.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Frattini, la Ue e l'immigrazione
post pubblicato in Diario, il 25 agosto 2009


                                              

Di fronte alla tragedia del mare di Sicilia, il nostro Ministro degli Esteri ha rivangato uno dei soliti argomenti con il quale il Governo si difende quando è sotto accusa per gli sbarchi: occorre una politica europea per l'immigrazione. Ora, a parte il fatto che lo stesso Frattini fu fino a qualche anno fa commisario Ue proprio con delega all'immigrazione, e che quindi quelle critiche dovrebbe rivolgere anche a se stesso (ma d'altronde è un po' come la storia degli immigrati nel Governo Prodi: dicevano che c'era il boom, ma intanto la legge in vigori era proprio la Bossi-Fini), il Ministro potrebbe anche avere ragione. Anzi, ha ragione: la mia concezione di Unione Europea è proprio quella di un'intregrazione reale fra i Paesi membri, che condividano fortune e problemi. Anche perchè una politica coordinata a livello sovranazionale è la miglior risposta per problematiche sempre più spesso globali, come appunto l'immigrazione.

Il fatto, però, è che non è detto che sia l'Italia a "beneficiarne". Come correttamente riportato da questa tabella dal Mattino, infatti, se è vero che nel 2008 (colpa di Prodi, vero Maroni?) l'immigrazione nella UE ha riguardato soprattutto Italia e Spagna (più di 400mila unità), seguite da Gran Bretagna (226mila) e altri paesi come Francia, Cechia, Belgio, Svezia, Grecia, Austria e Olanda (tra 30mila e 70mila), e comunque percentualmente (non ci sono le % in tabella, ma basta calcolarle) l'Italia è dietro a Lussemburgo, Slovenia, Spagna e vicina a Cechia, Malta, Belgio, Svezia, Danimarca, è altrettanto vero che attualmente le percentuali di stranieri sono ben più alte in Estonia, Lettonia e Spagna (oltre il 10%)Grecia (8%), Germania (6.9%), Belgio, Austria, Irlanda (oltre il 6%), Gran Bretagna (5.9%), Francia (5.7%), Svezia (5.2%) che in Italia (5.0%).

Insomma, proporre come fatto da Frattini che "i rifugiati debbano trovare alloggio e sostentamento in tutti i Paesi europei secondo criteri proporzionali" potrebbe rivelarsi un boomerang. O, comunque, non cambiare sostanzialmente l'attuale situazione. Insomma, volenti o nolenti, con l'immigrazione bisogna farci i conti.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Viva la sincerità
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2009


                                             

Oggi il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, in procinto di incontrare il suo omologo della Romania, ha dichiarato: "la Francia ha espulso solo nel 2008 oltre 7000 cittadini romeni, l'Italia circa 40".

Come come come? Solo 40 romeni espulsi? E tutti i proclami sulla sicurezza, sulle "espulsioni più facili", sul "sì agli onesti, fuori dall'Italia i delinquenti", "vadano a casa loro", "interverremo contro l'emergenza ROM", ecc. ecc. che fine hanno fatto? La tanto sbandierata "svolta" su sicurezza e criminalità straniera rispetto al Governo Prodi dov'è, caro Ministro? Perchè non dice al suo collega Maroni che i suoi innumerevoli pacchetti sicurezza sono stati tutti dei gran pacchi (soprattutto alla luce degli ultimi fatti di cronaca)?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Come in Libano
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2009


                                             

Non è da me tornare su un argomento a pochi giorni di distanza. Ma è ora di dire basta con l'immobilismo. La comunità internazionale non può rimanere inerme e divisa di fronte al tragico evolversi della situazione in Palestina.

Basta con il ragionare su chi ha torto e su chi ha ragione, su chi appoggia la Palestina e chi Israele. Tutte enormi cazzate, perchè quando una guerra dura da cinquant'anni le colpe sono di tutti e le ragioni sono di nessuno. E dunque non ha nemmeno senso appoggiare un Paese o l'altro, come invece fanno il nostro Ministro degli Esteri Frattini e la sua maggioranza, anche se per fortuna all'estero ci sono leader di destra come Sarkozy che hanno ancora il senno. "Due popoli e due Stati", viene spesso ripetuto. Ora è il momento di applicarlo. Per l'Onu, la Ue o chiunque altro è venuto il momento di mettere in gioco la diplomazia e far sedere intorno ad un tavolo le parti in gioco, pretendendone il reciproco riconoscimento e decidendo una volta per tutte la divisione dei territori e delle risorse. L'accordo non verrà fuori? Allora un secondo dopo l'Onu decida lei una equa spartizione e la faccia forzatamente rispettare con una forza di interposizione, sul modello di quella mandata in Libano nel 2006 (l'unica delle cosiddette "missioni di pace" che può definirsi davvero tale o quasi), a cominciare dal confine israelo-gaziano ma poi da estendere anche agli altri confini. Sono situazione diverse? Mica tanto: anche allora c'era lo scontro tra una associazione terroristica e politica radicata nel territorio (Hezbollah) che iniziò gli scontri e un'Israele che reagì in maniera sproporzionata. Anche allora USA e Isreale erano contrari alla missione. Eppure lì ha funzionato. Perchè non a Gaza?

Ci vuole decisionismo. Ma soprattutto la volontà di fare la cosa giusta. Da parte di tutti. E l'Italia non si tiri indietro: molti sembrano essersi dimenticati che questo Paese ritenuto troppo piccolo da molti, guidato allora da un Governo ritenuto dall'attuale maggioranza "dequalificante", diciamo così, per l'immagine e il peso dell'Italia all'estero, fu il principale protagonista delle trattative che portarono alla missione in Libano, di cui ottenne anche il comando, diversamente dalle altre missioni. Dunque per un Governo che ha restituito la dignità e il peso internazionale all'Italia dovrebbe essere una bazzecola fare lo stesso, vero Berlusconi e Frattini? .........

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia luglio        settembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca