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il blog di Francesco Zanfardino
Ma va là
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2010


Domenica è stata l'ennesima giornata penosa per la RAI e il servizio pubblico. Assistere alla censura preventiva chiesta, di fatto, dall'avvocato di Berlusconi e dal mondo politico di centrodestra per la prima puntata stagionale di Report, oltre che alle ennesime insofferenze della dirigenza RAI, è stato davvero degradante.

E non solo perchè Milena Gabanelli e tutto lo staff di Report ha sempre lavorato secondo i più scrupolosi criteri giornalistici, senza mai essere di parte ma semplicemente evidenziando i fatti; cosa, d'altronde, fatta anche per quello spezzone di puntata dedicato alla megavilla di Berlusconi ad Antigua e ai lati oscuri della vicenda. E non solo perchè quelli che Report ha messo in evidenza sono fatti del tutto comparabili a quelli, riguardanti la casa di Fini, che hanno dominato il dibattito "politico" di questi mesi nonchè il lavoro giornalistico dei media vicini al Premier.

Quello che più fa rabbia, infatti,  è che Report è una trasmissione giornalistica che realizza decine e decine di inchieste ogni anno, tutte di altissimo livello e soprattutto scottanti, che il giorno dopo dovrebbero scatenare la reazione di tutto il mondo socio-politico. E invece queste reazioni si hanno solo quando ad essere toccato nel vivo è Berlusconi.

Che Italia.

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I fatti nascosti
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2009


                                              

Oggi è partito "Il Fatto Quotidiano", ennesima testata italiana che tuttavia porta una ventata di novità. Già il titolo, in omaggio ad Enzo Biagi, promette bene: occorre assolutamente al mondo dell'informazione centrare l'attenzione sui fatti, prendendo le distanze dalla propaganda, ma anche da sofismi spesso incomprensibili. Se in più ci aggiungiamo che si tratta di un giornale "senza padroni", gestito da una società fatta di tanti piccoli azionisti, tra i quali i giornalisti stessi, senza un azionista di riferimento, comprendiamo la portata della piccola rivoluzione che questo quotidiano rappresenta. Non è quindi certo un caso se 30mila persone ne hanno fatto abbonamento già prima che uscisse il giornale, a "scatola chiusa", e se stamattina le 100mila copie sono finite già nella prima ore della mattina. Un tale successo dimostra che persino in Italia c'è ancora sete di informazione vera e davvero indipendente (da tutti). Che dica tutto, senza remore.

Il primo numero rispetta tutte le aspettative. Tanti articoli interessanti, ma soprattutto quello "scoop" sull'indagine a carico di Gianni Letta per abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata per aver favorito una holding di cooperative vicina a Comunione e Liberazione nell'appalto per un centro per rifugiati a Policoro (Matera). Almeno secondo le accuse del già noto pm John Woodcock, i cui atti sono poi stati trasferiti alla procura di Lagonegro. E fin qui, nulla di scandaloso: per un politico essere indagato è ormai un passaggio quasi obbligatorio, e Gianni Letta avrà tutti i modi per dimostrare la propria innocenza (se la ha). Il problema è che la faccenda risale a dieci mesi fa, e nessuno di noi ne ha saputo nulla finora.

Per carità, forse qualcuno ne avrà anche parlato, in qualche trafiletto. Certo non La Repubblica del 4 Aprile 2009 (come chiunque può verificare cercando nell'archivio di Repubblica sul suo sito internet) citata nel comunicato di smentita diffuso dalla Presidenza del Consiglio. Che tra l'altro dice il falso sostenendo che l'indagine sia stata archiviata, mentre è stata solo spostata a Lagonegro per questioni di competenza. In ogni caso, è scandaloso che l'opinione pubblica sia stata mediaticamente tenuta all'oscuro di un "fatto" (così rilevante, poi). Appunto. Speriamo che il "Fatto" continui a mantener fede alle aspettative.

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Sicurezza: il fallimento del Governo
post pubblicato in Diario, il 13 agosto 2009


                                           

Qualche giorno fa avrete assistito a trionfi mediatici per Maroni e tutta la compagine governativa sui dati positivi sull'andamento della criminalità. Secondo i dati dello stesso Ministero dell'Interno, infatti, rispetto al 2007, nel 2008 i reati sono calati dell'8.1%, i soggetti denunciati sono aumentati del 5% e gli arrestati del 10%. Successi che Maroni e il centrodestra hanno rivendicato a sè e collegato alla propria attività di Governo, ai militari nelle strade, ai vari pacchetti sicurezza, al respingimento dei clandestini, e soprattutto alla fine del "buonismo" della sinistra.

Eppure le cose non stanno proprio così. Innanzitutto la diminuzione dei reati è una tendenza che, seppur con brevi pause, dura dal 92'-93', ovvero dal periodo delle stragi di mafia in poi. Ma soprattutto tutti i provvedimenti in materia di sicurezza di questo Governo sono cominciati dal Giugno-Luglio del 2008, dunque potrebbe anche non essere del tutto merito suo il calo dei reati nel 2008.

Se proviamo a scorporare i dati dei due semestri del 2008, infatti, e li raffrontiamo con i due semestri del 2007, si scoprono delle verità sbalorditiv. Premessa: su Internet sono riuscito a trovare solo i dati relativi all'intero 2008, al primo semestre 2008 e all'intero 2007; tuttavia, ho trovato anche una tabella del Sole24Ore in cui si riportavano le variazioni percentuali dei reati del primo semestre 2008 rispetto a quello del 2007. Dunque, in conclusione, per quanto riguarda i reati sono riuscito a ricavarmi i dati di tutti e quattro i semestri, mentre per quanto riguarda arrestati e denunciati vi dovete accontentare dei due semestri del 2008. Se qualcuno riesce a trovare più dati, farebbe buona cosa a segnalarmeli ...

Per quanto riguarda i reati, nei quattro semestri sono stati rispettivamente 1.501.494, 1.431.652, 1.348.492 e 1.346.319. Quindi, rispetto al precedente semestre, nel II semestre 2007 si è avuto un calo del 4.65%, nel I semestre 2008 del 5.81%, nel II semestre 2008 dello 0.16%. Per quanto riguarda invece i denunciati, nel primo semestre 2008 sono stati 363.607, nel secondo 362.847, con un calo dello 0.21%. Infine, gli arrestati nel primo semestre 2008 sono stati 82.449, nel secondo 74.673, con un calo del 9.43%.

Insomma, il "Governo della sicurezza" è riuscito a far calare i reati solo dello 0.16% (altro che 8,1%!), i denunciati dello 0.21% (altro che aumento del 5%!) e gli arrestati del 9.43% (altro che aumento del 10%!). Mentre il governo "buonista" di Prodi e Amato è riuscito ad ottenere cali ben più consistenti negli altri due semestri, almeno per quanto concerne i reati (ma probabilmente anche per il resto). Certo, bisogna tenere conto che i dati del 2008 sono ancora "provvisori" e non definitivi ... ma, per quanto i definitivi possano cambiare, non cambierà la realtà di fondo: ovvero che il Governo ha miseramente fallito sulla sicurezza nonostante la tanta propaganda fatta in questo primo anno di Governo. Sarebbe l'ora di passare ai fatti.

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Rivoluzione Democratica (2): Più proposte, più credibili
post pubblicato in Diario, il 12 luglio 2009


               

Continuo la serie di riflessioni sul futuro del Partito Democratico, che ho voluto simbolicamente chiamare "Rivoluzione Democratica", in vista di un Congresso che sembra profilarsi come l'ennesimo riciclarsi di una classe dirigente che non solo non cambia le facce, ma che da 15 anni non cambia nemmeno modi e contenuti (pur con le dovute differenze, ovviamente). Si dovrebbe parlare di soluzioni efficaci ai tanti problemi del PD, e invece, almeno da quello che è possibile capire dalla storia delle dichiarazioni dei due candidati, o i problemi si evitano, o si affrontano con soluzioni sbagliate.

In questi post analizzerò dunque dei problemi, e proporrò possibili soluzioni. Sperando non siano delle boiate, e nell'illusione che possano arrivare a chi di dovere. Magari a qualcuno con le palle che decida di scompigliare le carte e farsi interprete di quella richiesta di (vero) rinnovamento che qualche milioncino di elettori (e soprattutto di ex-elettori) ci avanza.

Dopo aver fatto la copia dell'incipit del primo post =), in cui ho poi parlato di tesseramento e selezione della classe dirigente, oggi mi occupo della capacità propositiva del Partito Democratico.

IL FATTO

Ormai gli Italiani non votano più in base alle ideologie e alle appartenenze, o almeno non lo fanno più come una volta. Piuttosto, si chiede ai partiti politici di affrontare i problemi dei cittadini e trovare delle soluzioni. Ce lo dicono tutti i politologi, tutti i sondaggi, ma soprattutto ce lo dice il senso comune e la logica, oltre che i dati elettorali (tutti i voti di sinistra andati alla Lega, per esempio).

Di fronte a questo tipo di richiesta, quindi, più che di sinistra e destra bisognerebbe parlare di "riformismo" e "populismo". I populisti sono quelli che si preoccupano di trovare le soluzioni che garantiscono un maggiore consenso elettorale, i riformisti sono quelli che si preoccupano di trovare le soluzioni giuste (almeno dal loro punto di vista), al di là della loro efficacia in termini elettorali. Riformismo e populismo sono trasversali: esistono sinistre riformiste e sinistre populiste, destre riformiste e destre populiste. In Italia, per esempio, l'attuale Governo è una destra populista, abbiamo poi una sinistra populista alla Di Pietro, e infine dovremmo avere una sinistra riformista come Partito Democratico. Altrove hanno la fortuna di avere destre riformiste, ma questo è un altro discorso.

