.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Piano per il Sud: sottratti oltre 20 miliardi di €
post pubblicato in Diario, il 4 agosto 2011


Il Governo sblocca 7,3 miliardi di euro per interventi strategici infrastrutturali nel Meridione: è il "Piano per il Sud", per la felicità della macchina propagandistica berlusconiana, grazie anche alla complicità dei governatori del centrosinistra come Vendola che non esista ad esultare e ad elogiare il nemico di sempre, ovvero il Ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto.

Ma cosa c'è dietro? Innanzitutto non si tratta di "nuovi" fondi, ma di parte dei 64,3 miliardi di euro stanziati dall'allora governo Prodi nell'ambito del fondo FAS, ovvero il Fondo per le Aree Sottoutilizzate che comprendeva sostanzialmente i fondi europei per lo sviluppo delle aree disagiate (nel caso dell'Italia, il Meridione) e risorse aggiuntive statali. Ben altra cosa rispetto ai 7,3 miliardi sbloccati adesso dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), insomma: il fatto è che non appena al governo è arrivato Berlusconi è partito il "saccheggio" dei fondi FAS, destinati a ben altri scopi che non lo sviluppo infrastrutturale del Meridione, come ben riassunto dall'inchiesta "Scippo al Sud" de L'Espresso:

- 0,963 mld per interventi vari tra cui il finanziamento delle aziende viticole del sottosegretario al CIPE, Miccichè;

- 0,150 mld per l'acquisto di velivoli antincendio;

- 0,935 mld per la proroga della rottamazione dei frigoriferi;

- 0,450 mld per l'emergenza rifiuti in Campania;

- 0,640 mld per coprire i disavanzi dei comuni "amici" di Roma e Catania;

- 1,309 mld per la copertura degli oneri del Servizio Sanitario Nazionale;

- 0,055 mld per i terremotati di Umbria e Marche;

- 0,063 mld per l'assunzione dei ricercatori universitari;

- 0,150 mld per il G8 in Sardegna poi spostato a L'Aquila;

- 0,050 mld per l'alluvione in Val d'Aosta e Piemonte;

- 0,050 mld per la copertura dell'abolizione dell'ICI;

- 4,000 mld per il fondo per la cassaintegrazione;

- 9,000 mld per il "fondo di sostegno all'economia reale" (di cui 4,000 mld per il terremoto in Abruzzo, ma anche 0.335 mld per l'inceneritore di Acerra, 0.400 mld per le vittime di frodi finanziarie, ecc.)

- 0,900 mld per l'adeguamento dei prezzi dei materali da costruzione;

- 0,390 mld per la privatizzazione della Tirrenia;

- 0,200 mld per l'edilizia carceraria in Emilia, Veneto, Liguria;

- 1,300 mld per la società "Ponte sullo Stretto s.p.a." (non per la realizzazione del Ponte, ma unicamente per consentirle di cominciare a funzionare come società!);

- 0,451 mld per l'EXPO di Milano;

- 0,110 mld per le metropolitane di Parma, Brescia, Bologna, Torino;

- ecc. ecc. ecc.

Insomma, il tutto per uno scippo complessivo di oltre 20 miliardi di euro alllo sviluppo del Sud. Finora. E qui al Sud dovremmo entusiasmarci perchè ci hanno sbloccato 7,3 miliardi di euro di NOSTRI soldi e con ben 4 anni di ritardo?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Priorità
post pubblicato in Diario, il 3 agosto 2009


                                        

Alla luce del "sabato di fuoco" delle autostrade, con lo scandaloso blocco del neonato Passante di Mestre, oltre all'ormai solito blocco della Salerno - Reggio Calabria, una domanda sorge spontanea: ma non sarebbe meglio spendere i 6 miliardi del Ponte sullo Stretto in infrastrutture più utili? Tipo la terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste (infatti il clamoroso flop del Passante èd dovuto al cosiddetto "effetto imbuto" tra le sue cinque corsie e le due della A4) e il completamento della SA-RC? Anche perchè allo Stretto, in ogni caso, bisogna poterci arrivare?

Gradita la risposta, grazie ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Chi pagherà il Ponte?
post pubblicato in Diario, il 15 marzo 2009


                                              

Una decina di giorni fa, dopo la riunione del CIPE, il Premier Silvio Berlusconi si è magnificato di aver investito 17.8 miliardi in infrastrutture, un forte sostegno all'economia capace di fornire posti di lavoro e finanziamenti per le imprese. In realtà non ha stanziato un bel niente, nel senso che quei miliardi sono stati stanziati dal Governo Prodi: come ricordato infatti dall'ex-ministro alle Infrastrutture Di Pietro, e ammesso dall'attuale ministro Matteoli, questi 17.8 miliardi fanno parte dei 64 miliardi stanziati nel 2007 da Prodi per il FAS (ovvero il Fondo Aree Sottosviluppate, i cui finanziamenti dovrebbero andare a sostenere lo sviluppo delle aree meno sviluppate del Paese, ovvero il centro-sud), che rimasero lì inutilizzati perchè nel frattempo intervenne la crisi di Governo e quindi il percorso di finanziamento delle opere si interruppe in attesa di un nuovo Governo che destinasse queste risorse alle opere che riteneva necessarie. Non solo: il Governo Berlusconi ha già sottratto circa 20 miliardi da questo fondo destinandoli ad altri scopi, tra cui il pagamento dei debiti delle amministrazioni "amiche" di Roma e Catania (a proposito, vi segnalo la prima puntata della nuova stagione di "Report" che stasera su RaiTre parlerà proprio di questo), e togliendo così i finanziamenti di numerose opere al Sud, tra cui quelle di Calabria, Sicilia e Abruzzo. Tant'è vero che la riunione del CIPE del 6 marzo ha appunto destinato 45 miliardi, il rimanente del fondo, in tre anni, di cui appunto 17.8 miliardi per il 2009. E probabilmente queste opere nemmeno potranno partire a breve, perchè i fondi sono stati già destinati in buona parte al deficit delle Ferrovie dello Stato, e dunque probabilmente bisognerà aspettare la seconda tranche del 2010.

Ma la cosa peggiore è che rispetto al piano di opere previsto dal Governo Prodi, il nuovo Governo ha deciso di eliminare o diminuire i finanziamenti ad alcune opere (tra cui l'Alta Velocità Milano-Venezia) per destinarli al Ponte sullo Stretto, che il Governo Prodi ha ritenuto di non finanziare ritenendolo "non prioritario". In realtà il giochetto degli "spostamenti" di finaziamenti tra le opere è ben più articolato "nel tempo e nello spazio", e talmente complesso da non poter essere riassunto, ma comunque sappiate che buona parte delle infrastrutture in Sicilia e Calabria è stato sacrifricato in nome del Ponte. Ben il 13% degli stanziamenti triennali, ovvero 6 miliardi, andranno alla sola costruzione del Ponte, simbolo della propaganda berlusconiana sulle infrastrutture.

Voi direte: e che c'è di male? Nemmeno io sono contrario alla costruzione del Ponte in sè e per sè: il problema è che in Italia 6 miliardi non sono pochini, e allora bisogna valutare bene cos'è prioritario, cosa è più necessario. Per questo motivo vi invito a vedere il video in alto a questo post (dal minuto 2:30 al 14:30, perchè prima di questo nel video si parla del "piano casa" e dopo invece della "edilizia scolastica"), tratto dall'ottima trasmissione "Exit" di Ilaria d'Amico su La7, che ci fa vedere come il Ponte è sostanzialmente inutile, in quanto passeggeri e merci preferiranno per questioni di tempo altre vie. Tant'è vero che c'è il forte, fortissimo rischio che alla fine il Ponte non sarà sostenibile economicamente, e fra trent'anni, alla scadenza della concessione alla società che gestirà sulle spalle, il Ponte con tutti i suoi debiti rimarrà sul nostro groppone (per tutti i particolari vi rinnovo l'invito a vedere il video di Exit, dov'è tutto spiegato in maniera semplice ed esaustiva). In particolare, i "pendolari", ovvero coloro che ogni mattina e sera vanno da una parte all'altra dello Stretto (e costituiscono il 40% di chi si muove sullo Stretto), continueranno perlopiù ad utilizzare i traghetti, per questione di costi (il Ponte si pagherà caruccio) e di tempo (il ponte non è infatti "fra" Reggio e Messina, ma molto più in alto, con un percorso lungo decine di kilometri). Le merci, invece, continueranno ad utilizzare le cosidette "autostrade del mare", ovvero i collegamenti marittimi fra Catania-Salerno e Catania-Civitavecchia, che hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, perchè sono convenienti economicamente e permettono di superare il percorso ad ostacoli della Calabria (dove le infrastrutture fanno letteralmente schifo).

Di fatti il punto è proprio questo: a che pro costruire un mastodontico Ponte sullo Stretto, se poi per arrivarci non ci sono le infrastrutture adeguate? A nessuno pro: solo a vantaggio della propaganda di Berlusconi. Le opere davvero utili non fanno propaganda, le magnifiche cattedrali nel deserto sì.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Infrastrutture, seguire il modello-Mestre
post pubblicato in Diario, il 8 febbraio 2009


                                              

Oggi è stato inaugurato ufficialmente il "passante di Mestre". Un opera di cui si sentiva l'esigenza fin dagli anni Settanta, quando ci si rese conto dell'errore di aver costruito la Venezia-Trieste senza collegarla alla Milano-Venezia. Poi si rattoppò con la costruzione della tangenziale di Mestre, una tangenziale "urbana", che subito dimostrò la sua insufficienza di fronte all'espansione del "mercato dell'Est" (la Milano-Venezia-Trieste è la principale via d'accesso all'Est Europa, non solo per l'Italia). Se poi ci aggiungiamo il traffico confluente dalla Statale Romea, che preleva il traffico dell'Adriatica, ne otteniamo un groviglio di TIR che paralizzava l'area tanto da farla rinominare "Valico di Mestre" per la sua lentezza.

Tutti, sindacati, imprenditori, cittadini chiedevano una soluzione. Si è pensato a varie soluzioni, fino ad arrivare alla fine del millenio con quella di un "passante" che aggirasse la tangenziale (e Mestre) congiungendo la Milano-Venezia e la Venezia-Trieste con un percorso alternativo. Idea concretizzata nel 2004, quando il precedente Governo Berlusconi la mise in cantiere nell'ambito della "legge Obiettivo", e che in poco più di 4 anni è stata ultimata. O quasi, visto che mancano alcuni raccordi e barriere, ma nei fatti è già percoribbile.

Certo, il tratto era pianeggiante e senza troppi intralci architettonici, però aver realizzato in così poco tempo un infrastruttura importante è un ottimo segnale. Vuol dire che in Italia si possono realizzare le infrastrutture, vuol dire che in Italia ci può essere continuità nelle scelte infrastrutturali dei Governi (il Ministro Di Pietro, infatti, ha proseguito e finanziato la quasi totalità delle infrastrutture progettate dai Governi precedenti), vuol dire che la logica del veto può essere aggirata. E se pensiamo alle incidenze di tutto ciò sullo sviluppo occupazionale, economico ed industriale, possiamo e dobbiamo sperare che il modello Mestre venga applicato in tutta Italia.

Ma attenzione: facendo infrastutture utili e inserite nella "rete" infrastrutturale. Altrimenti si costruiscono "cattedrali nel deserto", utili per la propaganda e per aiutare imprenditori amici, ma non lo sviluppo dell'Italia. Perchè, ad esempio, sprecare miliardi nella costruzione del Ponte di Messina è inutile se non si fanno autostrade decenti per arrivarci in Sicilia e in Calabria. A cominciare dalla Salerno-Reggio Calabria. Anzi, non mi ci fate pensare che con i suoi 40 anni di cantieri mi fa perdere l'ottimismo per la realizzazione del Passante.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

L'Abruzzo s'è fatto fregare ... e la Sardegna?
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2009


                                     

Continua senza sosta la "campagna elettorale permanente" del premier Berlusconi. Prima l'Abruzzo, ora è la volta della Sardegna, le cui elezioni regionali si terranno il 15 e il 16 Febbraio. Viene da chiedersi se è normale, anzi legale, che un Presidente del Consiglio tralasci gli impegni di governo per i quali è pagato dai cittadini per farsi le campagne elettorali locali, ovviamente a spese nostre (con quali soldi volete siano pagate i trasferimenti, le forze di sicurezza, eccetera?), con una palese svantaggio per gli avversari. Tra l'altro violando quel "principio non scritto" della, se non imparzialità, perlomeno "non invasività" nelle campagne elettorali da parte di figure presidenziali. Vabbè, ma siamo in Italia, tutto è concesso ...

