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il blog di Francesco Zanfardino
L'odore dei soldi
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2010


                                               

Le dichiarazioni di Ciancimino jr sugli investimenti della mafia in MilanoDue e nell'edilizia al Nord hanno subito suscitato nuove polemiche sui processi siciliani sulle stragi del '92. E, per quanto discutibilissime e da prendere con le pinze, hanno perlomeno il merito di riaccendere, (seppur fievolmente, vista la cortina di fumo mediatica che c'è in Italia) i riflettori su uno dei grandi misteri italiani: da dove vengono i capitali con i quali Silvio Berlusconi ha poi creato il suo impero imprenditoriale, cominciando proprio dalle attività edilizie di Edilnord.

Insomma, "Cavaliere, dove ha preso i soldi?". E' la domanda che si posero ormai quasi dieci anni fa Marco Travaglio ed Elio Veltri nel loro contestatissimo libro "L'odore dei soldi", la cui discussione all'interno delle trasmissioni di Biagi, Santoro e Luttazzi provocò il famigerato "editto bulgaro". Domanda rimasta senza risposta da parte degli interessati (Berlusconi & Co.), anche se i due giornalisti provarono a risolverla in proprio prospettando, dubbi alla mano, proprio una possibile collusione con la mafia siciliana. Motivo dello scandalo poi susseguito alla pubblicazione del libro, con tanto di querele intentate ai danni dei due giornalisti, salvo poi essere costretti a risarcire 100mila euro di spese legali perchè i fatti narrati nel libro non erano diffamatori.

Magari una risposta nel merito scaccerebbe tutti i dubbi. Altrimenti, la puzza di bruciato resta, e bella forte.

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Roulette Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2009


                                             

Oggi la Camera ha approvato il "decreto terremoto", meglio detto "decreto nulla" per l'inconsistenza delle misure intraprese e soprattutto della loro copertura economica: poco più di un miliardo di euro per il 2009, giusto per soddisfare le primarie esigenze (un tetto prefabbricato prima dell'inverno), e poi piccoli finanziamenti spalmati per i prossimi 20 anni (fino al 2032): il che la dice lunga sui tempi della ricostruzione.

Ancora peggio, poi, se volgiamo lo sguardo alla copertura di questi finanziamenti. A parte l'ennesima pesca nei Fondi Fas (i fondi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno e che il Governo ha utilizzato per tutt'altro, in questo primo anno di attività), un imprecisato riferimento alla lotta all'evasione, fino al ridicolo riferimento ai "risparmi" che sarebbero conseguiti allo spostamento del G8 a l'Aquila (ma poi, nello stesso decreto, si specifica che tutto ciò che si doveva realizzare a La Maddalena verrà realizzato lo stesso: e allora quali soldi si sono risparmiati?), il decreto si basa essenzialmente sulla "fortuna". Aumento delle poste minime, raddoppio delle tasse sulle vincite, liberalizzazione del gioco d'azzardo online, "gratta e vinci" dedicati all'Abruzzo.

Insomma, per molti Abruzzesi avere una casetta prima del rigido inverno potrebbe dipendere da se qualche Italiano sarà abbastanza bravo da indovinare i "magici sei". O da se gli Italiani compreranno in massa più gratta e vinci. Evidentemente risparmiare circa 6 miliardi di euro rinviando inutili e controproducenti cattedrali nel deserto come il Ponte, o ben 17 miliardi rinunciando all'acquisto insensato di 131 nuovi cacciabombardieri, devono essere sembrate strade troppo poco avvicenti per il Governo. A loro "non piace vincere facile" ...

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Ironia della sorte e facce di bronzo
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2008


                                                  

A volte le coincidenze sorprendono in una maniera incredibile. Nelle ultime settimane c'è stata una fortissima "febbre dei numeri": milioni di italiani (e non) in fila alle ricevitorie per giocare la combinazione che avrebbe potuto cambiare la propria vita. Una febbre accresciuta dall'ultra milionario jackpot, certo, ma anche dai tempi di crisi, nei quali scendono tutti i consumi, tranne uno: quello delle giocate, appunto, che aumenta, invece di diminuire. Perchè quando non si sa come sbarcare il lunario, la mancanza di concreti appoggi ci fa aggrappare all'irragionevole speranza di una fortuna incredibile. In fondo che ci vuole, basta un euro e si può sognare. E lo Stato incassa: ma meglio così, con soldi dati volontariamente, che con le tasse ...

Ma anche questa febbre, prima o poi, doveva passare. La legge di Murphy è inesorabile, e alla fine il 6 è arrivato: 100 milioni di euro sono piovuti a Catania, nelle tasche di una sola persona, a quanto sembra. E così il sogno è finito ... ma adesso parte la caccia al vincitore: non si sa mai, potrebbe sempre essere un parente, un conoscente ... e qualcosa ci dovrà pur dare, no? Tanto qualche centinaio di euro in più o in meno, che cambia? Certo però il fortunato vincitore dovrà fare attenzione ad una delle richieste a lui giunte: ovvero quella del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, che gli ha richiesto di fare qualcosa per la città. Come a dire: visto che siamo in bancarotta, e abbiamo avuto questo colpo di fortuna, aiutaci a risolvere i nosri problemi.

E no, caro Stancanelli, lei ne ha già ricevuto uno di regalo, e bello grosso: 140 milioni dal Governo per attenuare la crisi del Comune, sommerso da 1 miliardo di euro di debiti, vie piene di monnezza peggio di Napoli, strade al buio e piene di buche, scuole in crisi e dipendenti comunali non pagati. Frutto di una gestione fallimentare e clientelare di Stancanelli e del buon Scapagnini, re della città per sette anni e fido compagno di Lombardo e Cuffaro, oltre che medico personale del Premier. E non ha nemmeno dovuto rassegnare le dimissioni e far commissariare la città, come sarebbe normale per simili disastri.

E quindi il fortunato vincitore, che certo farebbe bene a dare tantissimo in beneficenza e in opere utili (io terrei per me solo una ventina di milioni ... giusto così, per le piccole spese ...), ma, se proprio li vuole investire in opere utili per la città, lo faccia: ma prima pretenda le dimissioni del Sindaco e dalla sua fallimentare giunta. Non sono beneficenza i regali ai bancarottieri.

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