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il blog di Francesco Zanfardino
L'odore dei soldi
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2010


                                               

Le dichiarazioni di Ciancimino jr sugli investimenti della mafia in MilanoDue e nell'edilizia al Nord hanno subito suscitato nuove polemiche sui processi siciliani sulle stragi del '92. E, per quanto discutibilissime e da prendere con le pinze, hanno perlomeno il merito di riaccendere, (seppur fievolmente, vista la cortina di fumo mediatica che c'è in Italia) i riflettori su uno dei grandi misteri italiani: da dove vengono i capitali con i quali Silvio Berlusconi ha poi creato il suo impero imprenditoriale, cominciando proprio dalle attività edilizie di Edilnord.

Insomma, "Cavaliere, dove ha preso i soldi?". E' la domanda che si posero ormai quasi dieci anni fa Marco Travaglio ed Elio Veltri nel loro contestatissimo libro "L'odore dei soldi", la cui discussione all'interno delle trasmissioni di Biagi, Santoro e Luttazzi provocò il famigerato "editto bulgaro". Domanda rimasta senza risposta da parte degli interessati (Berlusconi & Co.), anche se i due giornalisti provarono a risolverla in proprio prospettando, dubbi alla mano, proprio una possibile collusione con la mafia siciliana. Motivo dello scandalo poi susseguito alla pubblicazione del libro, con tanto di querele intentate ai danni dei due giornalisti, salvo poi essere costretti a risarcire 100mila euro di spese legali perchè i fatti narrati nel libro non erano diffamatori.

Magari una risposta nel merito scaccerebbe tutti i dubbi. Altrimenti, la puzza di bruciato resta, e bella forte.

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Donare la vita non dev'essere un peso
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2009


                                                

Devo dire che quando ho letto questa notizia sono rimasto contento ed amareggiato insieme. Contento perchè un bambino è tornato ad una vita normale grazie al rene del padre. Amareggiato perchè il padre, donatore vivo, ha dovuto rinunciare al proprio lavoro per affrontare il percorso del trapianto, per il quale inoltre ha dovuto pagare autonomamente le cure mediche pre e post operazione.

E questo non per una legge che manca, ma per una motivazione ben peggiore: la legge esiste da ben 42 anni, ma non può essere applicata perchè non è mai stato varato il decreto attuativo. E così le persone che nelle stesse condizioni del padre di Tommaso sono magari impossibilitate o comunque costrette a rinunciare al lavoro e a farsi in quattro per donare una vita normale alle persone care.

E' una vergogna. Ma anche qualcosa che si può correggere in un secondo. Certo, se i vari Gasparri e Quagliariello si ricordassero di battagliare per la vita anche su queste cose, e non su una persona che ha scelto di morire naturalmente, sarebbe ancora più facile.

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Sergio il ciarlatano?
post pubblicato in Diario, il 17 aprile 2009


                                              

Qualche giorno fa ho fortemente elogiato una delle candidature Europee del Partito Democratico, ovvero quella di Deborah Serracchiani, giovane coordinatrice del PD di Udine candidata dopo l'enorme ed inaspettato successo del suo discorso all'assemblea dei Circoli PD. Oggi invece parlerò, negativamente, di un'altra candidatura europea del PD. D'altronde, siamo appena entrati in par condicio ...

Scherzi a parte, la candidatura di cui parlo è quella di Sergio Cofferati, l'ex leader della Cgil e Sindaco di Bologna dal 2004. Qualche mese fa, ad Ottobre, fece scalpore la sua decisione di non ricandidarsi a Sindaco nel 2009, dopo che invece l'aveva annunciato: fece scalpore soprattutto per la motivazione data, ovvero la nascita del figlio che gli vietava di svolgere bene il suo ruolo, a causa dei continui spostamenti fra Bologna e Genova, sua città natale e di residenza. Ci furono varie reazioni alla notizia: molti, ed io fra questi, videro con favore che un politico anteponesse l'interesse familiare a quello personale, soprattutto quando a farlo è l'uomo e non la donna della coppia (cosa purtroppo ancora rara); altri, invece, maliziosamente sostennero che in realtà Cofferati aveva paura a ricandidarsi, visto le difficoltà avute nel gestire Bologna e la concretà possibilità di non essere rieletto, e quindi semplicemente aveva architettato una comoda scappatoia per poter poi rientrare ad acque calmate, magari proprio alle Europee. E, all'epoca, fu proprio lo stesso Cofferati a voler sgombrare il campo dalle malizie, dichiarando: "Se andrò a Roma o alle Europee, potreste dire che sono un ciarlatano".

Ebbene, pochi giorni fa è invece arrivata la conferma ufficiale della sua candidatura alle Europee: dopo giorni di titubanze e perplessità, il PD ha infine deciso di accettare la sua candidatura.

E ora? E ora, se Cofferati non fornirà una spiegazione coerente e plausibile, e a questo punto dubito che ciò possa avvenire, siamo tutti autorizzati, e lo faccio io adesso, a dire che è un ciarlatano. E al PD che, dopo aver avuto un lampo d'illuminazione con la candidatura della Serracchiani, dovrebbe evitare di fare questi errori, perchè il suo elettorato è molto attento a queste che possono sembrare sottigliezze ma non lo sono.

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