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il blog di Francesco Zanfardino
Proverbiale
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2009


                                       

D'altronde, non c'è due senza tre. Dunque, non poteva che esserci un terzo editoriale del "Minzo", ovviamente sempre a favore di Berlusconi (con annesso attacco ad un pm antimafia come Ingroia).

Il problema è che, di questo passo, non sarà l'ultimo. E mi domando cosa si aspetti a cacciare via, o a fare di tutto per far cacciare via, una pseudo-giornalista che ha la sfrontata spudoratezza di mettere a disposizione di una parte politica la principale trasmissione d'informazione del servizio pubblico, da sempre caraterizzata dall'imparzialità (o perlomeno dallo sforzo di apparire tale).

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Per chi ha ancora dei dubbi
post pubblicato in Diario, il 4 ottobre 2009


                                         

Per fortuna che il Cdr del Tg1 ha avuto un sussulto di dignità. Altrimenti probabilmente l'ennesimo scempio giornalistico compiuto dal direttore Minzolini sarebbe passato impunito e, soprattutto, nell'indifferenza pressochè generale.

In realtà, non è per niente detto che quelle righe lette da Tiziana Ferrario abbiano reso consapevoli l'intera opinione pubblica della gravità di quel monologo politico sciorinato senza contraddittorio (e non è la prima volta) da quello che dovrebbe essere una vera e propria istituzione imparziale, ovvero il direttore del Tg dell'ammiraglia del servizio pubblico. Perlomeno però rappresentano un bel segnale (anche se dovrebbero pretendere le dimissioni di Minzolini, se sono davvero convinti di quello che dicono, visto quanto è caduto in basso il loro Tg), in risposta ad uno dei momenti peggiori dell'informazione italiana, che dovrebbe da solo essere sufficiente a dimostrare che in Italia c'è eccome un problema di informazione, anche se c'è chi, anche a "sinistra" (negli ambienti cosiddetti "riformisti", alla Polito o alla Piroso, per intenderci, anche se di riformista hanno ben poco), sembra negarlo.

Non si tratta di poter esprimere liberamente la propria opinione, come ha lamentato Minzolini. Il direttore di un TG del servizio pubblico, ed in particolare di quello che più degli altri deve essere imparziale, non è un opininionista. Non è questo il ruolo cui è chiamato a svolgere.

Se poi non solo si permette di esprimere opinioni personali sulle notizie, ma le suffraga con argomenti falsi, è non solo scorretto, ma pure disonesto. Al di là dei toni usati ("manifestazione inaccettabile", volontà di insediare un "regime mediatico", "presenza di giornali "che si considerano depositari della verità"), infatti, è la sostanza stessa del ragionamento a non reggere: innanzitutto, non è in discussione il diritto di querela, come invece paventava Minzolini: la manifestazione non è stata, infatti, indetta a causa delle querele contro l'Unità e Repubblica, anche se è inconcepibile che si quereli un giornale non perchè ha detto cose false, ma perchè ha fatto delle domande ... quella è stato solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di mosse innescate dal Premier per ridurre la stampa libera nel nostro Paese. Le liste di proscrizione lanciate verso varie trasmissioni colpevoli di dire cose vere ma scomode; l'allontanamento di voci fuori dal coro, anche se vicine, come quella di Mentana; il tentativo riuscito di imprandonirsi della Vigilanza Rai, e di appropriarsi delle nomine Rai senza alcuno spirito di collaborazione con le opposizioni e piazzando uomini per niente parziali; l'invito a non fare comprare pubblicità su giornali e trasmissioni scomode; le vendette politiche, davvero diffamatorie, a mezzo stampa come nel caso Avvenire. Per non parlare poi dell'enorme conflitto d'interessi di un Premier, dunque di una persona interessata innanzitutto ad apparire capace di governare, prima di esserlo davvero, che però è anche proprietario direttamente ed indirettamente del 90% del sistema informativo (e non) televisivo e di buona parte dell'editoria.

Ma queste cose evidentemente sfuggono ad un direttore che è stato nominato direttamente (e spudoratamente) da Berlusconi perchè evidentemente apprezzava certe sue "qualità". Come quella di nascondere notizie scomode, e di andarne pure fiero ... poi dicono che l'informazione in Italia è normale ...

P.S. Ah, per chi diceva che la manifestazione sarebbe stata una farsa con quattro gatti, si guardi bene la foto di Piazza del Popolo stracolma fin nei dintorni. Forse c'eran davvero quattro gatti in giro, ma di certo c'erano pure qualche migliaio di persone ... giusto qualcuno.

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Imparzialità
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2009


                                                       

Non mi appassiono granchè all'affaire-Fini. Anche perchè, se da un lato ho da sempre ritenuto il Presidente della Camera uno dei pochi personaggi stimabili e con una certa statura politica di quello che si ostinano a chiamare destra o centrodestra (sono "populisti" e basta), trovo fatica a credere che si possa davvero cambiare idea su tanti argomenti in così poco tempo. Dunque trovo che probabilmente si tratti più di manovre politiche tutte interne al PDL, o addirittura di un tentativo di togliere argomenti all'opposizione "inglobandoli" nella stessa maggioranza, più che di un sincero e così netto cambiamento di opinioni politiche che, d'altronde, se fosse reale, dovrebbe portare automaticamente ad un cambio di partito.

Ma ciò che mi importa sottolineare oggi è un altra cosa. E' la rivalità che si sta venendo a creare tra i due Presidenti delle Camere, Fini e Schifani. Il primo tutto intento ad apparire smarcato da Berlusconi, il secondo tutto impegnato a difenderlo. Con una differenza: Schifani accusa Fini di venir meno al dovere di imparzialità che gli impone il suo ruolo. Lo ha fatto al Meeting di Comunione e Liberazione, quando, riferendosi alla difesa della laicità da parte di Fini e alle sue opinioni favorevoli sul testamento biologico, Schifani ha sentenziato che "sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi, seppur autorevoli, di qualunque provenienza". Lo ha fatto alla Festa del PD, quando, incalzato da chi gli chiedeva delle sue differenze con Fini, ha dichiarato: "Ho sempre pensato che le alte cariche istituzionali vadano preservate dalla quotidianità del dibattito politico (...) Il mio ruolo di garanzia mi impone di essere garante non solo delle regole ma anche di una imparzialità di carattere politico".

Ora, senza entrare nel merito, vorrei solo far notare al Presidente del Senato che a quelle sue dichiarazioni sono seguiti comportamenti del tutto contrari, o perlomeno uguali ai "crimini" commessi da Fini, anche nell'ambito delle occasioni in cui le ha fatte: basti pensare alle parole spese sull'insegnamento religioso e sulla RU486 a Rimini, o quelle pronunciate alla Festa di Genova, ma soprattutto alla vera e propria arringa difensiva in favore di Berlusconi pronunciata oggi a Gubbio, il giorno dopo l'intervento proprio di Fini: ha negato che ci sia un problema di libertà di stampa, evoca "teoremi" dei magistrati sulle stragi di mafia, nega problemi di libertà di espressione nel PDL, spegne eventuali cambiamenti al ddl sul testamento biologico, addirittura esprime un no secco al voto per gli immigrati. Bella imparzialità.

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