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il blog di Francesco Zanfardino
La depressione
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2010


"Taglierò 300 mila dipendenti statali". Questo l'annuncio-choc di Brunetta: ma, quel che è peggio, il ministro non lo dice con estrema sofferenza, ma con orgoglio.

Come se tagliare 300mila posti di lavoro, in aggiunta alle decine di migliaia già tagliati nei vari settori della Pubblica Amministrazione (scuola, sanità, ecc.), fosse una cosa fantastica. Per carità: legittimo ritenere (io non lo ritengo) che i tagli occupazionali nella P.A. promossi da Tremonti e soci siano un taglio di "sprechi". Così come i tagli ai finanziamenti.

Ma, al di là di questo, insomma anche se questi fossero davvero soldi sprecati, se davvero fossero queste delle "spese improduttive", quale vantaggio ne ha il Paese nel tagliarle se poi questi soldi non vengono reinvestiti in "spesa produttiva"? Nessuno! Anzi, si innesta un circolo depressivo per l'economia italiana, perchè si sottraggono soldi al mercato (stipendi, incentivi, ecc.) e quindi la torta diminuisce sempre di più, anzichè aumentare.

Qui, in fondo, sta tutta la questione della spesa pubblica: non importa la sua quantità, ma la sua qualità! Bisogna assolutamente tagliare quanti più sprechi (veri) è possibile, ma poi questi soldi vanno reinvesti in nuova spesa produttiva ... o quantomeno in tagli delle tasse. Già, quei tagli che i berluscones promettono e ripromettono da 16 anni a questa parte ... e invece alla fine tagliano solo i servizi pubblici. E pure vantandosene.

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Sindaco weekend
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2010


                                               

Renato Brunetta si candida a Sindaco di Venezia, ma nel caso vincesse non si dimetterebbe da Ministro. Anzi, ha il coraggio di dire che l'essere contemporaneamente sindaco e ministro sarebbe un "vantaggio" per Venezia. Motivo? Così da Roma sarebbe più facile fare arrivare i finanziamenti. E infatti il Ministro promette una "Gran Venezia", piena di opere e investimenti faraonici calati da Roma.

Bè, innanzitutto, c'è da dire che se Brunetta volesse davvero far questo, e queste opere sono davvero necessarie per Venezia, non si capisce perchè non l'ha fatto fare in questi quasi due anni di Governo ... o Venezia va finanziata solo se è della propria parte politica? Ma, comunque, il problema è un altro: ci vuole una bella faccia tosta per dire che un Sindaco part-time, o "Sindaco del week-end" come ha detto qualcuno, sia un vantaggio per i lagunari. Fare il Sindaco di un capoluogo di Regione e di una città così importante come Venezia non è un optional, ma un lavoro cui dedicarsi full-time. Altrettanto per il Ministro della Funzione Pubblica, specialmente se Brunetta intende fare quella "rivoluzione" che promette da tempo (fin troppo tempo, aggiungerei).

Insomma, Brunetta deve scegliere, se davvero pensa all'interesse dei Veneziani e degli Italiani, e se non è attaccato alle poltrone. Anche se, in realtà, il Ministro non dovrebbe proprio essere messo in condizioni di scegliere: la legge, infatti, dovrebbe impedire i doppi incarichi, specialmente in questi casi di palese incompatibilità. Va bene la lotta ai fannulloni, ma i "fantuttoni" non sono poi tanto meglio.

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Piano, casa
post pubblicato in Diario, il 21 luglio 2009


                                        

2000 euro. Nella migliore delle ipotesi, 5500 euro. Sono le cifre con il quale il Governo pensa di costruire una casa. Sembra assurdo, ma è quello che si avvince dagli annunci contenuti nel "piano casa" approvato oggi dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-regioni e del Cipe. Dopo lo stralcio della discussa norma sugli "aumenti di cubatura" (che verrano discusse successivamente), infatti, sono rimasti solo 200 milioni di euro di stanziamenti (che in futuro dovrebbero diventare complessivamente 550 milioni) per realizzare 100mila alloggi in 5 anni, almeno stando agli annunci contenuti nel "piano".

Forse il Governo ha "confuso" il numero di alloggi con il numero di persone cui il "piano" darebbe un tetto (in ogni caso gli stanziamenti sarebbero insufficienti). Forse non si tratta di "case popolari", ma di case costruite da privati con un minimo incentivo statale (e, in tal caso, si tratterebbe di grandi affari per i privati, mentre i cittadini che ne "beneficeranno" pagheranno affitti per niente popolari, senza tra l'altro versarli allo Stato ma a privati). In ogni caso, però, il messaggio che è passato è questo: il Governo Berlusconi costruisce 100mila nuove case. E, come mi suggerisce il mio osservatorio berlusconiano domestico, è un messaggio molto, molto incisivo elettoralmente.

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