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il blog di Francesco Zanfardino
Quante Eluana ancora?
post pubblicato in Diario, il 10 febbraio 2010


                                                

Non ho parlato di Eluana il giorno dell'anniversario della sua morte. E' un silenzio simbolico, da parte di chi in questi 365 giorni non ha smesso di parlare di fine vita, rispetto ad un Governo che, dopo aver tentato di strumentalizzare in maniera indecente gli ultimi giorni di Eluana, ha smesso di occuparsi con così tanta fretta e premura di testamento biologico e fine vita. Eppure di promesse ne erano state fatte.

E soprattutto di casi come Eluana ce ne sono e ce ne saranno ancora. Casi che spesso finiscono clandestinamente, perchè non tutti sono Beppino Englaro e si sentono di dover ingaggiare un'estenuante battaglia decennale per far rispettare la volontà dei propri cari nel pieno rispetto dello Stato. Non tutti sono eroi civili, e certo lo Stato non fa molto per incorraggiare ad esserlo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Caso Eluana, finalmente rispettata la libertà di scelta
post pubblicato in Diario, il 9 luglio 2008


                                                  

La Corte d'Appello di Milano ha oggi sancito una sentenza storica. E' stata infatti autorizzata la sospensione del trattamento che tiene in vita Eluana Englaro, la ragazza in coma irreversibile dal 1992, a causa di un incidente stradale, il cui padre Beppino, nel rispetto delle volontà a suo tempo espresse da Eluana, chiede da anni e anni la sospensione delle terapie che la tengono in vita. Dopo ripetuti fallimenti, la Corte di Cassazione nel 2007 aveva rinviato il caso alla Corte d'Appello, esprimendo parere favorevole alla sospensione delle terapie se fossero state accertate due condizioni:
- l'irreversibilità della condizione di stato vegetativo e l'assenza di alcun fondamento medico, secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale, che lasci suppore la benchè minima possibilità di un qualche recupero della coscienza;
- la prova che il paziente, prima di perdere la coscienza, sarebbe stato contrario alla continuazione delle cure.

Evidentemente le due condizioni sono state entrambe riconosciute, e quindi la Corte d'Appello ha disposto per l'autorizzazione. E' davvero una "vittoria dello Stato di diritto", come ha dichiarato il padre di Eluana, Beppino Englaro. Chiamatela come volete,eutanasia, eutanasia attiva, eutanasia attiva volontaria, dolce morte, morte dignitosa, testamento biologico: chiamatela come volete, l'importante è che venga riconosciuto il diritto di una persona di scegliere, in piena coscienza, cosa disporre della propria vita, quand'essa si trovi in uno stato vegetativo o di sofferenza irreversibile. E qui il mio pensiero va a Piergiorgio Welby che, a differenza di Eluana, era perfettamente cosciente nel suo stato di "vita non-vita". E, nonostante ciò, non gli è stato riconosciuto il diritto di scelta.

E' ora che il Parlamento si adegui e riempia il vuoto legislativo riguardante l'eutanasia "attiva volontaria". Non si può ogni volta perdere tempo nei tribunali e prolungare il calvario di chi non ha voluto fare questa scelta.

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