D'altronde, i nostri dirigenti in questi anni ci hanno più volte ribadito, ed a ragione, che per battere Berlusconi è necessaria un grande partito riformista.

IL PROBLEMA

Il problema è che poi non è che siano stati molto conseguenti alle parole ... per carità, qualcosa c'è stato. Anzi, "sulla carta", il Partito Democratico è riformista, e pure molto. Chi si informa (con molta fatica) sa che il PD in Parlamento e non solo fa molte proposte giuste, pure abbastanza innovative, e su molti argomenti. Il problema è che tutto questo non arriva all'elettorato: ce lo dicono le urne elettorali, i sondaggi (segnalo in modo particolare questo interessante e recente sondaggio di Mannheimer, con commenti del tipo) e anche semplicemente l'ascolto diretto di ciò che dice la gente per la strada, del tipo "Voto Berlusconi perchè almeno fa qualcosa, e all'opposizione non propongono niente di serio", "Berlusconi mi piace sempre meno, ma quegli altri mi sembrano ancora peggio" (nel mio caso, sono "fortunato", dato che gli esempi ce li ho direttamente in casa...).

Questo per la scarsa qualità della classe dirigente (di cui ho parlato ieri), per una scarsa abilità nella comunicazione (di cui parlerò nel prossimo post), ma anche per un difetto enorme delle proposte del PD: la scarsa credibilità. Non mi riferisco solo al classico refrain "Bella proposta, ma perchè quando eravate al Governo non l'avete fatto?", che pure è disarmante, e dovrebbe far riflettere molto, alla nostra amata classe dirigente. Mi riferisco soprattutto all'altro refrain, quello del tipo "Bella proposta, ma con quali soldi?", ancora più disarmante. E, purtroppo, molte delle proposte del PD non rispondo a questa fondamentale quanto giustissima richiesta ... mentre le altre sono del tipo "vale un tot di PIL", "lotta all'evasione fiscale", onnipresente nelle proposte del PD ma che sanno tanto di incertezza e indefinitezza. Raramente si è avuto qualcosa di più concreto: che io ricordi, ma certamente mi sbaglio, solo quella dei "500 milioni dai redditi alti e dai parlamentari per un fondo di sostegno alla povertà" e quella dei "460 milioni dall'Election Day per la sicurezza". Con quelle proposte si diceva chiaramente dove prendere i soldi, senza affidarsi a possibili ed incerti guadagni futuri.

LA SOLUZIONE

Non c'è molto da dire ... il Partito Democratico deve abbinare ad ogni sua proposta una copertura innanzitutto credibile, e possibilmente anche di immediata comprensione (insomma, che catturi l'elettorato).

Di esempi non ne mancano. Ad esempio, con i 16.6 miliardi che il Governo Berlusconi ha deciso di destinare all'acquisto di 131 cacciabombardieri ci si può finanziare un'intera manovra economica. Ed è pure molto propagandistico dire, che so, "meno cacciabombardieri, più asili nido", eccetera. Altrettanto si può dire per i 18 miliardi dei costi delle auto blu denunciati da Contribuenti.it (d'accordo, magari è una panzana, ma di quanto si può discostare il dato reale? Se anche fossero 6 miliardi, sempre sono una bella cifra). Per non parlare di tutti i miliardi di euro che è possibile ricavare in generale dai costi della politica e di ciò che ci gira intorno, a cominciare dall'abolizione degli Enti inutili, passando per la riduzione delle poltrone e delle loro retribuzioni/privilegi, eccetera eccetera. Quantifichiamoli, ed utilizziamo le cifre ottenute per "coprire" le proposte che facciamo. Oppure parlando di infrastrutture, il PD potrebbe dire, ad esempio, facciamo più treni per i pendolari, o più linee di autobus e metropolitana, con i 6 miliardi del Ponte di Messina, inutile e controproducente. E così via.

CONCLUSIONI

L'elenco delle "coperture" possibili è infinito. L'importante è usarle. Altrimenti coloro che non ci votano, o non ci votano più, continueranno a non crederci, perchè si sono stancati di belle parole. E' ora di passare ai fatti.

