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il blog di Francesco Zanfardino
Green economy: illuminiamoci di LED
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 27 agosto 2010


                              

Troppo spesso sentiamo parlare di "green economy", e dei fantastici vantaggi ambientali ma anche economici che ne deriverebbero. Tuttavia, specialmente quando a parlarne è la politica, raramente si arriva a descrivere in quali provvedimenti concreti questa "rivoluzione" debba tradursi.

Oggi voglio porre l'attenzione sulla tecnologia LED, quella che tanti Italiani stanno imparando a conoscere solo ora con l'avvento dei televisori a LED (sigh!). Questa è in realtà un innovativo sistema di illuminazione che può essere applicato in numerosi campi, con guadagni in termini di efficienza e luminosità. In particolare, se applicato all’illuminazione pubblica, il sistema a LED consente notevoli risparmi sui consumi energetici e sui costi di manutenzione.

Tanto è vero che molti Comuni in tutta Italia stanno convertendo la propria illuminazione pubblica alla nuova tecnologia a LED: a fare da apripista è stata qualche anno fa il piccolo Comune di Torraca (Sa), prima “LED city” al mondo, ma ormai anche città importanti come Piacenza, Lodi, Alessandria si stanno convertendo alla nuova tecnologia. Questo anche grazie ad innovative iniziative tecnologico-industriali qualiArchilede”, messa in campo da Enel Sole, leader nel settore in Italia (4.000 Comuni gestiti), in collaborazione con gli stabilimenti di iGuzzini, e diretta proprio agli Enti locali. Questo sistema garantisce, a parità di prestazioni luminose, un risparmio sui consumi energetici del 40% rispetto alle più efficienti tecnologie attualmente adoperate (lampade a vapori di Sodio ad Alta Pressione o SAP) e di circa il 60% rispetto alle tecnologie tradizionali (lampade a vapori di Mercurio o HG), con conseguenti benefici di bilancio economico ma anche ambientale: l’applicazione di “Archilede” a 400 punti luce a Piacenza, per esempio, consentirà un risparmio di 90 MWh di energia elettrica e di 45 tonnellate di CO2 emesse per produrla.

Fatte le dovute proporzioni, una stima dell’applicazione di “Archilede” su scala nazionale prevede un risparmio annuale di circa 3 TWh di energia elettrica (quasi l’1% del fabbisogno energetico italiano, che nel 2008 è stato di 339 TWh) e di circa 1.5 tonnellate di CO2 (l’8% delle 19 tonnellate di CO2 che l’Italia dovrà tagliare entro il 2012 per rispettare il Protocollo di Kyoto ed evitare le sanzioni previste). Questo senza contare i benefici in termini di durata, visto che i LED hanno una vita media di 50.000 ore rispetto alle 30.000 delle SAP e alle 12.000 delle HG. Infine, questa tecnologia consente anche una migliore qualità dell'illuminazione, con una resa uniforme, una migliore resa cromatica e con una riduzione dell’odioso inquinamento luminoso. Ovviamente, c’è un costo iniziale, quello dell’acquisto dei lampioni a LED e della loro installazione. Costo che verrebbe ammortizzato negli anni grazie al risparmio in bolletta: tanto che, per esempio, proprio Enel Sole, per i Comuni “scettici” o senza fondi in cassa, prevede anche la possibilità della “anticipazione di capitale” per far conseguire agli Enti un vantaggio immediato a costo zero

Ma quella di “Archilede” non è certo l’unica offerta innovativa in campo di illuminazione: per esempio, anche il progetto “Un mondo di luce a costo zero” della Beghelli offre a Pubbliche Amministrazioni, aziende pubbliche e private con almeno 40 corpi illuminanti, la possibilità di risparmiare fino al 70% attraverso la riconversione dei propri impianti illuminanti (tecnologia LED ma non solo, anche l’utilizzo di mini-celle fotovoltaiche), senza costi iniziali, poichè saranno parte dei risparmi ottenuti col nuovo sistema ad essere fatturati dalla Beghelli come corrispettivo dei servizi che offre, e senza costi di manutenzione, che per tutta la durata del contratto sarà garantita dall’azienda. E così via, in un mercato che per fortuna si sta sempre più ampliando.
 
Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta: cosa si aspetta ad incominciare una rivoluzione a "costo zero"? Perchè non vietare per legge l'utilizzo dei vecchi sistemi di illuminazione? E perchè le opposizioni, smettendo di parlare unicamente di nomi e alleanze e cominciando a parlare di programmi e idee di Paese, non fanno proposte del genere e cominciano ad applicarle nei Comuni dove governano?

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Silviograd, Italia
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2010


                                              

Secondo il quotidiano psuedo-"Libero" in Bielorussia sarebbe sorta una cittadella economica dedicata a Silvio Berlusconi. Il nome di "Silviograd" appare in virgolette nel titolo, non nel resto dell'articolo però: insomma, quella sorta di "scrivo non scrivo" che fa pensare ai lettori, berlusconiani, di Libero che realmente questa cittadella sia dedicata a "Silvio", mentre la logica suggerisce il contrario. La logica, perchè è impossibile verificare la notizia: almeno su Internet, questa Silviograd esiste solo nell'articolo di Libero e di quelli di blog come il mio che ne parlano.

