.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Ma va là
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2010


Domenica è stata l'ennesima giornata penosa per la RAI e il servizio pubblico. Assistere alla censura preventiva chiesta, di fatto, dall'avvocato di Berlusconi e dal mondo politico di centrodestra per la prima puntata stagionale di Report, oltre che alle ennesime insofferenze della dirigenza RAI, è stato davvero degradante.

E non solo perchè Milena Gabanelli e tutto lo staff di Report ha sempre lavorato secondo i più scrupolosi criteri giornalistici, senza mai essere di parte ma semplicemente evidenziando i fatti; cosa, d'altronde, fatta anche per quello spezzone di puntata dedicato alla megavilla di Berlusconi ad Antigua e ai lati oscuri della vicenda. E non solo perchè quelli che Report ha messo in evidenza sono fatti del tutto comparabili a quelli, riguardanti la casa di Fini, che hanno dominato il dibattito "politico" di questi mesi nonchè il lavoro giornalistico dei media vicini al Premier.

Quello che più fa rabbia, infatti,  è che Report è una trasmissione giornalistica che realizza decine e decine di inchieste ogni anno, tutte di altissimo livello e soprattutto scottanti, che il giorno dopo dovrebbero scatenare la reazione di tutto il mondo socio-politico. E invece queste reazioni si hanno solo quando ad essere toccato nel vivo è Berlusconi.

Che Italia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

In effetti
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2010




Non sono affatto amante delle teorie complottiste, di qualunque genere. Per questo, dopo l'episodio di Piazza Duomo che ha visto come protagonista il premier Berlusconi, ho faticato a credere, anche dinanzi ai primi video "complottisti", che quel giorno fosse stata organizzata una messinscena, senza tuttavia escluderlo del tutto (visto il personaggio, nulla si può escludere). Ora, però, le immagini dei bendaggi del premier nelle sue prime uscite post-Duomo (uscita dalla clinica, supermercato di Arcore e compleanno della Biancofiore), insieme alla carrellata di video e immagini messa insieme nel documentario "Italian loose change" che sta circolando molto on-line, mi hanno tolto la maggior parte dei dubbi.

Partiamo dai dati ufficiali. Il medico personale di Berlusconi, nel diffondere ai media il referto medico sull'accaduto, elenca tutti i danni che avrebbe subito il premier nell'attentato: "Berlusconi ha riportato un trauma contusivo importante del massiccio frontale, una lesione del labbro sia all'interno che all'esterno, nonchè una frattura del setto nasale evidenziata dalla TAC ... ha riempito una camicia di sangue, è stato veramente un sanguinamento copiosissimo ... è stata fatta una sutura del labbro". Ebbene, innanzitutto nelle foto scattate immediatamente dopo il fattaccio la camicia è linda, senza tracce di sangue, mentre una frattura del setto nasale e tutto il resto comporta necessariamente un "sanguinamento copiosissimo", come d'altronde lo stesso medico ha indicato. Inoltre, l'assenza di ecchimosi, e quant'altro comporti un trauma di quel genere, nelle immagini dell'uscita dal San Raffaele (cioè pochi giorni dopo) è inspiegabile. Ma soprattutto: cosa c'entra quella benda sulla guancia sinistra, che ricompare anche nelle immagini del supermercato e del compleanno? Nel referto non c'era alcun danno a quella parte del viso ... nè ce n'è traccia nelle immagini del Premier sanguinante.

E allora, dicevo, questi "cerotti ballerini" rendono più forti tutte le altre stranezze. Perchè il "sanguinamento copiosissimo" si ferma già due-tre minuti dopo l'attentato, quando Berlusconi scende dalla macchina col viso insaguinato ma coagulato, senza grondare sangue, come una frattura del setto nasale, soprattutto, ma anche tutto il resto, richiederebbe? Perchè i suoi occhi non lacrimano, come da riflesso post-traumatico? Perchè Berlusconi ha, nel momento dell'aggressione, ha in mano una busta di plastica (nera, guarda il caso) e ha come prima reazione quella di portarsela al volto (voi reagireste così) e mantenersela? Perchè la macchina del Premier non fugge via come da obblighi di sicurezza? Perchè la sua scorta gli consente di uscire fuori dall'auto, cosa che le disposizioni di sicurezza impediscono? Per quale motivo il Premier decide di uscire, se non lo ha fatto per esibirsi alla folla come il povero Silvio insanguinato? Cos'è quell'oggetto che compare nella mano di chi starebbe prestando il primo soccorso al Premier nell'auto? Perchè nelle immagini del Premier in auto (circa due minuti dopo l'aggressione) il sangue appare già fortemente coagulato (miracolo di San Gennaro al contrario...)? E perchè invece quando scende in auto il sangue appare come "sparso" sulla guancia del Premier, quando invece nella foto della "busta di plastica portata al volto" sulla guancia non si nota alcun danno? E, a proposito, cos'è quella ferita sotto la palpebra che in quella foto non si vede (e che infatti non è visibile nelle foto post-San Raffaele, pur non essendoci bende a coprirla)? Perchè in tutti i video che inquadrano la macchina presidenziale in quel momento il volto di Berlusconi e ciò che gli sta attorno è artificiosamente oscurato? Perchè il Premier viene portato al "suo" San Raffaele, a km di distanza, e non all'ospedale più vicino come richiederebbe una situazione così grave? Perchè su Google per giorni è impossibile trovare immagini dell'aggressione a Berlusconi? Perchè la statuetta del Duomo non è stata ritrovata?

Per carità, non arrivo al pensare che sia stata tutta una montatura, che l'aggresione non ci sia stata ... anche se, ripeto, è una cosa comunque possibilissima, soprattutto alla luce di tutto questo. Però, nonostante il mio forte scetticismo sui "complotti", ormai non posso non pensare che siano state esagerate ad arte le conseguenze di un attacco in realtà banalissimo. Probabilmente ci sarà una spiegazione a tutte quelle domande ... ma perchè allora nessuno le pone? Perchè nessuno, tra giornalisti e politici, ha il coraggio di fare pubblicamente delle domande sì scomode, che li farebbero accusare di tutte le cose peggiori di questo mondo, ma che vanno fatte?

All'estero, tra l'altro, queste domande se le pongono. In chiave ironica (mica tanto) alla tv tedesca, per esempio. Noi nemmeno quello.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Menefeltrismo
post pubblicato in Diario, il 6 dicembre 2009


                                             

Ringrazio l'on.Sarubbi per averla segnalata sul suo blog, e ve la copio qui sul mio, pregandovi vivamente di leggerla. Cosa? La risposta di Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale di famiglia (Berlusconi), ad una sua lettrice sul "caso Boffo". Ricorderete tutti no quella vicenda, che vide Feltri protagonista di un attacco al direttore di Avvenire, il giornale dei vescovi, reo di fare il "moralista" contro Berlusconi e di essere poi stato "attenzionato " dalla magistratura e di avere relazioni omosessuali? Ebbene, leggete queste righe:

Gentile signora,
quando abbiamo pubblicato la notizia, per altro non nuova (era già stata divulgata da Panorama sia pure con scarsa evidenza) eravamo consapevoli che non sarebbe passata inosservata. Ma non per il contenuto in sé, penalmente modesto, quanto per il risvolto politico. Infatti era un periodo di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi. La Repubblica in particolare si era segnalata con servizi quotidiani su escort e pettegolezzi da camera da letto. Il cosiddetto dibattito politico aveva lasciato il posto al gossip usato come arma contro il premier anche in tivù, oltre che sulla stampa nazionale e internazionale.
Persino l’Avvenire, di solito pacato e riflessivo, cedette alla tentazione di lanciare un paio di petardi. Niente di eccezionale, per carità; data però la provenienza, quei petardi produssero un effetto sonoro rilevante. Nonostante ciò, personalmente non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato, se non mi fosse stata consegnata da un informatore attendibile, direi insospettabile, la fotocopia del casellario giudiziale che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche. Insieme, un secondo documento (una nota) che riassumeva le motivazioni della condanna. La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali.
All’epoca giudicammo interessante il caso per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto.
Poteva finire qui. Invece l’indomani è scoppiato un pandemonio perché i giornali e le televisioni si scatenarono sollevando un polverone ingiustificato. La «cosa», come lei dice, da piccola è così diventata grande. Ma, forse, sarebbe rimasta piccina se Boffo, nel mezzo delle polemiche (facile a dirsi, adesso), invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato.
Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione.

Cavolo. Ci sarebbe da ammirare Feltri per la sincerità, se non restasse il piccolo dettaglio che un direttore che schiaffa in prima pagina (altro che "pandemonio" scatenate dai media) cose da verificare passandole per verità accertate, rimane direttore, mentre un direttore responsabile di nulla è stato costretto alle dimissioni. Rimane solo la spudorata faccia tosta, ma quella non è una qualità, caro Feltri. E' solo menefreghismo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Senza tutela
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2009


                                        

Apprendo da questo articolo di Aldo Grasso per il Corriere di ieri che il nuovo direttore generale della Rai, Mauro Masi, imposto, ricordiamolo, da Berlusconi in persona (in enorme conflitto d'interessi), abbia deciso di togliere la tutela legale ai giornalisti di Report.

E' una notizia scandalosa, passata purtroppo ancora più sotto silenzio della censura dello spot di Videocracy, e gravissima: la trasmissione di di RaiTre è probabilmente la migliore del servizio pubblico, o comunque una delle poche davvero degne di definirsi tale. E una delle pochissime che fa vera informazione, quella basata su documenti, prove e ricerche sul campo, senza far sconti a nessuno: per questo fa paura, e non solo dalle parti di Berlusconi. E per questo, anche se i giornalisti di Report hanno sempre vinto tutte le cause e le querele intentate contro di loro (il che dimostra la qualità del loro giornalismo), quegli ambienti, attraverso il dg Masi, hanno voluto dare un segnale ben preciso: forse per ora è meglio non censurarvi direttamente, ma state "attenti", o vi ritroverete a fronteggiare da soli maree di querele (infondate).

Chissà dove andrà a finire questa faccenda. Intanto, mi consolo con PresaDiretta, altra ottima trasmissione di giornalismo d'inchiesta condotta da Riccardo Iacona e che da stasera e per le prossime quattro domeniche andrà in onda su RaiTre. Dopo dovrebbe iniziare Report. Almeno si spera.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Com'è ridicolo Vittorio Feltri"
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2008


                       

Quando ho letto questa notizia mi sembrava davvero incredibile. Mai avrei pensato che il giornalismo (si fa per dire) si potesse abbassare a simili livelli.

Quella che vedete in allegato (cliccateci su per vedere meglio) non è una prima pagina ritoccata, è proprio quella vera di "Libero", il quotidiano libero e indipendente (seh.....) diretto da Vittorio Feltri. Nella foto sbattuta in prima pagina c'è un uomo, un accompagnatore di Miuccia Prada, definita da Feltri "icona chic dei progressisti", che sale su un aereo salendo sulle spalle della sua guardia del corpo. Secondo Feltri, "la fotografia vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico) spiegando perfettamente cosa sia la Sinistra e perchè ha perso le elezioni". Nemmeno una mente delirante poteva associare le due cose. Inoltre, Feltri parlava di quel "poveraccio, un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi da una persona incurante dell'umiliazione che gli infligge". E così via.

Arriva la smentita di Patrizio Bertelli, patron di Prada, che parla di uno "scherzo tra vecchi amici". Cosa confermata da una lettera di precisazione degli stessi protagonisti del "misfatto", compreso il "poveraccio": "era un gioco tra uomini che scherzavano vantandosi della rispettiva forma fisica, tanto da mettersi l'uno, a fare le flessioni proprio ai piedi della scaletta e l'altro, ad appoggiargli il piede sulla schiena". D'altronde, si vede chiaro dalla foto che il "poveraccio" era in "assetto da flessione".

Voi direte: Feltri si sarà sicuramente scusato. E invece no. "Personalmente, non ho nulla da scusarmi con Miuccia Prada".

No, Feltri, non ha nulla da scusarsi. D'altronde, inventarsi una balla clamorosa, infangare delle persone chiamandole "disumane" e "nuovi negrieri", mettere in relazione queste cose con la sinistra e con una sconfitta alle elezioni, non sono cose di cui scusarsi.

Di fronte a questo scempio del giornalismo, viene da chiedersi se non ha ragione Beppe Grillo a volere elimanare il finanziamento pubblico ai giornali. Pensare che noi paghiamo più di 5 milioni di euro all'anno per finanziare questo giornale ridicolo.
Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca