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il blog di Francesco Zanfardino
Questa poi
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2009


                                                            

"C'è troppo pessimismo: per l'Italia è un momento magico". No, stavolta non è Berlusconi, bensì il "piccolo Mago" Brunetta. Secondo l'eterno secondo di Tremonti, infatti, "solo 500mila sono i lavoratori davvero in difficoltà, anche se hanno comunque una copertura dell'80%, poi ci sono 14 milioni che hanno mantenuto il reddito e che hanno guadagnato in potere d'acquisto per il calo dell'inflazione". Peccato che a questo conto manchi "qualche" milioncino di Italiani, tra lavoratori che hanno perso il posto di lavoro senza alcuna tutela, e milioni di Italiani poverissimi che già non lavoravano.

Comunque, a proposito di "momento magico", ecco cosa ci dicono le notizie di questi giorni:
- Confcommercio (20 Giugno): consumi in calo dell'1.4% per il 2009 (nel 2008 erano già calati dello 0.8%), ma soprattutto nel 2010 avremo un PIL pro-capite inferiore a quello del 2001, ovvero abbiamo perso dieci anni di crescita economica;
- Confindustria (18 Giugno): nel 2009 il PIL calerà del 4.9% (precedenti stime erano del 3.5%); il debito pubblico arriverà nel 2010 al 117.5% (nel 2008 era al 105.7%), altro che sotto al 100% nel 2011 come promesso da Berlusconi ad Ottobre 2008; consumi in calo dell'1.9% nel 2009; tra 2008 e 2010 verranno persi un milione di posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione al 9.3% (livelli mai toccati dal 2000 in poi);
- Ocse (17 Giugno): nel 2009 PIL -5.3% (stima precedente -4.3%); entro quest'anno la disoccupazione potrebbe raggiungere il 10%; il rapporto deficit/PIL raggiungerà il 6% nel 2010 (altro che pareggio di bilancio, ovvero 0%, nel 2011 come promesso ad Agosto 2008 da Tremonti-ho-capito-tutto-in-anticipo-sulla-crisi); il debito pubblico supererà il 115%, tendendo al 120%; nel 2009 i consumi caleranno del 2.4%, mentre gli investimenti fissi caleranno del 16%; per quanto riguarda il commercio estero, le esportazioni caleranno del 21.5% e le importazioni 20.2%;

Stiamo parlando di pochi giorni fa, e soprattutto di istituiti che non possono certo essere accusati dalla "potentissima" sinistra comunistaa trans-nazionale, anzi parliamo dei confindustriali-confcommerciali amici di Berlusconi e dell'organizzazione internazionale più rinomata al mondo in campo economico.

Bel momento magico, davvero. Chissà come saranno quelli "normali", in mano a gente come Brunetta.

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Caro-latte? Incentivare il "latte alla spina"
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 9 settembre 2008


                                                      

Sesto appuntamento con "Risparmio Ecologico", la nuova rubrica di "Discutendo" dedicata alle iniziative che consentono di conciliare ecologia ed economia, con benefici per l'ambiente e le nostre tasche. L'appuntamento di oggi è dedicato alle iniziative contro il caro-vita e alla diminuzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione del "latte alla spina".

Il prezzo del latte, come tutti i generi alimentari, è infatti drasticamente aumentato nell'ultimo periodo: secondo il Ministero dell'Economia, il prezzo del latte è aumentato del 12% nell'ultimo semestre. Ciò è dovuto a molteplici fattori, tra cui il trasporto prevalentemente su gomma (con le conseguenze del caro-benzina), il consumo di latte "non locale" (e quindi che comporta un costo maggiore in trasporti), ma soprattutto una catena di distribuzione troppo lunga. Oltre ai "costi fissi", come quello degli involucri di plastica o vetro. E così aumenta il costo di un bene primario per tutte le famiglie italiane.

Da qui l'idea del "latte alla spina". In pratica, dei "distributori automatici di latte fresco" dove i produttori locali portano il loro latte e dove i consumatori locali si recano con il loro contenitore, riutilizzabile all'infinito, e "ritirano" il loro latte fresco. In questo modo si ottiene un risparmio medio del 33% (1€ contro 1,50€), dovuto ai mancati contenitori, ai mancati passaggi di "filiera", al mancato trasporto. Inoltre, si evita il consumo giornaliero di contenitori di plastica e vetro, facendo del bene all'ambiente.

Certo, può sembrare un iniziativa minima, anche se 50 centesimi al giorno non sono proprio un'inezia. Ma provate ad immaginare se tutti potessimo fare altrettanto: quante centinaia di euro risparmiate e quanti centinaia di inutili rifiuti evitati. Infatti, il problema è che questo sistema di distribuzione è ancora troppo poco diffuso. Per questo, come da tradizione di "Risparmio Ecologico", c'è bisogno dell'intervento dello Stato, che deve incentivare adeguatamente l'utilizzo di questi distributori, magari addirittura "costringendo" (se si può fare) le grandi catene di vendita a sistemarle nei loro supermercati.

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Che fine ha fatto l'IVA?
post pubblicato in Diario, il 3 agosto 2008


                                                  

"Siamo in un momento difficile per l'economia mondiale. Il PIL non cresce, la riscossione dell'IVA è diminuita del 7% nel mese passato rispetto ai mesi precedenti". E' quanto ha annunciato ieri il premier Berlusconi in un'intervista al Tg4. La colpa? Della crisi mondiale, ovviamente, che ha provocato un forte calo dei consumi e dei commerci, provocando appunto il calo dell'IVA.

E pensare che nel 2007 la riscossione dell'IVA era aumentata del 4.7%, e nei primi cinque mesi del 2008 di un ulteriore 2%. Possibile che in così poco tempo l'IVA abbia subito un calo così drastico (-7%)?

Evidentemente ha ragione Bersani, ministro-ombra all'Economia: "Il calo dei consumi c'è, ma il 7% in meno di IVA, tenuto conto dell'inflazione al 4%, significherebbe un calo del 10% dei consumi, un dato assolutamente irrealistico. Si tratta dunque di evasione. I segnali inequivocabili che il governo ha dato con l'allentamento delle misure anti evasione cominciano a dare i loro frutti avvelenati. Fino al 13 aprile il governo era responsabile di tutto, adesso il governo se ne lava le mani. La situazione sta diventando allarmante e il governo non può limitarsi a fare il commentatore televisivo o l'osservatore".

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Le nuove "priorità" del Governo
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2008


                                                
 
Dopo aver sconvolto i calendari parlamentari per far approvare prima della pausa estiva il lodo Alfano, in modo da ripararsi da una possibile condanna imminente (processo Mills), il Governo annuncia le nuove priorità. Nè salari e stipendi, nè consumi. Ma nemmeno il federalismo, tanto caro alla Lega.

Il premier Berlusconi, infatti, risponde a Calderoli, che ieri sosteneva la necessità di portare a termine il federalismo entro il 2008 e quindi auspicava di rinviare la riforma della Giustizia al 2009. Ecco cosa risponde Berlusconi a Calderoli: "Non sono mai stato più determinato di adesso. Ci vuole una riforma giusta per il Paese". In cosa consisterà la riforma? Ecco i tre punti-chiave: ripristino dell'immunità parlamentare, riforma del CSM e separazione delle carriere.

Sì, in effetti in un paese con un inflazione record al 3.8% e con il potere d'acquisto ormai ridotto al lumicino, le priorità del Paese è proprio l'immunità parlamentare ...

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Le furbate di Tremonti
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2008


                         

Niente da fare. La "finanza creativa" di Tremonti è tornata. Dopo aver finanziato il taglio ICI eliminando fondi qua e là, soprattutto quelli per le infrastutture in Sicilia e Calabria (circa 1,3 miliardi di euro ... e vorrebbero fare pure il Ponte sullo Stretto!), ora Tremonti finanzia la sua prima manovra finanziaria con miliardi di euro tagliati a Sanità, P.A. ed Enti Locali. Ma non starò qui a tediarvi con la lista dei tagli.

Ciò che mi preme sottolineare oggi è l'ennesima furbata di Tremonti. Una di quelle che gli fa meritare l'aggetivo "creativo" che da anni gli viene affibiato quando pianifica le manovre di bilancio. Qualche giorno fa, infatti, il Governo ha approvato il Dpef (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), il "preliminare" della nuova Finanziaria. Ebbene, nei Dpef sono sempre indicate le previsioni dell'andamento dei principali indicatori economici: è confermata la graduale crescita del PIL nei prossimi anni, il pareggio di bilancio del 2001 e la diminuzione del debito pubblico, anche se tutto in termini meno positivi del previsto. L'unico indicatore che rimane fermo è quello dell'inflazione: Tremonti ha pensato bene di lasciarla all'1,7% per il 2008 (e all'1,5% per i prossimi anni). Mentre in realtà l'inflazione è già al 3,7%, più del doppio, dopo i vertiginosi aumenti degli ultimi mesi.

Vi starete chiedendo: perchè falsare questo dato e non gli altri? La risposta è molto semplice: sull'inflazione programmata nel Dpef si basa il riadeguamento automatico dei contratti all'inflazione. Dunque, rimanendo basso il dato dell'inflazione, Tremonti può evitare di spendere soldi per riadeguare all'inflazione i salari dei dipendenti pubblici. Ma, nel frattempo, così i dipendenti pubblici perdono sempre più potere d'acquisto.

