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il blog di Francesco Zanfardino
Buon(i) lavoro
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2009


                                         

"Diamo a Silvio quel che è di Silvio", quella rara volta che lo merita. Mi riferisco ad un provvedimento sul "lavoro occasionale" voluto fortemente dal Ministro del Welfare Sacconi, adottato da un Cdm di qualche mese fa e che sta avendo la sua ribalta mediatica con l'ennesimo spot istituzionale (ormai sulla RAI si vedono solo quelli, praticamente) sulle reti televisive.

Si tratta dei cosidetti "buoni lavoro", o più correttamente "voucher", con i quali da adesso è possibile pagare tutti quei "lavoretti" che normalmente finiscono nella spirale del "lavoro nero" insieme ad altre prestazioni di ben altra fattura e con ben altra determinazione e volontà di finire nel lavoro nero. Ho sempre pensato al fatto che tali prassi lavorativa fosse dannosissima non solo per lo Stato (che perdeva tanto in tasse evase) ma soprattutto per il lavoratore, che non aveva diritto ad alcuna protezione infortunistica e a nessuna copertura pensionistica. Eppure ho sempre ritenuto "comprensibile" quella scelta, perchè l'alternativa era praticamente assente (a meno di non voler ingaggiare una lunghissima e complicatissima trafila burocratica, per prestazioni spesso dal valore di poche decine d'euro).

Ebbene, d'ora in poi non si avranno scuse. Già la famigerata legge Biagi aveva introdotto questo nuovo strumento, ripreso poi dal Governo Prodi con alcune sperimentazioni nel mondo dell'agricoltura, ma con il provvedimento di Sacconi famiglie, privati, aziende, imprese familiari, imprenditori agricoli (ed in alcuni casi enti senza fini di lucro ed enti pubblici) potranno, nel mondo agricolo, del commercio e del turismo a conduzione familiare, del lavoro domestico (manutenzione, insegnamento privato, porta a porta, colf e badanti) pagare le prestazioni lavorativi con buoni da 10 euro, di cui 7.50€ come retribuzione netta e 2.50€ come contributi Inps e Inail, ritirabili all'Inps ed incassabili alle Poste. Oppure con buoni multipli di 50€ (di cui 37.50€ come retribuzione netta). Notare che la retribuzione è esentasse. Ovviamente, c'è un limite: in un anno un lavoratore può ricevere massimo 5.000 € in "voucher", mentre per cassaintegrati e lavoratori in mobilità il limite scende a 3.000 €.

Si tratta secondo me di un'ottimo provvedimento. Una riforma del lavoro ben più sostanziosa secondo me di tante altre di cui si parla. Certo, pensare che faccia emergere tutta quella fetta di lavoro nero di cui parlavo prima è un'illusione, però perlomeno offre un'alternativa ai datori di lavoro che vogliono fare tutto in regola e ai lavoratori che non vogliono ritrovarsi senza una protezione antinfortunistica e soprattutto senza la dovuta pensione. Bravo Sacconi dunque ... quasi quasi mi viene il sospetto che ci sia qualcosa di sbagliato ;)

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Meno controlli, meno sanzioni, meno sicurezza sul lavoro
post pubblicato in Diario, il 28 marzo 2009


                                                              

3 morti al giorno. Questa la media italiana per quanto riguarda le morti sul lavoro. Lo ha certificato l'Inail, che una settimana fa ha diramato i dati ufficiali del 2007: 1.210 morti, e 912.615 infortuni. Almeno stando alle denunce effettuate, perchè i numeri sarebbero ancora più terrificanti se si potessero certificare anche tutti i lavoratori morti o infortunati ma mai denunciati all'Inail: basti pensare a tutti i lavoratori clandestini, assunti da sfruttatori senza scrupoli, senza alcun diritto, nemmeno quello di finire in ospedale, pur di coprire le malefatte del loro sfruttatore.

Eppure per il Governo evidentemente questa non è un emergenza. Anzi, probabilmente nemmeno un problema da affrontare. Perchè non solo il Governo non si preoccupa di emanare nuove norme, nuovi sistemi per combattere il fenomeno, ma addirittura smonta pezzo per pezzo ciò che di buono c'è nelle norme esistenti. Uno degli ultimi atti di Romano Prodi come Presidente del Consiglio fu quello di emanare il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul Lavoro, dove furono introdotte nuove norme più restrittive. Ebbene, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha deciso di introdurre delle modifiche al Testo Unico. Eccole.

Per chiudere un cantiere, non basterà la "reiterazione" di una inadempienza sulle norme di sicurezza. Ora sarà necessaria la "plurima violazione" delle norme. Sembra cambiare poco, ma in realtà giuridicamente questo significa che per chiudere un cantiere servirà che per ben tre volte il cantiere venga trovato in inadempienza di qualche norma, mentre invece prima bastavano solo due volte. E, se pensiamo che il Ministero programma per il 2009 una diminuzione del 17% dei controlli nei cantieri, è ben facile comprendere come sarà molto, ma molto più difficile che i cantieri non a norma vengano chiusi.  Inoltre le sanzioni pecunarie per le imprese inadempienti diminuiranno di un terzo. Come se fossero già enormemente alte, 'ste sanzioni ... ci vorrebbe la galera, altro che sanzioni pecunarie! Infine, viene eliminata la "cartella rischio personale": si tratta di un documento che riporta la storia sanitaria di un lavoratore, in modo che ogni volta che passa in un nuovo cantiere si può evitare che gli vengano affibbiati lavori non adatti alle sue condizioni fisiche. E invece così anche lavoratori pieni di fratture potranno fare i lavori più pesanti ... e la sicurezza va a farsi friggere.

E' una vergogna. Lavoratori ribellatevi, scendete nelle piazze e informate i cittadini Italiani dello scempio che i nostri "governanti" stanno facendo. Promuovete anche un Referendum abrogativo, magari, che forse stavolta il quorum si può raggiungere. Ma soprattutto cacciate questi signori quando si presenteranno a mostrare la loro ipocrita solidarietà ai funerali dei vostri morti.

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