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il blog di Francesco Zanfardino
E se andassero davvero "a casa loro"?
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2009


                                                     

Di fronte al clima di astio sempre più diffuso nei confronti degli immigrati, tutti, che se non è xenofobia poco ci manca (nel migliore dei casi, la parola d'ordine per la maggior parte dell'opinione pubblica è "prima gli Italiani" o "vadano a casa loro"), mi sono chiesto cosa succederebbe se davvero pensassimo solo agli "Italiani", se davvero gli immigrati andassero a casa loro.

Ho provato ad immaginare, ma oggi ho avuto una risposta credibile. Uno studio della UnionCamere, infatti, il 10% del PIL dell'Italia è dovuto ai lavoratori e/o imprenditori immigrati. E il 10% dei lavoratori dipendenti in Italia lavora in imprese aperte da stranieri.

Pensate a tutto quello che c'è in Italia. Tutto ciò che lo Stato ci dà. Ebbene, se loro "andassero a casa loro", un decimo di quello che avete pensato non ce l'avremmo, a quanto pare. Li mandereste ancora a casa loro?

P.S. Ma prima o poi dovrà pure succedere uno "sciopero generale degli immigrati", magari ad oltranza ... il giorno vorrei proprio vedere se gli Italiani continueranno a volerli mandare "a casa loro" ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Abolito l'obbligo di reintegro? C'è dell'altro purtroppo...
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2008


                                                

Ieri ha fatto tanto scalpore (giustamente) il cosidetto emendamento "anti-precari", ovvero l'abolizione dell'obbligo di reintegro per i lavoratori precari che hanno subito irregolarità nei contratti di lavoro: in poche parole, le imprese che avevano assunto con contratti a termine un lavoratore per più del tetto di 36 mesi introdotto dal precedente Governo (o che hanno commesso altre irregolarità) non dovranno più assumere a tempo indeterminato il lavoratore, ma potranno pagare una semplice sanzione amministrativa (ne ho parlato già qui).

Ma purtroppo non si tratta dell'unico sopruso ai danni dei lavoratori precari. Nella quasi totale assenza di clamore politico e mediatico, infatti, con il Decreto Legge  n. 122 del 25 Giugno il Governo ha anche cancellato la norma anti dimissioni "in bianco", voluta dal precedente Governo. In sostanza, la norma prevedeva l'obbligo di presentare le dimissioni volontarie tramite un apposito modello informatico sul sito del Ministero del Lavoro: i moduli erano gratuiti, contrassegnati da un codice di identificazione progressiva e da una durata massima di 15 giorni. Il tutto per evitare le "dimissioni in bianco", ovvero la diffusa pratica illegale con la quale i datori di lavoro obbligavano i neo-assunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro, in modo da poterlo licenziare in qualsiasi momento, senza indennità e senza motivo.

Anche questa norma, come l'anti-precari, è stata fatta passare come una "necessità di semplificazione" per le imprese. Non c'è bisogno di ulteriori commenti a tanta spudoratezza ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La tolleranza zero si ferma ai cancelli delle fabbriche
post pubblicato in Diario, il 15 giugno 2008


                      

Dopo la tragedia di Mineo, dove sono morti sei lavoratori, il ministro del Welfare Sacconi ha deciso di intervenire. Probabilmente, dopo una media impressionante di 4-5 morti sul lavoro al giorno, ha deciso che oltre che di intercettazioni e militari di quartiere, il Governo potrebbe anche interessarsi di cose più serie.

Il ministro Sacconi ha annunciato "un piano straordinario di interventi, in piena sintonia con le parti sociali, per sanare una piaga non più compatibile con i doveri di una società civile". Ma ecco cosa il Ministro dichiarava solo 7 giorni fa: "Metteremo mano al Testo Unico per la sicurezza, perchè sanzioni sproporzionate distolgono l'attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza".

Per la cronaca, il Testo unico sulla sicurezza è quello approvato dal Governo Prodi, il quale prevede, fra le altre cose, una pena da 6 a 18 mesi per gli imprenditori inadempienti sulla sicurezza. Tra l'altro riducibili se l'imprenditore provvede subito a risistemare le cose. Confidustria si è lamentata, e il nuovo Governo subito a farle da spalla: "troppo sanzionatorio".

Che ci volete fare, è la tolleranza zero a due velocità. Si arrestano i clandestini, e non si vuole arrestare chi provoca migliaia di morti all'anno. Nemmeno per 6-18 mesi (che poi con la giustizia italiana si sa come va a finire). Che ci volete fare, all'Italiano medio queste cose non interessano. E quindi nemmeno al Governo.

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