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il blog di Francesco Zanfardino
Parlamento rosa pallido
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2008


                      

Ieri avevo parlato di un Parlamento "quasi normale", riguardo alla presenza di pochi partiti e maggioranze solide. Ovviamente siamo ancora lontani dall'affrontare altri problemi, come il numero eccessivo di parlamentari. E la presenza femminile in Parlamento.

Le elezioni del 2008 hanno infatti riservato un leggero miglioramento, facendo guadagnare 17 posizioni nella graduatoria mondiale per presenza di donne in Parlamento. Ma siamo ancora al 50° posto, con circa il 20% di donne parlamentari. Un rosa pallido, dunque. Ma ecco la "classifica" dei partiti riguardo a presenza femminile:

Partito Democratico (28% Camera, 33% Senato)
Popolo della Libertà (19% Camera, 8% Senato)
Lega Nord (16% Camera)
Italia dei Valori (10% Camera)

C'è da dire che, se proprio la legge elettorale doveva prevedere le liste bloccate, poteva perlomeno prevedere le "quote rosa". E' vero anche però che non ci dovrebbe essere l'obbligo, e che i partiti dovrebbero spontaneamente aumentare la presenza femminile. Diamine, almeno un terzo! Può essere mai che solo un partito (il Partito Democratico) faccia ciò?
Vince bene Berlusconi, benissimo la Lega, malissimo la Sinistra
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2008


                     

Scrivo un post se volete "inutile", perchè tutti quanti sapete i risultati. Silvio Berlusconi sarà per la terza volta alla guida del Paese, e, a scanso di soprese, per 5 anni, visto la vittoria forte alla Camera e buona al Senato (c'è ancora qualche incertezza su Liguria, Lazio, Sardegna e Abruzzo, ma comunque ben al di sopra dei 160 senatori). Circa l'8% il vantaggio su PD-IdV.

Le soprese principali provengono dal grandissimo successo della Lega Nord, che ha raggiunto più dell'8% (il doppio del 2006), ed è andata ben oltre il 20% in Lombardia e Veneto. Malissimo invece la Sinistra Arcobaleno, che incredibilmente non avrà rappresentanza al Senato, ma soprattutto alla Camera: ha ottenuto infatti meno del 4%.

Rinvio le analisi nel dettaglio a domani, con dati definitivi.

P.S. Comunque, una bella notizia è la tenuta dell'elettorato: circa l'80% di partecipazione, con meno di 4% di astensione rispetto al 2006. Certo, non è poco il tasso di astensionismo: ma certamente si tratta della sconfitta della forte voglia di astensionismo provocato dall'effetto Casta-Grillo.
Previsioni FrankMedia Polls
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2008


                   

Oggi è l'Election Day. In attesa dei dati veri, che arriveranno probabilmente anche questa volta dopo una giornata di passione, nessuno si può esimere dal fare la propria previsione. Ebbene, ecco le previsioni di FrankMedia Polls (ovvero io ...):

Berlusconi = 41-45%
    PdL = 36-38%
    Lega = 4-6%
    Mpa = 0-2%
Veltroni = 39-43%
   PD = 36-38%
   IdV = 3-5%
Bertinotti = 6-8%
Casini = 5-7%
Santanchè = 1-3%
altri = 0-2%

Sui seggi al Senato:

Berlusconi = 152-160
Veltroni = 147-155
Bertinotti = 3-8
Casini = 0-3
Santanchè = 0-2
Pallaro = 0-1

Come avete visto, ho usato delle "forchette", ma se volete calcolate il valore medio.

Verificheremo poi i risultati ...... buon voto!
Perchè votare Partito Democratico, ovvero il coraggio di un'Italia libera
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2008


                          

Concludo la mia serie di analisi sui motivi che, secondo me, dovrebbero spingere a votare o no determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno (e con essa i partiti cosiddetti "minori"), Unione di Centro e Popolo delle Libertà, oggi è il turno del Partito Democratico (intendendo anche IdV).

Siccome ho più volte spiegato come secondo me votare è un diritto e soprattutto un volere, e siccome ho espresso un giudizio negativo sul voto agli altri partiti, capirete facilmente che la mia opinione sul voto al PD è positiva. I motivi sono vari, ma cominciamo da uno: ovvero la caratteristica del PD di essere un "partito di sintesi": ovvero, non la semplice coesistenza di due atteggiamenti diversi, ma la loro sintesi. Ad esempio non un partito che tenta (inesorabilmente fallendo) di fare solo gli interessi dei lavoratori (Sinistra Arcobaleno) o degli imprenditori (come spesso fa il PdL), ma un partito che fa coincidere l'interesse comune, che è quello della reciproca crescita. Ad esempio non un partito che faccia solo gli interessi di determinate aree geografiche ed attacca l'unità nazionale (Leghe varie), ma un partito che veda nella crescita di tutto il Paese, unitaria e senza divisioni, l'interesse comune di tutti. Ad esempio non un partito che abbia visioni ideologiche marcate ed antiquate (come tuttò ciò che non è Pd e in parte PdL), ma che sintetizzi le parti migliori (quelle riformiste) di queste "aggiornandole al futuro".

Ma le parole che megliono definiscono il motivo per cui secondo me si dovrebbe votare PD sono innovazione e coraggio. Due parole strettamente collegate, perchè per innovare ci vuole coraggio. E attenzione che l'innovazione non è solo nel programma (altrimenti non ne avrei parlato, perchè, come ho detto in questi post, non è possibile verificare adesso la loro realizzazione), ma nelle cose già fatte in questa campagna elettorale. Innanzitutto nelle candidature: il PD non ha ricandidato 134 parlamentari eletti solo due anni fa, ha candidato il 42% di donne (e le 52 uscenti saranno sostuite da 100-130, a seconda del risultato elettorale), ha candidato il 30% di under-40 alla Camera (quattro di loro capilista) e le "new-entry" saranno da 125 a 248 (a seconda del risultato elettorale). Inoltre, zero condannati ed indagati per i reati cosidetti gravi. E ci vuole coraggio per queste scelte, perchè si rinuncia a pacchetti di voto importanti: come il caso di De Mita in Campania (poi passato all'UDC) e i vari indagati in Calabria. Mentre, dalle altre parti, si candidano gente come Cuffaro (condannato in primo grado per favoreggiamento semplice alla mafia) e Dell'Utri (condannato definitivamente per associazione mafiosa). E si candidano solo il 20% di donne (PdL), pochi giovani e new-entry.

Ma soprattutto l'innovazione e il coraggio si è visto con la rottura del vecchio sistema di alleanze. E' stato il PD, fin da prima della caduta del governo Prodi, a rompere con la logica del mettere insieme tutti, dal primo all'ultimo partitino. E per questo si è preso le critiche dei suoi alleati, e lo scetticismo degli altri. E invece il PD l'ha fatto: non ci sono più le varie sinistre estreme, i verdi, i socialisti, l'Udeur, Bordoniani e Diniani, microformazioni varie. Solo l'alleanza con l'Italia dei Valori, il più fedele tra i partiti del governo Prodi, e l'inglobamento dei Radicali. Ed insieme formeranno un solo gruppo parlamentare, che finalmente renderà il PD libero "da" ricatti e libero "di" fare. Non più lunghi e affollati vertici di maggioranza, non più ministri in piazza, ma moltà più stabilità e possibilità di fare. Che poi si faccia o meno, questo nessuno lo può assicurare: ma almeno in partenza il PD è l'unica forza politica credibile, mentre prima già in partenza si sapeva che CdL e Unione non erano in grado di attuare quella politica riformista di cui l'Italia ha disperato bisogno. Anche perchè dall'altra parte, anche se con il tentativo in parte riuscito di migliorare, non si è fatto granchè: se da un lato si è abbandonati La Destra storaciana, dall'altro però si è rinunciato ai moderati di Casini, permanendo invece l'alleanza con le Leghe (la cui dannosità evidente ho spiegato nel post di ieri) e mettendo in piedi a due mesi dall'elezioni un cartello elettorale (come ho spiegato sempre ieri), ovvero il PdL. E non ci sarà da quelle parti un unico gruppo parlamentare.

E infine un'ultima cosa, che può sembrare particolare e non generale, ma che ben rende il "coraggio" del PD. Ovvero il continuo richiamo alla lotta a tutte le mafie, con la sfida aperta e continuamente ripetuta ai mafiosi a "scegliere chi si vuole, ma non il PD" e il riferimento continuo, anche nel programma, all'anti-mafia (ed anti-racket). Qualcuno dirà: e vabbè, fanno presto a parlare, poi in realtà fanno gli accordi sottobanco. Ok, ma se è così facile dire le cose che dice il PD, perchè gli altri non fanno lo stesso? Perchè ci hanno messo giorni e giorni, prima di balbettare qualcosa anche loro?

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).
Perchè non votare Popolo delle Libertà, ovvero il partito populista delle Leghe
post pubblicato in Diario, il 10 aprile 2008


                     

Proseguo la mia analisi sui motivi che dovrebbero spingere a votare o no a votare determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno ed Unione di Centro, oggi è il turno del Popolo delle Libertà (intendendo anche Lega Nord e Mpa) che candida Silvio Berlusconi a premier.

Anche qui è un giudizio negativo. E attenzione: non parlerò delle battute di Berlusconi, delle leggi ad personam, delle finanze del governo Berlusconi, eccetera. Ma, come sempre, parlerò degli aspetti fondanti della coalizione di centrodestra. Innanzitutto, il populismo: intendendo con questo un atteggiamento propagandistico, teso a demonizzare l'avversario e a santificare se stessi. E quando non si santifica, si dà la colpa a qualcos'altro: i comunisti, i brogli, i magistrati, le istituzioni, gli immigrati, i francesi di Air France ........... fino al povero Casini, a cui addossa tutte le colpe delle poche cose che, a suo parere, non sono state fatte bene dal suo Governo.

Poi, la mancanza di pensiero liberale, per quanto si vantino di essere liberali.
Lo dimostra la vicenda Alitalia che, sempre per il populismo di cui sopra, è stata sfruttata dal centrodestra a fini propagandistici, attaccando AirFrance e gridando all'italianità e alla salvezza di Alitalia, senza proporre però alcuna alternativa (e nel frattempo ci sono 3 milioni di euro al giorno di perdite): alla faccia dei liberali attenti alle leggi del mercato. Ma quale schieramento liberale si sarebbe comportato così nel resto del mondo?
Lo dimostra il ritorno al protezionismo e ai dazi prospettato da Tremonti, che Berlusconi ha annunciato sarà il prossimo Ministro dell'Economia. Bel pensiero liberale, devo dire.
Lo dimostra la vicinanza agli interessi corporativi, con la candidatura dei protagonisti degli scioperi dei taxi e dei TIR contro le tentate liberalizzazioni di Bersani. A proposito, i cinque anni del governo "liberale" del centrodestra non hanno visto nessuna liberalizzazione, nemmeno tentata.
Lo dimostra la facilità a fare condoni fiscali, che vanno contro le più elementari norme di "equità del mercato", favorendo coloro che evadono.

Infine, un altro aspetto su cui mi voglio soffermare è la litigiosità della coalizione e la divisione in Leghe. Dopo due anni di governo Prodi, caratterizzato e limitato dall'estrema litigiosità e inconciliabità della sua coalizione, e dopo cinque anni di governo Berlusconi, che, nonostante le maggioranze bulgare sia alla Camera che al Senato, ha avuto una crisi di governo, 23 ministri dimissionari e 99 volte in cui l'esecutivo è andato sotto, gli Italiani si aspettano più stabilità e più omogeneità dal futuro Governo, un Governo che, prima ancora di farle le cose che dice, deve essere in grado di farle. Soprattutto quando la svolta del Partito Democratico ha messo il PDL in condizione di non perderci niente nel cambiare il suo schieramento.
E invece, Berlusconi ha messo insieme a tre mesi dal voto un partito, o meglio un partito-coalizione, in cui ha sistemato tutti i protagonisti del 2006: Fini, Rotondi, Giovanardi, la Mussolini, i Pensionati, eccetera. Con l'aggiunta di nuovi venuti, come Dini e De Gregorio. E se questi formeranno un solo gruppo parlamentare, al di fuori del gruppo ci saranno comunque la Lega Nord di Bossi e quella Sud di Lombardo. Solo Storace e Casini sono stati esclusi. Ma volete mettere questo ambaradan con la scelta del PD di rinunciare alle sinistre rosse (le varie), ai Verdi, ai Socialisti, a Mastella? Un PD nato da un lungo processo di aggregazione, e non per la necessità di rispondere alla novità degli altri, a poche settimane dal voto.
E a proposito di Bossi e Lombardo, la coalizione di centrodestra si caratterizza per essere la "coalizione delle Leghe". Leghe irrispettose dell'Italia: lo dimostrano le innumerevoli frasi e azioni contro il Sud, contro l'Italia, contro il Tricolore. Lo dimostra la mancata risposta di Berlusconi (o meglio, lo ha dichiarato "irricevibile") al "patto per l'Italia repubblicana" proposto da Veltroni, in cui si chiedevano quattro cose ovvie in qualunque Paese, ma evidentemente non per il centrodestra (la difesa dell'unità nazionale, il rifiuto di ogni forma di violenza attuata o predicata, la fedeltà ai principi della prima parte della Costituzione, il riconoscimento e rispetto della nostra storia, del tricolore e dell'inno). Leghe che ostacolerebbero l'azione di governo, in quanto detentrici di un potere di ricatto da sfruttare per i propri interessi particolaristici e localistici, frenando l'azione riformista che, di centrodestra o di centrosinistra, deve essere l'attributo fondamentale di un qualsiasi governo.

