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il blog di Francesco Zanfardino
Fatela finita
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2010


                                           

Passata la prima puntata di Annozero, traiamo un po' di somme. Mettiamo da parte le vicende interne a casa Santoro, costretto a lavorare nella TV pubblica in condizioni indegne di un Paese civile, persino contro tutte le leggi dello share (ad un programma che raddoppia l'audience di un canale viene data sempre carta bianca, e invece... ), e Santoro fa più che bene ad incazzarsi, anche se secondo me evitando tutta quell'anteprima polemica avrebbe dato una lezione di stile forse ancora più pesante delle accuse.

Resta un'infinito e paradossale dibattito sulla faccenda-Montecarlo, che è durato praticamente tutta la trasmissione, praticamente senza lasciare spazio ad altro ... e quindi come non essere d'accordo quell'operaio da Castellammare di Stabia che mostrava tutta la sua insofferenza davanti ad una classe politica, destra e sinistra, bloccata da due mesi su Montecarlo e Fini e che non si pone minimamente il problema di sforzarsi a risolvere il problema di tutti questi lavoratori che stanno perdendo o hanno già perduto il lavoro.

E' ora di finirla. Non perchè la faccenda Fini non sia importante, ma perchè non può essere l'unica priorità della politica in questo Paese. E il mio è anche un'appello a Fini e ai finiani: fatela finita anche voi, abbiate le palle una volta per tutte di mettere la parola fine ad un Governo che ritenete addirittura capace di dossierare contro la terza carica dello Stato. Non c'è "vincolo di programma" che tenga: come potete ritenere che possa ben governare un Governo che non pensa a risolvere i problemi dei suoi cittadini ma i problemi di uno solo e che perde il tempo ad incastrare gli alleati?

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Minzoliniana ragione
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2010


                                          

L'on. Benedetto Della Vedova, a nome del nuovo gruppo parlamentare "Futuro e Libertà", si lamenta col direttore del Tg1 Augusto Minzolini che le loro voci sono inserite nel "pastone politico" tra quelle dell'opposizione, e non fra quelle della maggioranza in cui dovrebbero rientrare. Il berlusconiano direttore risponde prontamente, dichiarando: "Tutti dicono che con l'astensione di ieri il Governo non ha più la maggioranza. Quindi forse è stessa FL che non ha capito bene cosa deve fare".

Mi duole essere d'accordo col peggiore direttore del TG1 della storia, ma come dargli torto. Le parole e gli atteggiamenti dei "finiani", infatti, e soprattutto la loro decisione di uscire dal Pdl e, come primo atto, astenersi sulla mozione di sfiducia ad un membro del Governo che loro stessi dovrebbero appoggiare, sono in palese contraddizione con l'essere organici alla maggioranza di Governo. Mi sbaglierò? Allora si faccia chiarezza. Che è quella che chiediamo un po' tutti noi, in questi giorni di ipotesi improbabili e di guazzabugli politici quali l'uscita di Bersani sul "governo Tremonti meglio delle elezioni", oppure gli strenui difensori del bipolarismo, i finiani, intenti a trafficheggiare con i trombati dei poli avversi per formare un "terzo polo" (pardon, "area di responsabilità istituzionale"). Necessità di chiarezza che dovrebbero avere gli stessi membri del Governo, che se vogliono davvero governare e non tirare a campare come fece Prodi devono avere ben chiaro se hanno o no i numeri per farlo. E quale miglior modo per Berlusconi e company di fare chiarezza, se non una rinnovata richiesta di fiducia alle Camere a Settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, quindi con tutto il tempo di fare "chiarezza interna" (ammesso che ce ne sia ancora bisogno, dopo tutto quello che si sono detti)? Lì si vedrebbe se i "finiani" si riconoscono davvero ancora nel Governo Berlusconi. O, altrimenti, si andrà a nuove elezioni con, magari, un incarico pro-tempore ad un tecnico giusto per cambiare l'obrobriosa legge elettorale (che non solo cancella le preferenze, ma rischia di consegnarci un Senato  nuovamente ingovernabile, per via dei premi di maggioranza assegnati a livello regionale e non nazionale). Se sarà possibile, e lì si vedrà la vera "responsabilità istituzionale" di certi soggetti, altrimenti niente di meglio che le urne per fare, definitivamente, chiarezza, con la parola degli elettori.

Certo, sulla fiducia al Governo i "finiani" potrebbero anche astenersi, e quindi consentire la sopravvivenza del Governo anche senza la maggioranza assoluta. Ma in tal caso, di fronte a tanta spudorata e ridicola oscenità, spetterebbe a Berlusconi di non rendersi altrettanto ridicolo e mandarli a quel paese, salendo al Quirinale se, da qualche parte, ha ancora un po' di dignità.

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Partiti-corrente
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2009


                                                               

Domani nasce il PDL-Sicilia. Non un nuovo partito, non una lista civica, non un movimento meridionalista, non una fondazione: bensì un partito-corrente. Così, da una parte avremo il PDL ufficiale, con il simbolo ufficiale, quello con Berlusconi Presidente: non a caso, visto che in Sicilia sarà rappresentato dai "lealisti" al premier, Alfano e Schifani (che dovrebbe essere una personalità "terza", visto il suo ruolo istituzionale, ma tant'è); dall'altra, il PDL degli "scissionisti", di Miccichè e dei finiani, con lo stesso simbolo ma con un "Sicilia" al posto di "Berlusconi" nel logo. Il tutto per risolvere le questioni interne di un partito, certo non per offire nuove idee di Paese.

Qualcuno potrà anche dire che certi giochi di corrente è meglio che si palesino, anzichè tenerli ipocritamente nascosti. Probabilmente è vero. Ma per me i due PDL siciliani sono comunque una ridicola pagliacciata senza pudore.

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