Eppure in campagna elettorale tutti a dire: "dobbiamo far recuperare il potere d'acquisto ai dipendenti pubblici", "non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"... e ancora, all'insediamento del nuovo Governo, il ministro del Welfare Sacconi dichiarava: "Da dove partiremo? Alzeremo i salari dei nuovi dipendenti". Vabbè, d'altronde avremmo dovuto capirlo quando, in piena campagna elettorale, il Governo dimissionario propose all'allora opposizione di rispettare subito la norma prevista in Finanziaria 2008 (ovvero che ogni euro di extragettito dovesse essere destinato ai dipendenti pubblici), utilizzando i 4 miliardi di extragettito dei primi mesi del 2008, l'allora opposizione si rifiutò, dicendo: "Il potere d'acquisto dei salari? Ci penseremo noi al Governo". S'è visto.

Un pò di chiarezza sull'economia Italiana
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2008


                  

Nelle ultime settimane si sono rincorse molte voci e notizie sull'economia italiana, culminate con la RUEF, ovvero l'ex "Trimestrale di cassa" pubblicata l'altro ieri (12 Marzo) dal Ministero delle Finanze. Il quadro dipinto dai media è stato un po' confusionale, incompleto e fuorviante, quindi tenterò adesso di mettere un pò di chiarezza.

Crescita del PIL. Il Tesoro conferma le voci sul "dimezzamento" nel 2008 della crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo, la ricchezza prodotta dal Paese): non una "crescita zero", come ventilato da qualcuno, ma una crescita dello 0,6% rispetto alle previsioni del +1,5%. Revisione al ribasso comune a tutte le economie estere, compresa quella americana (in cui si prevede addirittura la recessione): questo è dovuto agli effetti della crisi dei mutui americana, ma primariamente agli effetti del caro-petrolio: un aumento così spropositato del prezzo del barile (arrivato oltre i 110 dollari, era intorno ai 55 due anni fa) non poteva non avere effetti sulle economie mondiali, figuriamoci quella italiana (dipendente dagli altri Paesi in fatto di energia). Comunque, la crescita italiana attuale, anche se rivista al ribasso, è sempre migliore di qualche anno fa:

2002 = +0,3%
2003 = 0,0%
2004 = +1,1%
2005 = 0,0%
2006 = +1,5%
2007 = +1,8%
2008 = +0,6% 

Inflazione. L'inflazione, ovvero l'indicatore economico principale per verificare il caro-prezzi, sta viaggiando ad una velocità molto alta negli ultimi 6-7 mesi. A livelli molto più alti di prima. Anche qui, però, l'aumento dell'inflazione è comune a tutta l'Europa. E, anzi, dobbiamo dire che negli ultimi due anni l'inflazione italiana è stata sempre al di sotto della media europea: precedentemente alla metà del 2006, invece, era sempre stata al di sopra della media europea. Nella difficoltà, dunque, dobbiamo ritenerci fortunati rispetto ai nostri colleghi europei: a Febbraio, per esempio, l'inflazione Italiana è stata del +2,9%, quella europea del +3,3%.

Pressione fiscale. Secondo i rapporti ISTAT e la stessa "Trimestrale", la pressione fiscale nel 2007 è salita al 43,3% sul PIL, il massimo dal 1997 (Eurotassa, al 43,7%), anche se il Tesoro ritiene che la pressione "effettiva" sia al 42,5% (per differenti interpretazioni di misure come il TFR, bonus incapienti e pensioni minime). Tuttavia, quella "ufficiale" comunque nel 2008 scenderà al 43,1% (effetto dei primi tagli fiscali previsti nella Finanziaria 2008). Confrontando i dati con il passato, otteniamo:

2002 = 40,7%
2006 = 42,3% (+1,6% periodo 02-06)
2007 = 43,3%
2008 = 43,1% (+0,8% periodo 06-08)

"Tesoretto". Sul tesoretto c'è stata un pò di disinformazione, basata su affermazioni poco chiare del Ministro Padoa Schioppa. Il 12 Febbraio "Repubblica" disse che TPS aveva detto "Non c'è il Tesoretto", mentre in realtà disse semplicemente che per sapere se c'era bisognava aspettare la Trimestrale: parlarndone prima si facevano semplicemente speculazioni elettorali. Nonostante ciò, anche dopo la Trimestrale alcuni media hanno detto che non c'è il tesoretto, maleinterpretando di nuovo le notizie. Infatti, la Trimestrale ha confermato l'esistenza del tesoretto, ma che per saperne l'ammontare dovremo aspettare Giugno: dunque, non dovremo vedere "se" c'è il "tesoretto", ma a "quanto" ammonta. Comunque, le prime stime dello stesso Tesoro prevedono un extragettito ("tesoretto", appunto) di 10,7 miliardi di euro, di cui circa 8 mld derivanti dalla lotta all'evasione fiscale (20 mld recuperati fra 2006 e 2007), il resto dalla maggiore crescita.

Avanzo primario. La differenza fra entrate e spese dello Stato al netto degli interessi sul debito pubblico, ovvero uno degli indicatori più importanti per verificare il risanamento dei conti statali, è una delle notizie più positive. E' infatti arrivato al 3,1% sul PIL, ai massimi dal 2001 (3,2%). Ottimo risultato, soprattutto se confrontato con il passato:

2002 = 2,7%
2003 = 1,7%
2004 = 1,3%
2005 = 0,5%
2006 = 1,3% (periodo 02-06: -1,4%)
2007 = 3,1% (periodo 06-07: +1,8%)

Spesa pubblica. Buone notizie anche dal fronte della spesa pubblica, uno dei macigni più pesanti sui conti dello Stato. Ebbene, dopo anni di vertiginosi aumenti, nel 2007 si è registrata una diminuzione dal 44,7% al 44,1% sul PIL della spesa pubblica al netto degli interessi. Ecco il confronto con il passato:

2002 = 41,9%
2003 = 43,4%
2004 = 43,3%
2005 = 43,9%
2006 = 44,7% (periodo 02-06: +2,8%)
2007 = 44,1% (periodo 06-07: -0,6%).

Debito pubblico e deficit/PIL. Infine, ottime notizie anche sul fronte del debito pubblico, l'altro grande macigno sulle casse dello Stato, sul quale paghiamo miliardi e miliardi di euro l'anno solo di interessi. Il deficit nel 2007 è sceso dal 106,4% al 104% del PIL (ancora meglio delle previsioni) e scenderà al 103% nel 2008. Combinando il debito con la crescita, il rapporto deficit/PIL nel 2007 è sceso all'1,9% dal 4,4% del 2006. Dati che fanno ben sperare, e in effetti la Trimestrale prevede che entro il 2011 si raggiungerà il pareggio di bilancio e che il debito scenderà sotto il 100% del PIL. Motivo per il quale l'Unione Europea chiuderà a fine Aprile la procedura d'infrazione che l'Italia si era guadagnata qualche anno fa per il deficit eccessivo.

Questi dati, combinati con i buoni dati sulla produzione industriale (+0,5% tra inizio 2007 e 2008, +1,3% a Gennaio 2008), sulle esportazioni (+9% nel 2007, +18% a Gennaio 2008, nonostante l'Euro forte) e sulla quota di mercato delle imprese italiane (salita dal 3,4% al 3,7% nel 2007, dopo anni di forti cali) fanno comprendere come l'economia italiana non stia certo peggio di qualche anno fa, anzi.

Fissato il "tetto" massimo per il libri di testo alle superiori
post pubblicato in Diario, il 25 febbraio 2008


                       

Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato il decreto con il quale si stabilisce un "tetto di spesa" per i libri di testo anche alle superiori. Finora, infatti, tale tetto esisteva solo per elementari e medie. Ecco i tetti nei dettagli (si parla di spesa complessiva per tutti i 5 anni del corso di studi):

Istituti professionali: 913 euro
Istituti tecnici: 1115 - 1290 euro (cambia a seconda dell'istituto)
Licei classici e scientifici: 1490 euro

Inoltre, sono previsti anche tetti "per anno" (maggiori informazioni: qui).

Si tratta di un provvedimento importante, che rigurarda 2,6 mln di ragazzi, se si pensa che nell'ultimo anno i prezzi dei libri scolastici hanno subito aumenti dal 3% al 10% (dati Mov.dif.cittadino). E che, con i parametri stabiliti dal decreto, il 40% delle classi italiane sfora il tetto. Ovviamente, ciò non vuol dire che il decreto sia esente da difetti, come denuncia l'associazione italiana editori: non sarebbero stati infatti consultati, e questo non va bene, anche se è evidente che qualcosa andasse fatto. Ma soprattutto gli editori fanno emergere una lacuna: quella del liceo linguistico (anche se su Wikipedia ho letto che il Linguistico è in fase sperimentale e rientra ancora negli istituti tecnici).

Comunque, è un primo passo per fermare l'aumento sconsiderato dei prezzi (l'infausto dato dell'inflazione per i beni di largo consumo, il +4,9% annuo, è significativo).
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