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).
Presentati i simboli (ma per Berlusconi il simbolo dell'UDC non era "senza storia"?)
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2008


                             

Alle 16 di oggi è scaduto il termine per poter consegnare i contrassegni elettorali. Definitivamente scelti simboli e alleanze, dunque. Al Viminale sono giunti ben 177 simboli: tuttavia, alcuni di questi, come quelli di AN e Forza Italia, sono stati presentati solo per evitare "scopiazzature". Ora, il Viminale dovrà pronunciarsi sulla presentabilità dei simboli, soprattutto su quelli "uguali" (sono stati presentati tre "scudicrociati" e cinque "fiamme").

Nei partiti presentati c'è di tutto e di più, dal Partito Comunista dei Lavoratori a Forza Nuova. Ben quattro le liste che si richiamano a Beppe Grillo: in particolare la "Lista del Grillo" (con Grillo scritto bello grosso, ovviamente), che al suo interno contiene numerosi simbolini di vari partitini.
L'unica novità rispetto alle aspettative è che Silvio Berlusconi sarà appoggiato anche dalla Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza (anche se solo al Senato). Una notizia a dir poco scandalosa, anche se non evidenziata dai media. L'ex premier, infatti, aveva impedito all'UDC di Casini di collegarsi al suo PdL perchè era "inaccettabile un'altro simbolo", condizione che era stata concessa alla Lega Nord (e poi successivamente concessa anche al Movimento per l'Autonomia del Sud di Raffaele Lombardo) solo perchè era una forza "radicata sul territorio". Non solo: il Cavaliere aveva anche detto che per l'UDC era "un piccolo sacrificio, anche perchè questo simbolo non ha storia". Ora, per chi non lo sapesse, il simbolo dell'UDC è uno scudocrociato.
Ebbene, ora il Cavaliere si è smentito su entrambe queste affermazioni: ha concesso l'alleanza alla DC di Pizza, questo partitino che certamente non è radicato sul territorio e che ha invece lo scudocrociato tanto bistrattato da Berlusconi. Simbolo che, tra l’altro, potrebbe essere illegittimo, in quanto di proprietà dell’UDC.
Insomma, incoerenza allo stato puro. E solo per strappare qualche voto all'UDC...

Comunque, ecco un piccolo riepilogo delle alleanze, dei simboli e dei candidati premier (ovviamente solo i principali, sennò la lista sarebbe troppo lunga).

La nostra Missione:  il Sud e la Sicilia

Silvio Berlusconi è il candidato premier sostenuto da più partiti: Popolo delle Libertà, Lega Nord, Autonomia Sud, Democrazia Cristiana. Senza considerare i partiti ancora non sciolti presenti nel PDL: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Dc di Rotondi, Nuovo PSI, PRI, Azione Sociale (Mussolini), Liberaldemocratici (Dini), più varie liste “personali”, che però hanno tutti preso il preciso impegno di formare gruppi unici in Parlamento e di procedere nella costruzione del partito unico.

di pietro idv.gif

Walter Veltroni, invece, è sostenuto solo dal Partito Democratico e dall’Italia dei Valori. Inoltre, nel PD è riconoscibile solo un’entità partitica, i Radicali. Tutti, comunque, hanno preso l’impegno di formare gruppi unici e di entrare nel PD.



Fausto Bertinotti è il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, il “cartello” elettorale formato da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica. Anche loro formeranno gruppi unici e un partito comune (processo già avviato in Autunno).

Pierferdinando Casini è invece candidato premier dell’Unione di Centro, il nuovo nome dell’UDC in comune con Rosa Bianca ed esponenti fuoriusciti dal PD come De Mita e Bianco, con l’obiettivo di costituire una “Costituente di Centro”. Il simbolo è lo stesso dell’UDC, solo che al posto della siglia UDC lungo il bordo inferiore ci sarà la scritta “Unione di Centro” e sotto il nome di Casini la scritta "presidente" (v.immagine).



Daniela Santanchè è la candidata premier de “La Destra”, il movimento politico fuoriuscito da Alleanza Nazionale (corrente Storace) e che ha conservato la fiamma nel simbolo, grazie all’accordo con la “Fiamma Tricolore” di Luca Romagnoli.



Enrico Boselli è invece il candidato premier del Partito Socialista, finalmente rinato dopo la “diaspora socialista” post-Craxiana.

mastella udeur.jpg

Clemente Mastella, infine, è il candidato premier dell’UDEUR, rifiutato da tutti, persino dall’Unione di Centro, e che dunque si ritroverà per la prima volta dopo tanto tempo a non avere rappresentanti in Parlamento. Povero Clem.

P.S. Per un elenco più dettagliato, vai su www.politicalink.it

P.P.S. Intanto, ho aggiornato il "sondaggio elettorale" con la mutata scena elettorale. Comunque, il sondaggio ha ricevuto 111 voti, con il 67% a favore del Csx, il 29% a favore del Cdx, il 3% di indecisi e il 2% che non voterà.

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