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il blog di Francesco Zanfardino
Mr Frainteso colpirà ancora?
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2009


                                                    

"Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che sono accadute (...) Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste (...) Quando ci sono questi eventi, c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità, ci devono essere prove consistenti (...) A me sembra inverosimile: un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente".

Parola di premier, parola di Silvio Berlusconi, nell'ennesima visita in Abruzzo (non aveva detto "basta passerelle per i politici in Abruzzo"?). Proprio nel giorno in cui il Presidente Napolitano dichiarava, a proposito della tragedia d'Abruzzo, "non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante lo sprezzo delle regole, il disprezzo dell'interesse generale e dei cittadini", il Presidente del Consiglio non trova niente di meglio che invitare la stampa a "starsene buona", riempiendo le pagine dei giornali non con i numerosi scandali che emergono da questa tragedia (soprattutto i crimini commessi da chi ha costruito edifici pubblici e privati senza rispettare nessuna regola antisismica o semplicemente del buon senso) ma con gli elogi al Governo, unendosi al coro belante, e implicitamente la magistratura a fare altrettanto.

A voler essere maligni, vien quasi da pensare che qualcuna delle sue aziende è coinvolta. Perchè altrimenti vien difficile pensare perchè un Premier così statista come dichiara di essere debba fare affermazioni del genere ... vabbè, tanto risolverà tutto con il solito metodo: "sono stato frainteso", "i giornalisti comunisti hanno ribaltato la realtà", eccetera. E il coro belante a stargli dietro, così che le proteste dell'opposizione, della magistratura e della stampa varranno ben poco. Perchè finchè a protestare non saranno i cittadini, Mr Frainteso potrà sempre far quel che vuole.

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Impre-giro
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2009


                                              

In questi giorni si sente spesso ripetere da tutti, e anche da esponenti del centrodestra e del Governo, che chi ha costruito con la "ricotta" gli edifici che non dovevano crollare in Abruzzo, a cominciare dall'Ospedale, dalla Prefettura e dalla Casa delle Studente (strutture pubbliche, ricordiamolo, e che in teoria dovrebbero rimanere in piedi in queste calamità, come fulcro delle operazioni di emergenza, e invece sono state le prime a crollare o comunque a rovinarsi irreparabilmente), dovrà pagare

Qualcuno dovrà allora dire a chi di dovere che la ditta che si è occupata dell'Ospedale dell'Aquila è l'Impregilo. Tra l'altro moltiplicandone per nove i costi. Sì, proprio l'impresa di costruttori che allora apparteneva alla galassa Fiat e si chiamava Cogefar, e che piano piano si è costruita un impero, fino a diventare aggiudicatrice pressochè unica di tutte le "Grandi Opere" di questo Paese. Peccato che nel frattempo l'Impregilo abbia anche creato disastri, avendo grandi responsabilità nell'emergenza rifiuti in Campania (era diventata, tramite una sua controllata, la Fibe, gestore unico dell'intero ciclo dei rifiuti in Campania, comprese le discariche, Cdr e termovalorizzatori, e per contratto avrebbe dovuto smaltire tutti i rifiuti, cosa che evidentemente non ha fatto; inoltre, è anche costruttrice del termovalorizzatore di Acerra, da costruire entro il 2003 e terminato solo nel 2009; di fatti, vari vertici dell'Impregilo sono indagati nell'inchiesta sui rifiuti). Ma l'Impregilo è anche l'impresa che si è aggiudicata i lavori della Salerno-Reggio, e ne sta ritardando i lavori di altri tre anni (concessione appena richiesta), per il momento. E questi sono solo i due esempi più clamorosi dello "stile" di lavoro dell'Impregilo.

Stile che verrà a breve applicato anche al Ponte sullo Stretto, di cui ha vinto l'appalto, e alle centrali nucleari che eventualmente verranno, dato che l'Impregilo con il benestare di Berlusconi sembra essere l'unica a potersele accaparrare (almeno per la parte italiana). A meno che al Governo Berlusconi non venga un sussulto di dignità e imposti regole più rigide per partecipare agli appalti, e regole migliori per gli appalti stessi, che impediscano il formarsi di monopoli e di gare i cui vincitori sono già conosciuti.

