.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Eticamente parlando
post pubblicato in Diario, il 4 ottobre 2010


                                                   

Sinceramente la posizione del Vaticano sul Nobel per la Medicina assegnato a Robert Edwards, inventore della tecnica che ha spianato la strada alla fecondazione assistita, mi suona un po' strana.

Che io sappia, infatti, il Vaticano è pro-life, ovvero difende e promuove la vita. Ed è quindi paradossale che critichi l'assegnazione di un premio a chi ha consentito la nascita di decine di migliaia di bambini in tutto il mondo. Offrendo una chance a coppie che non potevano averla, e che magari non se la sentivano di adottare un bambino.

Certo, il mondo della procreazione assistita presenta diverse problematiche "etiche", di contorno alla fecondazione stessa, e di fronte alle quali anche io mi interrogo o, già adesso, sono in grado di schierarmi dalla parte del Vaticano e del movimento pro-life, cosa che mi capita spesso su tutte le questioni concernenti l'embrione, a differenza di molte altre tematiche ritenute "etiche" e sulle quali invece verrei ritenuto "laicista" (testamento biologico, coppie omosessuali, eccetera eccetera). Ma queste problematiche non inficiano in alcun modo "l'eticità" della scoperta: accusare Edwards di aver mandato a "morte" migliaia di "vite" per la tecnica del congelamento degli embrioni, usata in vari Paesi, è come accusare lo stesso Nobel, ideatore del premio, degli usi che si sono fatti della dinamite. O ad Einstein di essere responsabile delle ecatombi di Hiroshima e Nagasaki.

E' ridicolo. E, in questo caso, anche paradossale.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Riciclaggio di Stato
post pubblicato in Diario, il 15 luglio 2009


                                            

Utilizzo l'efficace espressione usata da Di Pietro sul suo blog per descrivere quello che è effettivamente un provvedimento con il quale lo Stato si sostituisce alla Mafia: ovvero "ripulire" dall'illegalità patrimoni miliardari frutti dell'evasione fiscale (e spesso proprio di provenienza mafiosa), di loschi figuri che hanno ben pensato di trasferire i propri patrimoni nei paradisi fiscali per evadere le tasse italiane. E' il cosiddetto "scudo fiscale", ovvero l'ennesimo condono perpretato dalla mente di Tremonti e soci.

Il bello è che tale elogio dell'impunità arriva dopo che il Governo, alla luce delle indiscrezioni dei giorni scorsi, aveva fermamente negato tale possibilità ("voci destituite di ogni fondamento"). Il bello è che arriva a pochi giorni da quel G8 in cui l'Italia avrebbe posto la questione delle "regole per l'economia che non possono prescindere dai valori e dall'etica". Il bello è che arriva a poco più di un anno dalla promessa elettorale che Tremonti fece in materia: "I condoni sono una cosa del passato. Ora non ci sono più le condizioni per farli". Il bello è che Tremonti prova a giustificarsi dicendo che l'importante è svuotare i paradisi fiscali (ammettendo quindi la natura del provvedimento), ma facendo finta di ignorare che niente vieterà ai malfattori di riempirli di nuovo, con nuovi soldi (anzi, visto che non è la prima volta che ricevono l'impunità, sono pure incentivati, tanto non vanno mai in galera). Il bello è che Tremonti tirando in ballo presunte intenzioni simili di Obama, quando semmai gli unici casi esistenti sono di alcuni paesi della Germania che hanno sì fatto scudi fiscali in passato (nessuno adesso, nonostante la crisi), ma con tassazioni del 25% da pagare per il rientro (e non le briciole imposte da Tremonti, ovvero il 5%). Il bello è che ad un giornalista americano che osa rimarcare queste contraddizioni (evidentemente l'americano non sa che in Italia non si fanno queste domande), Tremonti risponde con un'offesa che in qualsiasi Paese del mondo costringerebbe alle dimissioni immediate, mentre in Italia stenterà a provocare delle scuse o a finire nei Tg della sera.

Il brutto è che l'Italia sembra assuefatta a questo stato di cose. E' l'ora di finirla.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Via libera alla pillola abortiva, una scelta di civiltà
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


                                                        

Sembra davvero fatta per la pillola abortiva. Dopo anni di polemiche e dibattiti, alla RU486 sarà probabilmente dato il via libera dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, e "il Governo non potrà fermarla", ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day e accanita nemica della "pillola". E meno male.
 
Ma cos'è la RU486? E' un nuovo trattamento farmacologico che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali, presenta numerosi vantaggi, per la salute (mentale e psichica) della donna e per le tasche dello Stato: richiede infatti un solo giorno di ricovero, non richiede interventi chirurgici, può essere utilizzata già nelle prime settimane di gravidanza, elimina molti dei possibili traumi dell'intervento chirugico (traumi dell'utero e del suo collo, rischi di sterilità e gravidanza extra-uterina, ma anche problemi psicologici). Maggiori informazioni qui.

Ebbene, nonostante ciò, il solito movimento vaticanista-teocon si è dichiarato contrario, ritardandone l'adozione in Italia. I motivi? Sarebbe pericolosa per la salute della donna, e pretesto prendono alcuni dati di decessi causati dalla pillola. Nessuno di loro però promuove un confronto con i metodi tradizionali, che causano molte più morti e molti più rischi rispetto alla pillola abortiva. Così come nessuno dice che su 27 paesi membri dell'Unione Europea solo in Italia, Portogallo e Irlanda non è ancora pienamente consentito l'uso della RU486.

E allora, da cristiano credente (ma cattolico sempre meno convinto viste le molte scelte sbagliate del Vaticano), saluto con felicità questa scelta. Perchè l'aborto è un dramma, e il "diritto" all'aborto è un tema su cui nessuno può dire di avere risposte certe: ma certamente dobbiamo difendere la legge 194 (modificabile, ma non verso il passato), che ha fortemente diminuito gli aborti, e questa pillola. Perchè nessuno che si definisce cristiano può fare ragionamenti del tipo: "Vogliono l'aborto? Allora soffrano come delle cagne". Perchè questo vuol dire, concettualmente, opporsi al progresso delle tecniche abortive.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Prima Welby, ora Ravasin: il Parlamento non può stare a guardare
post pubblicato in Diario, il 21 luglio 2008


                                                         

"Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale.  Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere".Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti".

Il testo riportato (disponibile anche in video su www.lucacoscioni.it) rappresenta il testamento biologico di Paolo Ravasin, malato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la stessa malattia di cui era affetto Piergiorgio Welby. Putroppo in Italia non esiste ancora alcuna legge che regoli il testamento biologico. E quindi Paolo Ravasin rischia di dover seguire il medesimo calvario di Welby, per colpa di un potere politico che, probabilmente per paura di inimicarsi certi "ambienti", non è in grado di legiferare su questa materia, stabilendo una volta per tutte se sia possibile o no concedere il "diritto di morire" in determinate circostanze.

Personalmente, credo che sia giusto concedere a Ravasin il diritto di morire, come era giusto per Welby. Chiamatelo come volete, eutanasia, testamento biologico, eutanasia attiva volontaria, non importa, l'importante è concederlo. Qui la religione non c'entra niente: anche io sono credente, ma ciò non vuol dire che devo costringere persone non credenti a continuare a soffrire in una condizione scientificamente irreversibile perchè io, credente, credo invece che questa situazione sia reversibile non scientificamente ma con un "miracolo". Che sia chiaro: non sto parlando di diritto al suicidio. Sto semplicemente affermando il diritto di una persona, se lo vuole, a porre fine alla propria condizione di sofferenza se essa è scientificamente irreversibile. Punto. Perdonatemi, ma non riesco a capire cosa ci sia di così assurdo e sbagliato in questo.

Per maggiori info su Ravasin e gli altri casi: www.lucacoscioni.it

www.discutendo.ilcannochiale.it

Buon Natale da Papa Ratzinger
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2007


                                 

Oggi, Santo Natale, non si può non discutere del mesaggio "urbi et orbi" di Benedetto XVI.
E' stato un discorso, come sempre, contrassegnato da quei messaggi che l'umanità, purtroppo, non riesce mai a realizzare. E non si poteva non iniziare dalla pace, che purtroppo è assente in molte zone del mondo (Ratzinger ne ha elencate molte, come "le martoriate terre del Darfur"). Con una bella strigliata "ai responsabili di governo a cercare soluzioni giuste, umane, durature".

Il discorso del Papa ha riguardato anche l'ambiente ("Salviamo la Terra"), i valori della famiglia, l'amore, la speranza.  "La nascita di Cristo rechi a tutti serenità e gioia, e risvegli in ciascuno il desiderio di testimoniare i valori della vita, della famiglia, dell'amore, e della pace, evocati dal grande mistero dell'incarnazione e della nascita di Gesù". Un patrimonio di valori che, secondo il Papa, l'Italia non deve dimenticare.

Ed, infine, la giustizia sociale. "Il Natale porti consolazione per coloro che vedono negata la loro legittima aspirazione ad una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana".

Belle parole. Davvero. Anche se dette da chi spesso, mentre afferma questi valori (giustissimi), contemporaneamente scatena campagne di civiltà contro chi ha una visione diversa (condivisibile o no) di valori come la vita e la famiglia, creando "oppressioni" e "negazioni di legittime aspirazioni".

Colgo l'occasione per rinnovarvi gli auguri di un sereno Natale, da passare con chi si vuole bene.
Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca