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il blog di Francesco Zanfardino
L'esodo biblico
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2011


29mila bambini morti in 3 mesi. Solo in Somalia. Cifre che fanno impallidire qualsiasi dei problemi di cui ci lamentiamo in Italia, eppure la situazione nella nostra ex-colonia non è degna dell'attenzione del nostro Governo nè, a dire il vero, dell'intera comunità internazionale, che poco o nulla stanno facendo in termini di aiuti umanitari ad una popolazione stremata dalla carestia e da una guerra interna che si trascina ormai da 30 anni a questa parte, con la mancanza di un solido governo centrale o anche di una missione internazionale, con il conseguente formarsi di stati interni semi-autonomi e il libero scorribandare dei signori della guerra e delle milizie fondamentaliste, che impediscono l'apertura dei corridoi umanitari, costringendo ogni giorno migliaia di Somali alla fuga verso i Paesi vicini come il Kenya, dato che ben 3,7 milioni di Somali (ovvero un somalo ogni tre) sono esposti al rischio denutrizione.

In Etiopia già si sono rifugiati oltre 230mila somali, in Kenya ne arrivano mediamente 1.300 al giorno per un numero complessivo di oltre 400mila rifugiati nei campi profughi kenyoti. E pensare che in Italia si parlò di "esodo biblico" per qualche migliaia di immigrati che scampavano alla repressione della "rivoluzione araba" in Nordafrica ... mentre in Italia si tuona per i pericoli per la nostra economia derivanti dalla troppa apertura all'immigrazione, paesi poverissimi come quelli dell'Africa orientale, anch'essi afflitti dalla stessa carestia, non esitano ad accogliere centinaia di migliaia di persone, senza nemmeno una forte assistenza internazionale: anzi l'Unhcr (l'organizzazione dell'ONU per la protezione dei rifugiati) denuncia come siano stati stanziati solo 59 milioni di euro dei 144 promessi, che comunque non sarebbero sufficienti a contrastare del tutto l'emergenza.

E così sono, come al solito, le organizzazioni non governative a tentare di sopperire alle mancanze della Comunità internazionale. In Italia ad esempio il network di ong "Agire", che tra l'altro conta 9 ong operanti in Africa orientale, ha lanciato l'appello per una raccolta fondi, fortunatamente rilanciato anche da varie testate giornalistiche e partiti politici (es. il PD), con diverse modalità di sottoscrizione tra cui un sms al 45500 per donare 2€ alla cooperazione umanitaria in Africa orientale.

Certo che questi problemi non andrebbero certo risolti dalle ong ma dai Governi. E la cosa fa ancora più rabbia se pensiamo che Bossi, la Lega e tutto il carrozzone anti-immigrazione ci ripete da anni lo slogan "aiutiamoli a casa loro": alla faccia ...

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Buonisti?
post pubblicato in Diario, il 15 febbraio 2010


                                               

Di fronte ai fatti di Milano, con gli scontri fra immigrati, il centrodestra non perde occasione per tornare ad accusare il "buonismo della sinistra", colpevole di aver fatto entrare senza limiti e indiscriminatamente gli immigrati. Ebbene, la mia posizione sull'argomento immigrazione la conoscete, e non mi va di ripeterla. Faccio solo notare, senza entrare nel merito, che sette degli ultimi nove anni sono state governati dal centrodestra, inclusa la Lega. E che l'attuale legge sull'immigrazione si chiama Bossi-Fini.

Incredibile come il "buonismo" in due anni possa sopraffare cotanto lavoro degli "uomini del fare", senza nemmeno cambiare la legge.

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Il resto del discorso
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2010


                                                

Alla fine, di tutto il discorso di fine anno di Napolitano è stato risaltato, e pure in maniera distorta, solo l'aspetto, pur rilevante, della necessità delle riforme istituzionali e del dialogo tra le forze politiche nell'interesse comune. D'altronde, era scontato, visto l'improvviso clima di "amore" e "dialogo" scaturito dal post-Duomo.

Ma il Presidente della Repubblica, nei suoi 19 minuti di discorso, ha affrontato ben altre questioni. Innanzitutto, pur spronando alla fiducia e allo sforzo comune per rilanciare il Paese, Napolitano ha sottolineato la tragedia della crisi economica e delle sue devastanti conseguenze che ha avuto, che ha e che avrà per la società italiana, per tante famiglie e soprattutto per i giovani e il Mezzogiorno. Poi ha rimarcato aspetti quale la diffusione della povertà, l'elevata pressione fiscale, i conti pubblici da risanare, le tutele assenti per i lavoratori atipici, le difficoltà del mondo della ricerca, la xenofobia dilagante, e persino un tema molto scottante e ben poco demagogico come le pessime condizioni delle carceri italiane. Tutte tematiche che faticano ad essere cruciali nel dibattito politico italiano, pur essendo importanti come e se non di più delle "riforme", un po' per volontà del governo, un po' per incapacità delle opposizioni nel porle al centro dell'attenzione mediatica e civile nella maniera adeguata.

Ma, alla fine, questo lo sapranno solo i "ventiquattro lettori" di questo blog e chi si informa su Internet ... e chi ha prestato attenzione al discorso di Napolitano mentre si mangiavano gli antipasti del Cenone. Ah, per il nuovo anno, visto il nuovo "clima":  peace & love to everyone ...
 
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Frattini, la Ue e l'immigrazione
post pubblicato in Diario, il 25 agosto 2009


                                              

Di fronte alla tragedia del mare di Sicilia, il nostro Ministro degli Esteri ha rivangato uno dei soliti argomenti con il quale il Governo si difende quando è sotto accusa per gli sbarchi: occorre una politica europea per l'immigrazione. Ora, a parte il fatto che lo stesso Frattini fu fino a qualche anno fa commisario Ue proprio con delega all'immigrazione, e che quindi quelle critiche dovrebbe rivolgere anche a se stesso (ma d'altronde è un po' come la storia degli immigrati nel Governo Prodi: dicevano che c'era il boom, ma intanto la legge in vigori era proprio la Bossi-Fini), il Ministro potrebbe anche avere ragione. Anzi, ha ragione: la mia concezione di Unione Europea è proprio quella di un'intregrazione reale fra i Paesi membri, che condividano fortune e problemi. Anche perchè una politica coordinata a livello sovranazionale è la miglior risposta per problematiche sempre più spesso globali, come appunto l'immigrazione.

Il fatto, però, è che non è detto che sia l'Italia a "beneficiarne". Come correttamente riportato da questa tabella dal Mattino, infatti, se è vero che nel 2008 (colpa di Prodi, vero Maroni?) l'immigrazione nella UE ha riguardato soprattutto Italia e Spagna (più di 400mila unità), seguite da Gran Bretagna (226mila) e altri paesi come Francia, Cechia, Belgio, Svezia, Grecia, Austria e Olanda (tra 30mila e 70mila), e comunque percentualmente (non ci sono le % in tabella, ma basta calcolarle) l'Italia è dietro a Lussemburgo, Slovenia, Spagna e vicina a Cechia, Malta, Belgio, Svezia, Danimarca, è altrettanto vero che attualmente le percentuali di stranieri sono ben più alte in Estonia, Lettonia e Spagna (oltre il 10%)Grecia (8%), Germania (6.9%), Belgio, Austria, Irlanda (oltre il 6%), Gran Bretagna (5.9%), Francia (5.7%), Svezia (5.2%) che in Italia (5.0%).

Insomma, proporre come fatto da Frattini che "i rifugiati debbano trovare alloggio e sostentamento in tutti i Paesi europei secondo criteri proporzionali" potrebbe rivelarsi un boomerang. O, comunque, non cambiare sostanzialmente l'attuale situazione. Insomma, volenti o nolenti, con l'immigrazione bisogna farci i conti.

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Clandestini di serie B
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2009


                                                 

Prima ti mettono il reato di clandestinità, un obrobrio giuridico per il quale si viene incolpati non di un'azione, ma di una condizione d'esistenza. E così facendo emarginano dalla società centinaia di migliaia di persone (impedendogli di curarsi e di frequentare la scuola, per esempio), spingendoli ancora di più verso la criminalità, in barba alle "esigenze di sicurezza degli Italiani" che il Governo dice di voler soddisfare con questo provvedimento.

Poi, questi pseudo-cattolici tipo Giovanardi, propongono di tornare indietro, con un provvedimento simile ad una "pillola del giorno dopo" (ottima la definizione del PD). E perchè? Perchè, poverini, si preoccupano per le tante colf e badanti che a causa di questa legge entrerebbero nell'illegalità più totale. Ammettendo quindi l'errore commesso, anche se parzialmente.

E tutti gli altri? Clandestini di serie B. Loro non lavorano per la borghesia padana o per i pensionati elettori di Berlusconi e company ...

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Tra Prato e Sassuolo
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2009


                                                

I risultati dei ballottaggi offrono, come al solito, numerosi spunti di riflessione. Il primo, evidente, è che il Centrosinistra, tutto sommato, ha contenuto l'avanzata della destra, resistendo ove sembrava difficile e giungendo ad un filo dal vincere in realtà come Milano e Venezia, dove anche solo vagamente immaginare una vittoria sembrava folle. E poco conta che ci sia da "ringraziare" il forte astensionismo (che evidentemente deve aver giocato a sfavore della cosiddetta destra): se gli elettori di Berlusconia danno poco importanza al voto e gli preferiscono il mare, fatti loro ... al massimo si può fare qualche riflessione su un certo tipo di elettorato del centrodestra. Ma da qui a dire che "è iniziato a il declino della destra" ce ne vuole. Semmai non si è avuto il trionfo di Berlusconi e del PdL, ed in effetti è gia qualcosa. Non c'è stato il temuto sfondamento di "quota 40" per il PDL alle Europee, anzi è calato al 35%, ed alle amministrative il centrodestra non ha fatto un cappotto totale al centrosinistra.

Ma che dopo un anno di Governo, un anno di profonda crisi economica, nel bel mezzo di un forte scandalo sessuale nei confronti del premier, si ostenti felicità dopo aver mantenuto inalterate le distanze rispetto alle Politiche (come coalizioni, non certo come partiti maggiori ...), e soprattutto dopo aver perso 32 province su 62 senza averne strappata nemmeno una al centrodestra, e 9 comuni capoluogo su 25 (anche qui senza strapparne una), non è certo un bel segnale per il PD. Che deve capire che deve far emergere la sua alternativa al PDL. Perchè magari qualche elettore di Berlusconi si sta accorgendo del suo castello fatto di bugie e propaganda, ma piuttosto di votare quello che a loro sembra una sorta di "branco di invidiosi senza proposte" preferiscono astenersi o perseguire a votare "Zio Silvio".

E, magari, trarre qualche lezione in particolare dal voto amministrativo. Dove la sinistra è sempre stata tradizionalmente più forte, in virtù del principio della "buona amministrazione rossa". Mito che è ormai caduto, sostituito dal mito della "buona amministrazione protezionista". Magari leghista, come accaduto in molte Province e Comuni, con sfondamenti nelle ex "zone rosse", diventate ormai "zone rosè". Oppure con amministratori più vicini al territorio ed alle sue esigenze, e più aperti su certe tematiche dei loro dirigenti nazionali. E' il caso di Filippo Penati, che nel 2004 riuscì nel miracolo di strappare il feudo natio di Berlusconi, la provincia di Milano, e che cinque anni dopo, nonostante i chiari di luna, è riuscito ad arrivare a poche centinaia di voti dall'avversario. O di Zanonato, vincitore in terra desertica per la sinistra (Veneto). E i motivi sono semplici: Penati e Zanonato si sono dimostrati buoni amministratori, vicini al territorio e che hanno preso le distanze dal PD su temi come l'immigrazione e la sicurezza. Riuscendo a sfuggire al bollino del "buonismo" che è stato ormai appiccicato, e forse in alcuni casi ("ronde" e respingimenti) non a torto, al centrosinistra nazionale.

Certamente non tutti i provvedimenti di Penati, Zanonato ed altri amministratori democratici del Nord sono stati giusti. Molti hanno più il sapore della propaganda che quello della pubblica utilità. Però il PD deve capire che su certi temi non può apparire opaco: deve fare delle scelte, magari innovative. Deve saper smentire la vacuità dei provvedimenti del Governo in materia di sicurezza, numeri e buona comunicazione alla mano, e non limitarsi a denunciare i tagli alle forze dell'ordine. Ma soprattutto deve dare delle risposte, un'alternativa alla destra. Altrimenti, tanti elettori "di sinistra" continueranno a seguire le altre risposte, quelle propagandistiche e scellerate della Lega. Come hanno già fatto nelle roccaforti rosse di Prato e Sassuolo (cuori di Toscana ed Emilia, non so se ci siamo spiegati). Altro che inizio del declino.

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Noooo, mica alimentano il clima di razzismo ...
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2008


                                                        

Oggi la bassezza politica della Lega ha raggiunto (per ora) il limite di più basso. E' vero, in questi anni ne abbiamo sentito di idiozie demagogiche sugli stranieri, ma questa forse è la più indecente. Anche perchè somiglia terribilmente troppo ad una legge razziale.

Ricordate i "negozi per ebrei"? Oppure i bagni per i neri (o qualsiasi delle aberranti separazioni dell'apartheid)? Ora arrivano le classi riservate agli immigrati. La proposta è della Lega, ma attenzione: non è un semplice annuncio, di quelli che ogni tanto la Lega fa per distogliere il suo elettorato da provvedimenti come i 140 milioni regalati al clan bancarottista di Catania. La proposta, infatti, sotto forma di mozione, è stata approvata alla Camera con 256 sì. La misura si è attirata ovviamente una marea di critiche, a partire dalle opposizioni, con un duro attacco di Veltroni, ma anchesindacati e persino di parte della maggioranza (che però l'ha votata...). Gli unici a difenderla fortemente sono i leghisti, che anzi sostengno che questa norma è "anti-razzista", "favorisce l'integrazione": secondo loro, infatti, i bambini immigrati possono assumere le basi linguistiche per integrarsi meglio successivamente nelle classi "normali". Ma che diamine significa? C'è bisogno di fare classi separate? Non è sufficiente fare dei corsi pomeridiani aggiuntivi? Quale integrazione si vuole ottenere separando gli immigrati, escludendoli?

E' una vergogna. L'Italia sta avendo una deriva razzista, sta diventando sempre più intollerante nei confronti del "diverso", vede qualsiasi cosa di diverso dalla realtà comune come un peso, se non come una minaccia, e il Governo cosa pensa di fare? Escludere, nascondere, emarginare. Poi dicono che non è vero che alimentano questo clima di razzismo ...

P.S. Tra l'altro, mentre scrivo mi accorgo che l'Unione Europea ha bocciato alcune norme del Ministro Maroni, precisamente l'allontanamento dei cittadini comunitari senza casa e reddito e il carcere per chi è senza permesso di soggiorno. Il Ministro, in audizione davanti al Comitato Schengen, è stato infatti costretto ad ammettere l'errore e ritirare queste norme a causa della bocciatura di Jacques Barrot, il Commisario UE che tratta della materia. Il bello è che Maroni aveva sbandierato un presunto "via libera" della UE alle sue norme, dichiarando che era stata "fatta giustizia su tutte le accuse della sinistra". Ora torna a casa con la coda tra le gambe, tentando di difendersi dichiarando: "Vabbè, la UE è in disaccordo solo su questi due punti". Ha detto niente! Praticamente la campagna del "Governo della sicurezza" si è basata solo su queste due norme, specialmente il carcere per gli irregolari! Ma Maroni non si preoccupi: i TG non hanno dato e non daranno notizia a questa bocciatura, o perlomeno non faranno lo stesso bailamme fatto quando sono state approvate... quindi l'effetto demagogico non svanirà.

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Finalmente qualcosa di positivo sull'immigrazione
post pubblicato in Diario, il 30 agosto 2008


                                               

Oggi è finalmente arrivata, dopo anni di discussione, la firma dell'accordo bilaterale Italia-Libia. A sancirlo sono stati il premier Berlusconi e il leader libico Gheddafi, portando così a compimento un percorso iniziato una ventina di anni fa con la richiesta da parte libica di un risarcimento per i danni dell'età coloniale, e che aveva subito una forte accelerazione nel novembre scorso quando l'Italia riconobbe per la prima volta ufficialmente i danni perpretati ai danni del popolo libico in 30 anni di occupazione, attraverso l'accordo di massima ottenuto dall'ex-Ministro degli Esteri D'Alema, sul quale si basa l'accordo odierno.

L'accordo raggiunto oggi ricalca infatti fedelmente quell'intesa: 5 miliardi di euro (spalmati in 25 anni) per la realizzazione della famosa autostrada costiera, oltre che per la costruzione di alloggi per le famiglie danneggiate dai colonizzatori italiani e borse di studio per i giovani libici che vogliono studiare in Italia. Oltre che il simbolico ritorno in Libia della "Venerde di Cirene", trafugata dai soldati fascisti durante l'occupazione. Ma soprattutto l'accordo prevede quel pattugliamento congiunto sulle coste libiche inserito nell'intesa di qualche mese fa.

Si tratta secondo me di una buona notizia. Certo, rimangono varie sfumature negative, soprattutto ciò che lamenta l'associazione degli italiani rifugiati dalla Libia (Airl), ovvero il fatto che sono stati riconosciuti i danni dei libici e non degli Italiani cacciati da Gheddafi. Ma è comunque un accordo positivo. Sia da un punto di vista "etico", perchè risarcisce i danni dell'occupazione italiana, sia da un punto di vista "pratico": non tanto per il petrolio, ma soprattutto per il controllo dell'immigrazione clandestina. Dopo tanti ridicoli provvedimenti "contro" l'immigrazione, per niente conformi alla "svolta" tanto annunciata (tant'è vero che i clandestini continuano a venire e più di prima, e vengono ancora espulsi con il foglio di via), arriva qualcosa di concreto. Ovvero un accordo bilaterale, la strada maestra per limitare l'arrivo di immigrati. E' la strada indicata da Napolitano quand'era ministro degli Esteri, e che ha già avuto risultati concreti con l'Albania (ricordate "l'invasione" di Albanesi sulle coste pugliesi? Bastò un accordo bilaterale a farla cessare), durante altri governi.

Speriamo che, come per l'Albania, anche per la Libia accada lo stesso. Molto ovviamente dipenderà da come il Governo Italiano gestirà la cosa.

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Ecco a chi conviene la "stretta sull'immigrazione" del Governo
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2008


                         

Il 21% delle aziende italiane si basa sul lavoro degli immigrati
. E' quanto ci dice il "Rapporto sui Diritti Globali 2008" promosso dalla Cgil e da altre associazioni in qualche modo connesse alla tutela dei diritti. Tra i quali quello ad un lavoro sicuro, e non ad un lavoro che garantisce "ben oltre 1000 morti e 900mila infortuni l'anno". Ma questa è un altra storia.

Comunque, non c'era bisogno della Cgil per sapere che gli immigrati sono indispensabili per la nostra economia, specialmente in determinati settori come l'agricoltura e l'edilizia, nonchè tutti i lavori "più dequalificati, faticosi e manuali". E, tra l'altro, perlopiù a "nero", con tutte le conseguenze del caso. Di fronte a questi dati, però, si può facilmente comprendere a chi davvero conviene la politica del governo in fatto di immigrazione: ovvero a certe aziende senza scrupoli. Infatti, i nuovi provvedimenti del Governo peggiorano il carattere discriminatorio dell'attuale legge Bossi-Fini dell'immigrazione, disincentivando sempre di più l'immigrazione regolare. E la cosa grave è che d'altra parte non si prendono le adeguate misure per frenare l'immigrazione, ma solo misure demagogiche per dare l'impressione che il Governo faccia qualcosa: di conseguenza, gli immigrati entreranno lo stesso, ma sarà più difficile regolarizzarli. E quindi le aziende potranno fare affari d'oro sulla pelle degli immigrati, facendoli lavorare a "nero" senza tutele e senza contributi ad un minor costo, e sulla pelle di tanti italiani che non avranno la possibilità di competere alla pari con loro.

Per questo il Governo deve cambiare marcia. Abbandonare misure inutili e controproducenti, avviando le uniche politiche davvero concrete sull'immigrazione: ovvero gli accordi bilaterali con i paesi da cui provengono (vi ricordate il "caso Albania"? Gli sbarchi non avvengono più, eppure non ci fu bisogno di "reati di clandestinità" .... ma di un semplice accordo fra Italia e Albania). E favorire la regolarizzazione di chi è qui per lavorare, in modo da farli lavorare in condizioni umane, in modo da farli contribuire con le tasse (il che non fa mai male...) ed in modo da ripristinare la "libera concorrenza" fra lavoratori regolari e irregolari. Ci vuole tanto?

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