Ma i visti i legami a doppio, triplo, plurimo filo fra l'Impregilo e Berlusconi stesso (che tra l'altro ha anche accusato i magistrati che indagavano Impregilo sulla Bologna-Firenze - "la magistratura è una metastasi" - e sull'affaire-rifiuti - "uomini di Impregilo sono stati veri eroi che qualcuno ha cercato di ostacolare") dubito si faccia qualcosa. La legalità non porta abbastanza voti, in questo Paese. O comunque mai quanto gli interessi dei gruppi di potere.

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Intercettazioni e corruzione
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2009


                                                        

Oggi la Corte dei Conti, nell'apertura del suo anno giudiziario, ha sottolineato l'elevato tasso di corruzione nella Pubblica Amministrazione in Italia. Sanità, rifiuti, fondi europei, appalti, consulenze: queste i settori più colpiti dal male, secondo la Corte, che procurano danno alla credibilità del Paese e soprattutto ai suoi conti. E, di fronte alla constatazione che l'Italia è "agli ultimi posti nelle classifiche internazionali per la lotta alla corruzione", la Corte ha ribadito l'importanza di avere "più controlli", l'unica via per una efficace lotta alla corruzione, perchè "la corruzione, per potersi effettuare, ha bisogno di coni d'ombra".

Bè, a tal proposito, cade a fagiolo il parere negativo della sesta commissione del CSM sul "ddl intercettazioni" voluto da Berlusconi e dal suo Governo. Parere che verrà discusso a giorni dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Ebbene, i consiglieri hanno sottolineato come la riforma, consentendo l'utilizzo delle intercettazioni solo per "gravi indizi di colpevolezza" e non più per "gravi indizi di reato" (come è adesso), nei fatti sposta lo strumento delle intercettazioni dall'insieme dei mezzi per la ricerca della prova del reato (dov'è attualmente adesso assieme a ispezioni, perquisizioni e sequestri) all'ambito della disciplina per la disposizione di misure cautelari (infatti, l'arresto può essere disposto solo per gravi indizi di colpevolezza). Cioè non si potranno più utilizzare le intercettazioni per provare l'esistenza di un reato (di cui si hanno già "gravi indizi" che esso esista), ma solo per accertare chi è l'autore di quel reato, dopo aver raccolto (non tramite intercettazioni) sufficienti indizi di colpevolezza su questo autore.

E se non si scopre il reato, come si fa a scoprire chi ha commesso il reato? Appunto. Per molti reati, come sottolineato dai consiglieri del CSM, le intercettazioni sono lo strumento principale (se non l'unico) per l'accertamento del reato (e per molti altri sono un validissimo aiuto), e soprattutto sono lo strumento per raccogliere i "gravi indizi di colpevolezza" sugli autori del reato. E' il caso dei reati della pubblica amministrazione: senza intercettazioni, l'unico modo per scoprire una corruzione e i suoi colpevoli è prendere in "flagrante" i colpevoli. Circostanza molto, molto fortuita, soprattutto di questi tempi, visto che, dopo Tangentopoli, il mondo della corruzione non è più quello delle "mazzette" materiali. Pensate al recente scandalo napoletano della "Global Service": come avrebbero fatto i magistrati a scoprire i colpevoli (gravi indizi di colpevolezza) senza dapprima aver scoperto il reato (gravi indizi di reato)?

E allora, caro Ministro Alfano, se davvero ha "condiviso tutto" della relazione della Corte dei Conti, abbia un sussulto di dignità: fermi il ddl intercettazioni. Almeno il suo nome, che rimarrà nella storia per la norma che ha stracciato il principio della "giustizia uguale per tutti", non vi rimarrà anche per essere stato il Ministro della Giustizia che ha assistito inerme alla scomparsa della lotta alla corruzione.

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