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il blog di Francesco Zanfardino
Promesse
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2010


                                               

"Ci sono due processi che sono due farse, non solo andrò in tribunale per difendermi ma andrò alla radio, in tv, sui giornali ed esporrò la sostanza di questi processi agli Italiani, poi voglio vedere se ci sarà un collegio, come quello del processo Mills, tutto di giudici di sinistra, che avrà il coraggio di emettere una sentenza contro la realtà" - Silvio Berlusconi, 7 Ottobre 2009, intervenendo politicamente a "Porta a Porta" dopo la bocciatura del "lodo Alfano" da parte della Corte Costituzionale.

"I miei avvocati insistono nel dire che mi troverei di fronte a dei plotoni d'esecuzione" - Silvio Berlusconi, 20 Gennaio 2010, di fronte alle domande dei giornalisti che gli chiedono come mai non si presenti ai processi.

E intanto, in quasi quattro mesi non abbiamo ancora avuto l'onore di sentirci spiegare "la sostanza di questi processi" dalla viva voce del Premier. Nemmeno in assenza di contraddittorio. Le solite promesse di Berlusconi ...

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Rivoluzione Democratica (3): Comunic-azione
post pubblicato in Diario, il 13 luglio 2009


                                            

Continuo la serie di riflessioni sul futuro del Partito Democratico, che ho voluto simbolicamente chiamare "Rivoluzione Democratica", in vista di un Congresso che sembra profilarsi come l'ennesimo riciclarsi di una classe dirigente che non solo non cambia le facce, ma che da 15 anni non cambia nemmeno modi e contenuti (pur con le dovute differenze, ovviamente). Si dovrebbe parlare di soluzioni efficaci ai tanti problemi del PD, e invece, almeno da quello che è possibile capire dalla storia delle dichiarazioni dei due candidati, o i problemi si evitano, o si affrontano con soluzioni sbagliate.

In questi post analizzerò dunque dei problemi, e proporrò possibili soluzioni. Sperando non siano delle boiate, e nell'illusione che possano arrivare a chi di dovere. Magari a qualcuno con le palle che decida di scompigliare le carte e farsi interprete di quella richiesta di (vero) rinnovamento che qualche milioncino di elettori (e soprattutto di ex-elettori) ci avanza.

Dopo aver fatto la solita copia dell'incipit dei primi due post, in cui ho poi parlato di selezione della classe dirigente e di capacità di proposta politica, oggi mi occupo della capacità comunicativa del Partito Democratico.

IL FATTO

Nell’era dei mass-media politica e comunicazione vanno ormai di pari passo: puoi avere le idee più brillanti ma, se non sai comunicarle e/o non hai mezzi per comunicarle, finirai per essere sopraffatto da chi può farlo, anche se offre contenuti peggiori. D’altronde è ovvio: non siamo certo un Paese di soli intellettuali e gente acculturata, dunque dei partiti di massa che si rispettino devono saper comunicare in maniera semplice e diretta.

Per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, è evidente che più visibilità garantiscono, più politicamente funzionano. E così un recente rapporto del Censis, sui mezzi comunicativi utilizzati dagli Italiani per formarsi un'opinione politica alle ultime elezioni Europee, ha certificato che la TV è determinante, con il 70% degli elettori che ha utilizzato i TG in tal senso, ed un 31% che ha fatto altrettanto con le trasmissioni di approfondimento. I giornali sono fermi al 25%, i canali all-news e la radio entrambi al 6%, Internet solo al 2%. Mentre il confronto con familiari e amici resta ancora importante per l'11% degli elettori.

IL PROBLEMA

Purtroppo l’Italia da questo punto di vista è una democrazia molto imperfetta, dato che l’accessibilità ai mezzi comunicazione non è equa: Berlusconi e company controllano direttamente una larga fetta del mondo mediatico, ed indirettamente un'altra, lasciando alle altre forze politiche le briciole. E, a proposito della grande importanza dell’informazione televisiva nella formazione delle opinioni politiche, i dati Agcom confermano l’enorme squilibrio fra le varie forze politiche nei programmi di informazione.

E la cosa grave è che, quand’anche il Partito Democratico riceve degli spazi, i suoi esponenti generalmente non sono capaci di sfruttarli appieno, dimostrando un’enorme difficoltà nel farsi pienamente comprendere, di fronte invece ad altre forze politiche che a forza di slogan riescono a fare breccia nell’elettorato (slogan dietro cui non ci sono contenuti, d’accordo, però intanto ne escono vincenti).

LA SOLUZIONE

Riguardo quest’ultimo aspetto, c’è poco da fare: i rappresentanti del Partito Democratico dovrebbero tutti andare a scuola di comunicazione, imparando a filosofeggiare meno e parlare più “come se magna”, parlare come se si avesse davanti la famosa “nonna di Einstein”. Ecco, diciamo che mi accontenterei se perlomeno la zia di Einstein ci capisse, quando vogliamo comunicare qualcosa … e da questo punto di vista torna utile il discorso sulla selezione della classe dirigente: serve un criterio che premi chi vive il territorio, e quindi sappia come parlarci, e non chi considera il territorio un branco di pecore cui dare 15 euro per andare a tesserarsi, per poi richiudersi nelle stanze dei palazzi.

Per quanto riguarda il problema dell’accessibilità ai mass media, innanzitutto il Partito Democratico dovrebbe tornare a parlare, e massicciamente, di temi come il conflitto d’interessi e il pluralismo informativo. Ovviamente in maniera intelligente, utilizzando ad esempio l'obiettività dei dati Agcom e Censis per sbattere in faccia la realtà a chi dice che "con le televisioni non si manipola il consenso" (e facendo tutto il pressing possibile sulle autorità garanti affinchè facciano qualcosa, anche con proteste stile Radicali) e con coerenza, ricordandosi una volta al Governo di rispettare le promesse ... ma, nel frattempo, il PD dovrebbe rispondere cercando in tutti i modi di ampliare e sfruttare al meglio le piattaforme mediatiche di cui può disporre.

Televisione: C'è già YouDem, un buon esperimento di televisione interattiva che però necessita di un investimento maggiore. Tenuto conto che si è scelto di non utilizzare i finanziamenti pubblici (scelta che andrebbe pubblicizzata di più), si potrebbe aprire alla pubblicità (magari solo di un certo tipo), e magari rinunciare al satellite (tanti soldi per poche centinaia di spettatori), ed utilizzare tali fondi per espandere ulteriormente la TV, diffondendola magari sulle tv locali (come faceva la Tv delle Libertà) e pubblicizzandola di più, magari anche assicurandosi firme importanti, garantendosi insomma più visibilità. Inoltre, andrebbe ripensata un po' anche la struttura per valorizzare i territori, offrendo spazi dedicati ai circoli locali.

Radio: Stesso discorso per RadioDem, per la quale però in più si potrebbe pensare di acquistare proprio delle frequenze, passando da web-radio a radio vera e propria.

Giornali: Serve un vero giornale di partito, non i tanti "giornali di aerea" che danno interpretazioni diverse e non riescono a comunicare la linea del partito, un giornale dei territori, che dedichi spazio alle realtà locali, e soprattutto un giornale di massa, non riservato alle solite elite. L'ideale sarebbe un free-press, gratuito e agile di lettura, che abbandoni la seriosità dei giornali tradizionali e strettamente legato alla linea di partito. Un giornale di propaganda, insomma, che punti alle masse. E ai territori: nella mia idea dovrebbero esserci delle pagine riservate alle varie regioni, e addirittura ai singoli circoli (sul modello delle redazioni locali dei giornali tradizionali). Io lo chiamerei "Voce Democratica"...

Internet: Tutto sommato su Internet il PD primeggia ancora, anche se i berluscones stanno recuperando il divario congenito verso la nuova tecnologia. Occorre investire ancora di più, tenendo anche conto del fatto che buona parte degli "internettiani" stanno a sinistra e quindi si può creare anche un filo diretto. Magari si potrebbero anche trovare dei sistemi per far partecipare il popolo di Internet alle attività del Partito, di ogni tipo, mettendo su Internet di tutto, a cominciare da tutti gli esponenti del PD fino all'ultimo circolo di periferia, sfruttando così la grandi opportunità di Internet per garantire maggiore interattività e accorciare la distanza fra politica e cittadini. Inutile descrivere i grandi vantaggi in comunicazione che si avrebbero.

Manifesti: In mancanza di televisioni, l'unico strumento di una certa visibilità che può usare il PD attualmente sono proprio i manifesti. Il problema è utilizzarli bene: sono piuttosto inutili manifesti generici, molto più utili invece quelli del tipo "500 milioni dai redditi alti per un fondo contro la povertà" oppure "Il Governo butta 460 milioni" che sono stati messi in campo nei mesi passati. Oppure tipo quello usato da Penati per la sua campagna a Milano, scimmiottando l'indiano della Lega "Loro non avevano un aeroporto ... adesso neanche noi". Insomma, manifesti ad effetto e/o propositivi. E molti di più rispetto ad oggi. Il resto è piuttosto inutile (vedesi quelli "noi siamo europei" o quelli degli uomini che spingevano le parole, anche se erano fantasiosi :D ), o comunque un'occasione sprecata.

CONCLUSIONI

Insomma, si faccia tutto quello che si può, ma comunicare è indispensabile. Come detto da molti nostri esponenti, la gente deve saper associare il "Partito Democratico" a "cosa vogliamo fare". Insomma, l'uomo della strada di fronte ad una bandiera del PD deve poter dire "ah sì, quelli che vogliono fare questa cosa". Altrimenti, tutti gli altri sforzi sono inutili.

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Sotto il tappeto
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2009


                                                         

Duecento roghi di immondizia in una notte. Cose che capitano a Palermo, una città ricoperta da settimane da una coltre di monnezza, nell'indifferenza globale delle istituzioni e dell'informazione. Giusto per rendersi conto della situazione, ecco qualche link: foto Corriere, foto Repubblica, video TG3, video 27 Maggio, video 28 Maggio, video 29 Maggio-1, video 29 Maggio-2. E, in questa situazione, la Giunta comunale di centrodestra ha persino pensato di aumentare del 35% la tassa sui rifiuti, poi bloccata grazie all'ostruzionismo dell'opposizione e dalle proteste dei cittadini. Ma non si pensi che la situazione sia limitata a Palermo, o a questi giorni.

Ecco una sfilza di link raccolti su Internet: Messina (18 Novembre 2008; 24 Maggio 2008; 28 Maggio 2008); Villafranca (17 Ottobre 2008); Adrano (23 Settembre 2008; 26 Gennaio 2009; secondo 26 Gennaio 2009); San Cataldo (18 Febbraio 2008); Catania (17 Settembre 2008, c'è anche Palermo; 20 Novembre 2007; 17 Aprile 2008); Agrigento (6 Maggio 2009; 7 Maggio 2009).

E questi sono solo i risultati di una rapida ricerca su Internet: la situazione è ancora più grave, e ancora più diffusa in tutta la Regione. Insomma, un emergenza rifiuti infinita in Sicilia. Anche se la vera emergenza è quella dell'informazione: avete per caso sentito una sola parola su tutto questo da parte dei principali TG e giornali nazionali finora? C'è voluta la denuncia del leader del PD Franceschini, che sbarcato in terra siciliana si è ricordato come si fa efficacemente opposizione, per far parlare un po' della faccenda (e pure le televisioni di Berlusconi hanno nascosto la denuncia di Franceschini, e stanno facendo passare in sordina queste notizie). Accusando Berlusconi e le sue televisioni di nascondere la situazione siciliana, dopo aver fatto un bailamme mediatico a fini elettorali sulla situazione di Napoli, solo perchè la Sicilia è da decenni governata dal centrodestra a tutti i livelli, e che ogni volta vince le elezioni con percentuali bulgare. Evidentemente a qualcuno non conviene far sapere che, nonostante i fiumi di soldi che vanno alla Sicilia in virtù dell'autonomia speciale (molto più delle tasse pagate dai Siciliani, mentre ci sono Regioni in Italia che rianno dallo Stato solo il 30-40% delle tasse), le amministrazioni di centrodestra non esitano a far affogare le proprie città nella monnezza, smettendo di pagare i netturbini perchè ingolfate dai debiti.

Certo, però, a prescindere da Berlusconi e compari, viene da chiedersi dove sia finita la dignità dei giornalisti italiani.

P.S. Ah, dimenticavo la chicca: guardate un po' queste immagini del Napoletano. E a quando risalgono. Avete per caso visto qualcosa di simile nei TG nazionali? Ah sì, un anno e mezzo fa. Ma quelli erano altri tempi ...

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Lo stalinista di Arcore
post pubblicato in Diario, il 23 maggio 2009


                                               

"La Finocchiaro e D'Alema si sono comportati in modo indegno, ignobile e spudorato attribuendomi parole che non ho mai pronunciato e cioè che il Parlamento sarebbe inutile e dannoso. Questo è lo stenografico del passaggio del mio intervento a braccio alla Confindustria per l'accenno fatto al Parlamento: 'Il Presidente del Consiglio non ha praticamente nessun potere perché, come sapete, la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista. Non è stato dato nessun potere al governo e tutti i poteri sono stati dati al Parlamento. Il Parlamento è pletorico: ci sono infatti 630 deputati, quando ne basterebbero 100. Chiaro che per arrivare a questo dovremmo arrivare ad un disegno di legge di iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale! Credo che questo sia e debba essere chiaro a tutti. Evidentemente l'antico vizio stalinista di capovolgere la realtà non è mai venuto meno".

Parola di Silvio Berlusconi, che oggi ha replicato così alle polemiche messe in campo dagli "stalinisti" come Fini (!!!) dopo il suo intervento all'assemblea di Confindustria. Tutto vero: lo stenografico riportato da Berlusconi è corretto: peccato che sia incompleto. Ecco le parole pronunciate dal Premier dopo la metafora sui "capponi": "Adesso diranno che io offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e controproducenti". D'altronde, come ha detto Berlusconi a Rtl 102.5, "c'è la registrazione televisiva e quella radiofonica".

Peccato, però, che nè RTL, nè i vari TG e i vari giornali abbiano riportato queste parole, dopo aver riportato le bugie del Presidente, a parte sparute minoranze.  D'altronde, me ne sarei meravigliato, dato che questo non avviene mai tutte le volte che Berlusconi smentisce falsamente ciò che ha detto il giorno prima, ovvero ogni volta che dice una cazzata. Tanto da meritare il soprannome di "Mister Frainteso".

Così come nessuno sottolinea che, ddl di inziativa popolare o no, giusta o no, in ogni caso la proposta di Berlusconi dei "100 parlamentari" dovrebbe passare per le Camere, ovvero per quei "capponi" che non dovrebbero voler "anticipare il Natale", dimenticandosi, tra l'altro, che la stragrande maggioranza di quei "capponi" ce l'ha messa lui. L'unico modo sarebbe fare un Referendum: e, d'altronde, se Berlusconi conta di raccogliere "milioni di firme" al suo ddl, sarebbe anche la cosa più ovvia fare un Referendum, per il quale servono solo 500mila firme. Ma il problema è proprio questo: Berlusconi non vuol fare il Referendum, perchè altrimenti si farebbe davvero, e probabilmente gli Italiani voterebbero anche sì, riducendo così le poltrone per il suo enorme codazzo di avvocati, soubrette e lecchini, senza tra l'altro risolvere il problema della presunta "lentezza" del Parlamento (per il quale servono altre riforme). A Berlusconi, invece, conviene fare campagna elettorale con il suo ddl, farselo bocciare dalle Camere (dato che difficilmente le opposizioni voterebbero una riduzione così eccessiva dei parlamentari, controproducente per la democrazia, ed altrettanto per il suo stuolo di "spingi-bottone", per i motivi prima spiegati) e poter così bollare suoi avversari di essere "la Casta", mentre lui potrà diventare l'eroe dell'anti-Casta.

P.S. A tal proposito, Di Pietro prima dirà no alla proposta di Berlusconi, in nome della "democrazia" messa in pericolo dal "regime", poi voterà sì, pur di smarcarsi dalla posizione del Partito Democratico. Come ha fatto sul referendum elettorale, per il quale aveva raccolto le firme, salvo poi disconoscerlo ed incitare al NO. Scommettiamo?

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Ma ci faccia il piacere!
post pubblicato in Diario, il 6 maggio 2009


                                                   

Mi ero promesso di non parlare della vicenda, anche in attesa di novità maggiori, ma la puntata di Porta a Porta di ieri sera mi ha fatto cambiare idea. Le dichiarazioni che Berlusconi ha potuto rendere in perfetta assenza di contraddittorio (a parte un primitivo e solitario scatto d'orgoglio a difesa della categoria dei giornalisti da parte del direttore De Bortoli) sono infatti talmente risibili e vergognose che dovrebbero suscitare una profonda reazione dell'intera società italiana, altro che Internet.

Fondamentalmente la tesi "difensiva" del premier è stata questa: la decisione della Veronica è solo il frutto di un complotto orchestrato dalla sinistra tramite i giornali, che avrebbero inventato la storia delle veline e la storia del diciottesimo di Noemi per provocare la sua reazione. Questo ovviamente perchè "la sinistra e la stampa non riescono a sopportare la mia popolarità, ormai al 75%". Ora, premesso che Berlusconi prima di ieri sera aveva smentito di aver parlato di complotti, tanto che fino a poche ore prima il fido Bondi a Ballarò, replicando a Franceschini, dichiarava che Berlusconi aveva smentito, la linea difensiva del premier è talmente palesemente falsa che è alquanto imbarazzante che i giornalisti presenti siano stati al gioco.

Innanzitutto, per la storia delle veline il Premier dovrebbe guardare in casa sua. Di fatti non solo l'opposizione non aveva fatto sentire granchè la sua voce, ma anche la stessa stampa non si era occupata così massicciamente della questione: il "velinismo" è infatti diventato il tema del giorno solo quando la rivista di FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, uscì con un articolo di fuoco sulle "veline" che erano in odore di Europee nelle liste del Pdl; articolo che suscitò la prima reazione della Lario, quella del "ciarpame senza pudore".. Solo allora la "questione veline" guadagnò la vera attenzione mediatica. Quindi, più che di falsità della sinistra, Berlusconi dovrebbe parlare di falsità destrorse ... E poi non sono nemmeno bugie: le interviste ad alcune "veline" incazzate per non essere state candidate dopo aver persino firmato la candidatura dal notiaio, il padre di una di loro che ha cercato di darsi fuoco fuori Palazzo Grazioli perchè la figlia non era stata candidata, le ammissioni all'interno del PdL, e soprattutto da parte dello stesso Berlusconi ("quelle tre che sono state escluse all'ultimo erano bravissime ragazze"), sbugiardano il Silvio nazionale e i suoi lecchini d'intorno.

Per quanto riguarda la "festa di Noemi" ... c'è da dire innanzitutto che all'inizio semplicemente si era parlato della festa come l'ennesima comparsata di Berlusconi ad una festa, in cui ha cantato, scherzato con i presenti, dispensato sorrisi a destra e sinistra, ricevuto applausi, eccetera (non è certo la prima volta che accadeva una cosa del genere). Poi sono comparse le ironie, dato che in un'intervista Noemi e famiglia confessavano di chiamare "papi" il premier. Ma è stato con le dichiarazioni della Lario, che sempre in quella prima reazione dichiarava che il marito "non era mai stato al 18° dei suoi figli", che la festa di Noemi è finita davvero nell'occhio dei media.

D'altronde è perfettamente normale che il mondo mediatico si occupi di queste faccende, se è la moglie del premier a denunciare certe cose. Soprattutto sarebbe anormale non occuparsene quando addirittura la moglie arriva ad accusare di pedofilia il marito (anche se nessuno ha avuto il coraggio di usare questo termine, nonostante sia la logica conseguenze di quel "non posso stare con un uomo che va con le minorenni" e quel "Noemi figlia illeggittima? Magari fosse questo!"). E questo al di là della verità o meno delle accuse: sono pur sempre le accuse della first lady, e in un Paese normale ci si dovrebbe perlomeno porre dei dubbi, delle richieste di maggiore informazione, non la difesa a spada tratta del premier.

E poi infine una cosa. Il Premier parla tanto di sinistra che "controlla" i giornali, che monta accuse, eccetera eccetera. Ora, a parte il fatto che Berlusconi controlla gran parte dell'editoria, a partire dalle sue proprietà dirette (Il Giornale e Panorama), da quelle estremamente vicine (Il Foglio, Libero) e da quelle a lui indirettamente vicine (Il Mattino, Il Messagero), e soprattutto controlla direttamente quasi l'intero sistema televisivo italiano (Mediaset, di sua proprietà, e Rai, gestita dallo Stato, cioè da lui), che è quello che forma le coscienze in Italia, una domanda sorge spontanea: ma se la sinistra riesce a turlupinare persino la moglie del premier, che vive da 30 anni con lui, come mai non riesce a turlupinare il 75% degli Italiani? Forse perchè caso mai è lui che turlupina gli Italiani attraverso il suo impero mediatico? E poi non ci hanno sempre detto che le televisioni non fanno consenso, che gli Italiani  votano con la propria testa, che non sono dei poveri fessi che si fanno fregare dalle televisioni?

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Il "pagliuzzismo"
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2008


                                      

Da giorni non si parla d'altro. Sembra quasi che il Partito Democratico sia una nave senza capitano in mezzo ad una bufera, una tempesta chiamata "questione morale". D'altronde basta poco: basta unire l'arresto di Del Turco in Abruzzo di qualche mese fa, le dimissioni di Soru, i problemi del PD a Roma, le divergenze fra i dalemiani e il resto del PD, le inchieste che aleggiano sulle giunte di Firenze e Abruzzo. E poi la ciliegina sulla torta, ovvero il sindaco di Firenze Dominici che si incatena davanti la sede del gruppo Espresso, che aveva appena messo in copertina tutte queste questioni, in particolare le faccende di Napoli e Firenze, ledendo l'onorabilità di Dominici, almeno secondo il sindaco di Firenze. Apriti cielo. Titoli su titoli, dichiarazioni su dichiarazioni, fino all'apice dell'assurdità, ovvero Berlusconi che, come un novello Berlinguer, dichiara: "C'è una questione morale nel PD".

Ora, che nel PD ci siano problemi, "morali" e "politici"  è innegabile. D'altronde, in un partito che rappresenta un terzo degli Italiani non possono che esserci correnti e divergenze più o meno forti, soprattutto nei messi successivi ad una sconfitta elettorale; così come è "fisiologico" che in un partito che guida la stragrande maggioranza delle amministrazioni locali, ogni tanto saltino fuori cattivi esempi di amministrazione, anche corrotte magari. E il Partito Democratico, se vuole davvero essere una novità nel panorama politico italiano come ha già dimostrato di essere in varie occasioni, deve assolutamente prendere le distanze da certi personaggi e mettere più chiarezza al suo interno, senza paure (ma anche senza eccessi autoritari e giustizialisti).

Ma quello che non mi spiego è un'altra cosa. Ovvero questo "pagliuzzismo" di un certo sistema mediatico e di una certa opinione pubblica, che insiste quasi morbosamente su tutto ciò di imperfetto che accade nel PD e dimentica l'enorme quantità di marcio e di problemi che accadono altrove. Ogni divergenza interna al PD finisce nelle prime pagine dei giornali, creando casi politici magari laddove non ce ne sono, mentre si riservano pochi trafiletti ai problemi nella creazione del PDL, con AN e Forza Italia che fanno dal notaio a spartirsi proprietà e segreterie locali, e con Tremonti, Fini e Formigoni già intenti nelle prime strategie per la guerra di successione a Berlusconi. Al contrario, se si fanno le primarie ed emergono candidati con forti percentuali, si dice che sono "primarie fasulle", dimenticandosi che il PD è l'unico partito italiano ad avere simili strumenti di democrazia, mentre altrove i segretari vengono scelti a tavolino, e in certi partiti non si svolgono congressi da un decennio. Periodicamente, poi, si aprono discussioni mediatiche sul "ricambio generazionale" che sarebbe mancato nel PD, dimenticando che Veltroni ha solo 6 anni in più di Obama o che il PD è l'unico grande partito ad aver fatto una certa pulizia generazionale (De Mita docet) alle ultime elezioni, e soprattutto dimenticando che dall'altra parte c'è un signore che, per quanto molto arzillo, ha pur sempre 72 anni. Ogni volta che il PD protesta in piazza o comunque mostra vicinanza alle proteste in piazza, si dice che non fa opposizione costruttiva: quando invece il PD fa conferenze stampa su conferenze stampa per presentare i propri ddl su tutte le questioni del Paese, ma nessuno fra i media se ne importa: e poi non mi pare che durante il Governo Prodi l'opposizione di centrodestra facesse qualcosa al di là delle spallate e delle proteste di piazza "contro il regime per le libertà" (come recitava la frase scritta sul palco di P.zza San Giovanni). Ogni qualvolta qualche esponente del PD viene arrestato o finisce in un'inchiesta, anche quando magari non è nemmeno rinviato a giudizio, si scatenano bufere mediatiche e politiche, dimenticandosi che il PD è il primo grande partito ad adottare un codice etico, ad aver reso ineleggibili i condannati, anche quelli di 1° grado, mentre si va molto più cauti con un partito che è pieno di condannati e inquisiti e li porta in Parlamento (il PDL) e con un presidente del Consiglio che attacca la magistratura e si fa le leggi ad personam per proteggere i propri interessi e per scampare ai processi. Venerando, tra l'altro, personaggi ben poco qualificanti come Craxi e certa DC. Ecc. ecc. ecc. E' normale? Io dico di no. D'altronde in questo Paese c'è ben poco di normale.

P.S. Piena solidarietà a quei pochi giornalisti coraggiosi che svolgono davvero il loro mestiere, ma che vengono strumentalizzati dal resto dell'opinione mediatica che invece non lo svolge per niente. Continuate così e non mollate.

P.P.S. A chi parla da pulpiti molto poco qualificati, sarebbe utile rileggersi questa parabola: "Perchè osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".

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Come volevasi dimostrare
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2008


           

Ho avuto il piacere di constatare che ieri Report, l'ottima trasmissione "giornalistica" della domenica sera di RaiTre, ha trattato proprio quello di cui parlavo due giorni fa e che vi invito a rivedere (e poi a vedere, ovviamente, i video di cui sopra). Ovvero della montatura mediatica che ha portato Berlusconi a diventare "salvatore di Napoli".

Ma il Premier non si preoccupi: le cose che dice Report non finiscono mai nei giornali o nei TG. Dicono troppe verità (a differenza di altre inutili trasmissioni), e lo fanno in maniera troppo seria (a differenza dei polemisti-esibizionisti vari), quindi non finiranno mai nei circuiti mediatici.

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E' lui che divorzia da se stesso
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2008


                                   

Oggi il premier Silvio Berlusconi, come "raramente" gli accade, è intervenuto duramente contro la stampa, "rea" di aver riportato in modo errato il suo pensiero. "Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realtà"; "I titoli che ho letto venendo qui, che parlano di Polizia nelle scuole, non sono condivisibili, sono un divorzio dalla realtà".

Eppure i video parlano chiaro. Il Premier ha espressamente detto: "L'occupazione di posti pubblici non è una dimostrazione, un'applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza: nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato. Convocherò oggi il Ministro degli Interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere". Però da una parte ha ragione. Non ha detto proprio "polizia", ma "forze dell'ordine" ...

Insomma, siamo alle solite. Che gli piaccia o no, Berlusconi spesso spara cretinate. E quando le spara grosse, e non sia mai che gli elettori possano pensare male di lui, usa una tecnica molto efficace: negare. Negare sempre, anche l'evidenza. Tanto che ci vuole: basta dire "sono stato frainteso", "questa stampa comunista distorce la realtà", ecc. ecc.... ormai non si contano più le volte che questo accade. Ma, d'altronde, perchè non farlo se la gente ci casca pure?

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La disinformazione italiana: le vere parole di Berlusconi e Veltroni
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2008


                         

In tempi di campagna elettorale, "pullulano" i casi di disinformazione. A dir la verità, non solo in campagna elettorale, ma avendone avvertiti due in così poco tempo, e così "enfatizzati", ho deciso di mostrarveli.
Ovviamente, in tempi di par condicio ... ve ne mostro uno di Berlusconi e uno di Veltroni.

Venerdì 22 Febbraio Silvio Berlusconi andò da Mentana a Matrix. Il giorno dopo giornali e telegiornali titolavano: "Berlusconi apre alle larghe intese", e commenti similari. Si scatenò una sfilza di servizi giornalistici sulla questione, fino alla smentita di Berlusconi: "Io le elezioni le voglio vincere". Infatti, il Cavaliere da Mentana ha semplicemente detto: "La vittoria è scontata". E quando Mentana gli ha chiesto: "Mettiamo caso che ci sia un pareggio?", allora Berlusconi ha risposto: "Dovesse esserci un pareggio, sono disponibile alle larghe intese". Dunque, niente paura di Berlusconi di perdere le elezioni, ma una "ipotesi di scuola", come sottolineato dallo stesso leader del PdL.

Ieri, Martedì 26 Febbraio Walter Veltroni, avendo presentato un disegno di legge sulla pedofilia, risponde ad un giornalista sulla questione della "castrazione chimica". I telegiornali, e oggi i giornali, hanno subito titolato: "Veltroni apre alla castrazione chimica". Altra cretinata. Walter Veltroni ha infatti detto: "Se la scienza dovesse metterci nella condizione di trovare forme e terapie per disincentivare gli atti di violenza sui minori, non vedo perchè non si dovrebbe ricorrere alla castrazione chimica. Ma in questo momento non sussistono le condizioni scientifiche per adottare questa soluzione". Riassunto: "Se funzionasse, perchè no? Peccato che, ad ora, non funzioni" (perchè il problema è nel cervello e non nei testicoli, aggiungo io).

P.S. Come al solito, sottolineo sempre che odio le generalizzazioni e, anche se è una tendenza negativa, comunque la buona informazione c'è. Bisogna "scavare" molto, ma c'è.
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