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il blog di Francesco Zanfardino
Trarre le conseguenze
post pubblicato in Diario, il 21 settembre 2010


                                            

Secondo il sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, "chi lavora nel servizio pubblico deve dimostrare di non drogarsi. Così come nel calcio i giocatori vengono espulsi per un certo periodo dalle gare, credo che per i conduttori televisivi, soprattutto se lavorano nel servizio pubblico, sia sacrosanto auspicare che la loro immagine pubblica sia in linea con i valori educativi della Rai. Quindi anche loro dovrebbero sottoporsi al test antidroga volontariamente come hanno fatto i parlamentari: in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni".

Tralasciamo pure l'improbabile paragone col calcio, dove i test antidroga si effettuano perchè i calciatori potrebbero trarre beneficio dalle droghe per la loro attività sportiva, non certo perchè si vogliono evitare problemi di pubblica moralità. E tralasciamo anche l'incongruenza fra la necessità di "dimostrare" di non drogarsi e quella di fare "il test come i parlamentari", che era anonimo (!) e dunque non si è dimostrato un bel nulla. Per non parlare della "immagine pubblica" che deve essere in linea con i valori della Rai: drogarsi in privato non è certo una cosa pubblica, no? Quello che conta di questo sproloquio è la frase finale: "in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni". Come a dire: cari conduttori, magari comunisti cannaioli che osate ancora dare fastidio al nostro illuminato Premier, state attenti.

Mi domando però quando Giovanardi e company "trarrano le conclusioni" sui tantissimi drogati che ci sono in Parlamento, il "servizio pubblico" per eccellenza. Prima loro, poi gli altri, eventualmente. Ne vedremmo delle belle.

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Diritti in carcere
post pubblicato in Diario, il 15 agosto 2010


                                        

Come ogni anno, in periodo agostano si torna a parlare delle condizioni dei carcerati, grazie alla periodica e meritoria azione dei Radicali Italiani "Ferragosto in carcere", ovvero una visita di massa da parte di centinaia di parlamentari e consiglieri regionali nelle carceri di tutti Italia. Un argomento spinoso cui molti Italiani si rifiutano di pensare, vuoi per mancanza di informazione, vuoi per una bassa e diffusa cultura, stimolata dalla cattiva politica, per la quale bisogna fottersene dei diritti dei carcerati, perchè sono dei criminali e se soffrono più del dovuto è una giusta punizione.

Non è certo d'accordo con loro, però, la Costituzione Italiana, che all'articolo 27, comma 3 ricorda: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tenedere alla rieducazione del condannato"; per non parlare di secoli di tradizione culturale Italiane che trovano la loro massima espressione già nel Settecento con il "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, pieno di principi di una stravolgente attualità e persino futuribilità. Principi che non coincidono propriamente con l'attuale quadro delle carceri italiane, ben descritto nel rapporto 2009 dell'Associazione Antigone, emblemicamente intitolato "Oltre il tollerabile": il dato più riportato dai media è quello del drammatico sovraffollamento delle carceri, dato che all'epoca del rapporto (nel frattempo i numeri sono inevitabilmente cresciuti) erano presenti nelle carceri italiane ben 63.460 detenuti, circa 20.000 in più della capienza regolamentare e quindi persino oltre la capienza considerata "tollerabile" per legge (circa 60.000, per l'appunto); ed, essendo una media, capirete facilmente che in diverse realtà carcerarie italiane il sovraffollamento sia ancora peggiore, come a Ponticelli, il carcere più sovraffollato d'Europa, con 2.700 detenuti ospitati a fronte di una capienza di 1.300. Ma tanti sono i problemi connessi alle condizioni dei detenuti, quali le carenze di organico, di fondi, di sistemi di recupero sociale. Con un risultato di ben 41 suicidi in carcere da inizio 2010.

Chissenefrega, risponderanno ancora molti Italiani. Ma le condizioni dei carcerati non sono solo una questione di principi, di diritti: migliorarle conviene a tutti. Non solo perchè andare in carcere è una esperienza che può capitare a tutti (anche innocenti purtroppo), ma perchè conviene dal punto di vista della nostra sicurezza e del nosto portafogli. Innanzitutto perchè è dimostrato da qualunque indagine statistica che le condizioni di detenzione influiscono sul tasso di recidiva, ovvero sul ritorno al crimine dei detenuti: peggiori sono, più alto è il tasso. D'altronde, il comune senso di logica dovrebbe indurre a pensarlo: come si può pensare di recuperare alla socialità una persona che non solo non ha avuto l'opportunità di capire il proprio errore, per la scarsità di assistenti, psicologi e quant'altro, non solo non ha avuto l'opportunità di imparare una strada alternativa al crimine, per l'assenza di biblioteche, laboratori, esperienze lavorative intra ed extra-carcere, eccetera, ma ha dovuto anche scontare la pena in condizioni pessime, al di fuori di quella civiltà cui eppure dovrebbe elevarsi?

E poi, dicevo, la questione strettamente e direttamente economica. Basti solo ricordare che il 5 Agosto 2009 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia a risarcire un detenuto bosniaco detenuto in condizioni di sovraffollamento al di sotto del limite tollerabile: un risarcimento che, se tutti i detenuti in queste condizioni facessero analoga richiesta, e le varie associazioni in difesa dei diritti dei carcerati si stanno organizzando in tal senso, porterebbe lo Stato italiano a sborsare 153,6 milioni di euro all'anno.

Perchè allora non anticipare simili esborsi, investendo in nuove carceri (per davvero, e non come fa il Governo con le sue ripetute promesse puntualmente smentite dai fatti) e magari aumentando le misure alternative al carcere, che sempre secondo il rapporto Antigone attualmente coprono il 15% dei detenuti (di cui solo poi solo lo 0,45% hanno commesso reati durante la misura)? E magari anche abolendo la Fini-Giovanardi e i vari provvedimenti legislativi che hanno portato migliaia di tossicodipendenti in carcere, sovraffollandoli, anzichè negli istituti di terapia in cui dovrebbero stare, in quanto malati e non criminali?

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Tabù pericolosi
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2010


                                             

Contrariamente a quanto sostenuto da Carlo Giovanardi, voglio fortemente ringraziare Michele Santoro ed Annozero per aver finalmente affrontato in TV, senza tabù obsoleti, il tema della droga e del disagio giovanile ad esso connesso. Si potrà magari contestare ciò che gli ospiti hanno detto, ma non che il tema è stato affrontato: c'è chi preferisce far finta che il problema non esiste, ma ignorare i problemi è il miglior modo per aggravarli.

Entrando nel merito della trasmissione, equlibrata come al solito, con tutti i punti di vista trattati con la stessa dignità, e con la novità di una discussione pacata e comprensibile (non c'erano politici, d'altronde... ), è stato importante dar voce anche a chi non si piega alle opposte retoriche proibizioniste e antiproibizioniste, ma che semplicemente vuole agire di buon senso in un tema così delicato. Non esiste un diritto a "farsi una canna", in nessun caso, perchè anche le "canne" sono nocive e stupefacenti; ma non si può nemmeno continuare ad ignorare che ormai chi vuole farsela, di qualunque età, non ha alcun problema a procurarsele. Statalizzare il consumo di droghe "leggere", dunque, non potrebbe aggravare una situazione già pesantemente compromessa, e se supportato da una buona strategia può essere il più efficace degli strumenti di lotta alle droghe. Sottrarebbe enormi incassi alla criminalità organizzata, trasferendoli invece allo Stato, che potrebbe così investirli proprio in prevenzione e in lotta ai traffici di droghe; ma soprattutto farebbe emergere il fenomeno dall'ipocrita clandestinità nella quale si cerca oggi di relegarlo, con tutti i benefici che ne derivano: innanzitutto, la possibilità di "monitorare" il fenomeno, e quindi di poter introdurre una serie di controlli che il far-west attuale non consente; aumenterebbe inoltre  l'informazione e la consapevolezza della pericolosità delle sostanze, come accaduto in questi anni con il fumo; eliminerebbe i rischi connessi alla "qualità" delle sostanze "spacciate" attualmente dalla malavita. E, magari, potrebbe evitare il passaggio alle "droghe pesanti" incentivato dall'attuale sistema basato sulla malavita, interessata a che ciò avvenga, e dalla falsa pretesa di mettere allo stesso livello tutte le droghe (finendo per far passare il messaggio che, se una "canna" apparentemente non fa tanto male, nemmeno la cocaina deve farlo).

Insomma, legalizzare per combattere. Forse è una strada sbagliata, ma far finta di nulla lo è sicuramente.

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Clandestini di serie B
post pubblicato in Diario, il 5 luglio 2009


                                                 

Prima ti mettono il reato di clandestinità, un obrobrio giuridico per il quale si viene incolpati non di un'azione, ma di una condizione d'esistenza. E così facendo emarginano dalla società centinaia di migliaia di persone (impedendogli di curarsi e di frequentare la scuola, per esempio), spingendoli ancora di più verso la criminalità, in barba alle "esigenze di sicurezza degli Italiani" che il Governo dice di voler soddisfare con questo provvedimento.

Poi, questi pseudo-cattolici tipo Giovanardi, propongono di tornare indietro, con un provvedimento simile ad una "pillola del giorno dopo" (ottima la definizione del PD). E perchè? Perchè, poverini, si preoccupano per le tante colf e badanti che a causa di questa legge entrerebbero nell'illegalità più totale. Ammettendo quindi l'errore commesso, anche se parzialmente.

E tutti gli altri? Clandestini di serie B. Loro non lavorano per la borghesia padana o per i pensionati elettori di Berlusconi e company ...

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Povero Casini, e povera Italia
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2008


                              

In questi momenti il Presidente del Senato Marini è da Napolitano, probabilemente per rinunciare all'incarico. E' poco credibile, infatti, che Marini, dopo il "niet" di Berlusconi ad un governo di responsabilità nazionale, vada a cercare la fiducia delle Camere, magari trovando l'appoggio di questo o quel senatore. E, a questo punto, Napolitano sarà costretto a sciogliere le Camere e ad indicare la data delle elezioni: tenuto conto del fatto che devono passare 70 giorni dal decreto di scioglimento delle Camere, e del fatto che Napolitano farà almeno votare il rifinanziamento delle missioni militari, si dovrebbe andare ad elezioni Domenica 20 Aprile, o comunque intorno a questa data.

Intanto, cominciano già a delinearsi le alleanze, seppure con molte incognite. La grande incognita è il PD: che farà? Da quel che si sente dai media, si dovrebbe pensare che il PD andrà da solo. In realtà, approfondendo per bene le dichiarazioni, in realtà c'è una "piccola" sfumatura: ovvero, il PD presenterà un proprio programma, ma se qualcuno vorra condividerlo nella sua interezza, sarà bene accetto. Addirittura oggi il Vannino Chiti si è spinto oltre: "Per noi sarà decisivo il voto sul rifinanziamento delle missioni militari. Chi voterà contro, potrà già ritenersi fuori". Insomma, sembra proprio che si vada ad una spaccatura tra Sinistra Arcobaleno (RIfondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica) e l'area-PD (PD, Socialisti, Radicali, Italia dei Valori - Di Pietro), che probabilmente si presentaranno in due liste unite, ma separate fra di loro. A meno di una molto poco credibile trasformazione della Sinistra da sinistra di piazza a una vera sinistra riformista.

E se a sinistra sparisce la frammentazione ma emerge la spaccatura, a destra scompaiono le spaccature, ma emerge la frammentazione. Infatti, la "Casa delle Libertà", dopo il "terremoto" dello scorso Novembre (fallimento della "spallata" sulla Finanziaria e creazione del PPL, con reciproci scambi di accuse e di "ectoplasmi" fra Casini, Fini e Berlusconi, con annesse dichiarazioni di "fine corsa" per la stessa CdL), si ricostruisce a tempi di record, con più "stanze" per tutti (è gia pronto il condono .... ). Infatti, nella futura coalizione in appoggio al penta-candidato premier Silvio Berlusconi si preparano numerose liste. Oltre alle ovvie, ovvero Forza Italia, UDC, Lega Nord ed Alleanza Nazionale, ci saranno: La Destra di Storace (che probabilmente raccoglierà tutte le forze di estrema destra, come la Mussolini, Romagnoli, Thilger), l'Udeur di Mastella, i Liberal-democratici di Dini, la DC di Rotondi, i Repubblicani, il Mov.per l'Autonomia, i Pensionati di Fattuzzo (più altri come i Liberali, il Nuovo PSI). Ovviamente, tutti questi partiti, tranne la Destra, si dovranno sistemare nelle liste dei partiti maggiori, o faranno una lista comune, o entrambe le cose. A meno che Berlusconi non segua il consiglio di Fini (sarebbe la prima volta) di rinunciare all'alleanza con i "cespugli", e di mandare finalmente a quel paese gente come Dini e Mastella.
Il tutto aggiunto al fatto che, chiunque vinca, con il Porcellum al Senato non avrà vita facile
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Che bella prospettiva per il futuro dell'Italia .....

P.S. Intanto, Giovanardi lascia definitivamente l'UDC, e con lui l'area "berlusconiana" del partito (verso Forza Italia o quel famoso "listone"?). La decisione viene dopo quella di Baccini e Tabacci, ovvero l'area "antiberlusconiana" dell'UDC, di lasciare la CdL per dare vita ad un centro autonomo, la Rosa Bianca. Insomma, il povero Pierferdy paga lo scotto di mille titubanze, di una politica del "siamo nella CdL, ma anche fuori" (scontentando entrambe le anime del partito: Giovanardi aveva il 15%, Baccini il 20%). Altro che Veltroni.
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