.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Riciclaggio di Stato
post pubblicato in Diario, il 15 luglio 2009


                                            

Utilizzo l'efficace espressione usata da Di Pietro sul suo blog per descrivere quello che è effettivamente un provvedimento con il quale lo Stato si sostituisce alla Mafia: ovvero "ripulire" dall'illegalità patrimoni miliardari frutti dell'evasione fiscale (e spesso proprio di provenienza mafiosa), di loschi figuri che hanno ben pensato di trasferire i propri patrimoni nei paradisi fiscali per evadere le tasse italiane. E' il cosiddetto "scudo fiscale", ovvero l'ennesimo condono perpretato dalla mente di Tremonti e soci.

Il bello è che tale elogio dell'impunità arriva dopo che il Governo, alla luce delle indiscrezioni dei giorni scorsi, aveva fermamente negato tale possibilità ("voci destituite di ogni fondamento"). Il bello è che arriva a pochi giorni da quel G8 in cui l'Italia avrebbe posto la questione delle "regole per l'economia che non possono prescindere dai valori e dall'etica". Il bello è che arriva a poco più di un anno dalla promessa elettorale che Tremonti fece in materia: "I condoni sono una cosa del passato. Ora non ci sono più le condizioni per farli". Il bello è che Tremonti prova a giustificarsi dicendo che l'importante è svuotare i paradisi fiscali (ammettendo quindi la natura del provvedimento), ma facendo finta di ignorare che niente vieterà ai malfattori di riempirli di nuovo, con nuovi soldi (anzi, visto che non è la prima volta che ricevono l'impunità, sono pure incentivati, tanto non vanno mai in galera). Il bello è che Tremonti tirando in ballo presunte intenzioni simili di Obama, quando semmai gli unici casi esistenti sono di alcuni paesi della Germania che hanno sì fatto scudi fiscali in passato (nessuno adesso, nonostante la crisi), ma con tassazioni del 25% da pagare per il rientro (e non le briciole imposte da Tremonti, ovvero il 5%). Il bello è che ad un giornalista americano che osa rimarcare queste contraddizioni (evidentemente l'americano non sa che in Italia non si fanno queste domande), Tremonti risponde con un'offesa che in qualsiasi Paese del mondo costringerebbe alle dimissioni immediate, mentre in Italia stenterà a provocare delle scuse o a finire nei Tg della sera.

Il brutto è che l'Italia sembra assuefatta a questo stato di cose. E' l'ora di finirla.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Una buona riforma (forse), in un'altra Italia
post pubblicato in Diario, il 30 aprile 2009


                                              

Con l'appoggio del centrodestra e dell'Italia dei Valori, l'astensione del Partito Democratico e la contrarietà dell'Unione di Centro, ieri il Federalismo fiscale è diventato legge. Oddio, in realtà mancano ancora i decreti attuativi: e non è poca cosa, dato che sarà con quelli che si comincerà a comprendere la reale portata della riforma, con le sue cifre ed il suo impatto sull'economia del Paese.

Dunque, ad oggi, il Federalismo fiscale è poco più di una fumosa dichiarazione d'intenti, contornata da qualche decisione poco rilevante. Alla fine, tutto si può ridurre ad un solo passaggio: la transizione dalla "spesa storica" alla "spesa standard". Ovvero, lo Stato non pagherà più a "fondo perduto" le Regioni, ma fornirà loro solo ciò di cui hanno realmente bisogno, in base al loro numero di abitanti e alla struttura della popolazione (quanti pensionati, quante famiglie, eccetera), in modo da standardizzare i costi (cioè un Italiano deve "valere" un "tot di spesa" uguale sia che sia piemontese sia che sia calabrese). In tal modo, ogni Regione dovrebbe essere responsabilizzata, in quanto se spreca la propria parte di soldi, non potrebbe più ricorrere ai soldi altrui (come avviene attualmente, dove le Regioni più efficienti, soprattutto al Nord, ricevono dallo Stato meno di quanto dovrebbero, perchè al Sud sprecano molto).

Qualcuno potrebbe dire: embè, che problema c'è? Infatti, nessun problema, in linea di principio: il Federalismo fiscale è una buona riforma. Ma in un'altra Italia. Non in un'Italia dove il Federalismo fiscale c'è già, e funziona male. Ovvero non in un'Italia dove cinque Regioni, quelle a statuto speciale, ricevono già molto di più di quanto contribuiscono con le proprie tasse (mentre la Lega, per le "sue" Lombardia e Veneto, già si acconterebbe di un 50-60% delle proprie tasse...), eppure nella migliore ipotesi (Val d'Aosta e Trentino soprattutto) non hanno che farsene di tutti questi soldi (e quindi li sprecano in cose inutili o non prioritarie rispetto a quanto avviene nel resto d'Italia), nella peggiore, nonostante i fiumi di soldi ricevuti, fanno versare i propri cittadini in condizioni umilianti (leggasi Sicilia, e soprattutto leggasi Catania), a causa di politiche clientelari, collusioni con la mafia e con l'imprenditoria corrotta. Oppure non in un'Italia dove la Sanità è già di competenza esclusiva delle Regioni, ed in teoria anche di competenza economica, ma nonostante questo lo Stato copre gli enormi debiti di Regioni come Lazio, Campania, Sicilia e Calabria. E certo non perchè queste Regioni abbiano strutture sanitarie extra-lusso, ma per i motivi citati prima per la Sicilia.

E allora, prima di compiere un passo così importante, non sarebbe stato meglio attuare prima le vere riforme necessarie, cioè quelle per il contrasto del clientelismo, della corruzione e della collusione (a cominciare dalla qualità delle classe dirigenti), per un'informazione obiettiva e soprattutto coraggiosa (o meglio, che faccia il suo dovere, cosa coraggiosa in Italia) che con le sue inchieste aiuti il formarsi di una società civile che punisca chi fallisce clamorosamente nel gestire le spese delle Regioni (mentre attualmente, ad esempio, i Siciliani votano sempre gli stessi dirigenti, nonostante stiano nella merda, per usare un eufemismo). Altrimenti con il Federalismo fiscale la moltiplicazione dei centri di spesa diverrà la moltiplicazione dei centri di spreco, e lo Stato sarà sempre costretto a dover coprire i debiti, come oggi avviene nella federalista Sanità. E chi truffa i cittadini con i loro soldi? Verranno mandati in galera, o perlomeno le loro Regioni automaticamente commissariate? Di questo non se ne parla, no. Meglio non parlarne.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Sfoglia giugno        agosto
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca