

Già il fatto che si fosse giocato lo stesso, nonostante la tragedia d'Abruzzo, ha suscitato perplessità. Forse, come recitava lo striscione della curva del Napoli, "un minuto di silenzio non può bastare, per il comune senso civico il campionato si doveva fermare, noi ce ne andiamo perchè non c'è nulla da festeggiare, maledetto calcio moderno, che tu possa andare all'inferno". E in effetti, si potevano sostituire le gare ufficiali con amichevoli, e devolvere gli incassi agli sfollati (e per fortuna l'incasso è stato devoluto da molte squadre). Ma la cosa davvero importante non era tanto giocare o no: se anche si doveva giocare, bisognava essere coerenti con il clima con il quale ci si è mostrati all'inizio.

All'inizio, è sembrato tutto perfetto. Minuti di silenzio tombale in tutti i campi, giocatori col lutto al braccio e curve piene di striscioni di solidarietà, tanto che sembrava che i titoli dei giornali di domani potessero finalmente registrare una bella giornata di calcio piena di rispetto. Ma non è stato così. All'Olimpico, infatti, è andato in onda uno spettacolo che dire vergognoso è dir poco. Cinque espulsi, compresi gli allenatori, risse in campo, calci, sputi, insulti e mancanze di rispetto all'ennesima potenza. Con gruppi di "tifosi", e qui ci vogliono centinaia di virgolette, che hanno invaso il campo ed hanno continuato a dare il peggio di sè anche dopo la partita.

Si dirà: è il derby. Ma nessuna tensione può giustificare quello che è avvenuto. E poi queste cose sono accadute anche su altri campi, come una peste che non smette di diffondersi.  Si dirà: se non si voleva che accadesse questo, proprio in questo giorno, non bisognava far disputare il campionato. E infatti, forse sarebbe dovuto essere così, ma non è questo il punto: il calcio dovrebbe essere sempre corretto, non solo in queste tragedie. E qui veniamo al solito punto: la caduta in basso del mondo del calcio. Posseduto dal Dio Denaro, certo: ma anche da una certa mentalità, dalla cultura sportiva in Italia tra la gente comune e non. Come possiamo pretendere che questi giocatori, cresciuti magari da allenatori senza scrupoli che li invitavano alle peggiori scorrettezze pur di vincere, seguiti da genitori che magari sugli spalti invece di tifare in maniera sana, si accapigliavano con i genitori della squadra avversa, supportati da "tifosi" che danno il peggio di sè ogni domenica ... insomma, come possiamo pretendere che questi giocatori si rendano conto dell'importanza di quel lutto al braccio? Che senso ha riempirsi la bocca di solidarietà, od osservare quei minuti di silenzio, se poi non si è capaci nemmeno di rispettare chi è di fronte a noi?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Solidarietà a Rita Bernardini
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2009


                                                                

Oggi, leggendo su Repubblica.it la notizia delle centinaia di insulti, oscenità e minacce rivolte all'onorevole Rita Bernardini, una dei parlamentari radicali eletti nelle file del Partito Democratico, mi sono vergognato. Mi sono vergognato che tanti miei connazionali potessero sfogare in questo modo orribile la propria rabbia, in maniera razzistica e sessista. Perchè poi? Perchè la Bernarardini ha "osato" fare visita ai 4 rumeni arrestati per lo stupro di Guidonia e che avevano denunciato percosse parte delle autorità.

D'accordo, il gesto poteva sembrare inopportuno. Ma i Radicali si sono sempre contraddistinti come accaniti difensori dei diritti civili, e hanno sempre sostenuto battaglie per i diritti dei carcerati. Battaglie difficilissime e coraggiosissime, perchè non è mai facile, specialmente in Italia e in questa Italia, dire "nessuno tocchi Caino". Perchè appena lo si dice, appena si prova a sostenere che anche i criminali colpevoli delle più efferate atrocità hanno dei diritti, innanzitutto quello ad esser trattati (pur nella pena) con dignità, si viene accusati di essere dalla parte dei criminali contro le vittime. Ma quando mai! Ma come si può ragionevolmente pensare che la giusta rabbia nei confronti di chi ha brutalmente stuprato quella povera donna, deve farci godere dei maltrattamenti altrui? Ma come si può ragionevolmente pensare di mettere da parte i diritti dei carcerati, pensando cose del tipo "quelle bestie dovevano essere trattate pure peggio", come ha detto Maurizio Battista in "Effetto Sabato" su Rai Uno, la principale rete TV pubblica, applaudito dal pubblico e sostenuto dalla conduttrice? Caro Battista, "In Italia, non esiste ancora una legge che sancisca che gli arrestati debbano essere presi ripetutamente a calci e a pugni qualsiasi delitto abbiano commesso. Chi ritiene, invece, che una legge così debba essere approvata, deve avere l'onestà di proporla. Io, da radicale, ho sempre pensato che uno Stato non si deve porre allo stesso livello dei criminali che deve combattere" (risposta della Bernardini ad una delle poche mail "civili" che ha ricevuto).Ma cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini? Ma dove sono finiti i nostri valori, la nostra centenaria tradizione di civiltà? Noi, inventori dell'abolizione della pena di morte, ridotti ad un popolo di aspiranti torturatori e gognatori ... un popolo che lincia, che mette alla gogna, e tra l'altro solo quando si tratta di stranieri che violentano italiane, perchè quando invece vengono violentate le straniere, oppure quando i violentatori sono italiani, nessuno si strappa le vesti, nessuno organizza linciaggi, nessuno se ne strafotte ... quasi fosse che "noi Italiani possiamo stuprarci le nostre donne", gli altri no ... ma che fine ha fatto la nostra coscienza? Perchè i linciatori di Guidonia non hanno linciato quei quattro deficienti loro quasi-conterranei che hanno bruciato il marocchino che non c'entrava niente? Perchè ci sentiamo incazzati solo quando ci toccano "a noi", come se le sofferenze altrui non contassero?

Insomma, come possiamo sentirci migliori di quei criminali di Guidonia se godiamo (anche se non lo si ammette) quando picchiano "gli altri"? Come possiamo sentirci migliori di loro se diciamo "Fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. Crepa puttana di merda" a chi semplicemente denunciava una possibile tortura, senza ovviamente condividere la loro violenta atrocità?

Solidarietà a Rita Bernardini. E a tutti coloro che, specialmente se politici, assistendo alla deriva razzistica e/o ghigliottinistica dell'opinione pubblica, ha il coraggio di assumere decisioni tremendamente impopolari ma ispirati dalle più elementari norme di democrazia e convivenza civile. Certamente 100mila volte meglio di chi promette sicurezza e poi si trova di fronte una situazione ingestibile, 100mila volte meglio delle false indignazioni e delle solidarietà vuote, 100mila volte meglio di chi non prende un accidente di decisione per salvare la vita e la dignità delle nostre donne ma poi va in TV a prendere i consensi con le parole e la propaganda.

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