Ma prendiamo anche la notizia per vera. E tralasciamo pure che la Bielorussia è l'ultima dittatura europea, in isolamento internazionale da 18 anni (l'unico leader europeo a visitare il paese nel frattempo è stato proprio Berlusconi tre mesi fa) e che ciò comporterebbe "qualche" problema etico nell'avviare tali alleanze economiche, delle quali si potrebbe benissimo fare a meno. Vorrei invece concentrare l'attenzione sulla descrizione di questa "cittadella": la Bielorussia offre alle aziende Italiane "zero dazi sull'import e sull'export, detrazioni sull'IVA, agevolazioni fiscali sugli utili, terreni in consessione per 99 anni per pochi dollari, manodopera a 350 dollari al mese ... il tutto senza restrizioni ecologiche". Insomma, operai sottopagati, allegria fiscale, terreni svenduti e nessuna "rottura di palle" ecologica: mi ricorda tanto una certa idea di Paese.

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Nuove energie
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 13 ottobre 2009


                                               

Per la serie delle "lezioni cinesi", anche la Regione Toscana si dimostra un eccellente esempio di come vada interpretata questa ennesima crisi economica, che sta palesando ancora di più i suoi devastanti effetti sociali (nonostante continuino a dirci che è finita) anche per l'inettitudine della nostra classe dirigente e la sua avversione verso il cambiamento, in qualsiasi forma si trovi.

A cosa mi riferisco? Allo straordinario successo del Piano Energetico Regionale voluta dall'amministrazione toscana, che è stato in grado nell'ultimo anno, nonostante la crisi, di aver fatto crescere nella Regione il fotovoltaico del 614% (!), l'eolico del 113%, il geotermico del 10%. E questo con un investimento minimo: aiuti complessivi di 114 milioni di euro, tra l'altro spalmati fino al 2013.

Un investimento ampiamento ripagato, visto che si calcola già nell'immediato che metta in circolo mezzo miliardo di euro di investimenti privati. Senza contare i tanti posti di lavoro creati, la tanta energia che dovremo importare in meno dall'estero, e le tonnellate di emissioni inquninanti (e relative sanzioni internazionali previste dal piano clima) che si risparmieranno.

Eco-logia è economia ...

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Lezioni cinesi
post pubblicato in Diario, il 29 settembre 2009


                                               

L'uomo nella foto è Wang Chuanfu, fondatore della BYD ("Built your dreams"). Ai più questi nomi non diranno nulla, ma questo signore di 43 anni, nato da una famiglia di umili contadini, è riuscito a diventare l'uomo più ricco della Cina. Lo ha comunicato la rivista Hurun, che ogni anno stila appunto la lista degli uomini più ricchi dell'ex Celeste Impero.

Vi starete chiedendo dov'è la notizia: in fondo, sono cose possibili in un Paese dalle mille contraddizioni come la Cina, no? Il fatto sta nel come Chuanfu è riuscito a fare questa fortuna: ovvero con la famosa "green-economy". Partita come produttrice di batterie ricaricabili, nel cui campo Chuanfu ha applicato con successo i suoi studi di Chimica e gli stage alla "nemica" giapponese Sony, la BYD è poi diventata qualche anno fa produttrice di automobili elettriche, vendendone 170mila esemplari nel 2008, con l'obiettivo di 400mila vendite del 2009 a portata di mano, e 700mila vendite programmate nel 2010 (con annesso sbarco in Europa). Per capire come il successo economico sia dovuto alla produzione delle eco-auto basti pensare che solo l'anno scorso la stessa classifica Hurun vedeva Chuanfu al 106° posto (un aumento di fatturato, insomma, dell'800%).

L'ennesima dimostrazione, insomma, che l'economia vincente è quella che va di pari passo con l'ecologia. Sarebbe l'ora che anche gli imprenditori italiani imparassero sul serio questa lezione.

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Premiare la differenza
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 20 settembre 2009


                                               
 
A volte i grandi cambiamenti partono dalle piccole cose. Potrebbe essere il caso delle macchinette per la raccolta differenziata di bottiglie di vetro e plastica che, come segnala l'interessante sito Ecoblog.it, sono presenti nei supermercati di tutta Europa tranne che in Italia.
 
Grazie a queste macchinette, l'utente può ottenere fino a 25 centesimi (a seconda di ogni supermercato) per ogni bottiglia riciclata, che vengono poi convertiti in buoni acquisto. Poca roba, ma un incentivo comunque significativo per tanti utenti che non hanno ancora un buon rapporto con la differenziata, o addirittura vivono in paesi dove la differenziata deve ancora partire o presenta numerose disfunzioni (tipo nella mia città, dove non ci sono ancora le campane del vetro e siamo costretti a gettarlo altrove).

