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il blog di Francesco Zanfardino
Basta con la strumentalizzazione dei sondaggi
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2008


                         

Tornata la campagna elettorale, tornano i sondaggi
. Diciamoci la verità, è appassionante seguire l'andamento dei sondaggi. Vedere chi aumenta, chi diminuisce, chi rimane stabile. Le tendenze. Chi vota chi. Tutto molto bello. Tant'è vero che anch'io mi sono fatto prendere dalla cosa, aggiungendo un sondaggio elettorale agli strumenti del blog (ovviamente è un sondaggio di pessimissima qualità).

Ma, quando si vedono sondaggi che danno risultati così diversi fra loro e, soprattutto, risultati che si rivelano quasi infondati al momento del voto, si capisce come sia un argomento poco serio da usare nella campagna elettorale. Attualmente, ci sono istituti come SWG che danno il divario Pd-PdL al 4,5%, e uno come Gipieffe che lo dà al 10%. A chi dare credito? Eppure saranno entrambi realizzati con "buoni" sistemi. Qualcuno potrebbe dire: ci sono le medie. Vero. Peccato che Rutelli nel 2001 era dato mediamente in svantaggio dell'11% due mesi prima del voto: e alla fine finì in svantaggio dell'1%. Nel 2006, alle stesse condizioni, lo svantaggio si ridusse dal 7-8% allo 0,06%. Nel 2006 persino gli exit-poll davano una netta affermazione del centrosinistra!

Eppure, in campagna elettorale tutti, dalla Santanchè e Casini a Veltroni e Berlusconi, utilizzano i sondaggi in modo strumentale. "Stiamo crescendo", "Stravinceremo", "Stiamo recuperando", "Siamo sopra del 10%", "In un mese dal 18% al 7% di svantaggio".

So di chiedere l'impossibile (quello dei sondaggi è un vizio di tutte le campagne elettorali), ma basta strumentalizzazioni. Basta all'uso dei sondaggi come tentativo di accaparrarsi gli "indecisi". Un po' di serietà.

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