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il blog di Francesco Zanfardino
"Grazie a Prodi a Roma meno reati, anche se aumentava la percezione". Veltroni? No, Alemanno!
post pubblicato in Diario, il 7 luglio 2008


                                                    

"Il numero dei crimini commessi a Roma negli ultimi due anni è in progressiva diminuzione (...) Dall'Ottobre 2007, data dell'omicidio Reggiani, erano 18.962, e nel maggio 2008 sono scesi a 14.721 (...) Il decreto fatto dal Governo Prodi ha avuto un effetto Prodi ha avuto un effetto indicativo. Questo risultato concreto non corrisponde ad una sensazione di sicurezza percepita". Insomma, un sincero riconoscimento dei buoni risultati del Governo Prodi, del Ministro Amato e dell'ex-sindaco Veltroni in materia di sicurezza: gli "ultimi due anni" sono quelli del Governo Prodi, e ad "Ottobre 2007" risalgono i provvedimenti di Amato, sollecitati dall'allora sindaco di Roma Veltroni dopo l'omicidio Reggiani. E una condanna della "insicurezza percepita".

Qualcuno dirà: "ah, vabbè, le solite stupidaggini dei sinistri che negano l'evidenza, che non vogliono affrontare il problema della sicurezza dicendo che non esiste, che sono lontani dalla realtà e dalla gente". A dire il vero, queste frasi sono state pronunciate dal neoSindaco di Roma Gianni Alemanno, durante il Consiglio Comunale straordinario sulla sicurezza. Eppure mi ricordo ben altri toni durante la campagna elettorale:

19 Aprile 2008: Alemanno: "L'aggresione di La Storta riporta in primo piano il problema della sicurezza a Roma, ignorato dall'amministrazione di centrosinistra. Veltroni e Rutelli farebbero bene ad interrogarsi sulle loro responsabilità".
21 Aprile 2008: Alemanno: "In materia di sicurezza Rutelli mente sapendo di mentire. Le responsabilità prevalenti, se non esclusive, sono del Governo Prodi".
22 Aprile 2008: Alemanno: "La maggioranza in Campidoglio ha scelto di distaccarsi dalla realtà, e invece oggi Roma è una città in pericolo. Il Governo Prodi ha aggravato i problemi".

Questo è solo un piccolo esempio della campagna propragandistica e demagogica di Alemanno e della destra sulla sicurezza. Salvo poi scoprire, solo oggi, che suscitare simili paure può ritorcersi contro, e quindi cominciare a dire le cose come stanno in realtà. Avrei voluto ben vedere se Alemanno avrebbe vinto le elezioni dicendo le cose che dice oggi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Napolitano: "Non bisogna abbandonarsi alla sfiducia"
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2008


                                  

Così come il giorno del Santo Natale non si poteva non parlare del messaggio "Urbi et orbi" di Benedetto XVI, allo stesso modo oggi non si può non parlare del Discorso di Fine Anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (leggibile integralmente qui).

Un discorso con il quale il Presidente si sente di dover dare una risposta "alla domanda che più ci inquieta: come dobbiamo guardare all'anno che sta per iniziare, con quali preoccupazioni e con quali motivi di speranza e di fiducia?". Il presidente risponde che "non bisogna abbandonarsi alla sfiducia". "Molti e diversi sono comunque i fatti che smentiscono le rappresentazioni di un'Italia in declino. Un autorevole osservatore straniero - e ce ne sono di attenti e non malevoli - ha di recente indicato un punto di forza del nostro paese - in particolare, la chiave del forte successo, in questo periodo, delle nostre esportazioni - nella cultura della creatività". Un patrimonio apprezzato nel Mondo. Inoltre, l'Italia presenta "elementi di dinamismo e di capacità innovativa", in particolare "Istituti di ricerca e di alta formazione che possono ben vantare il titolo di centri di eccellenza", "realtà di istituzioni indubbiamente vitali".

Ma allora, da dove deriva questo senso di insicurezza? Per il Presidente la risposta è una sola: l'allarme per l'aumento del costo della vita, e l'insicurezza del e sul lavoro (e qui il Presidente esprime la sua vicinanza ai morti di Torino). E chiede, tuttavia, di "non lasciarsi andare ad un senso di sfiducia, ma proporre, decidere, operare". Agendo soprattutto nell'aiutare quelle famiglie che sempre meno reggono l'aumento del costo della vita, poichè retta da retribuzioni e redditi insufficienti. E agendo nel rendere più sicuro il lavoro, la cui incertezza, nonostante la netta diminuzione del tasso di disoccupazione, è ancora un problema importante, soprattutto al Sud.

Il Presidente non dimentica le questione politiche, "ma non certo perché non sia importante: piuttosto perché vorrei richiamare l'attenzione su quel che di più ampio vive e conta nel paese". E perchè "siamo in un momento in cui molto si discute sul bilancio di attività del governo e sulle critiche e richieste dell'opposizione: se ne discute in libertà e con asprezza, e non possono esserci interferenze da parte mia, in nessun senso". Tuttavia, ritiene "indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico". Un invito a continuare nel dialogo sulle riforme, quindi, proprio "adesso che si è aperto uno spiraglio".

Inoltre, il Presidente parla anche del senso di insicurezza "fisica" dei cittadini. E ricorda innanzitutto i successi delle forze dell'ordine, "i risultati ottenuti colpendo i vertici delle organizzazioni mafiose, o conseguendo una diminuzione di varii tipi di reato". Tuttavia, il senso di paura colpisce lo stesso gli Italiani: ma "La paura può far dimenticare i limiti e i diritti da rispettare nell'azione che va condotta a tutela della sicurezza dei cittadini; la paura può far degenerare la fondata richiesta dell'osservanza della legge e delle regole da parte degli immigrati in minaccia inammissibile di violazione della libertà di culto per tutte le confessioni religiose e della dignità di quanti, provenienti da paesi lontani e vicini, operano nel nostro paese soddisfacendone esigenze e domande concrete".

Il Presidente non dimentica la sua regione, la Campania. Proprio "paure irragionevoli e particolarismi, politici o localistici, emergono, impedendo, ad esempio, la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno per le condizioni e per l'immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità".

Inoltre, il Presidente ricorda gli Italiani impegnati all'estero. "Siamo perciò più che mai vicini e grati alle migliaia di nostri militari che affrontano l'estremo rischio quotidiano - rendo commosso omaggio a quanti hanno anche di recente sacrificato la vita in queste missioni - e insieme affrontano la fatica dell'impegno umanitario, in aree tra le più critiche di questo mondo".

Infine, Napolitano ricorda che il 2008 è l'anno del 60°anniversario della Costituzione Italiana. "Proprio nel proporci di rivederne alcune regole, relative all'ordinamento della Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in atto, come tutela del lavoro e pari opportunità. Nè meno attuale è l'indirizzo costituzionale di garanzia della libertà religiosa, di reciproca indipendenza e di collaborazione tra Stato e Chiesa".

E il Presidente conclude con i suoi auguri agli Italiani di un anno sereno, "un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia nell'Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno".
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