.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Fiducia
post pubblicato in Diario, il 29 settembre 2010


                                            

Non so voi, ma io non darei mai la fiducia ad una persona se, al tempo stesso, la accuso di lavorare nell'occulto per screditarmi, tramite, tra l'altro, operazioni di dossieraggio.

Eppure è quello che è accaduto oggi, con i finiani a votare compatti per la fiducia a Berlusconi e al suo Governo, dopo due mesi di accuse al vetriolo e stracci volanti. Non l'astensione, che già sarebbe stata più comprensibile ... ma la fiducia! E questi sarebbero gli eroi dell'opposizione, con cui magari stringere alleanze? Ma per piacere!

Ma 'sti finiani quando cacciano gli attributi, o quantomeno un po' di dignità e coerenza?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il topolino
post pubblicato in Diario, il 21 agosto 2010


                                               

Secondo Futuro e Libertà, "la montagna ha partorito il topolino". Il riferimento è al vertice del PDL di Venerdì, convocato da Berlusconi per "fare chiarezza interna" ed incominciare la verifica della maggioranza, con l'elaborazione di un documento "programmatico" di 10 pagine ("ma scritte grandi", ha dichiarato il Cavaliere in conferenza stampa, quasi come se se ne vergognasse) sul quale chiedere a Settembre la fiducia delle Camere. I "finiani", per l'appunto, hanno prontamente risposto all'appello, dichiarando di non avere problemi a votare la fiducia su quello che, in fondo, a parte il processo breve, è la sintesi del programma di Governo.

Ovvero, Fini & Co. sarebbero pronti fin da adesso a metterci una pietra sopra. Incredibile. Dopo aver subito violentissimi attacchi mediatici (che tra l'altro non si placano), dopo essere stati oggetti di vergognose campagne acquisti, dopo aver sputtanato a loro volta vicende oscure di Berlusconi, che pur tut (i rapporti con Gheddafi e Putin, l'imbroglio sulla villa di Arcore) e, soprattutto, dopo aver addirittura rinnegato Berlusconi e il berlusconismo tramite FareFuturo ("Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l'avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci" ... "Oggi ha ragione chi dice: perchè non ci avete pensato prima? Non c'è risposta che non contempli un pizzico di vergogna"), i "finiani" sarebbero immediatamente pronti a tornare all'ovile. E addio "vergogna", addio scandali libico-russi.

Mi sa che la "montagna che ha partorito il topolino" è quella finiana, e d'altronde l'ho sempre detto che secondo me quella finiana era una semplice manovra di potere, non certo ideale. Magari questo "signorsì" sarà strategia, per poter continuare ad indebolire i berluscones dall'interno. O forse semplice paura. In ogni caso, "vergognatevi" davvero.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Minzoliniana ragione
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2010


                                          

L'on. Benedetto Della Vedova, a nome del nuovo gruppo parlamentare "Futuro e Libertà", si lamenta col direttore del Tg1 Augusto Minzolini che le loro voci sono inserite nel "pastone politico" tra quelle dell'opposizione, e non fra quelle della maggioranza in cui dovrebbero rientrare. Il berlusconiano direttore risponde prontamente, dichiarando: "Tutti dicono che con l'astensione di ieri il Governo non ha più la maggioranza. Quindi forse è stessa FL che non ha capito bene cosa deve fare".

Mi duole essere d'accordo col peggiore direttore del TG1 della storia, ma come dargli torto. Le parole e gli atteggiamenti dei "finiani", infatti, e soprattutto la loro decisione di uscire dal Pdl e, come primo atto, astenersi sulla mozione di sfiducia ad un membro del Governo che loro stessi dovrebbero appoggiare, sono in palese contraddizione con l'essere organici alla maggioranza di Governo. Mi sbaglierò? Allora si faccia chiarezza. Che è quella che chiediamo un po' tutti noi, in questi giorni di ipotesi improbabili e di guazzabugli politici quali l'uscita di Bersani sul "governo Tremonti meglio delle elezioni", oppure gli strenui difensori del bipolarismo, i finiani, intenti a trafficheggiare con i trombati dei poli avversi per formare un "terzo polo" (pardon, "area di responsabilità istituzionale"). Necessità di chiarezza che dovrebbero avere gli stessi membri del Governo, che se vogliono davvero governare e non tirare a campare come fece Prodi devono avere ben chiaro se hanno o no i numeri per farlo. E quale miglior modo per Berlusconi e company di fare chiarezza, se non una rinnovata richiesta di fiducia alle Camere a Settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, quindi con tutto il tempo di fare "chiarezza interna" (ammesso che ce ne sia ancora bisogno, dopo tutto quello che si sono detti)? Lì si vedrebbe se i "finiani" si riconoscono davvero ancora nel Governo Berlusconi. O, altrimenti, si andrà a nuove elezioni con, magari, un incarico pro-tempore ad un tecnico giusto per cambiare l'obrobriosa legge elettorale (che non solo cancella le preferenze, ma rischia di consegnarci un Senato  nuovamente ingovernabile, per via dei premi di maggioranza assegnati a livello regionale e non nazionale). Se sarà possibile, e lì si vedrà la vera "responsabilità istituzionale" di certi soggetti, altrimenti niente di meglio che le urne per fare, definitivamente, chiarezza, con la parola degli elettori.

