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il blog di Francesco Zanfardino
Con pApi si vola ...
post pubblicato in Diario, il 4 giugno 2009


                                                   

L'episodio dei voli di Stato "allegri" del Presidente del Consiglio dovrebbe far riflettere. Niente di paragonabile all'auto-protezione dalla sentenza Mills che l'avrebbe condannato in primo grado per corruzione, ma certamente è una faccenda che altrove (leggasi Gran Bretagna) farebbe indignare.

Perchè c'è da indignarsi quando un Premier nei primi mesi di Governo invece di sbloccare l'Italia pensa a cancellare le restrizioni imposte dal Governo precedente all'uso (o abuso?) dei voli di Stato. E secondo le quali i voli erano limitati a Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio ed ex Presidenti della Repubblica, mentre per i ministri solo se contemporaneamente non c'erano voli di linea utilizzabili, ed in ogni caso solo per motivi istituzionali. Non per scarrozzare veline, sambere e cantastorie ai propri festini privati in villa.

Perchè c'è da indignarsi quando, mentre milioni di famiglie sono in estrema difficoltà, triplica l'utilizzo dei voli di Stato. Tanto che l'Espresso ha coniato l'efficace battuta "con Papi si vola".

Perchè c'è da indignarsi quando, per nascondere questi ed altri misfatti, un Presidente del Consiglio cerca di bloccare la pubblicazione di foto perfettamente pubblicabili, come poi da lui stesso ammesso successivamente, perchè scattate da luoghi pubblici.

Perchè c'è da indignarsi quando contemporaneamente in Gran Bretagna l'opinione pubblica si indigna, la stampa scatena feroci campagne mediatiche, i Partiti intervengono e fanno dimettere Ministri e Parlamentari che facevano pagare ai contribuenti, tra l'altro legalmente, ma con dubbia moralità, cose di pubblica utilità molto discutibile. Mentre in Italia questo non avviene per cose molto più gravi. Anzi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Se non c'è solidarietà fra Ministri ...
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2009


                                                 

Oramai quasi due mesi fa, il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta dal Gup del Tribunale di Bari. I fatti si riferiscono a qualche anno fa, quando il Ministro era ancora Presidente della Regione Puglia, e avrebbe favorito la vendita della "Cedis" (per 7 milioni, anzichè i 15 di valore stimato) ad un acquirente "predeterminato". Inoltre, per Fitto pende, sempre davanti al Gup di Bari, una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti: Fitto avrebbe intascato una tangente di 500.000 euro, sottoforma di finanziamenti per la campagna elettorale delle Regionali 2005, dal Gruppo Angelucci (coinvolto anche negli scandali sanità di Abruzzo e Lazio) per l'affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie assistite dalla Regione Puglia. Indagine per la quale nel Giugno 2006 fu chiesto anche l'arresto di Fitto, respinto dal Parlamento, ovviamente ...

Ebbene, oggi si è venuto a sapere che il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha mandato gli ispettori al Tribunale di Bari per eventuali irregolarità commesse dai magistrati che indagano su Fitto.

Ora, a parte il fatto che vedere in America un Barack Obama che cambia vari ministri perchè indagati per reati molto minori (e nonostante ciò sul fatto è comunque in difficoltà verso l'opinione pubblica), e contemporaneamente vedere un Paese come l'Italia dove il Governo non si pone nemmeno il problema, e anzi corre in aiuto del Ministro colpito dai soliti "magistrati comunisti", e nonostante ciò l'opinione pubblica non s'indigna (anche per colpa dell'informazione che non inscena nessun tran-tran mediatico, come invece avvenuto per il caso Global Service a Napoli, chissà perchè), fa ben capire in che condizioni è messa l'Italia.

D'altronde, siamo sempre la stessa Italia che osanna più o meno consapevolmente un Premier che ha corrotto un testimone ma non può essere condannato perchè si è fatto una legge che lo rende "più uguale" degli altri cittadini italiani, mettendolo al di sopra della legge.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Perlomeno loro si indignano
post pubblicato in Diario, il 4 maggio 2008


                               

La lunga trattativa per la composizione del governo Berlusconi IV, contraddistinta finora dalle "normali" rivendicazioni di questo o quel partito (con lo spiacevole ritorno dei "partitini", riemersi dopo essersi momentaneamente annullati nel cartello del Popolo della Libertà), ha adesso una problematica in più da affrontare, ovvero la cosidetta "questione Calderoli".

E' successo infatti che, nei giorni scorsi, il figlio del leader libico Gheddafi ha dichiarato: "Calderoli ministro? Ripercussioni catastrofiche nelle relazioni fra Italia e Libia". Il riferimento è al "fattaccio" di inizio 2006, quando l'allora Ministro per le Riforme Istituzionali mostrò durante un'intervista al Tg1 una maglietta con le allora contestatissime vignette anti-Islam, pubblicate dal giornale danese Jyllands Posten, in cui Maometto veniva rappresentato con una bomba al posto del turbante. L'esibizione delle vignette, che già ebbero numerose ripercussioni nel mondo islamico, causo degli incidenti a Bengasi, in Libia (in cui morirono numerosi manifestanti) e quindi un incidente diplomatico con il governo libico, cui seguirono le dimissioni di Calderoli, pretese sia dalla maggioranza che dall'oppozione.

Ebbene, secondo la "questione Calderoli" non esiste, perchè qualsiasi ingerenza di un altro Paese nelle nostre faccende, a maggior ragione nella composizione di un Governo, è inaccettabile e da respingere. Semmai un consiglio, un parere, ma le minacce sono inaccettabili. E, tra l'altro, non ci siamo così declassati da prendere ordini dalla Libia.

Però, in questa faccenda una cosa non è stata sottolineata. Ovvero che perlomeno i musulmani si indignano di fronte a chi li offende (ovviamente parlo di chi si è solo indignato, non di quei criminali che hanno protestato in quel modo) dicendo che la loro religione è una religione di per sè sanguinaria e bellica. Mi piacerebbe che anche noi ci indignassimo, quando certi esponenti del mondo politico, tra cui lo stesso Calderoli, sparano idiozie sull'unità nazionale, sul Tricolore e sull'inno di Mameli, oppure quando offendono in maniera davvero indecente i "meridionali" e la nostra Capitale.

E invece no. Anzi, noi premiamo e quindi incoraggiamo certi comportamenti, perchè per noi i valori dell'unità nazionale, della bandiera, del rispetto verso tutti, non sono poi mica così importanti ...

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