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il blog di Francesco Zanfardino
Una via democratica per il Caucaso
post pubblicato in Diario, il 26 agosto 2008


                                                    
 
Sulla crisi in Caucaso si è detto di tutto e di più. La situazione è fin troppo delicata per ridurla in termini semplicistici, stando dalla parte della Georgia o della Russia, delle etnie o degli Stati, della soluzione Sarkozy o della posizione USA o di quella Russa, dei tempi brevi o dei tempi lunghi. Tuttavia, penso che da questo si possa apprendere qualcosa.

Ovvero che non si può costringere la volontà di indipendenza di un popolo per troppo tempo. Gli Osseti, così come gli Abcati (e le varie etnie del Caucaso, siano esse filo-russe o anti-russe) non si riconoscono nella Georgia, e non si può certo pensare che sia così perchè sono manovrati dalla Russia. Per questo, credo che alla fine l'unica soluzione possibile possa essere un referendum popolare. Con i dovuti accorgimenti (un quorum del 55%, per esempio), ma quando altre soluzioni non sono possibili, è sempre meglio dare la parola ai cittadini. D'altronde, lo si è fatto per il Montenegro, per il Kosovo: perchè non per l'Ossetia?

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Luci ed ombre a Pechino
post pubblicato in Diario, il 10 agosto 2008


                                              

Oggi a Pechino è successo qualcosa di importante. No, non mi riferisco al pur bellissimo oro italiano nella spada (oltre all'argento nel tiro a volo e al bronzo nel ciclismo), ma al bellissimo gesto di pace avvenuto durante la premiazione del tiro a segno.

Nella gara femminile vinta dall'atleta cinese Guo Wenjun, infatti, le altre due medagliate Natalia Paderina e Nino Salukvadze, rispettivamente argento e bronzo, russa e georgiana, si sono dapprima strette la mano e poi abbracciate lungamente, dando un segnale ai governi di Russia e Georgia per fermare l'orrore della guerra.

Se non fosse per l'altro episodio, che non vale nemmeno la pena di riportare, vista la totale dimostrazione di pericolosa imbecillità da parte dell'atleta, oggi sarebbe stata una giornata positiva per lo Spirito Olimpico. In una terra che dove lo Spirito Olimpico viene oltraggiato ogni giorno, ma questo non è colpa degli atleti. Che però, perlomeno, dovrebbero evitare di oltraggiarlo ulteriormente.

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Fermate l'orrore!
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2008


                                                    
 
Altro che tregua olimpica
. Mentre lo "zar" russo Vladimir Putin assisteva alla cerimonia d'inaugurazione di Pechino 2008, nel Caucaso tornava l'orrore. E' guerra di numeri e di scambi di reciproche responsabilità fra Russia e Georgia; ma sopratutto è guerra di sangue, con due paesi in guerra, pulizie etniche in atto e  migliaia di morti civili e non.

E' la polveriera del Caucaso, una regione tormentata da anni di conflitti etnici, una cartina geografica disegnata col sangue e con la sofferenza di centinaia di migliaia di persone incolpevoli, con popoli sistemati in paesi che non li rappresentano, minoranze separatiste e interessi economico-strategici. Un perenne conflitto dove nessuno ha ragione e tutti hanno colpa.

Sarebbe l'ora di smetterla, ma ci sono troppi interessi in gioco. Io dico solo una cosa: ONU, se ci sei, batti un colpo. Se davvero sei un organismo internazionale indipendente e con l'obiettivo di tutelare la pace nel mondo, non perdere tempo. Bisogna chiedere immediatamente la fine delle ostilità, o perlomeno una tregua, e, se necessario, inviare una forza di interposizione permanente in Caucaso, come fatto per il Libano due estati fa. Per poi mettere finalmente mano alla cartina geografica e risolvere in qualche maniera il problema.

Impossibile? Beh, per questo, e non per essere un impotente giocattolino nelle mani delle grandi potenze, esiste l'ONU. Che lo dimostri.

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