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il blog di Francesco Zanfardino
A proposito di energia e ambiente
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2009


                                                   

Oggi il premier Berlusconi, in visita in Sardegna per sostenere il solito prestanome candidato alle elezioni in Sardegna (il cui avvio di campagna elettorale è ovviamente ripreso da tutti i TG, a differenza di quella di Soru), sì è scoperto ambientalista. "Vorrei trasformare la Sardegna in una grande oasi ambientale" (usa la prima persona, a conferma del fatto che il candidato alle elezioni è solo un prestanome senza voce in capitolo, come Chiodi in Abruzzo ... a proposito, chissà se sul simbolo del PDL ci sarà scritto Cappellacci o Berlusconi ...). Peccato che durante i 5 anni di governo Soru il centrodestra sardo si sia opposto a tutte le sue politiche ambientali, a partire dalla legge "salva-coste" per la quale, pur di tutelare gli interessi dei cementificatori selvaggi, hanno promosso anche un referendum abrogativo (che hanno perso), mentre all'estero hanno preso quel provvedimento come modello (e Soru è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa"). Per non parlare delle politiche ambientali dei Governi Berlusconi, pari a zero, anzi aventi un saldo negativo (basti pensare ai recenti passi indietro tipo la cancellazione degli eco-incentivi per le auto e della copertura del 55% degli impianti fotovoltaici e caldaie ecologiche, per non parlare della solitaria battaglia in Europa contro il piano-clima).

Dunque, prima di parlare, bisognerebbe fare, caro Berlusconi. Per esempio, secondo un recente studio, condotto da Anev (Ass.Naz. Energia del Vento), Aper (Ass. Produttori Energie Rinnovabili), Ises Italia (sez. italiana della Soc.Int.Energia Solare), Grenpeace, Legambiente e UIL e pubblicato il 7 Gennaio, c'è in Sicilia la possibilità di ricavare 3.23 TWh di potenza (l'1% del fabbisogno nazionale) e 7.537 posti di lavoro se si fruttasse pienamente il potenziale eolico di quella Regione. Il piano sarebbe perfettamente sostenibile industrialmente, ma anche paesaggisticamente, in quanto verrebero salvaguardate le aree soggette a vincoli. Inoltre, si risparmierebbero entro il 2020 ben 3 milioni di tonnellate di CO2, più di 5mila di S02, più di 7mila di NOx e quasi mille tonnelate di polveri, contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto (e allo schivamento delle relative sanzioni). I dati, già comunicati alla Regione Sicilia, saranno presentati in un convegno organizzato per il prossimo 16 Gennaio.

Ebbene, caro Premier, se davvero tiene all'ambiente, faccia concretizzare questo "piano eolico". D'altronde in Sicilia il centrodestra governa dappertutto e la sinistra conta ben poco, dunque non ci saranno problemi di giunte locali, nè grossi problemi da parte degli "estremisti di sinistra" che impediscono la realizzazione delle opere, no?

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Non lasciamo andare a rotoli il mercato dell'auto
post pubblicato in Diario, il 3 gennaio 2009


                                               

Il crollo più imponente da 12 anni a questa parte. Un -13.4% di immatricolazioni  auto nel 2008 che fa paura, e un crollo del 30% degli ordini per il 2009 che fa ancora più paura. A rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, molte delle quali già in cassa integrazioni, ed uno dei settori più produttivi, più "reali" dell'economia Italiana. Tanto che un suo collasso davvero spingerebbe il sistema Italia verso il baratro. E allora il Governo non può stare con le mani in mano. Di fronte alla crisi della produzione deve, e sottolineo deve, aiutare il settore. Perchè se nel 2008 c'è stato un simile crollo, pur essendoci gli eco-incentivi, figuriamoci che crollo dobbiamo aspettarci nel 2009 con l'aggravarsi della crisi e senza incentivi per la rottamazione.

Innanzitutto si riveda la scelta scellerata di non prorogare gli incentivi per la rottamazione anche per il 2009. Sono utili per l'ambiente, e rimettono in moto il mercato, convincendo all'acquisto coloro che sono nel dubbio o che preferiscono rinviare l'acquisto a tempi migliori. Ma poi si pensi anche a metodi di incentivazione più "innovativi", come forti incentivi per le auto ecologiche o per le auto che rispettano alti standard di sicurezza: tra l'altro, le prime aiuterebbero ad evitare le multe salate del mancato rispetto del protocollo di Kyoto sulle emissioni, le seconde a diminuire le migliaia di morti l'anno che avvengono sulle strade italiane. Se poi rottamazioni e incentivi non dovessero bastare a frenare la crisi, allora si potrebbe anche pensare ad aiuti più "diretti" al settore auto, valutandoli però con molta, molta attenzione (soprattutto valutando se la destinazione di questi aiuti è prioritaria rispetto ad altri settori, a cominciare da quello principale: le famiglie italiane).

Tra l'altro l'aiuto al settore auto troverebbe grande favore anche in Parlamento, dato che il leader PD Veltroni a suo tempo si dichiarò favorevole. E non si dica che non ci sono i soldi: dai soli costi della politica si possono ricavare decine di miliardi di euro. Basta averne la volontà.

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