Certo, sulla fiducia al Governo i "finiani" potrebbero anche astenersi, e quindi consentire la sopravvivenza del Governo anche senza la maggioranza assoluta. Ma in tal caso, di fronte a tanta spudorata e ridicola oscenità, spetterebbe a Berlusconi di non rendersi altrettanto ridicolo e mandarli a quel paese, salendo al Quirinale se, da qualche parte, ha ancora un po' di dignità.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La lezione di Nichi
post pubblicato in Diario, il 25 gennaio 2010


                                            

La politica non è solo "strategia". Questa la lezione che certi "strateghi" all'interno del PD dovrebbero trarre dalle Primarie di ieri in Puglia, che hanno visto il trionfo senza se e senza ma del governatore uscente Nichi Vendola.

Il leader di Sinistra Ecologia Libertà aveva tutto contro. L'Udc, persino l'Idv, ma soprattutto il formidabile apparato dalemiano, nella terra di D'Alema, che aveva appena dimostrato la sua forza al Congresso del PD (93mila voti per Bersani): il tutto inquadrato in un contesto nazionale guardava con estreme "interesse" al "laboratorio Puglia" per un futuro accordo più organico tra PD e UDC in nome del "riformismo" opposto al "massimalismo" delle sinistre e al "giustizialismo" dell'IDV. Per non parlare dei tanti dubbi che sono stati fatti aleggiare sull'onestà di Vendola e sulla qualità della sua amministrazione, che invece indubbiamente sono state ben sopra alla media delle alte amministrazioni del Sud (a voi il giudizio in termini assoluti). Eppure Vendola ha vinto su Boccia, il candidato "riformista". Di larghissima misura (oltre il 70%), con una larghissima partecipazione (oltre 200mila votanti, più di qualsiasi primaria che si sia svolta in Puglia). Ed ora, paradossalmente, sembra avere più speranze di vittoria alle "secondarie" (le Regionali) di un Boccia appoggiato dall'Udc.
 
La dimostrazione, insomma, che non sempre per vincere basta la somma di voti e apparati. Serve, soprattutto verso sinistra, un progetto convincente, un'alleanza credibile, valori precisi e candidati che vivono il territorio e di cui ci si possa fidare. E, se il candidato in questione è il governatore uscente ed ha anche governato bene, a maggior ragione. Non si può sacrificare tutto questo in nome della "strategia".

Magari poi Vendola perderà lo stesso, alle Regionali. Perlomeno, però, il centrosinistra perderà con onore. E, si spera, traendo la lezione che i Pugliesi gli hanno dato con la grande giornata di democrazia di ieri, contro ogni previsione, contro ogni scetticismo, contro ogni verticismo. Contro ogni "strateghismo" e presunzione di chi aveva tentato di sminuire Vendola e dichiarato di non aver mai perso un'elezione (che soddisfazione, lasciatemelo dire). E, lasciatemelo sottolineare, contro ogni tentativo di sminuire le potenzialità delle Primarie. Capito, Bersani?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

S-fid-ucia
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2009


                                             

Pari e patta. Con il voto di fiducia ottenuto oggi alla Camera, il Governo Berlusconi IV raggiunge il Prodi II nel numero di fiducie imposte al Parlamento nei primi 19 mesi: ben 27. Allora l'attuale maggioranza lanciava strali e accuse contro il Governo, che "stroncava la discussione"; ora sono loro a stroncarla, in tutta coerenza. Qualcuno dirà che anche l'attuale opposizione non si comporta coerentemente rispetto al passato, ma almeno il centrosinistra aveva la più che parziale giustificazione di una maggioranza risicatissima al Senato e ulteriormente indebolita dalla presenza di molteplici partiti nella maggioranza, spesso con posizioni totalmente opposte e ugualmente necessarie per la tenuta del Governo. Invece la maggioranza attuale ha un'amplissima maggioranza in ambo le Camere, e soprattutto ha solo due partiti al suo interno: Lega e PDL. Con i loro leader stretti da un patto di fiducia inossidabile.

Eppure, questa maggioranza ricorre ad un numero così sproporzionato di "fiducie". E certo non perchè l'opposizione faccia ostruzionismo: questa, nel bene e nel male, è probabilmente l'pposizione meno "barricadera" di sempre, con alcune delle sue componenti (leggasi Udc) che nemmeno sul lodo Alfano hanno fatto ostruzionismo (anzi). Tant'è vero che, anche questa volta, le opposizioni nel loro complesso avevano presentato solo 49 emendamenti, un numero ridicolo vista l'importanza della legge in questione e che fa sì che il Presidente Fini intervenga nel dibattito alla Camera sottolineando che la responsabilità della "deprecabile" richiesta di fiducia non è affatto imputabile alle opposizioni. Dunque, la richiesta della fiducia può avere solo due giustificazioni: una è quella della paura nei confronti della propria stessa maggioranza che, tra il forte assenteismo del centrodestra e componenti in "subbuglio" (finiani, ma non solo), potrebbe venire meno, indebolendo l'immagine della "compattezza" della maggioranza che si vuole vendere agli Italiani. L'altra, invece, è che in realtà il Governo veda il Parlamento come un inutile e fastidioso "orpello" democratico, il confronto come un potenziale indebolimento. E quindi utilizza senza ritegno la fiducia, quasi come una sfida alla democrazia e alla pazienza dell'opposizione. Paradossale per chi, in questi giorni, sta invitando ad abbattere il presunto "clima d'odio" ed inaugurare un nuovo clima di sano confronto politico.

P.S. Intanto, le gazzette dei berluscones, allarmate dalle possibili conseguenze sull'opinione pubblica delle parole di Fini, provano a far passare il messaggio che la fiducia sulla Finanziaria sia una prassi consolidata, quasi un atto dovuto. Ebbene, dispiace deludere i Feltri e i Belpietro di turno, ma solo due anni fa ci fu un Governo capace di approvare una Finanziaria senza fiducia, affrontando ben oltre 700 votazioni. Sì, era proprio il Governo Prodi, proprio al Senato, nonostante tutti i suoi problemi ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Corretti a priori
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2009


                                                           

Credo chiunque di voi abbia visto le foto del cadavere di Stefano Cucchi. Quei segni di un'immane violenza, tra occhi spostati, vertebre rotte e traumi d'ogni tipo, hanno certamente indebolito la nostra fiducia nelle forze dell'ordine, anche se siamo ben consapevoli che non può certo essere un singolo episodio a danneggiare la nostra credibilità nelle istituzioni.

Tuttavia, nemmeno si può accettare che le forze dell'ordine vengano difese a priori, come fatto da Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa, infatti, dapprima si è chiamato fuori da ogni possibile danneggiamento nei suoi confronti, scaricando le eventuali responsabilità sui colleghi Maroni e Alfano, ma soprattutto ha dichiarato che di una cosa è certo, "del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in quest'occasione". In base a che? Sono forse i Carabinieri immuni a priori da ogni errore? O il ministro è a conoscenza di prove che scagionano l'Arma da qualsiasi coinvolgimento? E se sì, perchè non le ha rese note in Parlamento o altrove?

La verità va accertata fino in fondo, caro Ministro. Anche se magari ha ragione Lei. Quei segni di violenza richiedono una spiegazione, e per trovarla non deve esserci alcuna copertura a priori di una parte in causa. Anche perchè, ricordiamocelo, non è certo la prima volta che accade qualcosa di simile in questo Paese.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La "legge infame", morte del diritto
post pubblicato in Diario, il 11 giugno 2009


                                             

Dopo la scorpacciata elettorale, e non a caso, mi trovo a dover parlare del decreto intercettazioni, approvato oggi dalla Camera con l'ennesimo voto di fiducia chiesto dal Governo. Non a caso, dicevo, perchè il provvedimento era uscito dall'apposita Commissione della Camera già quattro mesi fa. Se non è stato affrontato finora, dunque, è per non pagare le prevedibili e negative conseguenze elettorali di un provvedimento avversato da tutte le opposizioni (anche l'UDC, sempre dialogante sui temi della Giustizia), dall'Associazione Nazionale Magistrati, dal Consiglio Superiore della Magistratura, dal Procuratore Nazionale anti-Mafia, dall'Ordine dei Giornalisti e da chiunque abbia ancora conservato un minimo di indipendenza di giudizio in questo Paese dove la pubblica opinione è quasi morta.

