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il blog di Francesco Zanfardino
A testa alta
post pubblicato in Diario, il 21 marzo 2009


                                       

Gli inaspettati successi della "marcia contro le mafie" organizzata stamattina a Napoli dall'associazione Libera di Don Ciotti (circa 150mila presenti), e delle celebrazioni tenutesi l'altro ieri a Casal di Principe in memoria di Don Peppino Diana, il prete anti-camorra ucciso dai Casalesi 15 anni fa (circa 40mila presenti), dimostrano come in Campania non siamo tutti mafiosi o complici, più o meno diretti, della malavita, ma che anche in questa terra martoriata, dove cambiare le cose sembra, se non impossibile, un'impresa, c'è una pubblica opinione capace di distinguersi e non arrendersi, rendendosi disponibile a mettere in gioco le proprie forze per sradicare questo cancro che, con tutte le sue metastasi presenti in tutti i campi della società, impedisce alla Campania e al Sud di svilupparsi in modo adeguato, e ai cittadini del Mezzogiorno di vivere liberi da qualsiasi oppressione.

Centinaia di migliaia di persone a testa alta, dunque, che però non possono fare a meno di uno Stato a testa alta. Non può bastare l'attivismo isolato del fronte anfi-mafia, i veri eroi del nostro Paese, di tutti coloro che mettono a rischio la propria vita pur di non sottostare al giogo mafioso e che così facendo contribuiscono a risollevare le coscienze, ma certo non hanno i mezzi decisivi per poter sradicare la mafia. E non può bastare nemmeno uno Stato che si limita a più o meno frequenti arresti di boss, sequestri di beni mafiosi, che pur contribuiscono a combattere la mafia, ma non possono certamente sconfiggerla.

Per sconfiggere le mafie c'è bisogno allora di una rivoluzione dellla coscienze, ma soprattutto di forza, coraggio e volontà nelle scelte dello Stato. C'è bisogno di uno Stato che dia il buon esempio, cacciando i mafiosi, e chi collabora con la mafia, dalle proprie istituzioni. C'è bisogno di uno Stato che rompa i legami tra mafia e politica, imponendo stretti controlli sull'attività delle amministrazioni locali e degli enti locali, e impedendo con leggi e controlli severi che l'intreccio politico-mafioso possa determinare la vita economica e sociale, con politiche clientelari, appalti, nomine e assunzioni oscure. C'è bisogno di uno Stato che porti la legalità e la speranza nelle tante aree devastate e di disagio sociale nel nostro Paese, con tutte le forze a propria disposizione (scuola, forze dell'ordine, lavoro), offrendo un'alternativa di vita a tutti quei giovani che lo Stato non l'hanno mai visto e si rifugiano nell'anti-Stato nella speranza (vana) di una vita migliore. C'è bisogno di uno Stato che sconfigga i grandi interessi economici mossi e gestiti dalle mafie, avendo magari il corraggio di esporsi a critiche forti (di chi non vuole aprire gli occhi e preferisce illudersi che certi fenomeni non esistano) scegliendo, ad esempio, di legalizzare e porre sotto il controllo statale la vendita di droghe leggere e la prostituzione, sottraendo enormi volumi di denaro all'attività mafiosa (da destinare ad una lotta più efficace alle mafie) e migliorando probabilmente le condizioni sociali. 

C'è bisogno di uno Stato, insomma, a testa alta
. E allora forse, un giorno, potremo finalmente tutti gridare davvero: "Liberi dalle mafie!".

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Arrestato il boss Setola: ottimo, ma serve molto di più
post pubblicato in Diario, il 14 gennaio 2009


                                             

Alla fine ce l'hanno fatta. Dopo mesi di inteso lavoro ed indagini, e dopo un tentativo di cattura fallito rocambolescamente due giorni fa (il boss era fuggito dalle fogne), i carabinieri sono riusciti ad arrestare il super-latitante Giuseppe Setola, uno dei maggiori boss dei Casalesi, il clan camorristico, le cui squallide gesta sono state portate all'onore delle cronache da Roberto Saviano e dal suo "Gomorra", che domina territorialmente il Casertano ma economicamente si espande in tutta Europa. Arresto che è stato preceduto stamattina da un maxi-sequestro di 10 milioni di euro di beni del boss. Si tratta dunque di "un colpo durissimo inferto alla camorra", come dichiarato dal Ministro degli Interni Maroni, della "risposta che gli Italiani si aspettavano dopo la strage di Castelvolturno", ricorda il ministro-ombra del PD Marco Minniti.

E' davvero un'ottima notizia. Però non dobbiamo assolutamente ritenerci soddisfatti. Innanzitutto perchè, nel caso specifico, "ancora mancano all'appello i due grandi latitanti dei Casalesi, i boss Iovine e Zagaria", come ricordato dal senatore anti-mafia del PD Beppe Lumia. Ma, in generale, qualche rondine qua e là, per quanto grosse, non fanno primavera: e questo vale sia per gli arresti dei boss, che per i sequestri economici (cosa da sottolineare, visto che c'è una scuola di pensiero che ritiene i sequestri di beni camorristici più importanti dell'arresto dei boss). Questo perchè, finchè continueranno ad esistere gli stretti intrecci fra potere mafioso, politico ed economico, arresti e sequestri danneggeranno sì i clan, ma solo momentaneamente, con una durata che dipende dall'insistenza con la quale lo Stato di volta in volta attaca le mafie.

Per indebolire le mafie allora occorre quindi molto di più: rompere questi intrecci, innanzitutto tra mafia e potere politico, con l'esclusione dalle cariche pubbliche, di qualsiasi tipo, per i condannati, anche di primo grado, e magari anche per chi è semplicemente rinviato a giudizio, per reati di mafia e reati ad essa connessi; controlli maggiori su chi gestisce la cosa pubblica o interessi economici rilevanti, specialmente in territori ad alta "densità mafiosa", senza limitazioni di alcun tipo; procedure molto più trasparenti e controllate per gli appalti , con provvedimenti tipo la "stazione unica appaltante" (che renderebbe più facile individuare anomalie negli appalti). Senza escludere la possibilità di "legalizzare", in via limitata e sperimentale, alcune attività su cui si basa il potere economico della mafia, come prostituzione e traffico di droga (tenuto conto anche del fatto che la legalizzazione della prostituzione controllata e delle droghe leggere avrebbe numerosi altri benefici, al di là della semplice sottrazione di profitti alle mafie a beneficio delle casse statali). Il tutto ovviamente connesso a ciò che già c'è, come il supporto ai "pentiti" e a chi denuncia, le attività di arresto e sequestro, che pure comunque andrebbero rafforzati.

Ovviamente, se cambiasse la mentalità, le mafie sarebbero sconfitte definitivamente. Non dobbiamo dimenticarci che, così come "lo Stato siamo noi", e certi comportamenti dei nostri rappresentanti rappresentano, appunto, il malcostume più o meno diffuso nella popolazione, lo stesso vale per l'anti-Stato, ovvero "la camorra siamo noi". Perchè la mafia non è solo ciò che fanno i boss, ma anche ciò che facciamo noi nel nostro piccolo, o semplicemente ciò che noi non facciamo per cambiare le cose. Ma questo non deve e non può essere una scusa per lo Stato per continuare a non cambiare le cose: il cambiamento deve sì avvenire nella mentalità, ma mettetevi nei panni di chi subisce la mafia ... come si può sperare in un cambiamento di massa se lo Stato non dà il buon esempio?

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Le bende sugli occhi non servono
post pubblicato in Diario, il 6 gennaio 2009


                                                

"Gomorra è da Oscar, però non giova all'immagine dell'Italia". Questo, estremamente riassunto, è l'opinione di Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale di Calcio, sul film di Garrone candidato all'Oscar tratto dall'omonimo best-seller di Roberto Saviano.

Forse Cannavaro si è espresso male, lasciamogli il beneficio del dubbio. Tuttavia, questo ragionamento non è per niente condivisibile. Certo all'estero ci sono molti pregiudizi sull'Italia e sugli Italiani, così come in Italia ci sono molti pregiudizi sui napoletani, sui siciliani, sui polentoni e compagna bella. Però i pregiudizi non possono comportare l'oscuramento dei nostri mali. Dovremmo andare orgogliosi di chi denuncia, di chi racconta la mafia, il malgoverno, la corruzione, la povertà, gli scandali del nostro Paese. Innanzitutto perchè queste bende sugli occhi, questo far finta di non vedere, questo voler mettere la polvere sotto il tappeto non risolve i problemi, ma li lascia crescere indisturbati. Inoltre, non tutti sono a conoscenza di tutti i mali dell'Italia, e lasciare la popolazione nell'ignoranza è il principale terreno di coltura per le malattie del Paese. Infine, almeno in Italia, abbiamo fin troppe poche persone che hanno il coraggio di denunciare le schifezze del nostro Paese, e fin troppe persone dedite invece a dare agli Italiani un finto mondo fatto di lustrini e pailettes, mentre nella realtà il Paese va a rotoli.

E se all'estero qualcuno mette più in risalto i nostri lati negativi che quelli positivi ... bè, forse "qualche" colpa ce l'abbiamo pure noi, no?

P.S. Intanto la petizione "Saviano Governatore" che lancia tempo fa ha raggiunto 85 firme. Pochine, ma d'altronde posso dedicarmici poco ... se qualcuno vuole offrire il suo aiuto, è più che ben accetto.

Per firmare: www.firmiamo.it/savianogovernatore
Blog della petizione: www.savianogovernatore.ilcannocchiale.it
Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=35824884451

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Rifiuti: la "Terra dei Fuochi" chiede aiuto
post pubblicato in Diario, il 13 agosto 2008


                                                              

La "Terra dei Fuochi" chiede aiuto. Detta così, sembra una richiesta di un paese del Terzo Mondo. E invece stiamo parlando dell'Italia, precisamente della Campania. Ancora una volta per i rifiuti, ma stavolta per qualcosa di pià grave (sembra impossibile) dei cumuli di rifiuti urbani: si tratta infatti dello smaltimento illegale di rifiuti tossici.

Sicuramente ne avrete sentito parlare, anche se vi sarà sembrato qualcosa di lontano, o comunque non avete realizzato la gravità della situazione.  Allora visitate il sito www.laterradeifuochi.it, e "buona" visione. Grazie a questo sito gestito da alcuni ragazzi di Giugliano, nell'hinterland napoletano, potrete rendervi conto di cosa accada ogni santo giorno nelle campagne campane, specialmente quelle giuglianesi, soprannominate appunto "Terra dei Fuochi" da Roberto Saviano in un capitolo dell'ormai arcinoto "Gomorra". Se passate di là, o se semplicemente visualizzate le videodenunce del sito segnalato, vedrete questi pennacchi di fumo nero, originati da incendi in cui vengono bruciati rifiuti speciali d'ogni tipo, soprattutto pneumatici, cavi elettrici, elettrodomestici, rifiuti del settore tessile, ecc. Inutile dirvi gli elevatissimi danni ambientali e alimentari (visto che le campagne sono praticamente tutte coltivate) causate da questi veri e propri "inceneritori all'aperto". 

Tutto ciò senza che nessuna autorità muova un dito: istituzioni, magistratura, forze dell'ordine. E che nessun organo d'informazione ne parli. D'altronde, cosa aspettarsi da chi "risolve" le emergenze semplicemente facendole sparire dai media ... Mai come in questo caso si può parlare della totale assenza in Italia di media con la volontà di controllare, denunciare, stimolare le istituzioni, tanto che per conoscere certe cose dobbiamo rivolgerci ad Internet.

P.S. A proposito, visto che, dopo che il premier ha "stabilto" che l'emergenza rifiuti è finita e i media non ne parlano più, qualcuno potrebbe avanzare legittimi dubbi sulla "attualità" dei video di www.laterradeifuochi.it, sottolineo che quasi tutti i video proposti sono "datati", ovvero viene ripreso un giornale di quel giorno. Un vero servizio giornalistico con tutti i crismi, insomma: quello che dovrebbero fare i media veri ...

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Per Roberto Saviano Governatore della Campania
post pubblicato in Diario, il 12 agosto 2008


                                                    

A Roberto Saviano

Noi, firmatari della petizione "Roberto Saviano Governatore", ci impegniamo a sostenere una eventuale candidatura dell'ormai famoso autore di "Gomorra" alle prossime elezioni regionali in Campania, a prescindere dai partiti che eventualmente lo sosterranno.

Crediamo infatti che Roberto Saviano possa essere una personalità in grado di, se non risolvere, perlomeno migliorare fortemente i problemi che affliggono la Campania da anni e anni, in primis la soffocante presenza della camorra.

Per questo, noi firmatari, anche di altre Regioni, chiediamo a Roberto di tenere in conto la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni regionali.

Per firmare: www.firmiamo.it/savianogovernatore

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Oggi è una bellissima giornata
post pubblicato in Diario, il 19 giugno 2008


                                    

Oggi per Casal di Principe, per la Campania e per l'Italia è una bellissima giornata. No, non è l'arrivo dell'anti-ciclone delle Azzorre: è piuttosto l'arrivo, dopo 10 anni, della sentenza definitiva sul processo "Spartacus" ai danni del clan dei Casalesi, portato recentemente all'onore delle cronache dall'ormai celebre "Gomorra" di Roberto Saviano (presente oggi nell'aula-bunker del processo). I giudici hanno infilitto 16 condanne per ergastolo e condanne comprese fra i 2 e i 30 anni di reclusione per altri 13 imputati. Carcere a vita, dunque, per tutti i boss del clan, a partire dal capo, Francesco Schiavone, più noto con il soprannome di "Sandokan".

Cemento, imprese, appalti, subappalti, trasporto, rifiuti, immobili, distribuzione, droga: questi i settori statali, imprenditoriali o criminali in cui la piovra dei Casalesi infiltrava i suoi bracci, in Campania come al Nord o come all'estero. Ora arriva una brutta batosta per i Casalesi, anche se, come sottolinea Saviano, c'è ancora molto da fare: "E' una della vittoria dello Stato, ma è solo il primo atto di una partita da vincere fino in fondo. Bisognerà non far calare l'attenzione sui Casalesi e su quello che il loro potere criminale è riuscito a realizzare in questi anni. Bisognerà monitorare gli altri rami del processo Spartacus, quello che riguarda i colletti bianchi, le connivenze con la politica. La storia di queste indagini insegna che ci sono anche servitori infedeli. Ma dobbiamo soprattutto rendere omaggio, in queste ore, all'impegno di tanti magistrati e investigatori, e al lavoro oscuro di tanti cronisti che hanno raccontato queste cose esponendosi in prima persona".

Sì, dobbiamo davvero rendere omaggio a queste persone. Spesso si abusa della parola "eroe": ma in questo caso definirli eroi sicuramente non è un abuso.

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