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il blog di Francesco Zanfardino
Mafia nell'eolico: embè?
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2010


                                          

Da diversi anni il critico d'arte, meglio noto come azzuffatore televisivo, Vittorio Sgarbi sta ingaggiando una vera e propria crociata contro gli impianti eolici, prima accusati di essere "stupratori di paesaggi" ("tanti falli erti in mezzo alle campagne) e poi di essere la nuova frontiera della mafia nel settore dell'energia. Tanto che, di fronte al sequestro di 1.5 miliardi di euro ad un imprenditore del settore in odor di mafia, ha chiesto al governatore Lombardo di bloccare gli impianti eolici in costruzione in tutta la Sicilia.

Passi per la prima accusa, discutibile ma comprensibile. La seconda, invece, è semplicemente stupida. Che la mafia investa nell'eolico non mi meraviglia affatto: investe in qualsiasi settore! Se anche eliminassimo l'eolico, la mafia non investirebbe quei soldi in altri tipi di impianti energetici, o comunque in altri settori produttivi? O forse vogliamo ritenere che la mafia non investa nelle centrali a carbone o nelle raffinerie? L'unica cosa che bisognerebbe chiedere, semmai, è che queste centrali eoliche non rimangano cattedrali nel deserto, messe in piedi per ottenere gli incentivi e poi abbandonate a se stesse.

Oltre che cercare in tutti i modi di estromettere la mafia e i suoi imprenditori dal mercato, ma questo vale per tutto, non certo solo per l'eolico ...

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Eco-illogicità
post pubblicato in Diario, il 7 febbraio 2009


                                                              

L'altro giorno il Governo ha approvato l'ennesimo "pacchettino-anticrisi" per i settori auto, arredo elettrodomestici. Un totale di 2 miliardi di euro investiti, che si uniscono ai 4 miliardi investiti nel "decreto-anticrisi" approvato pochi mesi fa: 6 miliardi di euro in complesso, totalmente inadeguati a fronteggiare una crisi di questa portata, soprattutto rispetto alle cifre investite dagli altri principali Paesi Europei, che si aggirano intorno ai 40 miliardi (eppure saremo il penultimo Paese per decrescita, con un -2% di PIL nel 2009: peggio di noi solo la Germania, che però ha stanziato 40 miliardi, non 7).

Comunque, entrando del merito del "pacchettino", è impossibile non dare un giudizio positivo per i provvedimenti sull'auto: bonus sostanziosi, da 1.500 euro, il doppio delle ultime rottamazioni; inoltre, mentre la precedente rottamazione valeva solo per le vetture immatricolate fino al '97, ora, passato un anno, non valgono fino al '98, ma fino al '99. Inoltre, se si aquistano macchine ecologiche (a metano o idrogeno), il bonus vale 3.000 euro, mentre vale ben 500 euro per l'acquisto di motorini Euro3 se viene rottamato un Euro 0 o 1. Sull'altro versante, però, non ci sarà alcun esenzione dal bollo auto, che invece c'era (e per vari anni) nella precedente rottamazione. E poi sarebbe stato meglio approvare questi provvedimenti molto prima, e non lasciare il mercato in stati in attesa della rottamazione (e così nel frattempo il settore auto è crollato, con migliaia di casse-integrazioni e licenziamenti).

Sono davvero incompresenbili invece gli altri provvedimenti. Se infatti i provvedimenti dell'auto erano ispirati dal salvaguardare un settore fondamentale ed in forte crisi, legando gli incentivi a criteri di logica ambientale (meno emissioni, dunque meno inquinamento, più salute e meno soldi da pagare per le multe della mancata attuazione dei vari "piani-clima" internazionali), le detrazioni previste per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sono ben poco fondate e "logiche". Infatti, l'incentivo all'acquisto di elettrodomestici non è legato a nessun standard ambientale, varrà anche per elettrodomestici inquinanti (o meglio poco ecologici). E, siccome le nostre industrie sono più avanzate in queste tecnologie, gli incentivi finiranno per sostenere le economie asiatiche, che offrono prezzi minori (ma standard ambientali minimi). Due danni, insomma, con una fava. E poi le detrazioni per i mobili: ce n'era necessità? Risorse sprecate, o meglio male utilizzate. E poi: perchè legare questi incentivi, entrambi, solo alle ristrutturazioni?

La risposta forse è semplice: non c'erano abbastanza soldi, e invece di fare una cosa bene, si è deciso di fare più cose con pochi euro e senza reale efficacia, giusto per far vedere che si sta facendo qualcosa. E magari nascondendo la cancellazione delle detrazioni del 55% per la costruzione di impianti domestici fotovoltaici e caldaie ecologiche: Tremonti ne aveva promesso il ripristino ... ma non è mai arrivato.

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Non lasciamo andare a rotoli il mercato dell'auto
post pubblicato in Diario, il 3 gennaio 2009


                                               

Il crollo più imponente da 12 anni a questa parte. Un -13.4% di immatricolazioni  auto nel 2008 che fa paura, e un crollo del 30% degli ordini per il 2009 che fa ancora più paura. A rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, molte delle quali già in cassa integrazioni, ed uno dei settori più produttivi, più "reali" dell'economia Italiana. Tanto che un suo collasso davvero spingerebbe il sistema Italia verso il baratro. E allora il Governo non può stare con le mani in mano. Di fronte alla crisi della produzione deve, e sottolineo deve, aiutare il settore. Perchè se nel 2008 c'è stato un simile crollo, pur essendoci gli eco-incentivi, figuriamoci che crollo dobbiamo aspettarci nel 2009 con l'aggravarsi della crisi e senza incentivi per la rottamazione.

Innanzitutto si riveda la scelta scellerata di non prorogare gli incentivi per la rottamazione anche per il 2009. Sono utili per l'ambiente, e rimettono in moto il mercato, convincendo all'acquisto coloro che sono nel dubbio o che preferiscono rinviare l'acquisto a tempi migliori. Ma poi si pensi anche a metodi di incentivazione più "innovativi", come forti incentivi per le auto ecologiche o per le auto che rispettano alti standard di sicurezza: tra l'altro, le prime aiuterebbero ad evitare le multe salate del mancato rispetto del protocollo di Kyoto sulle emissioni, le seconde a diminuire le migliaia di morti l'anno che avvengono sulle strade italiane. Se poi rottamazioni e incentivi non dovessero bastare a frenare la crisi, allora si potrebbe anche pensare ad aiuti più "diretti" al settore auto, valutandoli però con molta, molta attenzione (soprattutto valutando se la destinazione di questi aiuti è prioritaria rispetto ad altri settori, a cominciare da quello principale: le famiglie italiane).

Tra l'altro l'aiuto al settore auto troverebbe grande favore anche in Parlamento, dato che il leader PD Veltroni a suo tempo si dichiarò favorevole. E non si dica che non ci sono i soldi: dai soli costi della politica si possono ricavare decine di miliardi di euro. Basta averne la volontà.

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Fare come a Varallo: incentivare chi dimagrisce
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2008


                                                        

Premi in denaro per i chili persi. La geniale idea viene dalla Valsesia, precisamente da Varallo (Vercelli), dove il Sindaco Gianluca Buonanno, per diminuire il "peso" dell'obesità, che grava sia sulla salute dei cittadini ma anche sulle casse della Sanità pubblica (e quindi di tutti i cittadini), invece di promulgare leggi restrittive e discriminatorie come spesso fanno all'estero, ha istituito una sorta di "incentivo" a dimagrire.

Funziona così: chi vuole accedere all'incentivo deve pesarsi in una delle farmacie cittadine e presentare lo scontrino al Comune per iscriversi, scegliendo la durata preferita (un mese o due mesi). Gli iscritti al progetto mensile riceveranno 50€ se al termine presenteranno un altro scontrino, con un dimagrimento di almeno 3 kg; inoltre, ne riceveranno altri 100€ se dopo altri 5 mesi rimarranno dello stesso peso, ed altri 500€ dopo un anno (sempre se manterranno il peso). Gli iscritti al progetto bimensile otterranno 50€ se perderanno 6kg in un mese; dopodichè, se dopo 5 mesi rimarranno dello stesso peso, otterranno 200€, dopo un anno 500€ (per più precise informazioni cliccare qui).

Che dire: sarebbe proprio il caso che l'iniziativa fosse copiata dai Sindaci di tutta Italia. O magari istituita per legge.

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