Non sarebbe male, dunque, se anche le nostre catene di supermercati si ricordassero, ogni tanto, dell'innovazione ecologica. In fondo, ci guadagniamo tutti.

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Mille litri, un euro
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2009


                                                           

Dopo vent'anni di grandi affari per l'industria dell'acqua minerale in Italia, con consumi pro capite passati da 65 a 192 litri, calano i consumi di minerale: -1.7% nel 2008. Dati Mineracqua, l'organizzazione del settore.

Il motivo? La campagna avviata da molti Comuni Italiani, sul modello estero, per il consumo dell'acqua di rubinetto. Modello principe è Venezia, dove il Sindaco Cacciari ha addirittura dato un "marchio" all'acqua della municipalizzata cittadina, "Veritas", ed ha fatto una vera e propria campagna publiccitaria in cui si mettono in evidenza tutti i vantaggi del consumo di acqua di rubinetto, in primis la qualità (l'acqua è super-controllata, anche più delle acque imbottigliate) e il basso costo ("mille litri un euro", recita uno slogan ripetuto dallo stesso Cacciari). Senza contare il risparmio di migliaia e migliaia di bottiglie di plastica (a Venezia lo smaltimento costa 250 euro a tonnellata), nonchè il taglio di tonnellate di emissioni inquinanti per produrre la plastica e per trasportare le bottiglie. Il che in tempi di crisi, e di riscaldamento globale, certo non guasta. Si dirà: e gli amanti dell'acqua gasata? Semplice: si installano i "gasificatori" nei rubinetti, e l'acqua gasata è servita. 

Insomma, un'ottima iniziativa, che per fortuna si sta diffondendo a macchia d'olio in ristoranti, mense e Comuni di tutt'Italia. Certo, servirebbe qualche intervento più generale da parte dei Governi ... purtroppo però le lobby dell'acqua in bottiglia sono ovviamente contrarie, quindi nel frattempo di miracoli, bravo Cacciari e bravi a tutti i Sindaci che hanno avuto intelligenza come lui.

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Caricabatterie universali, finalmente
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 19 febbraio 2009


                                                        

Oggi non parlo di politica. Ma di tecnologia. Sembra, infatti, che una volta tanto le grandi aziende stiano organizzando un "cartello" non per alzare i prezzi, ma per diminuirli. E per diminuire l'impatto ambientale. Sono impazziti? No, no, tranquilli ... hanno il loro tornaconto: diminuiscono i costi di produzione, e possono vendere ad un prezzo più basso, a costo zero.

Di che stiamo parlando? Della nascita di una "grande alleanza" fra le case produttrici di telefonini per giungere ad un caricabatterie universale. Si, proprio quegli aggeggi con i quali carichiamo i nostri amati telefonini, e che buttiamo ad ogni acquisto di nuovo cellulare: si calcola che ne buttiamo complessivamente circa 50 milioni l'anno. Uno spreco immane. Così quasi tutte le aziende produttrici, tranne Apple e Blackberry, sembrano si stiano mettendo d'accordo su unico tipo di "porta", basata sulla tecnologia micro-usb, da installare sui telefoni di tutte le marche, dove inserire gli "spinotti" dei caricabatterie. E, di conseguenza, ci sarà un unico tipo di caricabatterie. Evitando quello spreco immane, riducendo l'impatto ambientale, risparmiando sulla produzione e facendo risparmiare ai consumatori.

Insomma, propria la filosofia giusta per questi tempi di crisi. Da applicare ovunque.

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Finalmente basta con gli shopper di plastica
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2008


                                             

Surfando sul web mi è capitato di leggere una bella notizia (cosa rara ormai). La nota catena di centri commerciali Auchan ha deciso di abbandonare definitivamente gli shopper di plastica entro Luglio 2009. Verrano sostituite, in tutti e 49 centri Auchan d'Italia, da quattro "eco-alternative", tra le quali l'utente potrà scegliere: sacchetto di plastica biodegradabile, sacchetto di carta, box in cartone, shopping bag riutilizzabile.

In realtà Auchan anticipa la norma voluta dal Governo Prodi nella Finanziaria 2007 che mette fuorilegge dal 2010 le buste di plastica per l'asporto di merci. Si tratta di una piccola grande rivoluzione ecologica, dato che la produzione attuale è di 1500 tonellate di sacchetti l'anno. Con il divieto, dunque, verranno risparmiate 200mila tonnellate di anidride carbonica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e delle direttive UE. Senza contare i benefici per la filiera agro-industriale dei bio-materiali (bastano mezzo chilo di mais e uno di olio per produrre cento eco-shopper). E quindi tanti bei soldini risparmiati dallo Stato e dal sistema Italia.

Molto bene. Speriamo che altre catene commerciali decidano di anticipare l'applicazione della normativa. Già sarebbe tanto, comunque, se l'attuale Governo non decidesse di rinviare la scadenza del 2010 ... visto il "grande" attaccamento all'ecologia di questo Governo.

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