Ma andiamo al dunque. Dopo la pesante sconfitta elettorale in Trentino, nelle cui elezioni il democratico Dellai ha stracciato il leghista Divina, Berlusconi ha capito che non bastava campare del vento delle elezioni che lo hanno visto trionfatore su un centrosinistra in palese difficoltà, ma bisognava cambiare strategia. O meglio, ha capito che bisognava tornare alla vecchia strategia: "sostituirsi" de facto ai candidati locali nelle campagne elettorali (persino nei simboli elettorali: quello del PDL e della lista del candidato presidente non riportano la scritta "Tizio Presidente", come vorrebbe la prassi e la logica, ma "Berlusconi" a caratteri cubitali ... "presidente" no perchè sarebbe un affronto troppo grosso), sfruttare al massimo l'onda mediatica che "spontaneamente" gli viene offerta da TV e giornali e agganciare Governo ed elezioni locali per fare promesse da marinaio puntualmente disattese.

E' successo così in Abruzzo. Berlusconi ha candidato un "prestanome", Gianni Chiodi, messo lì giusto perchè c'era bisogno di candidare qualcuno che non desse "fastidio" politico e non, dopodichè si è presentato più e più volte in Abruzzo per fare comizi, ovviamente ripresi sempre "spontaneamente" da tutti i circuiti mediatici a differenza di quelli degli avversari, in cui ha dispensato promesse di tutti i tipi, promettendo fondi stanziati dal Governo per l'Abruzzo se avesse vinto Chiodi (perchè giustamente, se vinceva la sinistra, gli Abruzzesi andavano puniti, no?). Lo stesso sta accadendo in Sardegna, dove per sconfiggere Soru Berlusconi ha candidato un perfetto sconosciuto, Cappellacci, di cui tra l'altro ancora non c'è traccia di programmi nè di suoi discorsi concreti, al di là di una sfilza di chiacchiere e tanti "sorrisi" distribuiti a mani larghe e sul suo slogan elettorale ("La Sardegna torna a sorridere"). E ora si sta presentando più volte nell'isola, con comizi che, come potete notare in questi giorni, sono puntualmente ripresi in tutti i TG (quelli di Soru no, però), dispensando altre promesse, chiedendo ai Sardi di votare Cappellacci perchè così ci sarà più "sintonia" fra regione e Governo. Una sintonia che porterebbe ad un "piano Marshall per la Sardegna", come definito da Berlusconi, ovvero tanti soldi che pioverebbero sull'isola da un capitolo apposito del federalismo fiscale. 

Ma che fine fanno queste promesse? Ce lo spiega molto incisivamente Claudio Messora, gestore del noto video-blog www.byoblu.com, in uno dei suoi post, chiamato significativamente "La grande balla di Berlusconi", dove Messora smaschera la principale promessa fatta da Berlusconi, ovvero miliardi di euro stanziati per le infrastutture dell'Abruzzo. Ecco il testo integrale di una delle tante affermazioni fatte in proposito da Berlusconi in un comizio in Abruzzo:

"Il programma per l'Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della Regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastutture, a cui daremo vita dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastutture, e fra queste le infrastutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara-Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea"
(Silvio Berlusconi, Chieti, 12 Dicembre 2008)

Arriva il 15 Dicembre, e Chiodi vince le elezioni. Appena tre giorni dopo, il 18 Dicembre, il CIPE si riunisce davvero: eccone il verbale di seduta. Ma, da una attenta lettura, ci accorgiamo non solo che i milardi stanziati sono 7.4 e non 16.6, ma che per la Pescara-Roma, e l'Abruzzo in generale, non c'è un solo euro. Ovviamente i circuti mediatici, prima così "spontaneamente" interessati alla politica abruzzese, non hanno sentito la necessità di riportare la notizia. 

Insomma, gli Abruzzesi si sono fatti fregare. Anche i Sardi? Speriamo di no. Renato Soru sembra essere più forte della propaganda di Berlusconi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Sfoglia luglio        giugno
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca