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il blog di Francesco Zanfardino
Militari in strada: i numeri della demagogia
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 4 agosto 2008


                                            Roma: militari di guardia davanti all'ambasciata russa (Infophoto)

Scatta oggi l'operazione-spot del Governo sulla sicurezza, ovvero i 3000 militari nelle strade. Con questo post proverò a smontare un provvedimento che, a prima vista, può sembrare utile per la sicurezza nelle strade, ma in realtà non è nient'altro che fumo gettato negli occhi degli Italiani per nascondere il vero operato del Governo in tema di sicurezza.
Cominciamo.

IL NUMERO DEI MILITARI. Il totale dei militari impiegati è di 3mila unità, di cui: 1000 per il pattugliamento in strada (9 città), 1000 per il presidio degli obiettivi sensibili (solo Roma, Napoli e Milano), 1000 per il presidio di 16 Ctp degli immigrati. Una goccia nel mare, a fronte delle 40mila unità di tagli alle forze di polizia nei prossimi tre anni, per effetto della "forbice" di Tremonti, come lamentato dai sindacati di polizia.

IL COSTO DELL'OPERAZIONE. L'operazione "militari nelle strade" costerà allo Stato complessivamente 62 milioni di euro per 2008 e 2009. Ciò a fronte degli oltre 3 miliardi di euro di tagli per la spesa delle forze dell'ordine.

LE CITTA' PATTUGLIATE. Le città pattugliate saranno solo 9, tra l'altro nemmeno le più abitate d'Italia: "stranamente", infatti, città come Genova, Bologna e Firenze (rispettivamente 6°, 7° e 8° comune Italiano), amministrate dal centrosinistra, avranno zero militari, a differenza di città come Verona e Catania (10° e 12°), amministrate dal centrodestra, per le quali è stata fatta un'eccezione: non per Venezia (11°), però, anch'essa amministrata dal centrodestra. Che dire, evidentemente, contrariamente a quanto afferma, per il Governo la sinistra è più brava a gestire il problema sicurezza, diversamente dalla destra a Milano o dalla Lega a Verona ... 

L'IMPATTO EFFETTIVO DELL'OPERAZIONE: Confrontando il numero degli abitanti delle città interessate e il numero di militari che le pattugliano, osserviamo il reale impatto (minimo) dell'operazione: si va da un militare pattugliante ogni circa 3500 abitanti a Catania, Bari e Verona, fino ad un militare pattugliante ogni 14mila abitanti a Roma (ogni 13.200 a Palermo, 11.350 Torino, 7.600 Milano,  6500 Napoli, 4.700 Padova): un'inezia. Se poi consideriamo invece anche i militari presidianti gli "obiettivi sensibili", allora per Roma, Milano e Napoli (le uniche città interessate da questa specificità) arriviamo rispettivamente a quota 2.700, 3.778 e 5.436. Una goccia un po più grande, certo, ma pur sempre una goccia nel mare: soprattutto, ripeto, con i 40.000 tagli alle unità delle forze dell'ordine. E comunque, pensando ad esempio a Palermo e Torino, siamo davvero a numeri ridicoli.

PREPARAZIONE E PUBBLICITA' NEGATIVA: L'unico senso che avrebbe una tale operazione è aumentare la sorveglianza del territorio. Ma, da che mondo è mondo, se c'è un deficit di sorveglianza si assumono più forze dell'ordine, o quanto meno le si mettono in mezzo alla strada anzichè farle stare negli uffici. Invece il Governo fa l'esatto contrario: taglia pesantemente il numero di forze dell'ordine, e a sostituirle (molto molto parzialmente) chiama i militari. Militari che inevitabilmente sono peggio preparati delle forze dell'ordine, altrimenti non ci sarebbe la distinzione fra militari e forze dell'ordine, no? Inoltre, bisogna anche tenere conto della pubblicità negativa che si dà dell'Italia all'estero: un immagine da Paese sudamericano, che ha bisogno dell'esercito per mantenere la sicurezza nazionale. Tant'è vero che lo stesso Alemanno, certo non di sinistra, non vuole che i militari siano nel centro e nelle zone turistiche di Roma ...

IMPATTO SULLA PERCEZIONE DI SICUREZZA: Qui non posso dire proprio niente, anzi, un bel 10 e lode al Governo Italiano che è capace di vendere fumo agli Italiani senza dare loro nemmeno una coscia d'arrosto, anzi strappandeglielo dalle mani. Nascondendo il taglio di 40.000 forze di polizia con 3.000 militari nelle città. Davvero complimenti. E mi raccomando, alla fine del periodo di "militarizzazione", non dimenticate di farvi pure una bella conferenza in cui annunciate la fine dell'emergenza sicurezza, come quella per la falsa fine dell'emergenza a Napoli. State sicuri che gli crederanno anche allora.

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Il fumo negli occhi
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2008


                                            

Incredibile, ma siamo in emergenza nazionale. Su proposta del Ministro dell'Interno Maroni, infatti, oggi il CdM ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per l'immigrazione. L'ultima volta era successo per la guerra in Iraq il 28 Marzo 2003. Ovviamente subito si sono scatenate le polemiche, dall'opposizione come da varie organizzazioni.

Tralasciando la deriva discriminatoria di questa e delle altre iniziative del Governo, vorrei solo sottolineare come questo Governo cavalca le paure degli Italiani per nascondere la sua incapacità in tema di sicurezza. Questo provvedimento come gli altri (impronte per i bambini rom et similaria) è pura propaganda, slogan, fumo negli occhi per annebbiare la vista degli Italiani di fronte a contraddizioni come i tagli alle forze dell'ordine. Ma dico io, invece di dichiarare emergenze improbabili, perchè non si fa un bel Cdm d'emergenza per trovare i fondi per le forze dell'ordine? Non è più importante per la sicurezza dei cittadini evitare il taglio di 40mila fra carabinieri e poliziotti?

Maroni si difende dicendo: "Lo stato d'emergenza già c'era e lo firmò pure Prodi". Sì, caro Maroni, ma lo stato d'emergenza non era nazionale, ma limitato a Sicilia, Calabria e Puglia: il motivo è più che evidente, ovvero che quelle regioni sono quelle in cui sbarcano tantissimi clandestini e i Cpt scoppiano, quindi lì sì che c'è emergenza "sovraffollamento". Non mi sembra che i clandestini sbarchino in Lombardia, Piemonte e così via ... L'altra difesa di Maroni è che "gli sbarchi sono 6 volte rispetto allo stesso periodo 2007": beh, caro Maroni, evidentemente "l'effetto deterrente" dei vostri "provvedimenti" non ha funzionato ...  e poi, ripeto, uno stato di emergenza può essere giustificato solo per quei territori dove continuamente sbarcano in massa gli immigrati.

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