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Palle, mille palle blu ...
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2009


 

Ieri il premier Berlusconi a Firenze ha dato l'ennesima degna prova di sè. Tra le esilaranti dichiarazioni effettuate, alcune delle quali davvero incredibili, tipo "i rifiuti a Napoli e Palermo sono rifiuti elettorali" (insomma, pur di non ammettere i propri fallimenti, mette in mezzo complotti su complotti ... dopo il complotto mondiale ordito da Murdoch, ormai manca solo il complotto alieno stile X-Files) e "penso a 70mila militari nelle strade" (mi ricorda, a parte Mussolini, queste altre promesse fatte mesi fa dopo gli stupri nella Roma di Alemanno, ovviamente mai realizzate), c'è n'è una particolarmente significativa: "La deterrenza ha funzionato, sono quindici giorni che non sbarca un clandestino sulle nostre coste".

In effetti, a sentire i TG, non si potrebbe dire alcunchè su questa frase. Peccato che il premier sia smentito dai fatti. Come denunciato infatti da "Osservatorio Sicilia" in maniera documentata (cliccando sul link potete verificare), nell'indiferrenza generale, negli ultimi 15 giorni sono sbarcati almeno 300 clandestini. Sardegna, Lampedusa, coste siciliane, Salento, crotonese, persino Ancona ... piccoli sbarchi, ma numerosi. Insomma, dopo la politica dei "respingimenti" adottata dal Governo, gli "scafisti" stanno trovando nuove rotte e nuovi stratagemmi.

Senza dimenticarsi il raddoppio degli arrivi dei clandestini in un anno, avutosi tra questo primo anno di Governo Berlusconi e l'ultimo di Prodi, in barba a tutte le promesse fatte. Ma Berlusconi e la Lega, che tanto ci hanno guadagnato elettoralmente con questa faccenda dei respingimenti, non si preoccupino: tanto queste notizie non vanno in TV e quindi non esistono. Almeno in Italia.

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Malpensa, Italia
post pubblicato in Diario, il 7 maggio 2009


                                                 

"Malpensa è un aeroporto fantasma. I voli sono passati da 1.328 a 147 e quelli Alitalia sono diminuiti dell'82,7%. Avevano detto che avrebbero fatto il Consiglio dei Ministri a Malpensa. Li ho invitati a farlo due mesi fa, ma non hanno il coraggio di mettere piede qui dove si vede cosa è successo".

Questa dichiarazione del leader PD Dario Franceschini secondo me parla da sola. La faccenda di Malpensa è solo una delle tante dimostrazioni dell'enorme distanza tra la realtà propagandata dal Governo e la realtà dei fatti. Si potrebbe fare infatti simili discorsi per qualsiasi delle grandi tematiche sbandierate da Berlusconi nella sua campagna elettorale, a cominciare dalla sicurezza e dai rifiuti (sì, anche quelli, chi segue da tempo il mio blog lo sa). Eppure sono proprio questi discorsi ad essere accuratamente evitati da chi dovrebbe controllare l'attività di Governo e le menzogne, ovvero l'informazione, molto più attenta invece a celebrare le finte glorie del Governo o a distrarre l'opinione pubblica con altre faccende.

D'altronde non si spiegherebbe come mai si sia data tanta attenzione alla realtà di Malpensa nel periodo elettorale, con tanta "gente del Nord" incazzata, e invece, ora che la realtà da loro evocata si è realizzata persino in maniera peggiore, stanno tutti zitti. Il perchè la Lega Nord, invece, stia zitta si comprende benissimo, ma il suo elettorato pare non volerne prendere atto ...

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Doppi Maroni
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2009


                                

I dati del Ministro Maroni parlano chiaro: sono raddoppiati gli arrivi di clandestini nei primi mesi del 2009, rispetto agli stessi mesi del 2008. E pensare che già nel 2008 erano stati quasi raddoppiati tali arrivi rispetto al 2007 (36.952 contro 20.455).

Non solo: nonostante che, dopo i numerosissimi arrivi del periodo natalizio (qualche migliaio di clandestini in pochi giorni), Maroni abbia promesso che "chi arriva in Italia verrà rimpatriato, trattenuto solo per l'identificazione (...) Auspico che in poche settimane si possa dare inizio al pattugliamento delle coste libiche", scopriamo che oggi, 26 Aprile, oltre 1000 clandestini sono stati "liberati" da Lampedusa perchè non sono riusciti ad identificarli (eran lì da due mesi dunque ben dopo l'annuncio di Maroni).

Evidentemente i vari pacchetti sicurezza, annunciati o concretizzati più volte, non hanno concluso un bel nulla, nonostante le tante promesse elettorali (e ricordiamoci che quello dell'immigrazione è stato uno tra i più importanti argomenti della campagna elettorale). Ci avevano raccontato che sarebbe bastato far sapere che non c'era più la sinistra buonista al Governo, che l'Italia non era più il "Paese di Bengodi", per non far venire più i clandestini. Chiacchiere, tante chiachiere: ma tanto la realtà la sanno ben nascondere.

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