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il blog di Francesco Zanfardino
E il regolamento?
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2010


                                                

Ormai non fa nemmeno più notizia. Anzi, mi stavo meravigliando che il direttore del TG1 ancora non avesse fatto un editoriale sul caso-Bertolaso. E così Augusto Minzolini ha subito rimediato, lanciando il suo quinto editoriale in meno di un anno (unico direttore di TG italiano così "interventista") e, ovviamente, quinto messaggio pro-premier senza contraddittorio, come direttore del TG dell'ammiraglia del servizio pubblico (quella che, in teoria, dovrebbe essere imparziale). Viene da domandarsi che limite abbia l'indecenza. E anche l'incorenza di citare la legge sulla par condicio, proprio quando la si sta palesemente violando, e in un momento dove un regolamento impedisce al Sindaco di Sanremo di salire sul palco, anche muto.

I giornalisti del TG1, intanto, non hanno il coraggio di fare quello che dovrebbero: scioperare più e più volte, fino a quando Minzolini non se ne sarà andato. Non bastano gli scarni comunicati, ormai l'ha fatta troppe volte fuori dal vaso.

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E furono quattro
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2010


                                   

Ancora una volta Augusto Minzolini l'ha fatta fuori dal vaso. Perchè un direttore del principale TG del servizio pubblico che sforna editoriali su editoriali nei quali, senza contraddittorio, fa passare per verità opinioni del tutto personali (e sempre orientate a favore dei berluscones), è uno che va ben al di là del proprio ruolo e di qualsiasi limite di tolleranza. E meriterebbe una mobilitazione generale per chiederne le dimissioni.

Questo al di là del merito della questione che, come ho avuto modo di ripetere in questo blog, è altrettanto indecoroso. Asserire che Craxi non ha bisogno di essere riabilitato, che Tangentopoli fu una soluzione giudiziaria ad un problema politico, che Craxi fu un capro espiatorio ed un grande statista è quantomeno discutibile, se non un elogio deplorevole di una persona che, ricordo agli smemorati, fu un latitante corrotto reo confesso. Questo, a prescindere dalla sua politica (nella quale, comunque, vedo ben poco di rivoluzionario, anzi), non può farlo ritenere "statista", se scappando da latitante ha disconosciuto tutte le istituzioni democratiche del suo "Stato".

Bisogna smetterla col tentare di far passare il concetto che gli uomini politici sono una categoria "a parte", cui è concesso fare cose che non sono concesse agli altri. Soprattutto se si cerca di farlo per giustificare vergogne attuali.

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Ora la mafia è con il Governo
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2009


                                               

Cambiare idea è legittimo, ma farlo in una settimana è ridicolo e indegno. Fino a ieri, dopo la deposizione del pentito Spatuzza di venerdì scorso, che chiamava in causa Berlusconi e Dell'Utri come nuovo riferimento politico della mafia dopo il crollo della prima Repubblica, per i berluscones, e tutti i cosiddetti "terzisti" del mondo dell'informazione e della politica, non solo le dichiarazioni andavano verificate, ma di per sè non avevano alcun valore, perchè è assurdo poter credere a delle persone che hanno ucciso persone e sciolto bambini nell'acido. Anzi, Spatuzza non sarebbe stato altro che una pedina nelle mani della mafia che voleva attaccare il Governo che la starebbe soggiogando.

Invece, ora che il boss Graviano, che non è nemmeno pentito, sostiene il contrario di Spatuzza, dicendo di non aver avuto rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, gli ex-mafiosi divengono immediatamente delle "bocche della verità" capaci di "sbugiardare" (che al mio paese significa smentire con prova). E la mafia, evidentemente, non vuole più spodestare, tramite i suoi uomini, il suo nemico Berlusconi.

Che lo facciano gli accoliti di Berlusconi, è pur comprensibile: ormai hanno perso da tempo la dignità, oltre all'onestà intellettuale. Ma che a perdere la decenza siano le istituzioni come il Tg1, a causa dell'ennesimo indegno editoriale dell'indecente direttore Minzolini, è insopportabile. Poi ci domandiamo dove sia il problema della qualità dell'informazione in Italia.

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Proverbiale
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2009


                                       

D'altronde, non c'è due senza tre. Dunque, non poteva che esserci un terzo editoriale del "Minzo", ovviamente sempre a favore di Berlusconi (con annesso attacco ad un pm antimafia come Ingroia).

Il problema è che, di questo passo, non sarà l'ultimo. E mi domando cosa si aspetti a cacciare via, o a fare di tutto per far cacciare via, una pseudo-giornalista che ha la sfrontata spudoratezza di mettere a disposizione di una parte politica la principale trasmissione d'informazione del servizio pubblico, da sempre caraterizzata dall'imparzialità (o perlomeno dallo sforzo di apparire tale).

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