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il blog di Francesco Zanfardino
Ladrocinio di Stato
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2009


                                                

La regolarizzazione delle colf e delle badanti presta molti fianchi alle critiche. La principale è ovviamente quella di essere una discriminazione, o meglio una concessione di un privilegio a determinate categorie di lavoratori ed una porta chiusa alle altre. Inoltre, è un clamoroso dietrofont di fronte all'ideologia in tema di clandestinità portata avanti dalle forze governative finora, in nome evidentemente di una convenienza elettorale che fa mettere da parte la coerenza pur di mantenere i consensi delle famiglie borghesi del Nord (e non solo).

Ma oggi vi parlo di un altro aspetto della faccenda, che dimostra una natura alquanto "truffaldina" di questo Governo. Come forse molti di voi sapranno, infatti, per regolarizzare una colf o una badante occorrerà presentare apposita domanda all'Inps e versare un "contributo" forfettario di 500 euro. Quello che invece in pochi di voi sapranno è che, se la domanda verrà rigettata, lo Stato non restituirà i 500 euro. D'altronde, è ben specificato nel vademecum dell'Inps in materia (pagina 7), pubblicato sul sito del Ministero del Welfare: "Si precisa che, in caso di di irricevibilità, archiviazione o rigetto delle domande di emersione, non si procederà comunque alla restituzione del contributo forfettario di 500 euro".

Ora, sarò ignorante io, ma una simile procedura mi sembra alquanto anomala, e assolutamente non giusta. Per niente.

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Buon(i) lavoro
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2009


                                         

"Diamo a Silvio quel che è di Silvio", quella rara volta che lo merita. Mi riferisco ad un provvedimento sul "lavoro occasionale" voluto fortemente dal Ministro del Welfare Sacconi, adottato da un Cdm di qualche mese fa e che sta avendo la sua ribalta mediatica con l'ennesimo spot istituzionale (ormai sulla RAI si vedono solo quelli, praticamente) sulle reti televisive.

Si tratta dei cosidetti "buoni lavoro", o più correttamente "voucher", con i quali da adesso è possibile pagare tutti quei "lavoretti" che normalmente finiscono nella spirale del "lavoro nero" insieme ad altre prestazioni di ben altra fattura e con ben altra determinazione e volontà di finire nel lavoro nero. Ho sempre pensato al fatto che tali prassi lavorativa fosse dannosissima non solo per lo Stato (che perdeva tanto in tasse evase) ma soprattutto per il lavoratore, che non aveva diritto ad alcuna protezione infortunistica e a nessuna copertura pensionistica. Eppure ho sempre ritenuto "comprensibile" quella scelta, perchè l'alternativa era praticamente assente (a meno di non voler ingaggiare una lunghissima e complicatissima trafila burocratica, per prestazioni spesso dal valore di poche decine d'euro).

Ebbene, d'ora in poi non si avranno scuse. Già la famigerata legge Biagi aveva introdotto questo nuovo strumento, ripreso poi dal Governo Prodi con alcune sperimentazioni nel mondo dell'agricoltura, ma con il provvedimento di Sacconi famiglie, privati, aziende, imprese familiari, imprenditori agricoli (ed in alcuni casi enti senza fini di lucro ed enti pubblici) potranno, nel mondo agricolo, del commercio e del turismo a conduzione familiare, del lavoro domestico (manutenzione, insegnamento privato, porta a porta, colf e badanti) pagare le prestazioni lavorativi con buoni da 10 euro, di cui 7.50€ come retribuzione netta e 2.50€ come contributi Inps e Inail, ritirabili all'Inps ed incassabili alle Poste. Oppure con buoni multipli di 50€ (di cui 37.50€ come retribuzione netta). Notare che la retribuzione è esentasse. Ovviamente, c'è un limite: in un anno un lavoratore può ricevere massimo 5.000 € in "voucher", mentre per cassaintegrati e lavoratori in mobilità il limite scende a 3.000 €.

Si tratta secondo me di un'ottimo provvedimento. Una riforma del lavoro ben più sostanziosa secondo me di tante altre di cui si parla. Certo, pensare che faccia emergere tutta quella fetta di lavoro nero di cui parlavo prima è un'illusione, però perlomeno offre un'alternativa ai datori di lavoro che vogliono fare tutto in regola e ai lavoratori che non vogliono ritrovarsi senza una protezione antinfortunistica e soprattutto senza la dovuta pensione. Bravo Sacconi dunque ... quasi quasi mi viene il sospetto che ci sia qualcosa di sbagliato ;)

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