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il blog di Francesco Zanfardino
Due conti
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2010


Secondo quanto il ministro Maroni e compagnia ripetono ormai da mesi, grazie al Governo Berlusconi sono stati fermati i clandestini, i cui sbarchi sono diminuiti "del 90%", in particolare da circa 30mila a circa 3mila.

Ora, ammettiamo pure che questi dati siano reali, nonostante le continue notizie di sbarchi che si ricevono (oscurate dai principali media) pongano diversi dubbi, specialmente il clamoroso ed inedito caso  dei clandestini sbarcati sulle coste del Lazio e i dati della capitaneria di Pozzallo su cui posi l'accento ormai quasi un anno fa. Maroni e compagnia dovrebbero però ricordare, ogni volta, che solo il 10% degli immigrati arriva in Italia tramite sbarchi.

Ma soprattutto: perchè Maroni e compagnia, mentre snocciolano questi dati, non ricordano il "costo" di questi mancati sbarchi? Ovvero, che si sono dati 5 miliardi di euro in 20 anni a Gheddafi per quest'operazione? Il che si traduce in più di 9000 euro per ogni clandestino respinto (considerando 27.000 clandestini respinti ogni anno, secondo i dati di Maroni)? Senza considerare nemmeno il fatto che prostrandoci a Gheddafi ci stiamo coprendo di ridicolo con tutto il resto del mondo?

Non è "un po'" costosa l'operazione? Non c'erano forse altre priorità?

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Il topolino
post pubblicato in Diario, il 21 agosto 2010


                                               

Secondo Futuro e Libertà, "la montagna ha partorito il topolino". Il riferimento è al vertice del PDL di Venerdì, convocato da Berlusconi per "fare chiarezza interna" ed incominciare la verifica della maggioranza, con l'elaborazione di un documento "programmatico" di 10 pagine ("ma scritte grandi", ha dichiarato il Cavaliere in conferenza stampa, quasi come se se ne vergognasse) sul quale chiedere a Settembre la fiducia delle Camere. I "finiani", per l'appunto, hanno prontamente risposto all'appello, dichiarando di non avere problemi a votare la fiducia su quello che, in fondo, a parte il processo breve, è la sintesi del programma di Governo.

Ovvero, Fini & Co. sarebbero pronti fin da adesso a metterci una pietra sopra. Incredibile. Dopo aver subito violentissimi attacchi mediatici (che tra l'altro non si placano), dopo essere stati oggetti di vergognose campagne acquisti, dopo aver sputtanato a loro volta vicende oscure di Berlusconi, che pur tut (i rapporti con Gheddafi e Putin, l'imbroglio sulla villa di Arcore) e, soprattutto, dopo aver addirittura rinnegato Berlusconi e il berlusconismo tramite FareFuturo ("Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l'avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci" ... "Oggi ha ragione chi dice: perchè non ci avete pensato prima? Non c'è risposta che non contempli un pizzico di vergogna"), i "finiani" sarebbero immediatamente pronti a tornare all'ovile. E addio "vergogna", addio scandali libico-russi.

Mi sa che la "montagna che ha partorito il topolino" è quella finiana, e d'altronde l'ho sempre detto che secondo me quella finiana era una semplice manovra di potere, non certo ideale. Magari questo "signorsì" sarà strategia, per poter continuare ad indebolire i berluscones dall'interno. O forse semplice paura. In ogni caso, "vergognatevi" davvero.

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Notizie clandestine
post pubblicato in Diario, il 8 agosto 2010


                                           

Nel mio piccolo, l'avevo già denunciato 6 mesi fa, quando pubblicai i dati della Capitaneria di porto di Pozzallo (Ragusa) sugli sbarchi di clandestini sulla costa iblea: ebbene, nel 2009 sono stati 2.691, con un aumento del 44% rispetto al 2008. Ebbene, per farvi un'idea sulle dimensioni di questi numeri, il ministro Maroni negli stessi giorni si vantava di aver ridotto gli sbarchi di clandestini a circa 3.000 in tutta Italia.

Allora si trattava però di un "semplice" articolo del Giornale di Ragusa, quindi da prendere con tutte le precauzioni del caso. Ora invece salta fuori un'inchiesta di Repubblica, che ci rivela come nell'ultimo mese siano stati almeno 350 gli sbarcati sulle coste siciliane; e proprio oggi 66 clandestini sono sbarcati in Salento. Dati parziali, parzialissimi, perchè dopo la stretta sugli sbarchi (costataci 5 miliardi di euro, ricordiamolo, per l'accordo con Gheddafi) gli schiavisti della tratta hanno cambiato i metodi di trasporto dei disperati, ma soprattutto perchè il Ministero non redige più una statistica completa degli sbarchi (d'altronde, per Maroni non esistono più). Il bello è che, proprio in un'intervista a Repubblica, il Ministro La Russa ad esplicita domanda non smentisce i risultati dell'inchiesta.

Una notiziona, o comunque una notizia. Di cui però non c'è traccia nei TG (nemmeno nel "comunista" TG3, per ora). O, forse, sono io a  non volermi rassegnare a considerare una notizia prioritaria l'ultima novità in materia di beauty farm, le vicissitudini di Belen Rodriguez o i gelati di Michelle Obama.

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Meno sbarchi?
post pubblicato in Diario, il 13 gennaio 2010


                                             

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, si plaude spudoratamente per il drastico calo di sbarchi di clandestini sulle coste italiane che sarebbe frutto del lavoro suo e del Governo: -90% di sbarcati in un anno. In particolare, ci sarebbero stati circa 3mila sbarcati, rispetto ai 30mila del 2008.

Io non sarei così pronto a vantarmene, visto cosa combinano agli immigrati che rispediamo in Libia; inoltre, l'immigrazione tramite sbarchi era solo il 10% dell'immigrazione clandestina totale verso l'Italia, quindi la Lega e il Governo mentono quando dicono di aver fermato il fenomeno nel suo complesso. Comunque, tralasciando anche queste considerazioni, devo dire che quando ho sentito questi dati non avevo molti dubbi sulla loro veridicità, visto che abbiamo sborsato 5 miliardi di euro a Gheddafi per ottenere questo risultato. Comunque, lo spirito di giornalista che è in me mi ha spinto a fare una prova, cercando "sbarchi" in Google News: e così è saltata fuori questo articolo del "Giornale di Ragusa", del 2 Gennaio, che riporta i dati della Capitaneria di Porto di Pozzallo, uno dei punti di approdo principali degli sbarchi di clandestini: ebbene, pare che, solo sulle coste della cittadina iblea, nel 2009 sono sbarcati ben 2.629 clandestini, rispetto ai 1.821 del 2008. Quasi il 50% in più.

Devo forse ritenere che i clandestini nel 2009, eccetto quattrocento, siano sbarcati tutti a Pozzallo? Oppure nella Capitaneria di Porto di Pozzallo c'è un covo di comunisti distorcitori della realtà? O magari è il Ministro a dire palle? Io credo in quest'ultima ipotesi. Ma, in ogni caso, stupisce che nessun giornalista si ponga le mie stesse domande.

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Clandestini, i frutti della demagogia
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 27 dicembre 2008


                                                         

Ci avevano detto: "l'Italia agli Italiani". Ci avevano detto: "Mai più clandestini sotto casa". Ci avevano detto: "La sinistra buonista ci ha riempito di clandestini". Ci avevano detto: "Con noi al Governo non verranno più". Ci avevano detto: "Le nuove norme scoraggeranno i clandestini". Ci avevano detto: "Basterà che si venga a sapere che l'Italia non è più il Paese di Bengodi della sinistra, e che ora c'è Maroni (e la Lega), che i clandestini non verranno più". Ci avevano detto: "Le nuove norme avranno un effetto deterrente".

Ecco la verità. Maxi-sbarchi anche a Natale, 1500 persone in tre notti a Lampedusa. Ormai stiamo triplicando, altro che duplicando, il numero degli sbarcati rispetto al 2007. Ecco i frutti della demagogia, ecco i frutti di chi ha fatto le proprie fortune politiche speculando sulla vita dei deboli e sulle paure degli Italiani. Ma ovviamente mai se ne assumeranno la responsabilità: probabilmente i clandestini non si sono ancora informati bene sul fatto che c'è la Lega al Governo e Maroni all'Interno.

Facciamo così: dei 5 miliardi regalati a Gheddafi, qualcuno facciamolo spendere in maxi-cartelloni pubblicitari sulle coste libiche con le "facce deterrenti" di Maroni, Bossi, Fini e Berlusconi. Forse i clandestini, che hanno abbandonato le proprie famiglie, si sono venduti magari sessualmente per quel viaggio, che si sono fatti migliaia di kilometri a piedi nel deserto, si metteranno paura delle "norme deterrenti" del nuovo "Governo decisionista della Sicurezza".

Vergogna. Ma a chi volete prendere in giro?

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Finalmente qualcosa di positivo sull'immigrazione
post pubblicato in Diario, il 30 agosto 2008


                                               

Oggi è finalmente arrivata, dopo anni di discussione, la firma dell'accordo bilaterale Italia-Libia. A sancirlo sono stati il premier Berlusconi e il leader libico Gheddafi, portando così a compimento un percorso iniziato una ventina di anni fa con la richiesta da parte libica di un risarcimento per i danni dell'età coloniale, e che aveva subito una forte accelerazione nel novembre scorso quando l'Italia riconobbe per la prima volta ufficialmente i danni perpretati ai danni del popolo libico in 30 anni di occupazione, attraverso l'accordo di massima ottenuto dall'ex-Ministro degli Esteri D'Alema, sul quale si basa l'accordo odierno.

L'accordo raggiunto oggi ricalca infatti fedelmente quell'intesa: 5 miliardi di euro (spalmati in 25 anni) per la realizzazione della famosa autostrada costiera, oltre che per la costruzione di alloggi per le famiglie danneggiate dai colonizzatori italiani e borse di studio per i giovani libici che vogliono studiare in Italia. Oltre che il simbolico ritorno in Libia della "Venerde di Cirene", trafugata dai soldati fascisti durante l'occupazione. Ma soprattutto l'accordo prevede quel pattugliamento congiunto sulle coste libiche inserito nell'intesa di qualche mese fa.

Si tratta secondo me di una buona notizia. Certo, rimangono varie sfumature negative, soprattutto ciò che lamenta l'associazione degli italiani rifugiati dalla Libia (Airl), ovvero il fatto che sono stati riconosciuti i danni dei libici e non degli Italiani cacciati da Gheddafi. Ma è comunque un accordo positivo. Sia da un punto di vista "etico", perchè risarcisce i danni dell'occupazione italiana, sia da un punto di vista "pratico": non tanto per il petrolio, ma soprattutto per il controllo dell'immigrazione clandestina. Dopo tanti ridicoli provvedimenti "contro" l'immigrazione, per niente conformi alla "svolta" tanto annunciata (tant'è vero che i clandestini continuano a venire e più di prima, e vengono ancora espulsi con il foglio di via), arriva qualcosa di concreto. Ovvero un accordo bilaterale, la strada maestra per limitare l'arrivo di immigrati. E' la strada indicata da Napolitano quand'era ministro degli Esteri, e che ha già avuto risultati concreti con l'Albania (ricordate "l'invasione" di Albanesi sulle coste pugliesi? Bastò un accordo bilaterale a farla cessare), durante altri governi.

Speriamo che, come per l'Albania, anche per la Libia accada lo stesso. Molto ovviamente dipenderà da come il Governo Italiano gestirà la cosa.

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Perlomeno loro si indignano
post pubblicato in Diario, il 4 maggio 2008


                               

La lunga trattativa per la composizione del governo Berlusconi IV, contraddistinta finora dalle "normali" rivendicazioni di questo o quel partito (con lo spiacevole ritorno dei "partitini", riemersi dopo essersi momentaneamente annullati nel cartello del Popolo della Libertà), ha adesso una problematica in più da affrontare, ovvero la cosidetta "questione Calderoli".

E' successo infatti che, nei giorni scorsi, il figlio del leader libico Gheddafi ha dichiarato: "Calderoli ministro? Ripercussioni catastrofiche nelle relazioni fra Italia e Libia". Il riferimento è al "fattaccio" di inizio 2006, quando l'allora Ministro per le Riforme Istituzionali mostrò durante un'intervista al Tg1 una maglietta con le allora contestatissime vignette anti-Islam, pubblicate dal giornale danese Jyllands Posten, in cui Maometto veniva rappresentato con una bomba al posto del turbante. L'esibizione delle vignette, che già ebbero numerose ripercussioni nel mondo islamico, causo degli incidenti a Bengasi, in Libia (in cui morirono numerosi manifestanti) e quindi un incidente diplomatico con il governo libico, cui seguirono le dimissioni di Calderoli, pretese sia dalla maggioranza che dall'oppozione.

Ebbene, secondo la "questione Calderoli" non esiste, perchè qualsiasi ingerenza di un altro Paese nelle nostre faccende, a maggior ragione nella composizione di un Governo, è inaccettabile e da respingere. Semmai un consiglio, un parere, ma le minacce sono inaccettabili. E, tra l'altro, non ci siamo così declassati da prendere ordini dalla Libia.

Però, in questa faccenda una cosa non è stata sottolineata. Ovvero che perlomeno i musulmani si indignano di fronte a chi li offende (ovviamente parlo di chi si è solo indignato, non di quei criminali che hanno protestato in quel modo) dicendo che la loro religione è una religione di per sè sanguinaria e bellica. Mi piacerebbe che anche noi ci indignassimo, quando certi esponenti del mondo politico, tra cui lo stesso Calderoli, sparano idiozie sull'unità nazionale, sul Tricolore e sull'inno di Mameli, oppure quando offendono in maniera davvero indecente i "meridionali" e la nostra Capitale.

E invece no. Anzi, noi premiamo e quindi incoraggiamo certi comportamenti, perchè per noi i valori dell'unità nazionale, della bandiera, del rispetto verso tutti, non sono poi mica così importanti ...

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