Il motivo? La nuova legge straccerà due principi fondamentali di una società democratica: il diritto ad una Giustizia che funzioni e il diritto all'informazione. Basta leggere la lunga lista di modifiche alla legge vigente: le intercettazoni saranno impossibili per reati con pene previste inferiori a 5 anni, mentre saranno inutili per gli altri reati, in quanto saranno possibili solo se ci sono già "evidenti indizi di colpevolezza" (ma le intercettazioni servono proprio per accertare tali evidenze, dopo le quali scatta l'arresto: se ci sono già, perchè intercettare?). Gli unici reati esclusi da tale disciplina sono quelli di mafia e terrorismo, ma in tanti casi tali reati si scoprono indagando su altri reati. Stesso discorso per le intercettazioni ambientali: si potranno mettere le cimici solo in luoghi dove già si sa che si sta commettendo una attività criminosa (ma allora, a che diamine serviranno?). Introdotti anche dei limiti di tempo: non si potrà intercettare una stessa utenza per più di 60 giorni, compreso i reati di mafia e terrorismo. Altro assurdo è il divieto di utilizzo di un'intercettazione per un reato diverso da quello per il quale è stata chiesta, tranne che per i reati di mafia e terrorismo: ovvero, se io scopro, mentre intercetto per mafia qualcuno, che quel qualcuno sta intrattenendo una relazione pedofila, non lo si può arrestare. Ed altre norme più o meno accettabili, ma comunque tutte tese ad indebolire uno strumento così importante per la Giustizia, grazie alla quale tanti criminali sono stati arrestati.

Per quanto riguarda il diritto a conoscere dei cittadini, invece, il decreto vieta, e punisce severamente, la pubblicazione delle intercettazioni fino alla fine delle indagini preliminari. Le conseguenze di ciò sono brillantemente descritte da D'Avanzo in questo articolo di Repubblica: non verremo più a conoscenza di un bel niente, se non in fortissimo ritardo, a meno di non violare la legge.

E' una vergogna. La società italiana non può accettare un simile sopruso della giustizia, della libertà di stampa e della democrazia senza dire niente. Nemmeno gli elettori di questo Governo, imbrogliati da falsi difensori della sicurezza che con questo decreto faranno esultare di gioia criminali e malfattori. Bisogna agire con ogni mezzo, fosse anche un Referendum. Perchè, se nemmeno su questo si raggiungesse il quorum, vuol dire che in Italia siamo proprio alla frutta.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Una bella fiducia, e via
post pubblicato in Diario, il 12 maggio 2009


                                               

I voti di fiducia del Governo Berlusconi stanno per diventare maggiorenni. Quella chiesta alla Camera domani sul cosiddetto "decreto sicurezza" sarà infatti la 18esima fiducia di questa legislatura: esattamente come quelle richieste dal Governo Prodi. In 20 mesi, però, e non nei 13 mesi di vita (finora) del Governo Berlusconi. Con una maggioranza risicatissima e divisissima, però, e non con una maggioranza amplissima e formata da due soli partiti (PdL e Lega). Eppure ecco quello che dicevano Berlusconi ed il centrodestra, quando erano all'opposizione di Prodi: "Il rischio è quello di esautorare il Parlamento ... la verità è che Prodi dovrebbe scusarsi con gli Italiani" (Berlusconi, 03/08/06), "Se blinderanno anche la Finanziaria, sarà scontro in piazza" (Fini, 03/08/06), e così ogni volta che Prodi chiedeva la fiducia.

Ora invece queste cose non le dicono, le dice l'opposizione, subendosi le critiche di una maggioranza che replica: "se non mettessimo la fiducia, perderemmo del tempo". Quella "perdita di tempo", però, si chiama democrazia, caro Governo. Si chiama possibilità di migliorare, o perlomeno discutere, i provvedimenti del Governo. E poi, quando si è dovuti approvare qualcosa in fretta, come il Lodo Alfano, lo si è potuto fare anche senza fiducia.

E allora, si chieda pure la fiducia. Ma si dica la verità: serve solo ed esclusivamente per coprire le divisioni enormi tra PdL e Lega, o meglio tra quella parte del PdL che ogni tanto alza la testa ed il resto, tali da poter mettere sotto persino una maggioranza di oltre 100 deputati nei confronti dell'opposizione. Si dica che il Parlamento è un'inutile "intralcio", senza tante ipocrisie: tanto, oramai gli Italiani gli consentirebbero questo ed altro.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ormai il Parlamento è un optional
post pubblicato in Diario, il 13 gennaio 2009


                                                   

Questione di fiducia. Per l'ennesima volta (la nona). Ormai si è capito: questo Governo, quando agisce, agisce con decreti, e poi alla fine vi mette pure la fiducia. E questo nonostante le elezioni abbiano consegnato al Governo Berlusconi un larghissimo consenso e una larghissima maggioranza in entrambe le Camere, tra l'altro formata da pochissimi partiti (dato che l'Mpa conta pochi parlamentari, sostanzialmente contano solo Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale, questi ultimi tra l'altro dovrebbero fondersi nel PDL) . Il perchè? Semplice, quando si pone la fiducia, due sono le cose: o l'opposizione ha fatto ostruzione, presentando centinaia di emendamenti, oppure non si ha fiducia nella propria maggioranza. Tutti ben sanno, però, che l'opposizione, proprio in questa legislatura, è molto meno ostruzionistica del passato ... tanto che il PD, che costituisce la quasi totalità dell'opposizione parlamentare, viene accusato di fare opposizione "poco dura". Di fatti, l'ostruzionismo c'è stato solo in occasione di provvedimenti come Lodo Alfano e Salva-Rete4 (e ci mancava pure!). Dunque il ricorso ingiustificato a decreti e fiducie è soprattutto dovuto alle difficoltà della maggioranza e alla strafottenza nei confronti dell'opposizione e del Parlamento.

Il classico esempio è la giornata di oggi, ben descritta dall'On. Andrea Sarubbi (PD) sul suo blog (che aggiorna quotidianamente e non solo con interviste e dichiarazioni, come fanno gli altri parlamentari). Il Governo ha infatti posto la fiducia sul cosiddetto "decreto-anticrisi". Con grandissimo stupore di tutti, dato che l'opposizione aveva presentato solo 20 emendamenti, contro i 63 della maggioranza. La totale infondatezza del ricorso alla fiducia ha fatto incavolare anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che pure è uno dei maggiori leader della maggioranza: "In tanti anni ho avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il Governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia. È la prima volta che ascolto il rappresentante del Governo porre la questione di fiducia in onore del lavoro della Commissione ed è la prima volta che sento dire che la questione di fiducia viene posta in omaggio alla centralità del Parlamento (...) La centralità del Parlamento e la sua funzione nel processo legislativo non si possono liquidare con un omaggio alla Commissione, salvo poi porre la questione di fiducia, impedendo di fatto ai deputati di pronunciarsi in Aula". Gli applausi sono venuti solo dai gruppi dell'opposizione, mentre il centrodestra è rimasto evidentemente risentito dalle parole di un loro leader. La reazione di Berlusconi? "Abbiamo giudicato che la fiducia sul dl anticrisi fosse indispensabile". Ma Fini replica subito: "La fiducia era certamente indispensabile, ma per problemi politici connessi al dibattito interno alla maggioranza".

Santa verità. Finalmente qualcuno della maggioranza che non è ipocrita, e mette in evidenza le forti divisioni interne (sulla questione Malpensa, con i malumori di Moratti-Formigoni-Lega; sulla questione tagli-al-Sud, per la quale l'MPA forse non voterà la fiducia; sulla questione giustizia-federalismo, tra la Lega e Berlusconi; sulla questione immigrati, con Maroni che vuole la tassa sugli immigrati e il Governo no) ad una maggioranza che, pur avendo maggioranze molto, ma molto più ampie, e meno partiti al suo interno, non è poi così distante dal grado di rissosità del Governo Prodi. Certamente ha la stessa tendenza al ricorso alla fiducia.

P.S. Per la cronaca: il decreto anti-crisi, già esiguo (6.3 miliardi), è stato ridotto a 5 miliardi. Sarebbe meglio chiamarlo placebo anti-crisi, a sto punto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Bene Fini ... due volte
post pubblicato in Diario, il 6 novembre 2008


                                                          

Oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha dato due belle dimostrazioni di sè. Innanzitutto ha rimproverato al Governo l'uso eccessivo e ingiustificato della fiducia: questo Governo sta quasi mettendo più fiducie del Governo Prodi, nonostante abbia una larghissima e compatta maggioranza in entrambe le Camere, bloccando così qualsiasi proposta dell'opposizione (che ci sono ... l'opposizione non è tutta IdV) o comunque una minima possibilità di confronto migliorativo, esautorando il Parlamento delle sue funzioni.

A far reagire Fini è stato il modo in cui la Finanziaria sta arrivando alla Camera, ovvero senza discussione in Commissione e con la forte possibilità che il Governo vi metta la fiducia alle Camere. "Una situazione che toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell'emendamento". Punto sul vivo, Berlusconi ha replicato: "C'è molta difficoltà a capire che l'assalto alla diligenza è finito. Non è una cosa così facile una innovazione di questo genere, perché taglia le gambe a molti, taglia le gambe a tutte le lobby. Qualche reazione era attesa". Ma Fini prontamente risponde: "Tra l'assalto alla diligenza e far discutere il provvedimento alla Camera c'è una bella differenza".

L'altro punto di merito di Fini è che dal 2009 alla Camera i deputati voteranno con le impronte digitali, per stroncare il fenomeno dei "pianisti", ovvero dei deputati che votano per più collegi. In realtà la decisione era già stata presa in Luglio, ma oggi si è deciso di confermare la cosa e si è stabilito un calendario: i primi esperimenti saranno in Gennaio, poi entreranno in funzione definitivamente.

Bene, Presidente. Bis.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Avete voluto la bicicletta? E ora pedalate
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2008


                                                  

Ricordate la campagna demagogica della Lega su Malpensa? Sui cattivoni francesi che scippavano il Nord di una risorsa fondamentale come l'hub di Malpensa e sul prossimo Governo che "salverà Maplensa"? Ebbene: non solo le loro argomentazioni erano, nei fatti, poco difendibili, dato che Malpensa non è mai stato un vero hub e perdeva 200 milioni di euro l'anno (ne parlai qui). Ma poi, seguendo Berlusconi nel suo folle volo verso il nulla, alla fine si sono trovati con una compagnia che comunque cancella l'hub di Malpensa (e pure quello di Fiumicino), tagliando anche quasi tutte le rotte internazionali. Oltre ai miliardi di debiti pagati da noi consumatori, alle migliaia di licenziamenti in più, al declassamento della compagnia, all'alta quota straniera, e tutte le cose che abbiamo già detto e stradetto.

E così la Lega è rimasta molto delusa quando il Governo ha messo la fiducia sul decreto Alitalia (l'ennesima, nonostante una maggioranza schiacciante), stoppando un emendamento della Lega che puntava a salvare almeno le rotte e gli slot di Malpensa. Niet. La Cai non è capace di coprire queste spese, e quindi i leghisti si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.  E poco importa se il Governo è stato battuto su un Odg del PD proprio sulla questione, grazie ai voti della Lega, perchè tanto gli impegni degli Odg non sono certo vincolanti.

Mi verrebbe quasi da dire "ben gli sta"; se in mezzo non ci fossero dipendenti e soldi buttati. L'ennesima dimostrazione della gestione disastrosa del Governo Berlusconi su Alitalia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il Parlamento non è un optional
post pubblicato in Diario, il 1 ottobre 2008


                                                     

Oggi il premier Berlusconi, di fronte a chi gli contestava l'eccesivo uso dei decreti legge, ha dichiarato, con aria di sfida, "utilizzeremo sempre di più lo strumento dei decreti legge". Questo perchè, secondo il premier, perseguire questa strada garantisce più efficienza.

Sarà, ma il Parlamento esiste per un motivo. Discutere e migliorare i provvedimenti proposti dal Governo, così come quelli dell'opposizione, dando la possibilità a tutti i disegni di legge di essere discussi e non di essere accantonati per sempre. I decreti legge sono strumenti eccezionali, per procedure urgenti. Ma il Governo Berlusconi sta procedendo quasi esclusivamente per decreti legge, sui quali spesso pone anche la fiducia. Un modo di procedere certo non giustificabile per una maggioranza con numeri così schiaccianti.

Non è accettabile un simile aggiramento delle procedure democratiche. Si vogliono velocizzare i tempi del Parlamento? Bene, lo si faccia: si modifichino i regolamenti parlamentari, si elimini il bicameralismo perfetto, si diminuisca il numero di parlamentari. Ma non si aggiri il problema troncando la discussione.

Il Parlamento non è un optional. Per niente. E non lo si può sacrificare in nome di una presunta efficienza.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia agosto        ottobre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca